lunedì 22 gennaio 2018

TURISMO 2

Come si evince dal mio pezzo della scorsa settimana sul turismo, e' lampante come le autorita' stiano spingendo per lo sviluppo di quelle strutture turistiche atte ad ospitare visitatori in grado di svolgere appieno il loro ruolo di turisti...paganti.
Quindi hotel a 4/5 stelle, campi da golf, natanti di lusso, navi da crociera tutto cio' che puo' portare moneta sonante alle traballanti casse statali.
E l'altro tipo di turismo?
Quello che non mette fra le proprie priorita' la visita a mausolei e statue?
Sara' sempre gradito ma a patto che, anche lui, faccia il suo dovere senza dover combattere coi caimani nelle saccocce.
A Tunas, negli anni passati le retate nei confronti delle fanciulle erano abbastanza episodici, capitavi nel periodo sbagliato e le strade, di notte, erano deserte, se invece viaggiavi 2 mesi dopo tutto era tornato alla normalita'.
Lo stesso vale per le case de renta; a brevi periodi di “pression” facevano seguito lunghi momenti di pace e tranquillita', con poche ispezioni e fegato de los duenos salvaguardato.
Da qualche anno a questa parte, diciamo 3 o 4, questa alternanza e' terminata, i controlli por la calle sono costanti, le case de renta sono sotto pressione e un nuovo turista che capita in citta' in una sera dove e' tutto buio ed in giro non c'e' nessuno, la mattina dopo prende il Viazul e scappa via.
E' palese che si voglia colpire, possibilmente estirpare, un certo tipo di turismo, quello che economicamente non apporta quasi nulla.
Nessuno legga nelle mie parole quello che non c'e', non do giudizi di merito sul come ognuno sceglie di vivere la propria vacanza, ognuno e' il boss del proprio borsillo, mi limito a descrivere le cose come esattamente le vedo.
Che interesse hanno le autorita' cubane a favorire un turismo (ahime'...essenzialmente italiano) che cerca case de renta da 6/7 cuc, pranza in locali da 50 centesimi (un piatto di riso in bianco ed uno di ceci, acqua della brocca) si alimenta di succhi naturali da 2 pesos, vive con 5 cuc al giorno e cerca di risparmiare su tutto?
Visto che poi il motore di tutto cio' e' il pilu a buon mercato, se quello viene estirpato....forse anche quel tipo di turismo potrebbe cambiare destinazione.
Ripeto senza giudizi di merito, si tratta di connazionali che, in 15 anni, non hanno mai comprato una lattina di refresco, ne mangiato in un ristorante o frequentato un locale.
Vanno al mare se, in 20, riescono a trovare una guagua da poco che li trasporta cercando poi un chiosquito da 50 pesos dove mangiare il pesce.
Non li giudico ma e' la realta'.
Vado a mangiare quasi sempre da Mario poi posso capitare al Bella Vita, una serata in 2 da 35/40 cuc, vedo in entrambi i locali sempre le stesse persone, quelle che come l'umile scriba scelgono di vivere la vacanza in un certo modo.
A me, a questa gente, a chi frequenta la disco e il Cache', a chi renta un carro o uno scooter e' ben difficile che la policia rompa i coglioni, siamo turisti e portiamo valuta.
Le stesse scene che ho visto a Tunas (operativi con furgoni cellulari, cani, ragazze portate via ecc...) le ho viste a La Habana, con un furgone cellulare piazzato in bella vista sulla Rampa, non credo per arrestare baby gang che a Cuba non esistono...
Siamo probabilmente alla fine di un certo tipo di turismo, le stesse cose le hanno fatte le autorita' thailandesi alcuni anni fa, un turismo che spende pochissimo cercando di ahorrare su tutto, anche quando non sarebbe il caso o i protagonisti potrebbero permettersi di meglio.
Quindi da un lato lo sviluppo di strutture e opportunita' turistiche rivolte a chi puo' spendere, dall'altro il tentativo, per ora riuscito, di fare terra bruciata attorno a quei turisti che pensano ancora che Cuba sia il paese della cuccagna.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA

sabato 20 gennaio 2018

IL FREDDO


ALESSANDRO ZARLATTI - IL BELLO DELL'AVANA
Fa freddo. In queste ultime settimane sta facendo freddo. Come non ha mai fatto. O almeno così sembra a me. Ogni volta mi piace dire che a Cuba fa freddo tre giorni l'anno. L'inverno come un'eclissi rapidissima. Però io non faccio testo: non ricordo niente.
L'anno scorso di questi tempi ero dall'altra parte di me stesso e arrancavo dietro a nuove tristezze che trattavo con medicinali scaduti. Birre, canzoni, rilanci. Forse faceva freddo anche un anno fa. Ora che ci penso mi sembra di ricordare la pioggia e il cielo scuro che rimbombava dietro a tutto. In ogni modo fa freddo e L'avana sembra smarrita. Tra le sue certezze ha il calore che non perdona, quello che modifica, anzi forgia, i passi delle persone, il ritmo delle parole, le ore, i giorni, il sapore dei baci, la lentezza degli sguardi, i progetti di vita, i ricordi. Il caldo. Mentre così, sferzata dalle folate violente che ricordano quello che Cuba non è, quello che Cuba non vuole essere, sembra una chiesa profanata da ragazzini che hanno piani modesti. E allora sembra una tregua. Tutti sospesi come su una corda nel vuoto, tra l'ultimo caldo e il prossimo. Tra colori e colori, tra musica e musica, tra balli e balli. A me rilancia una di quelle corde invisibili che tengo interrate in giardino. L'aria di Roma. Certi freddi, certi venti, tutti i ricordi che attaccandosi a quella fune tornano in superficie come in un'archeologia di me stesso. E allora diventano quelle giornate di ottobre quando Roma non vuole decretare ancora la fine dell'estate. E tu neanche. Giri in motorino nel tardo pomeriggio e prendi un cappuccino da qualche parte e becchi Giacomo o Peppe o Sandrone. Chiacchiere verso Campo dei Fiori, piazza Farnese. Qualche zozzone per strada. Poi un'occhiata alle bettole dell'usato di Governo Vecchio. La solita merda. Ti ricordi di Jacopo? Ti ricordi che cappottoni assurdi ci comprava in quei posti? E poi una (dozzina di) Ceres al bar San Callisto. Ti ricordi? Anni passati su quei tavoli a dire fregnacce. Giacomo, Sandrone, Peppe, Jacopo, Giorgia, Emma, i fratelli, aspè, come si chiamavano... i fratelli Flego e poi Tony e Maurizio. Più avanti con Marzia, con Olivia, con Laura, con Anna. E poi gli eroinomani seduti ai tavoli e quello che girava sempre con il Manifesto del partito comunista nella tasca della giacca. E poi l'attore bravo con la ragazza bona. Dario Bellezza. Victor Cavallo: genio, morto prestissimo. Quelli che campavano facendosi gli appartamenti. Quelli che sparivano e finivano in carcere. I finti compagni. I veri fascisti. Ti ricordi, Già? Le feste. Sì, si andava alle feste, devastati dalla birra e dalle canne. Faceva freddo ma non lo sentivi. Si girava in macchine con bolli mai pagati, con assicurazioni di fantasia, si finiva in ordine sparso, per miracolo, a casa. Col freddo, con Roma. Quella notte che siamo passati dietro un'aiuola e siamo finiti dentro ai fori romani a fare chiacchiere metafisiche. Quell'altra in cui siamo finiti all'alba a Napoli a mangiare le cozze. Ti ricordi? Poi da Scaturchio, poi boh. Faceva questo freddo. Quello dolce. Quello che ti fa credere in un tempo infinito, nell'amicizia per sempre, nelle stagioni che non finiscono.

Oggi quel freddo, qui. All'avana. Mi sveglio prima di Flabia. Mi preparo un caffè. Lavo dei piatti. Do un'occhiata a internet e poi mi rimetto a letto. Tiro la coperta fino al mento. Non mi addormento ma lascio la testa in quel bagnasciuga tra la realtà e i ricordi. Quelli. I miei amici, Roma, il San Callisto. Poi ci svegliamo e iniziamo pigramente a fare dei lavoretti programmati da tempo. Flabia si mette a verniciare una porta mentre io cerco di aggiustare una finestra. Accompagnati da canzoni strazianti, boleri, colpi bassi, agguati, non ci facciamo abbattere. Siamo contenti. Ogni tanto ci sorridiamo e ci diciamo di amarci. Fa freddo. Quel freddo così lontano e stranamente vicino, a tal punto che ti entra nelle ossa. Peppe, Sandrone, Giacomo e tutto il mio mondo sono qui con me, inspiegabilmente. Certe volte sembra che il tempo sia una dimensione diversa.  Non certo lineare ma una specie di caos ipertestuale dove un bacio ti richiama un percorso, un odore, parole, dove una temperatura piú bassa del normale ti restituisce una stagione intera o due occhi soltanto.
Mentre l'Avana fa silenzio, spaesata in questa attesa di tempi migliori, di climi migliori, che gli toglie solo per un attimo l'anima.
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Il freddo a Cuba non e' una bella cosa, in generale il freddo non e' mai una bella cosa.
A dicembre arrivo a La Habana e fa freschino...non freddo, mi spiegano che sta' terminando un frente frio, ne aveva parlato il Gugone nel nostro gruppo su whatsapp.
Freddo che ci ha confermato lo stesso Gugu ieri raccontandoci di una gionata con 15 gradi.
Mi faccio portare davanti al terminal Viazul dallo chauffeur di casa Zule tenendomi addosso una felpina leggera ma togliendomi il giubbottazzo.
Di notte, mentre in auto andavamo verso Tunas, ci fermiamo alcune volte in mezzo al nulla per un caffe'....frio de pinga.
Mi rimetto il giubbottazzo che avevo in Italia uno di quelli bicolori da Football americano o universitari...bello spesso.
Poi a Tunas caldo anche se non caldissimo, di sera con lo scooter la felpina leggera era la morte sua.
Il freddo a Cuba, anche se parliamo di 12/15 gradi che da noi, in inverno, sono una festa ci destabilizza, non siamo mentalmente preparati ad affrontarlo.
Cuba, nell'immaginario collettivo e' il caldo, il mare, le palme, le mulatte ecc....non certo la maglietta della salute ed il mutandone ascellare.
Fra l'altro col passare degli anni il freddo lo tollero sempre di meno.
Eppure sono stato un ragazzo piemontese e torinese tirato su a geloni, nebbia, polenta e castagne.
Leggevo il racconto di Alessandro e mi rendevo conto come l'adolescenza di un ragazzo romano, napoletano o siciliano sia stata cosi' diversa da quella mia e di chi e' cresciuto quassu', al nord.
Le ottobrate romane, a Torino, specialmente in quegli anni ce le scordavamo, faceva gia' freddo, le vacanze erano un ricordo e passavamo le mattinate a fare cortei scioperando e tagliando da scuola con ogni pretesto.
Anche le cose piu' intime, il sesso o qualcosa di simile hanno avuto percorsi differenti in quegli anni.
Un ragazzo del centro sud avra' ricordi di notti in spiaggia, in camporella, dentro fienili, sui prati.
Io ricordo in gennaio, su una scassata vecchia 500, persi in una viuzza laterale della strada comunale per Cumiana, di notte, fuori un nebbione da paura, freddo cane a combattere con patta aperta a mutande alla cacaiola con la leva del cambio (pericolosissima) e con le chiappe che si ghiacciavano.
Come diceva Guccini “vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia”.
Se cresci col sole ed il cielo chiaro sopra la testa poi quel cielo e quel sole te lo porti dentro sempre, se invece vieni su fra le nebbie ed il freddo e' difficile poi sviluppare un carattere aperto e gioioso.
Se non arrivavano i villaggi oggi forse sarei il classico torinese ombroso che ritiene una botta di vita una domenica in spiaggia libera a Borghetto o un abbonamento pomeridiano a Bardonecchia....e parlo di torinesi a cui e' andata di culo, che possono permetterselo.
Una cosa e' sicura, quando decidero' di andare a svernare per 6 mesi lo faro' in quelli invernali, da aprile in poi l'Italia e' bellissima.
Prima ve la lascio tutta.





giovedì 18 gennaio 2018

TURISMO 1


Nel 2017 oltre 4 milioni e 500 turisti, secondo alcune fonti giornalistiche, hanno visitato Cuba.
Le previsioni per il 2018 vanno ben oltre i 5 milioni, noi di M&S ad occhio perche' Simone deve fare i conteggi, probabilmente abbiamo fatto, nel 2017, il triplo rispetto all'anno precedente.
Nessuna villa in Costa Azzurra ma, per quanto mi riguarda, 3 vacanze all'anno sull'isola ampiamente pagate....che era poi lo scopo del tutto.
Tutto cio' malgrado il Trumpo ed il suo drastico passo indietro nei confronti delle aperture messe in campo dal suo predecessore Obama.
Ovviamente, come ben sappiamo l'isola non e' adeguatamente preparata a ricevere una cosi' grande massa di turisti; strutture inadeguate, poche camere disponibili, basso rapporto qualita'/prezzo, servizi al di sotto della media, prezzi troppo alti, renta a car inadeguato sia come qualita' dei mezzi sia come costi ecc....
Molte compagnie alberghiere a capitale misto, in passato, sono saltate in aria per l'assoluta incapacita' dei cubani nel saperle gestire.
Ruberie, merce che spariva dalle cucine, furti nelle camere, assenteismo, mancanza di personale, security cabarettistica, chi piu' ne ha piu' ne metta, hanno fatto saltare in aria piu' di una joint venture.
Sono stato ospite alcune volte di questi all inclusive 4 o 5 stelle, malvolentieri perche' sono stati per me posti di lavoro in svariate parti del mondo, avendo pero' una bella fanciulla accanto, mi sembrava giusto regalarle qualche giorno ben fatto.
A parte le scene pietose di italiani che facevano avanti ed indietro dal bancone del bar al primo anfratto, dove andavano a riempire le bottiglie, bicchiere dopo bicchiere, di Brandy, crema di whisky o altri alcolici, francamente quegli hotel dei classici 5 stelle avevano poco o nulla, sopratutto se un po' di mondo lo hai girato e qualcuno lo hai visto.
Ora, pare che le cose stiano migliorando, forse hanno capito che senza la qualita' necessaria ad un certo tipo di turismo e' difficile arrivare.
Come avevo accennato tutto il Malecon e' oramai zona prettamente turistica, le non molte case baraccate che ancora rimangono in piedi avranno vita breve.
Grandi hotel si stanno costruendo, non ultimo quello imponente sempre sul Malecon all'angolo di Paseo.
Approfittando dei disastri provocati da Irma alcuni hotel sulla costa stanno beneficiando di ristrutturazioni insperate in periodi normali.
Oggi a Cuba sono arrivati perfino i campi da Golf la cui clientela e' solitamente di fascia alta, mai conosciuto un metalmeccanico appassionato di questo sport.
La parte del leone comunque, non so con quanto piacere da parte dello stato, continuano a farla le case de renta.
A La Habana, ma non solo, esistono case che si sono trasformate in veri e propri Hotelitos, vi avevo portato l'esempio di B&B Central Havana che mi ha ospitato durante il mio ultimo soggiorno, ma potrei citarne altri con 8/10 camere in affitto.
M&S ci racconta che Cuba e' una meta interessante per famiglie, coppie, gruppi di coppie e....udite udite compagnie di ragazze.
Non e' raro che gruppi di 3-4 ragazze ci chiedano disponibilita' di case, quando ero a La Habana nella casa sono arrivate 2 ragazze di Parma che avevano prenotato con noi.
Alla ricerca del big bamboo?
Ad occhio.....direi proprio di no, ma una mano sul fuoco non la metto per nessuno.
Turismo di bella gente che magari ha risorse economiche limitate o normali (che e' piu' o meno la stessa cosa...), che vuole vivere Cuba on the road uscendo dai canali ufficiali del turismo proposto dai tour operator.
Gente giovane, abituata a viaggiare, con buona padronanza delle lingue e discreta cultura; insomma buona gente.
Senza le case de renta questo tipo di turismo probabilmente snobberebbe Cuba, visti i costi degli hotel sopratutto nella capitale.
Resta, enorme, il problema dei trasporti, al di la del Viazul oggi spostarsi con un'auto costa circa un cuc a km, quando si trova la benzina.
Continua...

mercoledì 17 gennaio 2018

56



Oggi sono 56
Ogni anno e' sempre Stalingrado...nessun passo indietro!
Sempre avanti!
Italia e Cuba.
La canzone e' dedicata alle tante, sicuramente troppe, che hanno condiviso un po' del mio cammino.
Un bacio a tutte.
Ovunque siano...

martedì 16 gennaio 2018

CHIARIMENTI SULLA RP



Credo che occorra, a questo punto, introdurre alcuni chiarimenti riguardanti i vantaggi, reali e/o presunti della Residenza permanente a Cuba.
Per molto tempo, a volte ancora oggi, mi sono chiesto se, per me, avesse avuto un valore richiederla.
Sgombriamo il campo da ogni equivoco, una da sposare per la bisogna la si trova sempre.....anche in situazioni abbastanza credibili.
E' notorio che acquistare un immobile intestandolo a un/una cubano/a sia un grosso rischio, lo sappiamo tutti.
Io l'ho fatto, un piccolo investimento che non causa in me alcun rimpianto, non ho certamente messo dentro i soldi della sogliola limanda, il mio tenore di vita' non e' sceso di una tacca, quindi bene cosi'.
La Residenza Permanente garantisce almeno che meta' della casa resta di tua proprieta'” sento dire spesso in giro.
Vero, in questi casi si e' equiparati esattamente ad un cubano.....in tutto e per tutto....?
Non proprio....ma lasciamo stare non voglio perdermi in tecnicismi che annoierebbero me e voi.
Meta' della casa resta in mano allo straniero, cosi' come meta' della casa resta in mano al cubano qualunque che decide di sposare la cubana qualunque.
A Cuba vige la comunione dei beni acquisiti dopo il matrimonio, matrimonio che e' indispensabile per richiedere la RP.
Quindi e' presumibile che prima della boda allo straniero non sia intestato nulla.
Il figlio di una mia duena storica viveva con la moglie e la figlia sopra alla casa de renta.
Le cose poi sono degenerate, i due si sono separati per la legge, il giudice ha stabilito che la casa o veniva venduta e i proventi equamente divisi, oppure andava divisa a meta' in modo che madre e figlia avessero un tetto sopra la testa.
Ha anche stabilito che fosse il marito, essendo in possesso di maggiori possibilita' economiche, a sobbarcarsi ogni costo di divisione della casa.
Badate bene; in ogni meta' casa deve essere presente una cucina, un bagno ed una camera da letto.....se non esistono occorre farli.
Ipotizziamo di essere in possesso di Rp e di ritrovarci in quella situazione.
C'e' poco da ipotizzare conosco almeno una dozzina di italiani che ci si sono trovati.
NESSUNO di loro ha optato per dividere la casa col rischio poi di ritrovarsi ex moglie, figli, chulo e parentado fra i coglioni ogni giorno, tutti hanno acquistato una seconda casa lasciando la prima alla moglie e ai figli.
Quindi dov'e' la differenza fra chi ha acquistato casa con RP e chi l'ha fatto senza?
Nel primo caso....perdi comunque la casa.....nel secondo....invece anche.
Non sto' parlando di sconosciuti e non sto' citando per sentito dire, conosco personalmente tutti gli italiani che hanno dovuto fare questa scelta, con la loro bella Residenza Permanente in saccoccia.
Un altro conoscente si e' intestato i muri dove svolge la sua attivita' commerciale, in questo modo, potendo avere, per legge, solo un immobile intestato ha dovuto mettere la casa a nome della moglie.
Questa, consapevole di poterlo buttare per strada un giorno si ed uno anche lo tiene letteralmente per le palle.
Quindi di cosa stiamo parlando?
Occhio perche' se lasci la casa alla moglie ma non ci sono figli, in assenza di un divorzio che metterebbe a rischio il mantenimento della residenza permanente, anche la meta' della seconda casa sarebbe a nome della stessa moglie....
Se uno va e viene dal paese la casa di dividere casa puo' anche, al limite, essere accettabile, ma se vivi a Cuba in pianta stabile la vedo molto ma molto difficile.
Vendere la casa?
Se va bene, oggi a Cuba, su 100 case in vendita una riesce a passare di mano ma credo di aver fatto una previsione ottimista.
Poi si possono raccontare mille favole ma la realta' e' questa, realta' verificata non riportata per sentito dire.
Se invece tutto procede bene, e' possibile richiedere la Visa Familiar che consente di vivere nella casa esattamente come capita a chi e' residente.
La Residenza Permanente regala sicuri vantaggi, per chi ritiene di doverne avere bisogno, ma obbliga il possessore a rispettare per filo e per segno le leggi cubane che tutelano, a volte con una certa ragione, la madre ed i figli.
Nulla di nuovo rispetto a quello che accade da noi.

domenica 14 gennaio 2018

DOPO RAUL 2


Le ipotesi sul dopo Raul sono diverse, anche perche' non si e' ancora sicuri che per Raul sia giunto il momento del dopo.
Potrebbe restare a capo del Partido, potrebbe rimanere come Jefe delle forze armate, tutti sappiamo il valore che hanno queste istituzioni nella societa' cubana.
Il nuovo Presidente dovrebbe essere Diaz Canel.
Ci sono alcune correnti di pensiero che indicano qualche Castro come successore dei Raul Castro, a questa ipotesi credo poco.
Cuba non e' la Corea del Nord, dopo Fidel in quel preciso momento storico era giusto che toccasse a Raul, ma la dinastia dovrebbe interrompersi a questo punto.
La gente non capirebbe, il paese non capirebbe e vivrebbe la cosa come una sorta di tradimento.
Quindi l'ipotesi piu' reale e' rappresentata da Diaz Canel, con dietro le quinte, ancora Raul a tirare i fili.
Da qualunque parte la si voglia vedere si tratta comunque di una svolta epocale, non ci sara' piu' chi ha fatto la Rivoluzione alla giuda del paese.
Finisce la generazione dei “duri e puri”, inizia quella dei politici....normali.
Non voglio attingere a piene mani nella retorica fidelista, ma e' chiaro che i Barbudos non erano gente che si poteva corrompere tanto facilmente.
Forbes avra' anche indicato Fidel come uno degli uomini piu' ricchi al mondo (senza mai pero' indicare la fonte di informazioni a cui ha attinto per arrivare a questa conclusione) ma il Comandante e' morto a casa sua, probabilmente con la sua tuta da ginnastica addosso, tuta il cui modello e' in vendita in ogni negozio di articoli sportivi.
Nessun paradiso tropicale o fiscale, dove siano questi soldi non e' dato di saperlo.
Raul fa una vita abbastanza spartana, tutto casa e bottega, magari sara' milionario ma non mi sembra uno che questi milioni se li stia godendo.
Finiti loro pero', i successori non garantiscono la stessa tigna e lo stesso atteggiamento verso eventuali tentazioni.
Trattasi di politici ed i politici, in ogni paese al mondo, hanno attaccato al collo il cartellino con scritto VENDESI.
Quando parlava Fidel o parla Raul nessuno dei loro entourage aveva il prestigio, il valore e los cojones per mettersi contro.
Sara' lo stesso con Diaz Canel?
I Lazo, i Murillo e compagnia cantante avranno nei confronti del nuovo leader lo stesso timore reverenziale dimostrato nei confronti di chi combatté e' vinse sulla Sierra Maesta?
Esiste il rischio che si formino gruppi di potere legati a questo o a quel politico, gruppi foraggiati dall'exterior con lo scopo di trarre vantaggi economici derivati da scelte politiche specifiche.
I cubano non e' mai stato Comunista, e' stato fidelista.....e se vogliamo anche raulista, sara' ancora fedele alla linea quando i due leader che hanno fatto la Rivoluzione saranno solo un ricordo?
La gente, chi e' rimasto, ha sempre identificato Fidel ed ora Raul con Cuba, potevano magari non essere d'accordo con quello che facevano ma i Castro erano l'anima del paese, il cuore pulsante, le rocce, le certezze di una eterna immutabilità.
Sara' lo stesso con chi verra' dopo?
Cio' che accadde in Urss e in DDR dimostra che, nel momento in cui.....abbassi la guardia, tornare indietro e' impossibile.
Questo lo aveva capito Fidel guardando la Cina ed il Vietnam dove le riforme economiche sono avvenute all'interno dello stesso sistema politico.
Puo' Cuba cambiare continuando ad essere Sovrana e Socialista con l'ingombrante vicino a 90 miglia verso nord?
Il Socialismo in salsa caraibica e' sopravvissuto alle alluvioni del tempo perché ha dimostrato di essere flessibile e riaggiustabile, sara' cosi' anche in futuro?
Quante domande amici miei.
Siamo stati testimoni, negli ultimi 20 anni, di molte trasformazioni che hanno riguardato sia il mondo che la nostra isola, saremo ancora testimoni dei nostri tempi continuando a viverla.
Qualunque cosa accada.

venerdì 12 gennaio 2018

ARREDARE


L'altro giorno mi chiama un mio conoscente di penna, credo abbia scoperto il blog qualche anno fa, per chiedermi dritte sul come arredare una casa che ha appena acquistato a Bayamo.
Sposato con prole, buon lavoro, 2/3 viaggi all'anno a Cuba, moglie e figli che ci passano tutta l'estate.
Situazione nella norma, buon per lui.
Arredare casa a Cuba...tanta roba.
Partendo dal presupposto che Bayamo, dal punto di vista dei materiali (sopratutto del marmo) sia un po' meglio messa di Tunas posso soltanto raccontare come, oramai oltre 4 anni fa, arredai Grande Torino.
Un arredamento di discreto livello ma nessun lusso inutile.
Dovevo arredare 2 camere da letto, una cucina, un salotto e poco altro, non un'impresa biblica ma occorre sempre ricordarsi che a Cuba, sopratutto nel suo oriente...l'Ikea non c'e'.
Quindi sbattersi e viaggiare.
Lo scooter o un mezzo di trasporto accorciano notevolmente i tempi, ottimizzando il gran via vai che vi aspetta ogni giornata.
Bisogna poi tenere conto delle priorita' cubane dal punto di visto estetico, il Juego de sala e' il biglietto di presentazione della casa, occorre scegliere bene.
Se mi ricordo vi diro' anche i prezzi.....di 4 anni fa.
Per il Juego de sala sono andato da degli artigiani en Nueva Sosa, me li avevano raccomandati, e' gente che lavora bene ad un prezzo accettabile, ho scelto la stoffa e il modello per le poltrone e il divano.
Dopo 10 giorni mi e' stato consegnato per un costo di 400 cuc, non molto nel contesto attuale anche perche' davvero avevano fatto un bel lavoro.
I letti li ho fatti fare da un tipo vicino a casa nostro, in tubo, costo circa 120 cuc l'uno del colore che volevamo noi, letto con 2 comodini.
Discreti, nulla di trascendentale ma per una casa de renta (a Tunas) era piu' che sufficiente.
Per l'armadio e una cassettiera sono andato in una casa in fondo a Calle Marti', una casa con un portal dove espone mobili.
Loro li vendono soltanto, ci sono artigiani che usano quella casa in bella vista per vendere i loro lavori.
Un armadio e una cassettiera mi pare 300 cuc, mobili che sembravano perfetti ma che dopo alcuni mesi hanno richiesto un po' di manutenzione perche'...gonfiavano.
Il solito discorso della madera verde che nessuno dice di usare ma che tutti usano.
Il cuarto de renta ha un armadio a muro (close) e va bene cosi'.
Lampadari colorati presi a Casa Azul, tutti dello stesso modello, mi pare siano 8 a 40 cuc l'uno se ricordo bene.
Per quanto riguarda i frigoriferi ho approfittato di un tipo che, in partenza per gli Usa, aveva tutto in vendita con tanto di cartello sulla porta.
In cucina il solito frigo mentre nel cuarto de renta uno di quelli piccoli che si trovano negli hotel.
Non ricordo il costo.
Materassi fatti fare da un amico di famiglia, ottimi, mi pare a 80/100 cuc l'uno.
Per il fornello, visto che in casa si cucina poco ho preso uno di quei fornelli con 4/5 piani cottura, per l'uso che ne fanno, fin troppi.
Multi mobile per il salotto, il solito in vetro dove ci puoi mettere di tutto, e' un mobile che non mi e' mai piaciuto ma se in una casa cubana non se ne trova uno e' un milagro...o non e' una casa cubana.
Televisore per il cuarto de renta di quelli classici mentre quello al plasma per la sala si e' acquistato coi proventi della casa.
Tende per tutta la casa fatte fare, tenda della doccia presa in casa Azul, sobrecama trovato grazie alle amicizie mafiose del boss.
Posate e tutto il necessario per la cucina quasi tutte arrivate da o'paese do sole cosi' come lenzuola, tovaglie, asciugamani, tappeti e tutto cio' che e' trasportabile senza pesare troppo.
Quadri acquistati da un'amico pittore e fatti inquadrare da un tizio in barrio Mexico (il Bronx tunero), quasi piu' cara la cornice che il quadro.
Un'altro paio di tavolini presi in giro per la citta', lavatrice da battaglia, altre cose acquistate quando, faticosamente, si trovavano nei negozi.
Ci ho messo quasi una vacanza a trovare tutto, come dicevo a Cuba l'Ikea non e' ancora arrivata.

giovedì 11 gennaio 2018

DOPO RAUL 1



Mentre ero a Cuba, in un discorso all'Asemblea Nacional, Raul ha annunciato che ad aprile di quest'anno finira' il suo mandato e non si candidera' per quello successivo.
In realta' l'Asemblea avrebbe dovuto terminare la legislatura a febbraio ma, per completare las medidas a seguito dei danni inflitti all'isola da Irma, si e' deciso di prolungare tutti gli incarichi fino ad aprile.
Dopo 60 anni non ci sara' piu' un Castro al potere, non e' ancora chiaro se Raul manterra' o meno la carica di Primo Segretario del Partido Comunista de Cuba.
Mentre all'intellettuale Fidel poteva anche andare bene il ruolo di “Vecchio Saggio”, non ce lo vedo il soldato Raul a coltivare le begonie in giardino.
E' anche vero che parliamo di una persona di 86 anni che, visto la vita che ha fatto, meriterebbe un buen retiro senza troppe complicazioni.
Fra le altre cose nessuno e' in grado di sapere il vero quadro clinico di un uomo di 86 anni.....quindi e' assolutamente arrivato il momento di passare la mano.
Ne ho parlato, a lungo, col boss e con altri amici cubani; non c'e' una grande preoccupazione, a differenza dell'insofferenza con cui noi stiamo affrontando la nostra campagna elettorale, a Cuba, la gente ancora si fida dei propri politici consapevole com'e' che, visto lo scenario internazionale in cui si trovano, hanno fatto, fanno e faranno esclusivamente quello che potranno.
Raul, a parte le menate del Trumpo, lascia il paese in un momento di relativa tranquillita'.
In Venezuela pare che le cose si siano, in parte, tranquillizzate, qualche ladrone e' stato messo al gabbio, si sono aperte nuove linee di credito internazionale, Maduro appare piu' solido rispetto al recente passato.
Ad aprile 2017 non riuscivamo con lo chaffeur a trovare una pompa di benzina a La Habana provvista di carburante, a Dicembre il problema non esisteva.
Il cambio si e' visto anche nelle piccole cose.
I negozi, sopratutto nella capitale, sono abbastanza forniti, il soldo gira con una certa velocita'.
Nel solo anno 2017 Cuba e' stata visitata da 4 milioni e 700 mila turisti, scusate se e' poco.
La Mogherini e' stata pochi giorni fa a La Habana, si e' incontrata con tutti i massimi dirigenti cubani, Raul compreso, riaffermando che, malgrado le cazzate del Trumpo, il legame che lega l'unione europea con Cuba e' tornato ad essere piu' forte che mai.
La Habana e' un cantiere a cielo aperto dove fervono lavori di rammodernamento messi in piedi da ditte europee, in sodalizio con imprese cubane.
Anche oggi nel mondo sono morti migliaia di bambini di fame.....non uno di questi bambini e' cubano.
L'isola ha uno dei tassi di alfabetizzazione piu' alto al mondo, poi possiamo anche discutere sulla qualita' di questa alfabetizzazione, ma il dato e' incontrovertibile.
Il paese resta una delle nazioni piu' sicure al mondo, il solo di quella regione dove un turista non rischia la ghirba allontanandosi dalle zone prettamente turistiche.
Sanita' ed educazione restano totalmente gratuite, parliamo di un paese del terzo mondo.
La libreta sara' poca roba, ma comunque aiuta il bilancio economico di milioni di famiglie cubane.
Poi certo....i salari statali sono una porcheria, l'accesso alla rete e' ancora sporadico e costoso, la burocrazia complica molte cose, i trasporti restano un problema irrisolto.
In alcune provincie e' difficile trovare alcuni generi di prima necessita' come uova, frutta, verdura e cose simili.
La corruzione e' ancora troppo dilagante in ogni settore della vita sociale, il cuentapropista e' diventato la gallina dalle uova d'oro che lo stato vuole spennare piuma dopo piuma.
Tutto sommato pero' Raul lascia un paese in cammino, magari non di corsa o in marcia, ma in cammino.
La Rivoluzione, con tutti i suoi limiti, e' ancora un dogma che pero' e' sempre piu' complicato spiegare alle nuove generazioni.
Continua....

mercoledì 10 gennaio 2018

ESSERCI! 2

La seconda parte del mio racconto riguardante il fatto che a Cuba, come in ogni parte del mondo, se si vuole aprire un'attivita' occorre poi seguirla con la massima presenza ed attenzione, verte sui giorni che ho trascorso nella capitale di tutti i cubani.
Sono stato ospite, come ho gia' ricordato, di una casa de renta in S.Lazzaro, una delle case con cui M&S collabora in modo continuativo e proficuo.
Se si hanno 1 o 2 cuarti de renta la cosa si puo' tranquillamente gestire a livello famigliare, alla fine serve un po' di attenzione e poco altro, ma quando parliamo di 8 (otto) cuarti de renta il discorso cambia drasticamente.
Un piccolo hotel.
Il proprietario e' un emiliano dello stesso paese di Vasco, albergatore figlio di albergatori, nipote di albergatori.
Questa e' un altra cosa; molta gente apre un'attivita' a Cuba, ma anche in Italia, senza sapere dove andare a mettere le mani, improvvisando.
Forse un tempo la cosa era fattibile ma oggi il denaro pesa molto di piu', rialzarsi da un bagno di sangue non e' una cosa tanto agevole.
Vedo gente aprire paladar o comunque locali destinati alla ristorazione senza mai essersi occupata di cose simili.
Mi viene sempre detto che “prima cosa trovo le persone giuste al posto giusto”....tutto vero, ma se non hai TU per primo l'esperienza settoriale come puoi giudicare “giusta” una persona?
I panettieri che aprono palestre...durano 6 mesi poi vanno dal culo, anche se dentro ci mettono gente che sa lavorare.
Un mestiere non si improvvisa.
Il proprietario della casa che mi ha ospitato ha vissuto a La Habana per 6 anni....di rendita poi, ad un certo punto, nel 2011 decise che era giunto il momento di mettere a frutto la propria esperienza.
Acquisto' 2 appartamenti attigui in un vecchio palazzo d'epoca a 40 mila cuc ciascuno, ne spese altri 40 mila per far diventare il tutto un'unica struttura e a quel punto apri' la renta.
Prima si sposo' con una signora che tuttora vive nella casa e collabora alla sua gestione....ma si limita a quello.
Sei persone mandano avanti il tutto; donne delle pulizie, gente che si occupa di fare la spesa e di gestire le prenotazioni, un cuoco/barman presente 12 ore al giorno, una sala ristorante comune.
Intelligentemente mantiene i prezzi sui 30 cuc al giorno, in questo modo lavora parecchio.
Lo scorso anno, mi diceva, le cose andavano molto meglio, sopratutto dopo la visita di Obama, riusci' a fare mesi molti buoni ora, sempre a suo dire le cose vanno meno bene.....
Lo scorso anno aveva pensato anche di rilevare una cafeteria, ora ha lasciato perdere in attesa che le vacche da grasse tornino a diventare grassissime.
Ha un'auto di qualita', fa vita notturna, esce spesso sopratutto la sera, quando i suoi clienti sono fuori casa, in giro per la citta'.
Pero' per il resto del giorno sta' sul pezzo; lavora, gestisce, controlla che tutto venga fatto bene, che il cliente sia soddisfatto.
Nella sua camera, con internet in casa, gestisce le prenotazioni essendo la casa posizionata su molti siti.
Fra l'altro mi diceva che un paio di agenzie, anche note, come la nostra hanno avuto un forte calo nelle prenotazioni, noi per fortuna continuiamo a crescere, speriamo che il trend continui anche nel 2018.
Quando sono partito stava sistemando delle telecamere negli spazi comuni per verificare che il personale delle pulizie ed il cuoco facessero bene il loro lavoro, senza imboscarsi nulla o spazzare la rumenta sotto i tappeti.
Imprenditore italiano a Cuba, certo l'investimento e' stato importante ma se lo e' gia ripagato almeno 2/3 volte.
Fatti, non pugnette.

lunedì 8 gennaio 2018

ESSERCI! 1


L'argomento e' gia' stato ampiamente trattato ma, ad ogni mio viaggio, trovo nuovi spunti per approfondire la questione.
Aprire e gestire un locale, un paladar, una cafeteria, una gelateria, una cioccolateria, un hostal o quello che volete voi a Cuba cosa comporta?
Cuba non e' su Saturno.
Le leggi non scritte che regolano, in ogni paese al mondo, la gestione di un'attivita' imprenditoriale valgono anche e sopratutto in un paese complicato come Cuba.
L'idea del baruccio sulla spiaggia dove “impegnare mezza giornata, per il resto mi faccio la vacanza” e' una cazzata di dimensioni bibliche che ha fatto piu' vittime che la guerra in Angola.
BISOGNA LAVORARE ED ESSERE SEMPRE PRESENTI.
Sono mancato per 2 settimane dalla palestra, ho un socio in gamba che pero' non puo' essere sempre presente, una dozzina di persone che ci lavorano, ma al mio rientro ho trovato cose da mettere a posto e puntini da piazzare sopra le I.
Siamo stati a Cuba nello stesso momento io e il mio socio Simone, in questo modo, non essendo sul pezzo, abbiamo perso alcune richieste su M&S che avrebbero potuto portare pikiklini.
Se non ci sei non lavori, se non lavori non porti a casa denaro.
Sembra una cosa limpida come il sole ma non e' sempre cosi'.
Ho passato alcuni piacevoli momenti al Bella Vita di Las Tunas, ho viaggiato da Parigi col suo proprietario.
Quando lui e' presente c'e' gente, tutto funziona, le cameriere attendono le ordinazioni attente, con la divisa addosso e “occhiovivo”.
Il locale merita e ci si sta bene.
Ma nei mesi in cui il proprietario e' assente?
La mia e' una domanda non retorica, perche' puoi anche mettere un cubano a cui dare le responsabilita' ma chi ti assicura che il denaro incassato prenda la giusta direzione, i liquori e l'olio non spariscano, il personale rispetti le regole per cui e' ben pagato e via discorrendo?
Se il proprietario e' sempre presente tutto fila liscio.....perche' se uno sa fare il proprio lavoro basta un'occhiata, ma se e' assente?
Questo vale, ripeto, per ogni attivita' al mondo.
Gli Agnelli da decenni, delegano qualcuno a mandare avanti la baracca (Valletta, Romiti, Marchionne ecc)...ma loro sono sempre presenti e sul pezzo
A Tunas un italiano che non conosco ha aperto nella via principale una piccola cioccolateria dove fanno crepes con la Nutella.
Ci saro' passato davanti una decina di volte, ho sempre visto solo le 2 dipendenti sole...nessun cliente ma magari era solo un caso.
Gli ultimi miei 3 giorni era chiusa, forse anche questo era solo un caso.
Prima di aprire un'attivita', a mio modesto parere, occorre capire se il prodotto che si vende e' appetibile ad un costo compatibile con le tasche di chi lo deve acquistare.
40 pesos per una crepe.
Buona sicuramente ma il cubano (a Tunas...a La Habana non so) con quei soldi si compera 7/8 pizze por la calle, pizze que llenano....che resta l'obiettivo di ogni cubano incapace di cibarsi per il gusto di farlo.
I lungodegenti italiani con 40 pesos pranzano in un sordido locale per 3 giorni, mentre al turista di qualche giorno di farsi una crepe non puo' fregargliene di meno.
Quindi per chi e' il prodotto?
Basta spendere qualche migliaio di cuc, metterci un paio di fanciulle per avere il successo assicurato?
I fatti direbbero di no.
Nella spaghetteria del buon Mario lui e' presente in tutte le 6 ore giornaliere di apertura; cucina, intrattiene il cliente, fa il PR.
Le ragazze lavano i piatti, servono ai tavoli preparano i conti che poi passano a Mario per il controllo finale dove...ai buoni amici qualcosa viene tolto e poi lo portano al cliente.
Il denaro finisce SUBITO nelle tasche del proprietario, non scappa un cazzo, non sparisce un centavos, ne' una bottiglia di olio d'oliva o di liquore.
Certo parliamo di pochi tavoli in uno spazio ristretto ma Marione e' li', presente, attento a tutto.
Alla fine su scala mensile si mette in tasca 800/1000 cuc, ha casa, mangia da lui e si e' appena comprato uno scooter.
Per qualita- prezzo resta il miglior investimento che io abbia visto in citta'.
Ma lui e' li', ogni giorno, ogni ora.
Continua....

sabato 6 gennaio 2018

LA HABANA 3


Ultima parte del mio piccolo reportage riguardante la mia breve vacanza nella capitale di tutti i cubani.
Vacanza che, con ogni probabilita', diverra' una costante visto che ho gia' acquistato il prossimo volo per aprile.
Air France; Torino-La Habana via Paris.
Anche in quel caso, la coda del mio soggiorno cubano la vivro' proprio a La Habana.
Probabilmente e' proprio questa la sua collocazione; la parte finale di una vacanza da vivere in oriente, che mettera' il sigillo finale ai miei bei giorni a Cuba.
I costi, nel caso di una vacanza a tempo pieno a La Habana, lieviterebbero notevolmente, sopratutto sotto la voce “gnagna”, ma non e' solo un discorso economico, con ogni probabilita' la mia dimensione vacanziera e' quella di un posto piu' piccolo, piu' intimo.....con appunto gli ultimi giorni vissuti ad una dimensione differente.
Con una buona casa de renta, un desajuno e una buona cena, alla fine spendo meno che a Tunas dove il mio budget giornaliero raramente scende sotto i 70 cuc.
Considerazioni sulla mio soggiorno avanero?
Intanto la gente.
Sicuramente, rispetto alla ruspante popolazione palestina, nella capitale la gente e' piu' tranquilla, serena, direi anche piu' educata.
Se qualcuno ti chiede l'ora lo fa con tutti i crismi della buona educazione con tanto di “Per favore” e “Grazie”.
A Tunas ti incrociano, come se fossi un sordomuto, ti indicano con l'indice di una mano il polso dell'altra....senza quasi parlarti.
In questi casi mi comporto esattamente da sordomuto, fingo di non capire e vado dritto.
I trasporti a La Habana sono una cosa civile; bus grandi normalmente frequentati, sopratutto con 2 porte, una per salire e l'altra per scendere.
A Tunas i bus sono rari, pieni come uova e con una porta sola per discesa e salita.
Decine di persone ad ogni fermata in attesa; arriva il bus, apre l'unica porta ed e'....la guerra dei Roses.
Il tunero, geneticamente, non capisce che prima si deve lasciare scendere chi c'e' sopra e poi, a quel punto, far salire chi attende..
Il tunero non e' predisposto per questo, quindi tutti tentano di scendere e tutti cercano di salire nello stesso tempo.
Detto questo, sia chiaro, Tunas e' casa mia e mi va bene, al final, esattamente com'e'.
Nella capitale wi fi in buona parte delle zone turistiche; quasi tutto il Malecon, tutta la rampa, la piazzetta a lato dell'universita', ovunque.
Ti puoi connettere quasi sempre, senza dover scammellare per raggiungere le rare zone di copertura come avviene nelle altre citta'.
Un pomeriggio, mi pare in calle Aramburu, sulla porta di una casa vedo un annuncio di vendita di una tuta da ginnastica della nazionale cubana di atletismo.
Entro e la provo, era di un discobolo e ci stavo dentro 2 volte, la duena malgrado non comprassi nulla mi ha comunque offerto il caffe', gentilissima, si e' anche complimentata per il mio spagnolo.
Piccole cose che fanno piacere.
A differenza di Tunas a La Habana c'e' di tutto, frutta e verdura in quantita', carne come se piovesse, molto di piu' che nelle stesse provincie agricole.
Piu' ti avvicini alle zone turistiche piu' vedi negozi di ogni tipo, ovviamente tutti particular.
Ferramenta, negozi per alimenti per cani, articoli per feste, profumerie, articoli sportivi, altri di cose che servono ai bimbi a scuola....ci sono zone della capitale che non hanno nulla da invidiare alle piu' grandi capitali europee.
Mi ripropongo nelle prossime visite di girare per i barrios meno turistici, ma anche al Nuevo Vedado dove ci sono case coloniali ristrutturate che sembra di stare in via Lagrange a Torino.
Quello che posso consigliarvi e' di non farvi mancare qualche giorno nella capitale ad ogni vostra vacanza.
Non e' vero che La Habana e' Cuba mentre tutto il resto e' area verde, ma sicuramente La Habana e' la parte di Cuba piu' caratteristica e che rende tutta l'isola la piu' bella terra su cui occhio umano si sia mai posato.

giovedì 4 gennaio 2018

LA HABANA 2

Ho attraversato il barrio Cerro, uno dei tanti barrios della capitale che col turismo non ha nulla a che vedere.
Esiste una Habana per il turismo e un'altra per chi ci vive ma questo, ad esempio, capita anche a Roma.
In quel barrio nessuna casa de renta, le case un po' piu' malmesse, le facce un po' piu' patibolari, i prezzi piu' bassi e i negozi decisamente piu'....popolari.
Ho girato in lungo ed in largo, unico culo bianco in zona, nessuno mi ha rotto i coglioni, non so in quale altro paese dell'America Latina ma non solo, le cose sarebbero andate in questo modo senza rischi per la mia ghirba.
Come dicevo la seconda mattina sono andato a correre sul Malecon, non ci avrei rinunciato per niente al mondo.
Mi sono spinto oltre il Morro, girando a destra dove si incontrano, in fila, tutte le auto americane che per 50 cuc ti portano a fare il giro turistico.
Quello sul bus scoperto costa 10 cuc giusto per avere un termine di paragone.
Ovviamente nelle auto americane solo teste bionde nordiche, un italiano non lo trovi neanche a cercarlo col lanternino.
Sul lungomare molti ristoranti particolari di cui uno russo con tanto di bandiera dell'Urss esposta, se poi fosse davvero russo o una taroccata cubana non saprei dirvelo, anche perche' non e' che il cibo russo a Cuba vada via come il pane.
I soliti pescatori, a rischio lavata da onda, a cui al massimo ho visto tirare su delle piccole sardine, del passaggio di Irma non ho visto traccia.
Il terzo giorno sono andato nella zona del porto commerciale, siamo in fondo al Malecon, c'era attraccata una grande nave da crociera MSC.
La zona tutto intorno e' pazzesca, non sembra di essere a Cuba ma in qualche cittadina di mare italiana o spagnola ma carica di secoli di storia.
Case storiche perfettamente ristrutturate, bistro', strade fatte coi Sampietrini ( a Cuba....) locali all'aperto....sembrava di stare a Camogli.
Migliaia e migliaia di turisti en calle Obispo, la prima parte della quale e' piena di negozi di lusso chiaramente destinati al turismo, cosi' come quelli sotto una galleria che sembrava quella S.Federico a Torino.
Una Habana assolutamente da esportazione, come deve essere una parte di una citta' unica al mondo.
Mentre in altre zone della citta' si accumulano mucchi di rifiuti che la municipalita' tarda a raccattare (altro argomento in cui noi italiani meno parliamo e meglio e'...) in queste, zone diciamo d'elite, tutto e' candido e lindo; strade pulite, negozi lucidi, perfino sulle scale delle case ci sono negozi improvvisati dove vendono souvenir.
Abitare in quei luoghi cosi' come in altri della citta' vuol dire non essere mai padrone a casa propria, coi turisti in mezzo ai piedi 12 mesi all'anno.
Chiaramente i vantaggi dati dalla possibilita' di fare negocios controbilanciano ampiamente questi...disagi.
Calle 23 e' sempre la stessa, la solita interminabile fila a la Copelia, alle 11 del mattino di un giorno feriale....questo riporta l'attenzione sul fatto che tanti a Cuba il lavoro proprio non sanno come sia fatto.
I prezzi per mangiare variano, ovviamente, in funzione di cio' che si vuole.
Diciamo che con 15 cuc, almeno io che non sono un mangione, risolvo il problema, mangiare nella casa dove ero, con tanto di cuoco particular mi costava 10 con carne e 12 con aragosta mentre ho gia' detto che a Tunas, da Mario, ma anche in altri locali “non cubani” i prezzi sono all'incirca gli stessi.
Poi chiaro, volendo e spostandosi un po' trovi sicuramente a meno.
Col desajuno arrivavo dritto a sera come spesso avviene in buone case de renta.
Di notte il movimento oramai non e' piu' nella calle, la policia e' presente in massa con tanto di cani e camion per portare via il ben di Dio, quindi occorre andare nei locali dove, chiaramente, hai a che fare coi consueti grandi squali bianchi.
Continua....