lunedì 19 febbraio 2018

VIVI O MORTI


Avrete tutti letto della morte di Fidelito, il figlio 68 enne del nostro Comandante en Jefe.
Mi ha sorpreso che gli stessi organi di stampa cubani abbiano subito riportato le cause vere della morte.
Suicidio.
Solitamente, quando si parla di questi personaggi importanti, la ragion di stato porta a comunicare al popolo non sempre quello che veramente accade.
Potevano tranquillamente far passare la morte per cause naturali improvvise; un arresto cardiaco, in questi casi, non si nega a nessuno.
Invece hanno, con ogni probabilita', detto la verita'.
Non male per un regime accusato di ogni sorta di nefandezza da parte dei giornalisti a gettone occidentali.
La storia di Fidelito e' uguale a quella di tanti figli di personaggi talmente grandi da essere inevitabilmente ingombranti.
Ci si aspetta sempre che i figli siano dello stesso valore dei padri, ma la generica e le leggi di Mendel non funzionano in questo modo.
Fidelito era stato messo a capo di un non ben precisato Programma Nucleare Cubano, che avrebbe dovuto portare alla creazione nel paese della prima centrale nucleare.
Progetto abortito un po' per il crollo dell'Unione Sovietica e molto per l'incapacita' del figlio d'arte, come affermato dal padre stesso a giustificazione della sua defenestrazione.
Tornando sul discorso di come sono morti alcuni personaggi pubblici molto in vista, di come invece questa morte e' stata “venduta” al pubblico si possono aprire bei discorsi.
Camilo e' salito su un aereo a Camaguey 60 ani fa, ancora deve arrivare a La Habana.
La vulgata sussurra che ci fossero importanti divergenze di opinione fra lui e Fidel, altri accusano la CIA dell'abbattimento del velivolo.....resta il fatto che ancora oggi il tutto e' avvolto da mistero.
Su Fidel c'e' poco da raccontare.
Quando parlo' per l'ultima volta al congresso del Partido sapeva di avere la data di scadenza, lo disse senza fare troppi giri di parole.
Non ce lo vedo un medico che, guardando negli occhi il Comandante, gli spara una balla.
Il Che e' stato catturato in Bolivia, le modalita' della sua morte restano ancora oscure, nessuno le ha mai davvero raccontate in modo neutrale e credibile.
Hugo Chavez, secondo i giornali venezuelani dell'epoca, sarebbe deceduto in terra venezuelana dopo un ultimo viaggio da La Habana una volta constatato che non c'era piu' nulla da fare.
Altre fonti riferiscono invece che Chavez sia morto nella capitale cubana e poi trasportato, in un secondo momento, a Caracas.
I leader Sovietici sono stati fatti sopravvivere ben oltre la loro dipartenza da questa valle di lacrime.
Il web e' pieno di foto di questi leader, in piedi mentre dall'alto guardano la sfilata militare nella Piazza Rossa....sembrano vivi ma in realta' probabilmente sono tenuti in piedi dai loro compari, la morte del leader di una delle due superpotenze era davvero un affare di stato.
Non entro nel merito delle successioni in Corea del Nord perche' l'argomento e' cosi' impenetrabile, come tutto quel paese, che rischierei di scrivere inesattezze.
Dico solo che, se non ricordo male, prima del presidente attuale sarebbe toccato a un altro o ad altri 2 fratelli, ritenuti pero', inadeguati.
Molti sostengono che Hitler non sia morto fra le ceneri del suo bunker ma sia riapparso poi, anni dopo, in Brasile.
Mi sembra una cazzata simile a quelle riguardanti avvistamenti postumi di Elvis, Morrison o del fatto che Paul dei Beatles sia morto decenni fa, sostituito nei lustri a seguire da un sosia.
Sul Mussolini penzolante non credo ci siano mai stati dubbi.
Abbiamo un tantino divagato, ma il tutto era per dire che la stampa, quasi sempre, e' in grado di indirizzare le notizie un po' dove gli pare, anche se oggi, in tempi di social, facebook ed internet, tenere nascoste le cose e' diventato, per fortuna, molto piu' complicato.

sabato 17 febbraio 2018

SPUTTANARE ALTRI SOLDI? SPERIAMO! -2-



Passa parecchio tempo dal mio racconto precedente, un sabato ero in giro per Tunas con Adriano, il mio amico di Monterosso precocemente deceduto, mi sento chiamare e ritrovo una vecchia amica che non vedevo da un po'.
Ci eravamo conosciuti molti anni prima, lei all'epoca era giovane, io poco piu' che quarantenne, non era mai accaduto nulla di serio ma comunque, quando era possibile, ad ogni viaggio ci si frequentava per qualche giorno.
Era stata gia' un paio di volte in Italia con un paio di persone differenti, ero gia' presente la seconda volta mentre ancora non la conoscevo la prima, anche se conosco chi la invito', un tipo che incontro a volte in giro per Cuba e saluto sempre volentieri.
Prima o poi faremo tutti una Reunion....come i Pooh.
In quel periodo avevo pensato, seriamente, di richiedere la Residenza Permanente, come sapete occorrono alcuni requisiti come avere una moglie cubana o un figlio riconosciuto.
Avendo, d'ufficio, scartata la seconda ipotesi, brevemente decisi per la prima.
Non ero mai stato sposato, la cosa mi sembrava persino divertente, onestamente, vista oggi da lontano, non fu una cosa seria.
Sinceramente a nessuno dei due fregava un cazzo dell'altro che non e' esattamente una buona base di partenza.
Per poche centinaia di cuc comperai 4 muri scalcinati in Calle Cuba, una via imboscata nel fondo di Buenavista, all'epoca sterrata, oggi pare che abbiano asfaltato ma non saprei dirvi, non ci sono piu' passato.
Dalla finestra di quella casupola si poteva vedere lo splendido panorama della centrale elettrica cittadina...
Visto che non ero sceso dalla montagna con la piena avevo optato per una situazione da poco, giusto per vedere se la cosa poco seria si sarebbe trasformata in qualcosa di piu' decente.
Un giorno andando in una playa rocciosa sconosciuta e secondaria, per l'equivalente di una mountain bike usata, acquistai una baracchetta da ristrutturare, qua' li chiamano “rustici da riattare”, col tempo avrei poi deciso cosa farne.
Quando ci si frequentava occasionalmente era tutto rose e fiori, ci si divertiva anche se lei non era esattamente, dal punto di vista fisico, la mia tipologia di fanciulla preferita.
Frequentandoci di piu' mi ritrovai ad avere a che fare con una scassaminchia di dimensioni bibliche, probabilmente sono anche io refrattario ad ogni forma di controllo e/o gelosia.
Comunque salvando un paio dei 4 muri della casa cittadina, ne facemmo tirare su gli altri 2 e una la placa.
Lo feci fare a gente che conoscevo, feci poi mettere delle piastrelle da basso costo e il mio compito si poteva considerare terminato.
I mobili li porto' lei da dove viveva, fuori Tunas, convivemmo per un breve tempo poi dovetti tornare in Italia con la consapevolezza che la cosa non sarebbe durata molto.
Durante l'estate, mentre ero in giro per la penisola a lavorare, le diedi il bensevito dicendole che se voleva divorziava lei, io un penny non l'avrei tirato fuori.
Dei pochi muri tirati su non mi importava francamente nulla, spiccioli....
Subentro' quasi subito un italiaco benefattore che si fece carico di ogni lavoro successivo, benefattore grazie al quale, al mio successivo viaggio, mi trovai la sentenza di divorzio nella casa de renta dove vivevo.
A costo zero.
Gli Orishas si erano ricordati di me.
Fu un periodo breve, non memorabile, ovviamente non avviai alcuna pratica per la Residenza.
Ci avevo provato, non era andata.
Lo rifarei?
No.
Non per i soldi, alla fine spesi una cazzata, soldi che avrei comunque speso nello stesso periodo, con altre, ma per il tempo perso.
Arrivati ad un certo punto della vita i soldi non dico perdano importanza ma diventano, se ci sono, marginali.
Conta il tempo.
I soldi si guadagnano, magari se ne guadagnano di piu' ma il tempo perso, quello mal speso nessuno te lo restituisce, e' andato per sempre.
Continua...
 GLIK DERBY 2

giovedì 15 febbraio 2018

CUBANI NEGLI USA -1-



Ho trovato, fonte On Cuba, un'interessante statistica sul numero di cubani presenti negli Usa, oggi e nei decenni precedenti, ve la propongo sintetizzando alcune parti.

Non tutti sanno che, dal 1970, Cuba e' fra i primi dieci paesi che esporta migranti negli Stati Uniti. 
Fino al 2016, quando Obama elimino' lo status speciale, erano addirittura settimi. 
Nel 2016 vivevano nelle terre confederate quasi 1.3 milioni di cubani che rappresentano il 3% dei 44 milioni di emigranti che il Trumpo si ritrova fra i cabasisi. 
Subito dopo la presa di potere da parte dei Barbudos ci fu un forte incremento di popolazione cubana negli Usa, si passo' dai 79000 del 1960 ai 439.000 del 1970, quasi sei volte tanto. 
Le ragioni le conosciamo bene, l'espropriazione delle terre e dei beni non pubblici, la privatizzazione di tutto cio' che esisteva, la fine del commercio privato, le paghe bassissime ed altre medidas Rivoluzionarie furono decisive per far si che molta gente, sopratutto fra i ceti alti e medi, decidesse di prendere il mare, ovviamente in situazioni agevolate. 
Poi arrivo' l'estate del Mariel, quando el Comandante en Jefe decise di svuotarsi le prigioni (Scarface docet), arrivarono sulle coste della Florida ben 124.800 cubani. 
Nel 1984 i due paesi firmarono il primo trattato migratorio in cui Cuba accettava di riprendersi i migranti non....compatibili con le leggi nordamericane, mentre gli Usa permettevano un massimo di entrata di 20000 persone all'anno. 
Nel 1994 durante la “Crisi dei Balseros” si diede vita ad un nuovo accordo fra i due paesi; Gli Usa si impegnavano a rimandare a Cuba tutti i migranti prima che gli stessi toccassero la terra ferma (pie' seco pie' mojado), mentre Cuba si impegnava a stroncare il traffico illecito di esseri umani verso gli Stati Uniti. 
Queste medidas non servirono a limitare l'emigrazione illegale, dal 1995 al 2015 entrarono negli Usa, a diverso titolo, ben 650 mila cubani. 
Obama, ad 8 giorni dalla fine del suo mandato, decise di eliminare lo status speciale di cui il migrante cubano godeva, riportandolo al rango di un messicano qualunque. 
Negli ultimi periodi prima di questa decisione, fiutando che l'aria iniziava a farsi poco salubre, l'arrivo dei cubani raddoppio' passando dagli oltre 24 mila del 2014 ai 56400 del 2016.
Nel dicembre 2017 la guardia costiera statunitense ha informato che, dal 1 ottobre, inizio dell'anno fiscale ad oggi, solo 31 cubani hanno cercato di entrare illegalmente per via mare, mentre in tutto l'anno fiscale precedente furono 1934. 
Interessante notare che, nell'anno fiscale 2016, furono 7411 mentre nel 2015 ben 4474....gia' era nell'aria che il vento stava cambiando. Altre destinazioni “popolari” per i cubani nel mondo sono la Spagna (125.000), Italia (33.000), Messico (18.000), Germania e Canada (15 mila ciascuno), Puerto Rico (13 mila). 
In un prossimo pezzo vedremo la ripartizione geografica dei cubani negli Stati Uniti. 
Il dato che salta all'occhio e' la grande quantita' di cubani presenti in Spagna, ma il dato e' figlio di quel “genio” di Zapatero che decise di dare la cittadinanza spagnola a tutti coloro che avevano antecedenti iberici fino ad un paio di generazioni precedenti. 
Nel tentativo di dimostrare questi antecedenti, a Tunas, ho visto gente inventarsi mecaniche che voi umani non potete neanche immaginare. 
Stupisce il dato canadese, pensavo fossero molti di piu', c'e' pero' da dire che, dopo un periodo di maniche larghe, gli acerini hanno stretto di molto le maglie della concessione di visa.
Non mi stupisce il dato tedesco, quando vai a fare l'intervista nella loro ambasciata, ti danno un test da compilare....in tedesco, o lo sai o vai a casa. 
Un po' come accade in Australia, ho un paio di conoscenti che si sono trasferiti in questi ultimi anni, per prima cosa si sono dovuti fare, pagandolo di proprio borsillo, un bel corso di lingue. 
Se vuoi venire a casa mia, parli la mia lingua... 
Vi sembra poi cosi' sbagliato? 
Continua....

mercoledì 14 febbraio 2018

QUELLA PAROLA...

Tranquilli.

Non vi rifilo il consueto pippone su questa giornata, ho gia' dato.
Anni fa scrissi un pezzo sul dia de l'amor che poi decisi di inserire anche in un mio libro.
Non credo che, relativamente a questo contesto debba dire altro.
Ci sono pero' alcuni particolari che, credo, meritino un approfondimento.
Questa giornata, 14 febbraio S.Valentino, fin dalla adolescenza mi ha provocato tutta una serie di imbarazzi, vado a spiegare il perche'.
Intanto non posso non aderire al solito luogo comune che “se vuoi bene a una persona non devi aspettare questo giorno per dimostrarlo”....ecco, l'ho detto e mi sono tolto il dente.
Il problema e' che sono sempre stato, fisicamente, allergico a rappresentare il ruolo di fidanzato, moroso, novio o quello che volete voi.
Ricordo, tempo fa, ero al Carnevale di Calixto con una bella fanciulla che sapeva di questa mia “allergia”, incontrammo un suo tio fra le bancarelle, lei dovette presentarmi con un ; “Mi...Mi...Mi...relacion”.....il tutto per non dire la parola novio che mi avrebbe imbarazzato.
Dai 14 anni, fino diciamo ad un lustro fa, c'e' sempre stata qualcuna da portare fuori che, invece, a questo giorno teneva particolarmente.
Se la memoria non mi inganna visto che non sempre le rimozioni funzionano, un paio di volte devo anche essermi presentato con dei fiori.....per un piemontese capricorno (il massimo del terra terra) e' tantissima roba.
Mi inquietava il fatto che, se si usciva in questa giornata, era perche' la cosa era diventata....istituzionale.
Ho perso il conto delle volte in cui qualcuna mi ha detto in queste giornate “Io ti amo e tu....?”.
Minchia! Cazzo le dico ora?
Mentendo, quasi sempre, le dicevo che anche io provavo le stesse cose, ma lo dicevo con una faccia che era difficile credermi.
La parola Amore e' sempre stata un macigno.
Il “ti voglio bene” lascia aperte tutta una serie di vie di fuga, ma il “Ti amo” ti inchioda inesorabilmente ad un muro.
Dove cazzo scappi?
Per questa ragione potete immaginare il mio sincero stupore quando, sbarcato a Cuba, le prime volte sono stato assalito, circondato, avvolto, infagottato da tutta la serie di “amor, mi amor, mi amorcito, mi cielito lindo”.
Non ero preparato a tutta quella melassa, sopratutto al fatto che a questa parola si desse una importanza cosi' minimale da ripeterla ad ogni pie' sospinto.
Sia chiaro, col panorama italiano dove persino un ragade anale se la tira come se fosse Belen, trovarsi avvolti da tutte quelle carinerie e' persino piacevole.
A patto di dare a quella parola il giusto significato.
A Cuba un “mi amor” non si nega a nessuno.
La duena della casa de renta ti accoglie con un mi amor, la fanciulla che frequenti dimentica prontamente il tuo nome per chiamarti semplicemente in quel modo.
Mi amor dalla cassiera della tienda, dalla cameriera del paladar, dalla funzionaria dell'inmigration, dalla vecchia che ti chiede l'elemosina, dalla cassiera della banca, da tutte.
I primi tempi mi chiedevo se era possibile che io, proprio io, cosi' refrattario a quella parola fossi diventato l'amor di cosi' tanta gente.
Poi piano piano quella parola ti entra nel vocabolario che usi quando sei da quel lato del bloqueo, utilizzarla diventa quasi una cosa naturale.
Se qua' dici “Amore” ad una fanciulla, e' cassazione, corri il rischio poi di dovertene pentire per il resto dei tuoi giorni, ma se lo usi a Cuba...e' gratis.
Di conseguenza mi capita, sempre con la giusta parsimonia, di utilizzarlo in contesti che da noi sarebbero impensabili.
Comunque, concludendo, da qualche anno non ho relazioni stabili in Italia, anche perche' se le avessi sarebbe poi complicato viaggiare verso una certa destinazione (di questo parleremo in un pezzo appena trovo un buco, abbiamo cosi' tanti argomenti di cui parlare...) vedo fanciulle con una certa continuita ma in modo estemporaneo, senza promettere o chiedere nulla.
Anzi credo che alcune di loro, questa sera, avranno l'uscita canonica col titolare in carica.
Bene cosi', io lavoro in palestra fino alle 22.
Feliz dia de la amor a todos.

lunedì 12 febbraio 2018

CHE PIACCIA O NO

Come avevo scritto al mio rientro da Cuba; l'atteggiamento delle duenas delle case de renta nei confronti di una certa liberta' di manovra dei turisti e' drasticamente cambiato.
Le notizie vanno date, possibilmente, appena iniziano a manifestarsi, non quando tutto e' gia' successo.
Avevo postato un paio di mail di duenas tunere e avanere riguardanti riunioni nelle sedi competenti, dove era stato chiaramente detto loro che gli anni in cui giravano la testa dall'altra parte erano finiti, che a rischio non era piu' soltanto la casa ma anche la loro liberta' personale.
Qualcuno, qualche fenomeno c'e' sempre in giro, qualche “so tutto” aveva risposto che non era vero, che in molte provincie si continuava a fare cio' che si voleva ecc ecc....
Spesso il negare le cose e' atteggiamento figlio dell'ignoranza, nel senso di ignorare le cose stesse.
Arrivano notizie da Santiago, da Holguin, da Cienfuegos e tutte vertono nella stessa direzione.
Le ragazze possono entrare nelle case, ma a patto di venire annotate nell'apposito registro.
So gia' che saltera' fuori qualche Zichichi dicendo che LUI (badate bene....solo lui...) conosce quella casa dove non puntano...o meglio non puntano le sue ecc....
Questo e' lo scritto di un italiano appena rientrato da Santiago
“Allora gli arrendador dicono che alle riunioni chi ha parlato delle nuove restrizioni sono stati i rappresentanti del ministero degli interni. Alcuni sono molti preoccupati e hanno cominciato a selezionare i clienti, altri dicono si es verdad hablaron fuerte, pero' mantengo il cliente che a santiago e' nel 90% e puttaniere.
Lo dico chiaramente, a parte i muchilleros, interessati a 2/3 giorni massimo a visitare santiago, a qualche straniero con novia ufficiale, a santiago il turismo e' quello dei 10/15 cuc a jugada.....altro non c'e'....anche i marinai filippini che sbarcano occasionalmente a santiago scopano e non dentro la nave.
Se l' applicazione della legge sara' rigorosa, santiago a livello turistico morira', io ho ancora l' eta' e l' esperienza per giocare ancora una volta a guardia e ladri, ma i molti turisti anziani o gli sporadici nuovi che arrivano, difficilmente si a contenteranno di scopare dalle 3 alle 6 di mattina, o peggio di stare fissi con una.
Molti mi criticheranno, ma chi conosce Santiago sa che e' cosi'”
Come vedete amici miei non parlavo affatto a vanvera.
A cosa portera' tutto cio?
I turisti meno stagionati, quelli che ancora vorranno mettersi in gioco, cambieranno destinazione optando per mete piu'...easy sotto ogni punto di vista.
I temba si rassegneranno continuando a hablar mierda de Cuba, ma passando sull'isola buona parte dell'anno, probabilmente si rassegneranno ad una novia fissa.
Questa situazione fara' la fortuna delle case illegali, esattamente come accadeva una volta, pero'.....se io umile scriba e turista classico conosco l'ubicazione di ogni casa tunera dove e' possibile matar la jugada....volete che non lo sappia la policia?
Alla fine, se non ci saranno eccessi chiuderanno un occhio, a volte due, mantenendo la facciata di rispettabilita' imponendo alle case de renta (che pagano impuesta) una certa linea di condotta, mentre permetteranno alle case illegali (che pagano una amata cippa) di fare affari a 5/10 cuc la jugada per loro.
A Tunas gia' le cose funzionano in questo modo, tanto che ci sono case de renta che hanno cambiato il marchietto esterno passando dal blu al rosso, trasformandosi in case de renta en moneda national.
Case dove il turista o il cubano con residenza all'exterior non potrebbe mettere piede ma che invece....
Quindi, per l'ennesima volta, ci abbiamo visto giusto, la situazione oggi e' questa, ognuno si faccia i suoi bei calcoli, metta sul piatto della bilancia pro e contro e agisca di conseguenza.
Che piaccia o no.

sabato 10 febbraio 2018

SPUTTANARE ALTRI SOLDI? SPERIAMO! -1-

Partiro', nuovamente, il 4 aprile, fino ad allora 3-4 volte ogni settimana mi piace pensare di farvi un po' di compagnia.
La ricerca di argomenti interessanti e' parte di questo piccolo divertimento a cui dedico qualche minuto.
Oramai per scrivere un pezzo e' difficile che ci metta di piu' di 6/7 minuti, la macchina e' bene oliata e non ci sono perdite di tempo, tempo fra l'altro che non ho.
E' divertente vedere come, non solo i miei scritti, ma anche una versione della mia storia abbiano libera circolazione per il web.
Dico una divertente versione perche' chiunque puo' passare da qua' (oramai siamo fra blog e condivisione su Fb a oltre 3000 visite al giorno) e leggere quel 10% della mia vita che decido di condividere.
A volte i miei scritti viaggiano verso siti di amici, altre volte Blograma mi fa l'onore di pubblicarli, altre volte qualche povero cristo sul web 24 ore al giorno, si diletta col copia incolla.
Non bisogna mai fare dell'ironia sui meno fortunati, si rischia concretamente di attirarsi la sfiga addosso...non sia mai.
Il fatto che i miei scritti viaggino e' pero' anche un sintomo del malessere che, da anni, affligge il web cubano dove nessuno scrive piu' nulla per paura dell'eventuale giudizio di chi, appostato nel guano, non aspetta altro che un alito di vita altrui per vomitare la sua basura.
Sembra che a parlare di Cuba siamo rimasti solo io e Zarlatti, la cosa non e' bella.
Pare che raccolga un certo interesse l'argomento sul come io ed altri spendiamo e abbiamo speso il nostro denaro a Cuba.
Il fatto che lo abbiamo speso deriva dal fatto che lo avevamo, il fatto che spendiamo deriva dal fatto che lo abbiamo.
Di conseguenza abbiamo lavori che ci rendono bene e ci permettono un certo stile di vita.
Come dicevo giorni fa, se avessi fatto l'insegnante, con 20 mila euro di entrate all'anno, col cazzo avrei alle spalle circa 60 viaggi a Cuba.
Come ho speso il mio denaro?
Ve lo posso tranquillamente raccontare, entro certi limiti, perche' sono parte di una vita spesa bene.
Anche perche' senza soldi.....dove cazzo vogliamo andare?
Al massimo davanti a qualche baracca di legno, col completino da nerd addosso.
Quindi, ripeto, come ho spesso il mio denaro?
Mi verrebbe da dire parte in donne e liquori mentre il resto l'ho sperperato, ma gli eredi di George Best potrebbero farmi causa per aver usurpato una sua fantastica citazione.
Due inviti.
Ma dovevate vederle amici miei.....
Una con quinta abbondante, l'altra la piu' bella ballerina che ci fosse in circolazione.
La prima oggi ha una normale vita cubana, la seconda ha svoltato in senso positivo ed oggi va e viene, compra e vende....
Ci vediamo a Tunas e sono sempre abbracci quasi commossi anche se sono passati 12/13 anni.
Li rifarei, spenderei ancora quei soldi? Anche domani.
Ho poi frequentato l'allora cameriera di una gelateria.....anche questa dovevate vederla....una flor.
Ecco, con questa se non fossi stato tanto stronzo, le cose avrebbero potuto prendere una bella piega.
Bel carattere, gioia di vivere, sempre allegra e sorridente, mai una parola fuori posto, e poi bella con un esuberanza tipica di un certo tipo di fanciulla.
La cosa e' durata un paio d'anni.
Sapete bene che con loro, ad un bel momento, o si arriva da qualche parte oppure la cosa va a morire, funziona cosi'.
Avevo gia' fatto un paio di inviti, non me la sentivo di farne un'altro anche perche' allora lavoravo solo con l'agenzia di animazione ed ero sempre in giro.....un casino.
Ovviamente, come abbiamo fatto tutti, ad ogni partenza corrispondeva qualche soldo lasciato, nulla di destabilizzante, sapete bene come funziona.
Ad un certo punto o la portavo qua' o lasciavo perdere.
Resta un rimpianto sulla scelta che feci allora, potevo giocarmela meglio ma forse gli Orishas avevano in mente altro per me, oppure semplicemente se nasci rotondo non muori quadrato.
Troppi anni di villaggi turistici, troppe donne che andavano via per sempre 2 giorni dopo....troppe abitudini di un certo tipo.
Decisi di chiudere la storia, lei viveva in una casa molto mal messa in una sorta di barrio illegale, le lascia qualche centinaio di cuc per farci qualche lavoro, stupidamente, la congedai.
Mai piu' vista in giro, credo di essere stato il solo yuma nel suo carnet.....
Ha poi sposato un cubano con cui ha fatto un paio di figli, altro non so.
Lo rifarei? Si....magari con un finale diverso, ma la vita e' cio' che ci accade mentre facciamo progetti.
Continua....fortunatamente....

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA

giovedì 8 febbraio 2018

UNA SERA, A CENA...


Durante il mio ultimo soggiorno ho trascorso buona parte dei giorni a Las Tunas, mentre la parte finale l'ho vissuta a la Habana.
Durante una sera dei miei giorni tuneri vado a cena con un'amica, temutissima ispettrice di vivienda, in un ristorante quasi di fronte al Bella Vita; il “Classico”.
Nei nostri piatti c'era il logo del Real Madrid, giusto per capirci.
Bel locale, ubicato bene con una ventina di posti nella sala principale e una decina nel prive'.
Ci sediamo in uno dei tavolini a due posti nella parte centrale del locale, arriva subito una solerte cameriera con i menu', la fanciulla (come sbagliarsi?) optera' subito per tutto a base di camarones mentre io mi limito ad una bistecca de res.
A un paio di tavoli da noi c'e' una piccola compagnia di 6 persone, 3 maschi e 3 femmine, giovani, i ragazzi con la braga alla cacaiola e il berretto di ordinanza, le fanciulle con un po' di gordura ma tutto sommato, magari non proprio da sobri....fattibili.
Prima ancora che arrivasse il cibo, la compagnia era gia' in allegra borrachera andante.
Uno dei ragazzi, sicuramente chi pagava, continuava ad ordinare liquori costosi per tutti.
A fine cena avrebbe tirato fuori dalla tasca, mettendolo in bella vista, un grosso rotolo di denaro, non so se tutti cuc oppure, come spesso accade per especular, i primi, quelli piu' in vista cuc mentre gli altri di carteggio meno nobile.
Non credo fosse gente di Tunas, da come si comportavano e dai vestiti delle fanciulle probabilmente si trattava di gente del campo, azzardo io gente che lavora in ambito agricolo.
Mi pare fosse un venerdì sera, magari dopo una dura settimana di lavoro, nel campo cubano come in quello italiano i fancazzisti fanno poca strada, i ragazzi volevano divertirsi.
Facevano un po' di casino, in un locale italiano la cosa sarebbe finita in modo differente e magari chi guidava non si sarebbe riempito di alcool, ma a Cuba le cose funzionano in modo...originale.
Mi divertivo a guardarli, in fondo sono situazioni che da noi non accadono praticamente piu'.
Quando e' arrivato il cibo erano gia' tutti pieni come lumini, credo che abbiano sbocconcellato qualcosa e lasciato tutto il resto nel piatto.
Alla fine il pagatore ha ordinato 20 succhi di frutta da portare via, altro indizio che mi fece pensare che fosse gente del campo, quindi insieme a tutta la compagnia, oscillando, ha lasciato il locale.
Due tavolini dietro a loro c'era un coppia; lei una pettoruta, scura (non sia mai che scriva un altra volta “negra”...:-)) fanciulla sullo stagionato, ad un primo sguardo “tutti si accorsero in un istante che non si trattava di un missionario” avrebbe detto Faber.
Il tipo un italiano, probabilmente con qualche anno in piu' di me, anche se non ci avrei messo la mano sul fuoco.
Mi faceva notare la fanciulla che era con me come, durante tutta la cena, non si erano praticamente mai rivolti la parola, lei smanettava col movil mentre lui era palesemente a disagio, sembrava il classico timidone che non sapeva cosa dire o come rompere il ghiaccio.
Ho sempre pensato che uscire con una donna sia una delle cose piu' divertenti del mondo, se c'e da fare lo scemo si fa lo scemo, se c'e' da dire porcate si dicono porcate, se bisogna fare il pirla vissuto si fa il pirla vissuto.
Insomma mica e' una penitenza.
Mi sono ritrovato a pensare a quel povero Cristo, partito dal suo paesello nella profonda provincia italica per cercare un po' di divertimento a Cuba, a cena con una stronza che non gli dedicava neanche uno sguardo.
Il suo unico compito era quello di pagare...possibilmente stando pure zitto.
Dopo cena li ho pure beccati al Bella Vita ed anche li....zitti e muti.
Ma la gente che cazzo ha in testa?
Sara' mica normale fare 9000 km sputtanandosi un sacco di soldi per essere trattati come una merda...
Piccola cronaca di una serata qualunque nel balcone sull'oriente cubano.

mercoledì 7 febbraio 2018

LA "SQUOLA"

Piu' volte, in questo spazio volutamente aperto, abbiamo discusso della scuola cubana, del suo livello, della sua valenza e dell'eventuale opportunita' di tirare su un figlio da quel lato del bloqueo.
Vi devo confessare che ogni volta, passando davanti ad una scuola cubana (vicino a casa ho una primaria, una secondaria e una pre universitaria) mi sembra davvero di fare un passo indietro nel tempo, quando ero io, nell'Italia tutto sommato felice degli anni 70 a ritrovarmi in quella situazione.
Solo che le ragazzette cubane sono decisamente piu' carine delle nostre buzzicone dell'epoca.
Fateci caso, malgrado l'avvento anche a quelle latitudini dei telefonini i ragazzi escono felici, sorridenti e festanti.
Magari i ragazzi con la braga alla cacaiola, le fanciulle con una gonna forse un po' troppo corta, ma sono dettagli...
I bimbi delle primarie, con i genitori in attesa, fanno subito una tappa al solito chioschetto mobile che vende churro ed altre porcherie.
Quelli delle secondarie, ovviamente senza genitori al seguito, si fermano in quegli altri chioschetti, meglio messi in arnese, per una pizza e una bibita investendo con profitto i 5/7 pesos che la famiglia elargisce loro giornalmente.
Quelle del preuniversitario si tolgono subito la camicia della divisa, diventando autentiche bombe ad orologeria......DA CUI STARE RIGOROSAMENTE ALLA LARGA.
Mi ricordo i miei giorni alle medie, quando il sabato (allora il sabato si andava a scuola...) facevo le 6 ore, alle 13.30 veniva a prendermi davanti alla scuola il pulmino della squadra di calcio in cui militavo, per portarmi al campo nella provincia torinese dove giocavamo, il tutto mentre sbocconcellavo un panino...che tempi amici miei...
Forse la scuola cubana non sara' la piu' formativa al mondo ma, oltre ad alfabetizzare su percentuali pazzesche tutto un popolo, mantiene stretto il legame con le famiglie dei ragazzi.
Insieme; scuola e famiglia, fanno del loro meglio per tirare su persone decenti.
Ho introdotto questo argomento perche' in questi giorni, nella scuola italiana, che dovrebbe essere d'eccellenza ma invece e' lo specchio esatto di come siamo conciati, sono successe alcune cose.
Una ragazzo si e' presentato a scuola con una lama e ha sfregiato l'insegnante (32 punti) sul viso, perche' erano giorni che lei, pensate un po', tentava di interrogarlo.
L'insegnate ha affermato che FORSE la scuola, nei confronti di quel delinquente, non ha fatto bene il suo lavoro.
In Veneto e' stata mandata a casa una insegnante che scriveva SQUOLA ed in generale confondeva molti vocaboli elementari.
Questa era una diplomata, laureata e aveva pure vinto dei concorsi.
Possibile che nessuno si fosse accorto, negli anni che questa era una capra?
Visto che la presenza dei ragazzi alle gite scolastiche e' calata del 50% e' stata fatta un indagine in materia.
Al di la delle motivazioni economiche, assolutamente legittime, pare che i ragazzi non vogliano piu' andarci perche' non desiderano passare tanto tempo con i loro compagni di classe....
Ritengono sufficienti le ore passate a scuola e la conoscenza virtuale tramite i social dei loro coetanei.
Noi impazzivamo per quelle gite, per fare casino e per limonare con le compagne in fondo alle corriere....
Il presidente della camera di commercio di Cuneo ha consigliato ai genitori che hanno figli in eta' da superiori, di indirizzarli verso scuole professionali che rappresentano una finestra verso un eventuale impiego da operaio, visto che e' il solo che possa, forse, garantire un occupazione alle nuove generazioni.
Trovo la cosa di una tristezza infinita, anche se mi rendo conto che non possiamo fare tutti gli avvocati o i geometri.
Ogni genitore vuole per il figlio qualcosa di meglio rispetto a quanto e' toccato a lui.
Ogni ragazzo, in quanto tale ha bisogno di sognare per se un futuro decente.
Massimo rispetto per gli operai (sono orgoglioso figlio di quella classe lavoratrice) ma se gia' a 14 anni tarpiamo le ali ai ragazzi allora davvero siamo alla fine di ogni festa.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA

lunedì 5 febbraio 2018

LA SITUAZIONE


L'altro giorno ho postato il pezzo di Zarlatti dal suo blog, dove si raccontava come sarebbe sufficiente farsi una scorpacciata di novelas per capire, totalmente od in parte, la natura del popolo cubano.
La tipa che sposa il tipo, poi divorzia e si mette col fratello facendosi nello stesso tempo tirare due colpi dallo zio, mentre il tipo si mette con la madre della tipa risparmiando, forse, l'abuela per ragioni anagrafiche.
Sono non credente; agnostico, ateo, fate voi ma provengo da un paese di forte matrice cattolica dove certi istituti, malgrado i tempi grami in cui stiamo vivendo, hanno ancora un loro valore.
Il matrimonio ad esempio.
Ho fatto fatica a credere che c'e' stato un tempo, a Cuba, dove il governo regalava ai novelli sposi una cassa di bibite, questi si sposavano per potersela vendere o bersela con gli amici, per poi divorziare il giorno dopo.
Mi sembrava una cosa da fuori di testa.
Ho sorriso, felicemente esterrefatto, quando durante un mio soggiorno, ho trovato nella casa de renta dove vivevo la sentenza di divorzio dal mio brevissimo matrimonio, sentenza arrivata in mia assenza, per rebeldia con la motivazione “falta de carino”.
La mia coscienza formatasi in un paese cattolico mi spinge a pensare che sia il matrimonio che il divorzio siano una cosa seria, provochino gioie, stimolino obbiettivi, causino profonde delusioni, traumi emotivi e disastri economici.
Mi rifiuto di pensare che il tutto debba ridursi alla falta di un qualcosa di indefinibile o a una cassa di Tucola.
La motivazione che ti rifila il cubano per giustificare questo ed altro e' sempre la stessa.
La situazione.
Uno dei piu' grandi alibi esistenti sulla faccia della terra, che consente di far passare per buone autentiche cialtronerie.
Il cubano ritiene di essere stato sfortunato a nascere in un paese con un certo tipo di ordinamento sociale, ma poi di quell'ordinamento sociale non rinuncia a nulla, godendosi tutti i privilegi di chi e' comunque assistito dalla culla alla tomba.
Se un tipo ha 5 figli da 5 donne differenti, figli di cui si disinteressa sotto ogni punto di vista.....e' colpa della situazione in cui sta' vivendo.
Se ruba allo stato e' colpa della situazione, se incula lo yuma e' colpa della situazione, se vende la figlia al canadese di turno e' colpa della situazione, se vive coi proventi del mestiere piu' antico del mondo praticato sempre dalle figlie e' ancora colpa della situazione.
Lui no tiene la culpa. Mai.
Un tio della familia, uno in gamba a cui voglio bene, ancora incazzato nero col governo perche', al ritorno dall'Angola mentre Luanda voleva assicurare a tutti i reduci un vitalizio, Fidel affermo' che avevano fatto solo il loro dovere, limitandosi a regalare ad ogni reduce una grossa radio a transistor, mi dice sempre “Abbiamo fatto quello che abbiamo fatto con entrambe le mani legate dietro alla schiena, pensa cosa avremo potuto fare se le avessimo avute libere...”
Lui ha svoltato, ha una empresa che fa placas, anche con 3 cantieri aperti allo stesso tempo.
Eppure anche lui che non si e' rassegnato alla situazione.....si lamenta che senza la situazione stessa chissa' cosa avrebbe potuto fare.
Eppure qua' in occidente la situazione non ci dovrebbe essere, fra i milioni di cubani che ci vivono ben pochi hanno saputo fare la differenza.
La maggior parte di loro....si lamenta della situazione!
Non c'e' lavoro, tutto e' caro, lo yuma non e' lo stesso che avevano conosciuto a Cuba e che aveva promesso loro mare e monti.
Ovviamente senza generalizzare, ma di cubani che hanno svoltato ne conosco se non pochi, pochissimi.
Colpa loro?
No.....colpa della situazione.
Il vincente trova sempre una soluzione, gli altri invece si inventano alibi per giustificare i troppi fallimenti.
Questo vale per tutti non solo per i cubani.
Perche' anche qua'...per molti...la situazione ...ecc ecc ecc.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA

sabato 3 febbraio 2018

RENTA NEL 2018 (2)


Sono stato discreto protagonista delle case de renta tunere, negli ultimi 18 anni, non mi sono fatto mancare nulla.
Il turista, il viaggiatore deve essere una sorta di camaleonte in possesso del libero arbitrio.
Camaleonte perche' quando, come in questo caso, le cose cambiano occorre sapersi adattare, in possesso del libero arbitrio perche' se il cambio non ti aggrada....tu maletin.
Noi “tuneri” ci siamo gia' passati in queste faccende.
Circa una quindicina di anni fa, quando jefe della citta' era un tipo geniale che voleva....sradicare il turismo, per oltre un anno nelle case de renta entravano solo fanciulle sposate.
Di conseguenza, noi che non eravamo in possesso dell'articolo, ci registravamo in 2 maschietti in un cuarto per poi andare a vivere in case non esattamente legali.
Quindi in quegli anni o ti adattavi oppure portavi i coglioni da un'altra parte, ricordo che in quel tempo feci una vacanza in Thai e una in Brazil...salvo poi tornare al primo amore che, come e' noto, non si scorda mai.
Quindi c'e' poco da fare, questa e' la situazione.
A Grande Torino la familia ha scelto, da subito, di puntare tutto e tutti....io non ero proprio dell'idea, ho mandato alcuni miei amici nella casa, quando dopo 3 giorni mi hanno scritto dispiaciuti che andavano via perche' puntavano....non ho potuto fare nulla.
Loro gestiscono la casa, loro rischiano il culo ed il gabbio, in tutta onesta', pur ritenendo che un minimo di elasticita' sia possibile, non mi sento di censurare quella scelta.
Il fatto e' che noi italiani, abituati come siamo a circumnavigare ogni regola esistente, pensiamo che le cose in ogni parte del mondo siano come da noi.
Non funziona cosi' amici miei.
Detto questo....non e' poi sempre cosi' nera...pero' dipende.
Nessuna casa de renta con dueno sano di mente dira' mai ad uno sconosciuto; “fai quello che vuoi”.
Ma se Milco.....e' un amico, lo conosciamo da anni, non ha mai creato problemi, sa com'e' il giro del fumo....e arriva magari alla 15 con una fanciulla non della calle, che se ne va alle 16 senza colpo ferire.....allora magari chiudo un occhio....direbbe qualche duena di case de renta tunere.
Da alcuni anni ho la visa familiar, di conseguenza ho dovuto organizzarmi in un certo modo, ma se dovessi di nuovo frequentare le case de renta...saprei come gestire la cosa.
Mettiamoci anche il fatto della pancia piena.
Ricordo quando alcune duenas, mie amiche, avevano un povero cuartico; letto, armadio e bagno al limite della decenza.
Un aire sovietica rumorosissima, niente tv, frigo od altre cose simili.
Ora in quelle case ci sono 3-4 cuarti de renta forniti di ogni ben di Dio, tutti messi in piedi con 20 anni di proventi della renta.
Un tempo con 160 cuc al mese di tassa o rischiavi o chiudevi, ora con 35 e il borsillo pieno chi glielo fa fare?
Il rischio di chiusura, le multe, le menate ci sono sempre state....solo che prima rischiare era la sola opzione, oggi invece non lo e' piu'.
Alla fine ragazzi.....dai ci siamo divertiti in questi anni dove abbiamo fatto il cazzo che abbiamo voluto.
Mi chiedo se oggi, giovani invecchiati magari neanche troppo male, sia ancora prioritario cambiare 3 donne al giorno o non sia meglio, in un discorso qualitativo, frequentare soltanto ed unicamente persone con cui il rapporto va al di la di hechare un palito.
Cosa dobbiamo ancora dimostrare a noi stessi?
Dai, alla fine quando hai qualche buona amica con cui passare del bel tempo non e' piu' cosi' necessario mettere a repentaglio la sicurezza di chi ci ospita.
Il sesso ha un suo valore, lo ha in Italia come a Cuba ma e' davvero ancora il motore principale che ci spinge, per la millesima volta, a volare verso quella terra?
Le cose sono cambiate, facciamocene una ragione.
Ognuno si organizzi per conto suo, meglio che puo', sappiamo farlo possiamo farlo.
Abbiamo l'eta' per farlo.
Prima che sia davvero troppo tardi.

venerdì 2 febbraio 2018

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI


Ieri, in Liguria,  direttamente dal Direttore di una delle strutture dove opereremo ho acquistato questo libro.
Non conosco l'autore ma conosco il protagonista....il Direttore stesso.
Ha partecipato, attivamente, alla guerra civile in Sri Lanka, dalla parte dei Tamil, sconfitti solo a seguito di un neanche troppo velato intervento delle truppe regolari indiane.
Per questa ragione il suo nome non appare mai nel libro...lui e' "L'uomo con la barba".
Lo trovate su Amazon, e' un buon modo per conoscere la storia di un popolo, i Vedda, che meritava sorte migliore

giovedì 1 febbraio 2018

ORE 17; SI CHIUDE!


Una delle tante cose che differenzia un paese Socialista da uno capitalista e' rappresentata dall'orario di chiusura dei negozi.
Ricordo che sia nella DDR che in Ungheria la chiusura era sempre nel pomeriggio non tardi, diciamo verso le 18.
A Cuba riescono a fare ancora meglio, i supermercati e i negozi statali alle 17 chiudono i battenti e chao pescao.
Una follia da ogni punto di vista, sopratutto commerciale.
E vero che trattasi di altro mondo, forse altro sistema solare.
Da noi, con entrambi i componenti del nucleo famigliare costretti a lavorare per sbarcare il lunario, sarebbe impensabile costringere la gente a fare 2 ore di coda per la sogliola limanda, cosi' come sarebbe folle chiudere alle 17 mentre tutti o quasi sono al lavoro con la spesa ancora da fare.
Pero' parliamo, da noi, di realta' private mentre a Cuba il tutto e' statale....quindi di tutti e di nessuno.
Apro una parentesi.
In palestra ho alcuni/e ragazzi/e che lavorano nei supermercati; un lavoro di merda anche a causa della nostra maleducazione.
Infatti io che saluto sempre tutte le cassiere e stacco una comunicazione telefonica mentre pago alla cassa (abbiamo a che fare con esseri umani....non dimentichiamocelo) sono guardato come un raro animale in via di estinzione.
Con la vita che facciamo ed il pochissimo tempo libero che abbiamo trovo del tutto naturale, al di la delle inutili e sterili polemiche, che la domenica questi supermercati restino aperti, ma ai ragazzi andrebbe pagato il festivo mentre nei nuovi contratti la domenica...vale un mercoledi' , questo non e' per niente giusto.
Chiusa la parentesi.
Ho visto a La Habana una marea di negozi privati, sopratutto nelle zone dove gira di piu' il turismo, non credo proprio che questi alle 17 tirino giu' le serrande.
Come chiunque abbia un'attivita' commerciale sa il negozio deve essere aperto quando c'e' gente, non quando le strade sono deserte.
Da noi nelle localita' di mare i negozi sono aperti, d'estate, anche la sera, e' un sacrificio ma alla fine della stagione, si spera, che il ritorno sia stato importante.
A Tunas i negozi privati sono pochi, piu' che altro si tratta di piccoli buchi dove si vende bigiotteria o garage adibiti a negozi di scarpe.
Non credo abbiano un orario imposto come non lo hanno paladar e locali serali, ognuno fa quello che crede di fare, forse c'e' qualche limitazione notturna ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Perche' i negozi devono chiudere alle 17?
Vero e' che esiste anche un problema di trasporti, non e' che la sciura Maria cubana possa fare troppi giri, una volta arrivata in centro deve fare tutto cio' che serve per poi tornare a casa.
Da noi gli orari della cena sono definiti dai lavori che facciamo, al nord intorno alle 19.30, solitamente al sud un ora dopo.
A Cuba tutto e' meno definito, la gente quando lavora torna a casa prima, magari alle 16/17 e vuole mangiare, quindi qualcosa in frigo ci deve essere.
Mentre da noi si va a fare la spesa dopo il lavoro, la massaia cubana ha tutto il tempo per farlo durante la giornata o dopo il lavoro stesso, visto che comunque parliamo di meta' pomeriggio.
Quindi i loro ritmi di vita, immensamente piu' rilassati rispetto ai nostri, fanno si che gia' verso il fine pomeriggio la giornata sia...passata mentre da noi siamo tutti ancora en plena pelea.
Di conseguenza i negozi, malgrado il bassissimo costo del lavoro che lo stato si ritrova a pagare, chiudono in un orario per noi non solo impensabile ma anche folle.
Non e' solo una questione italiana, anche in Spagna dove la gente si gode la vita immensamente piu' di noi (oramai ci vuole davvero poco) i negozi e i supermercati chiudono tardi andando incontro alle esigenze di chi deve, dopo un giorno di lavoro, fare la spesa.
Forse hanno ragione i cubani, forse dopo una certa ora della giornata occorrerebbe staccare e godersi quello che del giorno resta ma purtroppo siamo, da questa parte del bloqueo, infilati in un cul de sac da cui sara' difficilissimo uscire.
Se chiudessi la palestra alle 17...andrei poi a dormire sotto un ponte.
P.S. La coda e' davanti al negozio in Obispo, di fronte a quello di Tunas e'...il doppio.
Grande Berto!

mercoledì 31 gennaio 2018

RENTA NEL 2018 (1)

Credo che, giunti a questo punto della storia, sia bene fare un minimo di chiarezza sull'attuale situazione delle case de renta e sulla loro....elasticita'.
Intanto occorre resettare molte cose, per primo il luogo comune che “in quella citta' si puo' fare tutto mentre in quell'altra te le puntano sempre”, oppure “A La Habana puoi fare quello che vuoi”.
Cazzate.
Ho postato in questi giorni 2 messaggi che mi sono arrivati da due duenos di case de renta, il primo dal proprietario di B&B Central Havana dove ho soggiornato a dicembre, il secondo da una mia duena storica che ha una renta dietro al parque a Tunas.
Entrambi mi hanno scritto che, dopo l'ennesima riunione in policia o comunque nelle location indicata, non hanno nessuna intenzione di perdere la casa per consentire al turista di fare il cazzo che gli pare.
Entrambi un tempo consentivano poi, un po' per il giro di vite governativo molto per i soliti italiani del cazzo che non sanno vivere e a cui andrebbe ritirato il passaporto, hanno cambiato il loro modo di muoversi.
Sia chiara una cosa.
Delle numerose case de renta dai 50 cuc al giorno in su con cui collaboriamo a La Habana, quasi nessuna consente non dico il via vai ma neppure la presenza di ospiti cubani che non siano le mogli dei turisti.
Nada, niente, nulla, se acabo'.
L'andazzo attuale e' questo, poi capita il fenomeno che scrive che in 10 giorni ha cambiato 20 fanciulle magari indicando il nome della casa de renta che glielo ha consentito.....con somma felicita', suppongo, del dueno che nell'immediato futuro rivedra' sicuramente questa tipologia di gestione.
La scorsa settimana abbiamo rinunciato a 2 turisti, come M&S; il primo mi ha scritto che se nella casa non poteva portare tutte le ragazze che voleva, e io dovevo garantirglielo, allora non la prenotava.
Gli ho comunicato che appena diverro' tenutario di un bordello glielo faro' sapere.
L'altro, suppongo con un paio di viaggi a Cuba alle spalle, mi spiegava (lui a me....) che pagando una casa 50 cuc al giorno poteva fare quello che voleva.
Ovviamente non sono diventati nostri clienti.
La cosa piu' divertente e' leggere o sentire parlare, quando sono a Cuba, vecchi frequentatori dell'isola descrivere come una sorta di tragedia greca l'attuale situazione in tema di fanciulle nelle case de renta, quasi come il non consentire piu' di fare il cazzo che si vuole rappresenti una sorta di lesa maesta'.
La scorsa settimana un amico del blog scriveva “saro' io libero di portare a casa tutte le fanciulle che voglio?”
Quasi come se il non poterlo fare fosse una limitazione della sua liberta' individuale.
Rispondeva un altro amico “quando viaggi, anzi prima di intraprendere il viaggio devi conoscere le leggi del paese dove stai andando”.
La legge cubana parla chiaro.
Il turista puo' portare in casa tutte le fanciulle che vuole a patto che vengano TUTTE annotate nel registro che il giorno dopo, o il giorno stesso, dovra' essere visionato all'emigration o sul cartaceo o, e' possibile da poco, per mail.
Una volta puntate i problemi non ci sono piu' ne' per il turista, ne per la duena, se ci saranno problemi per la ragazza vorra' dire che saranno la conseguenza delle sue scelte.
Ragazzi non si tratta piu' soltanto di perdere la casa.
C'e' la galera.
Ci sono 6 duenas di case de renta tunere al gabbio, tutte con una pena dai 6 anni in su.
Perche' mai il proprietario di una casa de renta che possa valere 40 mila cuc come (a La Habana) 150 mila deve mettere a repentaglio tutto, compresa la sua liberta' personale, per fare trombare noi?
Un tempo, con l'impuesta a 160 cuc al mese prendersi dei rischi era un obbligo ma oggi, con la pancia piena e 35 cuc di impuesta chi glielo fa fare?
Continua....

lunedì 29 gennaio 2018

LA GALLEGA 2


Le feste al campo hanno tutte una costante; richiedono una lunga preparazione e qualcuno che ci si dedichi.
Normalmente quando c'e' il puerco sul palito, col pacchetto di istruzioni viene fornito anche el negrito che si occupa di girare lo spiedo, per ore.
In questo caso, come si evince dalle foto, il sistema di cottura e' stato differente...ma andiamo per gradi.
In auto, attraversano alcuni km di campo, giungiamo nella localita' chiamata La Gallega dove vive la famiglia di Simone.
Ci sono campi e campi a Cuba ma uno disperso nel nulla, come appunto la Gallega, dove nella minuscola piazza principale c'e un efficientissimo wi fi....dovevo ancora vederlo.
Si vede che siamo in una sorta di zona “nobile” del paese.
In quella piazzetta ci sono alcuni edifici sui 3-4 piani in stile realismo Socialista ed un minuscolo giardino dove la gente del posto viene a connettersi.
Arriviamo nella casa della familia, le donne si stanno preparando per la serata con la solita seduta de peluqueria y manicure, i bimbi fanno chiasso, il tutto condito con la solita allegria cubana che rende quel popolo e quel paese cosi speciale.
Andiamo a vedere il luogo dove, piu' tardi, avra' inizio la fiesta e rimango letteralmente esterrefatto.
Un giardino dell'Eden messo in piedi da due arzilli signori avanti negli anni.
Fiori, piante, alberi da frutto, sentieri, fontane con pesciolini, sampietrini a terra perfino un piccolo palco, per inciso piu' grande di quelli che si trovano in molti campeggi.
Queste feste non hanno un inizio preciso, in realta' si inizia a mandare giu' alcool gia' la mattina stessa.
Mi presentano alcune persone, gente di discreta cultura, da questo punto di vista siamo un paio di gradini sopra cio' che trovo normalmente nelle feste ad oriente, magari di questo parlero' in un pezzo futuro.
Il maialino e' in cottura in una specie di grande bistecchiera che non avevo mai visto.
Conosco la famiglia della moglie del mio socio; la madre la classica brava donna cubana, la sorella carina e perennemente canterina mentre il padre mi ricorda molto il boss.
Tipo deciso, cazzuto con cui non serve sprecare troppe parole.
Ci sono altre persone a cui altre se ne aggiungeranno secondo quella legge non scritta per cui, a Cuba, quando c'e' una fiesta si presenta chiunque ne abbia avuto notizia, invitato o no.
Il socio, avendo una tolleranza al beveraggio molto piu' alta del vostro umile scriba passa agevolmente dal ron alla birra.
Non c'e' mai un momento preciso in cui queste feste iniziano, semplicemente ad un certo momento, solitamente quando el puerco e' cotto, si inizia a fare sul serio.
Malgrado avessi detto che.....tutto cio' che dovevo a fare lo avevo gia' ampiamente fatto a Tunas, quel sin verguenza del mio socio....o probabilmente sua moglie, hanno cercato di piazzarmi un paio di milfone.
Una, una volta venuta a conoscenza che c'era uno yuma alla fiesta, ha annullato tutti i programmi della serata per raggiungerci.
Fra Tunas, viaggio in bus e tutto il resto.....non c'era trippa per gatti e ho preferito essere cordiale ma...lasciare le cose come stavano.
A questo giro mi andava bene cosi'.
Gente allegra e sincera senza mai essere invadente, personalmente non esagero mai con la confidenza ma devo dire che nessuno e' andato un millimetro al di la' di dove doveva andare.
Si e' mangiato bene e bevuto altrettanto bene, ad un certo punto si e' iniziato a ballare, sopratutto quando il momento etilico ha abbassato i freni inibitori.
Una bella festa che non e' mai degenerata come spesso accade in oriente, ringrazio Simone per una giornata bella e divertente.....e io non sono tipo da troppi complimenti.
Ad un certo punto mi sono fermato a riflettere; era la sera del 24 dicembre, caldo, Cuba, una fiesta, allegria e bella gente, volendo la possibilita' di non lasciare le olive a bagno....ho pensato all'Italia, al freddo, questa pirlata del Natale, le serate con parenti di cui non frega un cazzo, la pubblicita', i babbi Natali appesi ai balconi......noi viaggiatori siamo davvero dei privilegiati.
Sul tardi e' venuto il mio autista a prendermi con tanta buona volonta', visto che partiva da La Habana, aveva anche lui una fiesta in casa e c'era la noche buena.
Bella giornata davvero.


sabato 27 gennaio 2018

NON SOLO M&S

Il 2017 e' stato davvero un ottimo anno per M&S Casa Particular Cuba, tanto che, con un minimo di prudenza, posso profetizzare che sara' difficile nel 2018 fare meglio o anche solo confermarci a questi livelli.
Come ho avuto piu' volte modo di dire non ci si compra casa a , ma i miei bei 3 viaggi a Cuba all'anno sono riuscito, in questi 2 anni, a pagarmeli con queste transazioni economiche.
Visto che io e Simone agiamo spesso come unita' singole in base alla reciproca disponibilita', abbiamo chiuso l'anno con lo scriba economicamente sopra il socio, di conseguenza in questo gennaio Simone ha recuperato con alcuni tour mentre io mi sono occupato, sostanzialmente, della fuffa.
Oramai collaboriamo con circa 180 case, ne abbiamo eliminate un certo numero, cosi' come non inseriamo tutte quelle che si propongono a cadenza settimanale cercando di fare un minimo di selezione.
Non serve avere 3000 case, servono buone case con duenos che guardano la posta ogni giorno e rispondono tempestivamente.
Abbiamo inserito altre case di italiani con cui la comunicazione, per ovvi motivi e' piu' facile ed immediata.
Per quanto riguarda il tipo di clientela abbiamo abbandonato quasi definitivamente los solteros, quelli che insieme alla casa ti domandano se possono portarsi una guagua di fanciulle.
Le case non sono nostre, molti duenos non ne vogliono neanche sentir parlare di conseguenza ci occupiamo di soddisfare le esigenze di famiglie, gruppi, coppie, gruppi di amici, meglio se di amiche.
Nel 2017 abbiamo avuto pochissimi problemi ed intoppi, quando ci sono stati non abbiamo atteso un minuto nel restituire la commissione; anche questo e' sinonimo di serieta'.
Come abbiamo detto piu' volte se uno di noi vivesse a Cuba potremo davvero sviluppare il business in modo esponenziale ma, almeno per ora, ci facciamo bastare cio' che abbiamo messo in piedi e continuiamo a gestire al meglio.
Con Simone, in due anni mai una discussione o un problema, per due caratterini fumini come i nostri...tanta roba.
Speriamo in un buon 2018 anche se l'effetto Obama e' oramai finito, Cuba spera in 5 milioni di turisti, ojala che qualche briciola cada anche dalle nostre parti.
La vita, in generale, procede bene....in questi chiari di luna nulla va dato per scontato.
La palestra, dopo due anni in cui abbiamo remato per rimettere in piedi una baracca che era devastata quando abbiamo rilevato l'attivita', finalmente ha preso, da settembre, a volare.
Stiamo facendo dei numeri davvero importanti per le nostre dimensioni che comunque, parliamo di 800 mq, non sono proprio piccole.
La mia idea e' sempre stata quella di un'attivita' non per “grossi” o “fighettine” o ancora per “chi si crede sto cazzo”, volevo un qualcosa dove ognuno trovasse il suo cantuccio e ci stesse bene.
La ragazzina come chi vuole tirare sul serio, il milfone come il ragazzetto, l'anziano come il turnista.
Ora viene il difficile anche se, in realta' si tratta di non derogare dalla linea che ci siamo imposti.
Piu' gente vuol dire piu' incassi ma anche piu' casini e problemi, che vanno dal funzionamento della caldaia alla carta igienica che deve essere sempre presente nei cessi.
Alla fine e' un giochino dove lavorano una quindicina di persone, una volta che si innesta il meccanismo positivo, ogni mese ci sono rinnovi su rinnovi ed il meccanismo cresce in automatico.
Amico porta amico che porta amico che porta amico....non esiste un commerciale migliore.
Giovedi faro' un salto ad Albenga per la firma sui nuovi contratti con il camping e l'hotel a cui avevo fornito l'animazione lo scorso anno.
Loro piu' un altro camping gestito da loro amici, anche in questo caso....amico porta amico...
Luglio ed agosto, visto che quest'anno ci si muove in tempo mandero' giu' un paio di responsabili ed io, a differenza dello scorso anno dove andavo e venivo continuamente, mi faro' vedere ogni 15 giorni, anche perche' ad agosto la palestra sara' aperta con orario ridotto ma maggiore dello scorso anno, visto che c'e' molta piu' gente.
Quindi Cuba ad aprile sicuramente, forse a giugno....poi fino a dicembre testa bassa e pedalare.
Piu' penso di andarmene piu' la vita mi cementa a queste latitudini.
Forse e' giusto cosi'.

giovedì 25 gennaio 2018

LA GALLEGA 1


Gli ardimentosi che, da anni, seguono il blog o/e hanno letto il mio primo libro ricorderanno il racconto “Una giornata al campo”.
Si tratta di un racconto di oltre 10 anni fa, una Cuba differente, un umile scriba piu' giovane, un contesto non famigliare e una notte di cui, ancora oggi, ho nitidi ricordi.
Sono seguite altre giornate e nottate al campo, sia con amici che con famigliari, alcune davvero divertenti altre tutto sommato noiosette.
Ne ricordo addirittura una, in uno sperduto campo sopra Colombia, dove aiutai la familia a raccogliere il riso.....fatto da uno che non ha proprio il pollice verde fa un po' specie.
In queste occasioni circola parecchio alcool, spesso di non eccelsa qualita'.
Visto che ad un certo punto la maggior parte della gente e' ubriaca ho imparato a mantenermi lucido, cerco di evitare di avere addosso il solito borracho che, con un alito micidiale, mi assicura che “Tu eres mi Hermano” ed altre amenita' simili.
Oggi vi racconto della giornata trascorsa al campo sopra Guanabo, con il mio socio Simone ed il suo familion, durante l'ultimo periodo trascorso a Cuba.
Arrivo a La Habana da Tunas col Viazul verso le 13, viene a prendermi l'autista di casa Zule che mi porta in casa B&B Central Havana, in S.Lazzaro.
Faccio una doccia rapida, mi cambio e dopo meno di mezzora scendo in strada dove l'autista mi aveva aspettato.
Partiamo verso Playa S.Maria dove, davanti al Tropicoco, mi aspettava Simone.
Il mio socio un paio di birrette se l'era gia' fatte, al mio arrivo ce ne facciamo un altro paio insieme.
Dopo un po' di chiacchiere ci rechiamo alla playa, qua' mi ritrovo davanti Rimini.....
Abituato alle spiagge di Puerto Padre, deserte durante la settimana, rimango esterrefatto davanti a tanta gente, un lettino accanto all'altro, italiani con la basetta lunga, l'ovatta nel pacco, e l'accento ben definito.
Andiamo via”
Ci siamo spostati di un centinaio di metri alla ricerca di un pezzo di spiaggia libera dalla marmaglia, mentre improbabili camerieri cubani portavano vassoi con aragoste cucinate in qualche casa adiacente a 20/30 cuc l'una.
Mancavano solo i Vanzina....
Ognuno ha i suoi gusti ma vi posso assicurare che non e' il mio tipo di vacanza e quella non e' la mia gente.
Eravamo il 24 dicembre, era logico che ci fosse il pienone, il mare e' bello, il clima da paura ed e' comunque normale che una spiaggia simile si riempia facilmente.
Dopo un paio d'ore viene a prenderci un amico di Simone con un carro particular, si parte per il breve viaggio che ci portera' a La Gallega, il campo dove ci aspetta la fiesta.
Lascio il mare e il suo casino con una certa soddisfazione, avevo viaggiato tutta la notte in bus, dormendo poco, la buja mi dava particolarmente fastidio.
Mentre viaggiamo l'autista ci racconta di aver venduto non so se sue o per interposta persona, un paio di case a 35/40 mila cuc ciascuna.
Parliamo di case magari ben tenute ma pur sempre di campo, normalmente una casa di campo, in quasi tutta l'isola viene via con 3/5 mila cuc, evidentemente la vicinanza di Guanabo e della spiaggia rende quelle case particolarmente appetite.
Mi sembrano in ogni caso cifre da fuori di testa, completamente.
Si tratta sicuramente di un bel campo, molto curato, pochi animali in giro vista anche l'impervieta' del terreno, case curate con particolare attenzione, si vede che c'e' stato del capitale yuma in zona.
Parliamo di una delle zone piu' ricercate, forse la sola zona di tutta Cuba, Guanabo, in cui mare e vita siano presenti nello stesso posto.
Nel resto dell'isola se c'e' vita non c'e' il mare, se c'e' il mare, alle 16.30 del pomeriggio....finisce tutto.
Continua....

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA