venerdì 30 novembre 2012

LE AMERICHE

 

Durante le elezioni in Venezuela, come ho gia' scritto, ero a Cuba.
La televisione a dato un grande risalto alla cosa, mesa redonda e noticiero ne hanno parlato a lungo.
La cosa che pero' mi ha colpito di piu' e' il vedere come in tutti i paesi del latino America, le elezioni in Venezuela, abbiano avuto un grande risalto.
In tutte le maggiori piazze di questi paesi, dopo la vittoria chavista ci sono state grandi manifestazioni in cui il popolo e' sceso in piazza.
In pratica, pur se l'elezione era avvenuta in un altro paese e anche se il vincente non aveva il loro stesso carne' la gente ha riconosciuto in Chavez una figura emblematica di un continente finalmente unito.
Nelle piazze di Buenos Aires, Managua, Montevideo, La Paz, Quito e in altri luoghi si e' celebrato il sogno di un continente unito nel nome di Bolivar.
Sarebbe come dire che qua' scendiamo in piazza per festeggiare la vittoria della Merkel.....
Questa e' la grande differenza fra i 2 continenti.
L' America latina e' tutta figlia degli stessi padri mentre qua' ne abbiamo talmente tanti che la madre deve essere stata la tenutaria di un bordello.
Forse e' un discorso di lingua, parlare piu' o meno la stessa e' una cosa che accumuna e non divide.
Tolto il Brasile dove si parla portoghese e qualche enclave anglofrancolandese in tutto il continente si parla spagnolo.
La lingua, insieme alle chiese, sono l'unica vera eredita' lasciata degli iberici in quel continente.
L'America Latina e' stata per decenni la latrina degli yankee, il cortile di casa, oggi, grazie anche al fatto che Cuba ha indicato che un altra via e' possibile, la maggior parte dei paesi della regione, sono governati da gente che ha a cuore le sorti del popolo.
E' finita l' epoca delle giunte militari e degli squadroni della morte.
Se anche in Colombia si trova una soluzione ai problemi davvero la terra di Marti' e di Bolivar vivra, finalmente la sua primavera.

giovedì 29 novembre 2012

COLERA A SANTIAGO



Ieri sera mi ha chiamato un amico appena rientrato da Santiago de Cuba.
E' un musicista con cui ho collaborato per anni nelle Marche, sposato con una cubana, separato con figli.
Bazzica sempre nella provincia di Santiago anche se non e' raro che faccia una capatina a Las Tunas.
Mi diceva che la situazione colera a Santiago e' molto ma molto grave.
Non ho alcuna intenzione di seminare allarmismo ma, non avendo nessun culo da leccare per una caldosa tiepida, dico le cose come le vedo o come mi vengono riferite da persone affidabili.
Gli ospedali sono pieni di malati e, pare, ci siano anche numerodsi morti.
A las Tunas il problema e' sotto osservazione anche se sembra che il focolaio principale sia, appunto, a Santiago de Cuba.
Il problema principale e' stato, dopo il passaggio di Sandy, l'acqua.
La loro acqua, gia' di per se' non un esempio di sanita' ora e' fortemente a rischio.
Bene o male noi stranieri beviamo acqua che compriamo a la tienda, acqua che spesso usiamo anche per lavarci i denti, ma loro usano quella del rubinetto con tutti i problemi che questo, in un momento simile comporta.
Vengono date delle pastiglie da sciogliere nell' acqua stessa.
Se avro' altre notizie ve le daro', nel frattempo ognuno di voi attinga alle sue fonti santiaghere per avere un quadro piu' completo della situazione. 
CHI E' IN PARTENZA...SI INFORMI BENE.

ULTIMI GIORNI....


Ultimi giorni da scapolo.....
Cazzo.
Ieri la fanciulla mi ha comunicato che a Santiago ha ritirato il suo divorzio dall'italiano con cui e' stata sposata e col quale ha vissuto qua'.
Los papeles miei sono in arrivo, e' questione di giorni e per il 15 dicembre ci sara' la proprieta' della casa, questo a detta dell'avvocata.
Ci hanno gia' persino dato il numero civico che non c'era....
Ri- cazzo...non ho piu' scuse, non c'e' piu' terra sotto i piedi, hanno tolto la rete da sotto e tocca camminare sull'asticella.
Inutile fare finta che siano giorni normali, che lo faccio per...prospettive future, che non cambiera' nulla.
In realta' cambiano molte cose, un conto e' farlo a 25/30 anni, un altro oltre il mezzo secolo di vita.
Ho il privilegio immenso di avere alcuni amici veri, sono stato ai loro addii al celibato, c'ero ai loro matrimoni (un paio di volte pure da testimone) ci sono stato quando hanno avuto figli, c'ero ai loro dolorosissimi divorzi, sono sempre al fianco loro e dei loro figli a giocare a pallone come deve fare un buon Capitano.
Ma adesso tocca a me, 20/25 anni dopo di loro ma tocca a me.
Lasciamo stare l'amore, Peynet e i fiori d'arancio, alla mia eta' sarebbe perlomeno poco decoroso.
Pero' se da un lato sono spaventatissimo....dall'altro sono contento.
Ci arrivo dopo 30 anni di rapporti occasionali, lavorare nell'animazione ti mette in contatto con centinaia di donne che pero'...pochi giorni dopo regolarmente si tolgono dai coglioni.
Non c'e' spazio per l'affetto, il sentimento e cose simili.
Sesso allo stato puro, fin quando fa' male fin quando ce n'e'.
Non e' mai stato possibile mettere in piedi qualcosa di decente
Eppure qualcuna buona c'e' stata.
Qualche voce giusta in un teatro troppo pieno.
Con qualcuna avrei potuto quadrare lustri fa', con un paio mi sarei anche sistemato per 3-4 generazioni ma non era cosa, non era il momento, non ne avevo per il cazzo....
Forse con la bailarina poteva quadrare ma eravamo e siamo troppo uguali, 2 prime donne sullo stesso palcoscenico non ci possono stare, se nessuno sa fare un passo indietro non si va' da nessuna parte.
Mi sposo a Cuba, probabilmente il solo posto dove avrei potuto farlo.
Vivro' la' per buona parte dell'anno.
Chissa' se, fosse ancora vivo, cosa direbbe mio padre, un Comunista di vecchio stampo, di quelli di una volta.
Lo faccio con una donna che forse non e' l'altra parte della mela (voi l'avete trovata?...Siate sinceri), una donna impegnativa e non facile ma che mi piace e mi stimola..
Sopporta il mio carattere non sempre facile, riesce a stare dietro a tutte le mie cose.
E' amante, moglie e complice...scusate se e' poco.
Se 12 anni fa' qualcuno mi avesse detto che avrei sposato quella pintuita diciottenne seduta sui muretti a lato della disco con una minigonna ascellare e gli stivalazzi al ginocchio gli avrei detto se si era bevuto il cervello.
La vita davvero ha percorsi strani.
Lo faccio ANCHE per i vantaggi che la boda mi puo' dare ma non solo per quelli, altrimenti sarebbe andata bene chiunque.
Lo faccio a Cuba, paese dove tutto e' da fare, e non in Italia, paese dove tutto sta' morendo.
Lo faccio nella Cuba ancora Socialista e Rivoluzionaria, ammesso che queste parole abbiano ancora un significato.
Mi ripeto che saremo io e lei ben sapendo che c'e' anche un bimbo nel medio di ogni discorso.
Certo c'e la sua famiglia che fara' la sua parte, so che non sara' un mio compito, ma sicuramente nel momento in cui saremo una famiglia, sapro' non tirarmi indietro come d'altronde sto' facendo.
A parlare ogni idiota e' capace la differenza, come sempre, la fanno i fatti.
Fra l'altro mi, anzi ci restano pochi anni per decidere se lasciare una traccia MIA ai posteri...anche perche' gallina vecchia non fa' buon brodo.
Fa' brodo e basta....
Se fosse solo una questione di papeles non penserei a queste cose, me ne fotterei come fanno molti cubani e mi ripeterei che e' solo un foglio di carta.
Ma non sara' solo un foglio di carta.
Le cose potranno andare bene come male,come in ogni latitudine.
Nel frattempo continuero' a muovermi in funzione di un futuro piu'...autonomo, non cambiero' alcune ...abitudini, perche' se nasci rotondo non muori quadrato.
Tutte queste cose pero' non mi faranno prendere alla leggera la cosa.
Sara' una situazione un po' anomala, vivremo insieme 6/7 mesi e per il resto separati ma, perlomeno per come sono fatto io, questa sara' una cosa assolutamente positiva.
Da sempre, sostengo che la convivenza continua sia la tomba di ogni rapporto, prendere fiato ogni tanto potra' soltanto farci del bene.
Come dice il Califfo...tutto il resto e' noia.
Ultimi giorni di solteria, nessun rimpianto, nessun rimorso.
Ha fatto cose che voi umani non potete neanche immaginare, non e' detto che sia finita qua'

martedì 27 novembre 2012

PAPELES

 
Visto che sono impegnato con los papeles magari qualche dritta burocratica puo' servire.
Per s...sp...spo...spos...ehm...non ce la faccio a dire quella parola li'...
Insomma per fare quella cosa li' a Cuba occorrono 2 documenti che dovrete fare in Italia.
Questo risponde anche alla domanda di un amico nel topic “Cambiamenti”.
Dovete andare alla vostra anagrafe e farvi dare il certificato di nascita e quello di stato libero quindi vanno fatti legalizzare in prefettura.
Dopodiche' si inizia a gastar dinero.
Occorre tradurre i due documenti che devono passare attraverso il consolato di Milano.
Se fosse stata sufficente la traduzione avrei fatto a meno di un agenzia ma per evitare rompimenti di coglioni ho deciso di affidarmi ad una collaudata.
La scelta era fra CCSC e CUBACENTRE.
Vanno bene tutte 2 ma con la prima avevo fatto un invito anni fa', ti danno 2 numeri di cellulare a cui rivolgerti per sapere a che punto sono le pratiche.
Fai fatica a farti rispondere anche se devo dire che avevano fatto il tutto nei tempi giusti.
In piu' a questi devi spedire 2 assegni circolari ecc.....
Ho optato per Cubacentre per varie ragioni.
Intanto mi e' stata consigliata da alcuni amici italiani che vivono a Tunas e che l'hanno utilizzata per le loro pratiche.
L'agenzia e' nella bergamasca, veloci ed efficenti.
Ho chiamato, concordato il prezzo (esiste un margine di....discorso) a 800 cuc tutto compreso quindi anche inclusi i 30 euro di marche da bollo.
Diciamo che fra le 2 agenzie avrei speso uguale (a mio avviso un botto...) ma quest'ultima la paghi con un normale bonifico, ti telefonano quando arrivano i tuoi documenti da tradurre e in linea di principio mi sono sembrati un po' piu' attenti.
Comunque, ripeto, sono entrambe valide e vorrei anche vedere il contrario con cio' che spendiamo per 2 cazzo di documenti.
Se poi siete divorziati o vedovi il bagno di sangue diventa di dimensioni bibliche.
Ovviamente la data del mio prossimo viaggio dipende da quando arrivano los papeles, fino a quando non ci sono, ovviamente, non prenoto nulla.

RELIGIONI E FEDI


Le religioni a Cuba, se non sono state proprio osteggiate, non sono mai state particolarmente favorite.
Dall'arrivo nella maggiore delle Antille del polacco le cose sono cambiate anche se con una certa lentezza.
Le Chiese ha potuto di nuovo uscire allo scoperto rispondendo all'esigenza di un popolo, storicamente, molto religioso.
Le cose non sempre sono semplici, sopratutto per quel che riguarda le chiese cattoliche, nel parque centrale di Tunas c'e' una chiesa che e' il solo edificio non ristrutturato in questi ultimi anni.
I soldi ci sono ma c'e' una querrelle fra la citta' e la chiesa.
La prima vorrebbe spostare il luogo di culto in zona periferica mentre l'istituzione religiosa dal punto centrale della citta' non vuol saperne di muoversi.
Gli spagnoli in secoli di colonizzazione non hanno fatto altro che fare gran chiese.
In citta' oramai ci sono luoghi di culto di quasi tutte le fedi, quasi perche' non mi risulta che ci sia una moschea.
Ci sono chiese cattoliche, battiste, episcopali, avventiste del settimo giorno, sinagoghe, testimoni di Geova piu' un altro numero imprecisato di luoghi di culto direttamente situati in alcune case private.
La domenica mattina quando vado a correre passo davanti ad almeno 4 case dalle quali si sentono levare al cielo le laudi.
Per non parlare delle logge massoniche sulle quali diro' qualcosa in un altro post.
La religiosita' e' parte importante per noi latini, sopratutto quando ci sono situazioni di necessita'.
E' piu' facile credere in un ipotetico futuro celeste piuttosto che in un presente complicato.
Dal punto di vista del numero di fedeli e della loro visibilita' direi che la chiesa cattolica ha perso il primato che aveva fino a qualche anno fa'.
Le funzioni protestanti e di altre fedi meno “invasive” sono piu' frequentate. Forse perche' piene di musica e canti, i cubani credo siano maggiormente attratti da situazioni religiose meno impegnative e piu'...diciamo divertenti.
I templi battisti ed episcopali sono piu' belli, piu' frequentati, piu' pieni di vita rispetto alle solite lugubri funzioni cattoliche.
Il ristorante La Romana e' accanto ad una chiesa battista, ogni sera c'e' musica, gente che canta ed accompagnamento musicale per le nostre cene.
Anche i testimoni di Geova sono parecchio presenti, per fortuna non si vedono ancora andare in giro la domenica mattina a bussare nelle case.
Nel qual caso il rischio di essere mandati por la pinga sarebbe molto alto.
Ora arriva il Natale e i cattolici si scatenano.
Da qualche anno nelle tiendas si vendono alberelli, miniature di Papa' Noel e festoni che cominciano a far capolino in alcune case.
Ovviamente accanto al ritorno di queste religioni, ammesso che se ne siano mai andate, c'e la conferma degli antichi riti.
Se non sapete di cosa parlo provate ad entrare in certe case il giorno di S.Barbara.
Il cubano e' religioso a modo suo, diciamo che adatta il suo credo alle proprie tribulazioni.
Non ama essere troppo “impegnato” nei comportamenti di tutti i giorni, preferisce la propria fede adeguarla alle necessita' che deve affrontare.
C'e' poi anche il discorso dei soldi, piu' di un prete o un religioso vario e' fuggito nottetempo col bottino, utilizzandolo poi per pagarsi la balsa.
Sono storie che si sanno...si raccontano.
La chiesa cattolica e' vista dal potere con una certa diffidenza, assolutamente giustificata, visto le ingerenze che i baciapile in tutto il mondo attuano per cercare di controllare ed indirizzare il potere politico.
D'altro canto sono cose che qua' conosciamo bene.

venerdì 23 novembre 2012

POST DI MATTEO

 

Ho due figli italo-cubani, la più grande l'anno prossimo va a scuola.
Uno delle paure (o delle scuse) che ci trattiene è anche l'idea che il sistema educativo italiano (non tra i migliori stando ai ranking, ma chissenefrega dei ranking) dia, comunque, più opportunità per i nostri figli domani rispetto a quello cubano.
La mia compagna non amava (per indole e motivi vari) particolarmente la scuola a Cuba (né in Italia del resto!); sua sorella, invece, era una delle migliori e ciò le sta consentendo comunque (con una grande dose di impegno) di fare l'università a Miami.
A L'Havana avevo conosciuto una cugina laureata in informatica che insegnava (3 anni fa) la materia in provincia con una tastiera di cartone.
Il discorso, come sempre, torna anche sui mezzi economici e le opportunità che si aprono; per adesso l'idea è quella che dall'Italia si fa sempre tempo ad andare a Cuba, mentre è più difficile il passaggio inverso; ma le cose cambiano e forse il discorso vale più per le nostre paure che per i nostri figli.
Naturalmente il "sistema educativo" non si ferma alla scuola e all'istruzione (nel senso di sapere); da questo punto di vista quello che si trova in Italia e a Cuba è alquanto diverso; alcuni esempi:
- contesto sociale e valori di riferimento (sui quali comunque la famiglia può molto ma non tutto e il riferimento si dà praticando), capitalismo vs. socialismo solo per semplificare, ma il discorso vale anche per i rapporti con il resto del mondo;
- cultura, (pur essendo "anti-nazionalista") mi piacerebbe che i miei figli conoscessero bene l'Italia, la sua arte, l'Europa e praticassero se non il greco almeno un po' di latino (che anche a Cuba serve); d'altra parte il rincoglionimento culturale che ci sommerge è sempre più evidente e la sete di sapere, se c'è, non teme le distanze, ma, anzi, ne è affascinata;
- contesto e istituzioni di riferimento, alcuni esempi banali per tutte l'età: giochi cubani vs. giocattoli italiani; cultura deportista a Cuba vs. oratorio; a Cuba si cresce nel ballo, qui per una scuola di danza di una bambina di 5 anni arrivano a chiederti più di 1.000 euro!

Mi piacerebbe condividere idee ed esperienze sul tema, soprattutto di chi ha superato le paure e ha mandato la figlia all'escuela con la uniforme (magari accorciata, di nascosto!) 


LA MINIFALDA VIETATA

 

L'inizio dell'anno scolastico a Las Tunas ha portato una serie di polemiche e comentarios di cui la calle non puo' certo fare a meno.
Avevo sentito qualcosa in giro me poi e' uscito un articolo a tutta pagina sul periodico “26 de Las Tunas”.
Come sempre accade a Cuba un problema non si manifesta mai soltanto in una provincia ma le stesse problematiche si ripetono in tutto il paese.
Il primo problema e' quello dell'uniforme, della sua reperibilita' dei suoi costi e ...della sua forma.
A Cuba si sa', l'uniforme e' sacra in ogni istituzione statale e non, fra l'altro mi pare che quella scolastica sia stata introdotta di nuovo anche da noi.
Ricordo che alle elementari andavamo col grembiulino e poi con la polo blu e i pon pon al collo...
All' Isef avevamo l'obbligo di girare con la tuta e la borsa dell'Istituto.
Tornando a Cuba, il primo problema manifestato dalla gente e' il costo dell'uniforme.
L'istruzione sara' anche gratuita ma il resto te lo paghi.
Il primo problema e' che non erano facilmente reperibili nelle tiendas in mn dove, solitamente, si vendono.
Il fatto e' che le fabbriche che dovevano consegnarle erano in ritardo rispetto all'inizio dell'anno scolastico.
Anche perche' ne servono almeno 2/3 a testa per avere dei ricambi.
L'altro problema che riportava il periodico era quello delle scarpe, quelle dell'uniforme costano decisamente meno che un paio di scarpe da ginnastica ma neanche quelle si trovavano.
Il problema piu' eclatante, quello di cui si commentava piu' por la calle era pero' quello riguardante le modifiche che i ragazzi apportano alle uniformi stesse.
Molti studenti, sopratutto ragazze, i primi giorni di scuola sono stati rimandati a casa in quanto l'uniforme non era conforme a come avrebbe dovuto essere.
Le fanciulle avevano un po' troppo personalizzato la falda che era diventata una minifalda.
Non andava bene, la falda deve essere appena sopra il ginocchio ed e' su quell “appena sopra” che la fantasia cubana si e' concentrata.
In testa non possono avere pinze strane, mollette colorate ed altre diavolerie.
Le unghie non devono essere una sorta di tze bao.
Niente scarpe con tacones, piercing, anelli infilati ovunque e cose simili.
I maschi non si devono presentare coi pantaloni alla cacaiola con la marca delle mutande bene in vista sopra un cinturone con una borchia larga come il coperchio di una pentola.
Su queste ultime cose, tacones esclusi, sono perfettamente d'accordo, non ci si puo' presentare a lezione come si andasse ad un matine'.
Ce' poi il discorso delle “disparita” sociali.
Ci sono bambini che hanno famiglia in una buona situazione economica, quindi possono, ogni giorno portarsi a scuola una lattina di refresco o un succo di frutta.
Ovviamente la maggior parte degli altri bambini non possono permettersela, di conseguenza si creano delle disparita' che cozzano contro il concetto del Socialismo.
Gia' a quell'eta' c'e' chi puo' e chi non puo', il messaggio educativo che passa non e' quello conforme ai desideri del sistema.
Il linea teorica non sarebbe neppure sbagliato, ma non viviamo in un mondo perfetto.
La soluzione e' che il bimbo facoltoso travasi il contenuto del refresco o della lattina in un contenitore neutro.
E' una cazzata perche' il bambino la prima cosa che fa' sara' di comunicare agli altri bambini che sta' bevendo una cola e non l'acqua col bicho.
Tornando al discorso estetico, il periodico riportava, un altro problema e' che l'esempio dovrebbero darlo i docenti ma il fatto e' che spesso sono i primi a bypassare le regole.
Il fatto e' che una buona parte di questi sono poco piu' che ragazzi, lavorano malvolentieri per 4 palanche e di essere un esempio non gliene puo' fregare di meno.
Comunque questi problemi, che sono barzellette in confronto a quelli della scuola italiana, non sono rimasti nascosti ma sono usciti sui giornali.
Forse il regime e' un po' meno regime di quanto si pensa.

giovedì 22 novembre 2012

PADRI CUBANI

 

Concludo la “trilogia” sulla paternita' scrivendo due cose sui padri cubani.
Chiunque frequenti la maggiore delle Antille da un po' di tempo si sara' reso conto che la societa' cubana e' assolutamente matriarcale.
Si tratta di una caratteristiche che balza subito all'occhio, non occrre essere dei sociologi.
Parlando dei loro uomini, quasi tutte le cubane ci diranno che l'hombre cubano no sirve a nada.
Non so se e' proprio cosi' ma sicuramente chi manda avanti la baracca famigliare a Cuba e' la donna.
La donna lavora, manda avanti la casa, fa' la spesa, cucina, tira su' i figli e questo cercando anche, in qualche modo, di far quadrare il bilancio famigliare.
Lo stesso atteggiamento menefreghista che ha nei confronti di molte cose l' uomo cubano lo hai nei confronti della paternita'.
Ovviamente, come sempre, sottolineo il fatto di non voler generalizzare la cosa, perche' ci sono anche padri attenti ed affettuosi, ma la realta' dei fatti dice altre cose.
Il cubano mette al mondo figli senza pensare se ha le reali possibilita' di assicurare loro un futuro accettabile.
Conosco tanti uomni che hanno tot figli con tot donne diverse e si dimenticano di tutti allegramente.
C'e' un amico, che chiamo “Petrolio” per i suoi gusti colorati in fatto di donne, che ne ha 5 con 5 donne diverse, da' una mano ad Alberto, il tipo che renta gli scooter, a riparare i mezzi e traffica con la...gasolina.
Riesce a malapena a mettere insieme il pranzo con la cena e non puo' certo aiutare le sfortunate madri dei suoi figli.
Scherzando gli ricordo sempre che hanno inventato i condom.
Non ho fatto ricerche ma, in caso di divorzio, la legge cubana dovrebbe imporre ai padri un mantenimento di ben 50 pesos mn al mese......
Dentifricio e spazzolino per il bimbo sono assicurati.
In realta' quasi sempre neanche questi pochi spiccioli vengono elargiti e la madre della creatura deve occuparsi, anche in solido, della crescita della stessa facendole sia da madre che da padre.
Oppure subentra l'abuelo.
Il padre del bimbo della mia fanciulla, una volta ogni mese passa da casa e prende il piccolo.
Il fendmaresciallo gli da' 3 ore di tempo, se dopo 3 ore e un minuto il bimbo non e' nella casa lei e' gia' dalla policia.
Lei con suo padre provvedono a tutto, il padre, ha qualche hanno piu' di me, fra l'altro li porta molto bene, per il bimbo lui non e' “abuelo” ma bensi' “papa'”.
Il padre reale non ha mai scucito un centavos, per fortuna la famiglia non ha problemi.
Ovviamente io resto assolutamente fuori da ogni discorso, come disse John Rambo al suo generale “non e' la mia guerra”.
Onestamente io non capisco come questo possa succedere, com'e' possibile mettere al mondo figli e poi fottersene allegramente, delegando ad altri compiti e mansioni che solo il padre biologico dovrebbe assolvere.
Questa e' una delle ragioni per cui avere un figlio da uno yuma e' un must in questo momento.
Le cubane sanno perfettamente che noi, nella stragrande maggioranza dei casi, faremo fronte alle nostre responsabilita', sia dal punto di vista affettivo che...in solido.
La cosa che mi lascia stranito, ma forse sono io che non ci arrivo, e' il perche', pur sapendo che spesso hanno a che fare con autentici pezzi di merda le cubane continuino allegramente a farsi mettere incinte.
Il tutto ben consapevoli che todo el trabajo futuro pesera' sulle loro spalle o sulle spalle di chi, con un passaporto diverso dal loro, apparira' ad un bel momento come un dono dal cielo.

GENTE DI CUBA 2 

mercoledì 21 novembre 2012

PADRE O ABUELO?

 

Ieri accennavo al fatto che non pochi compatrioti sessantenni a Cuba decidono, piu' o meno convinti, di mettere al mondo figli,
Questo in un eta' in cui l'orologio biologico consiglierebbe di dedicarsi ad altre occupazioni.
Sia chiaro, esiste il libero arbitrio ed ognuno fa' bene a fare cio' che ritiene giusto fare.
Esprimo solo un opinione non necessariamente condivisibile.
Un figlio e' un attimo farlo ma poi...viene il bello o il brutto a seconda dei punti di vista.
Quasi tutti quelli di quell' eta' che conosco e che hanno intrapreso questo cammino gia' avevano dato da questo punto di vista in madrepatria.
Hanno figli grandi restati in Italia, figli con cui spesso i rapporti sono problematici, non e' facile accettare che il padre viva dall'altra parte del mondo con una ragazza che, spesso, e' piu' giovane di loro.
I disagi sono anche di natura economica, chissa' al momento della dipartita del padre a chi andra' l'eventuale habeo....
Non avendo figli sono sicuramente il meno indicato per parlarne pero' non bisogna essere stati cavalli per parlare di ippica.
Credo che tirarne su' uno richieda una certa energia e la voglia di ricominciare con un canovaccio che a una certa eta' non e' facile ritrovare.
Alcuni dicono che un figlio ti ringiovanisce...sara' ma, almeno dal mio punto di vista ci sono altre cose che...”ringiovaniscono” di piu'.
Bisogna anche vedere le cose nel lungo periodo, fare un figlio a 60 anni vuol dire, qualora non si sia nel frattempo passati a guardare le margherite dalla parte della radice, averne 75 quando lui ne avra' 15.
Quando lo si andra' a prendere a scuola nelle primarie tutti gli altri bambini avranno un padre a prenderlo fuori dalla scuola mentre il “nostro” una specie di abuelo.
Per carita' c'e' modo e modo di invecchiare, sono il primo a dire queste cose e a vivere in un certo modo, ma l'orologio del tempo volente o nolente non si ferma mai.
Tirare su' un figlio vuol dire combatterci, non dare tutto per scontato, non dargliele sempre vinte, avere pazienza di fronte a piagnistei e capricci.
A 60 anni e passa si e' ancora in possesso di tutte queste caratteristiche?
Lo dubito fortemente.
In piu' c'e' il discorso di tirarlo su' a Cuba.
Da un lato crescera' in un paese in cui tutto e' ancora da fare ma dall'altro sara' piu' complicato perche', almeno a tutt'oggi molte cose mancano.
Se dovesse stare male ci si puo' fidare di un ospedale cubano?
Guardiamoci in faccia e rispondiamoci con sincerita'.
Certo con la doppia cittadinanza lo si puo' mettere su un aereo e portarlo in Italia, sempre pero' che i rapporti con la madre siano buoni, che non rompa le palle per firmare e cose simili.
Problemi, tanti problemi che a 30/40 anni si affrontano lancia in testa ma a 60/70 forse uno vorrebbe campare un po' piu' tranquillo.
I ragazzi bisogna fare uno sforzo per capirli, per cercare di comprendere le esigenze delle nuove generazioni.
Se ci si ferma al solito “ai miei tempi” non si va' da nessuna parte.
Ma ci sono delle stagioni della vita dove e' normale girarsi indietro, dove i ricordi sono maggiori dei progetti, dove quello che si e' gia' dato sara', per forza, superiore a quello che si potra' ancora dare.
Ogni tanto ci penso...sarei gia' perfino fuori tempo massimo, i figli non sono bagigie.
Questa e' la mia idea, dopo una certa eta' sarebbe meglio dedicarsi a situazioni meno impegnative anche se e' vero che ogni testa e' un piccolo mondo.

UNA BOCCATA D'ARIA PULITA

 

Ciao Milco.
Voglio portare la mia esperienza personale come esempio, perchè abbastanza lontana dalle solite storie.
Tre anni fa conosco una ragazza 19enne in una discoteca. Il mio primo giorno cubano di sempre. Da sola in disparte con due amiguite bruttine. Beviamo una coca e facciamo due chiacchere. È carina e Ci stiamo simpaticiNei 15 giorni successivi ci rivediamo qualche volta di nascosto dai suoi. Sono del campo e una figlia con lo straniero non è ben vista. Ma qualcuno fa la spia e mi vedo costretto a presentarmi. Imbarazzo e qualche difficoltà iniziali vengono superati e prima di partire organizziamo una comida (offerta da loro - abbastanza benestanti). Dopo qualche viaggio sull'isola decido di invitarla a Torino. Prima esperienza abbastanza traumatica. Ma dopo qualche mese ci riproviamo.
Nonostante 14 anni di differenza, nonostante ormai non torni a casa da 3 anni, oggi siamo una famiglia felice, con una bella bimba di 3 mesi e qualche sogno nel cassetto.
Io adoro la sua famiglia. Ci manca ad entrambi e non vediamo l'ora che la bimba sia un po piú grande per sobbarcarci 12 ore di volo.
In 4 anni avrò mandato 500 euro di tasca mia. Il resto (100 euro al mese) li manda la mia compagna con il suo stipendio.
Non viviamo nell'opulenza e spesso dobbiamo fare rinunce e sacrifici come molti in questo periodo.
Ma ci vogliamo bene e andiamo avanti.
Spero che la mia esperienza sia di aiuto per qualcuno.
A presto.
Simone

-----------------------------------------------------------------------
Caro Simone mi sono permesso di mettere in evidenza il tuo commento postato questa mattina.
E' una boccata d'aria pulita di cui tutti abbiamo un gran bisogno.
Sei di Torino?
Quando vuoi compartiamo un traco.

martedì 20 novembre 2012

PATTI CHIARI

 

Ieri, parlando della gelosia, affermavo che certe situazioni vanno messe in chiaro all'inizio di un rapporto perche' poi...una volta partita l'auto non riesci piu' a modificare il percorso.
Questo discorso, di mettere le cose in chiaro subito va, a mio avviso, allargato a tutte le situazioni che regolano il nostro rapporto con una cubana.
Va' fatto per forza, le migliaia di km di distanza e i viaggi estemporanei impediscono una profonda conoscenza della persona che ci si vuole mettere accanto
Ragione per cui, e' un buon esercizio di sopravvivenza mettere sul terreno tutta una serie di paletti prima di iniziare una storia che abbia un minimo di progetto serio.
La prima cosa e' l'eta' della fanciulla, se e' molto giovane, restando ovviamente nel lecito, lasciate perdere ogni discorso.
Divertitevi e non pensate a progetti o a cose simili.
Se lei non ha un vissuto, non ha visto un po' di mondo, non si e' affrancata dalla famiglia allora difficilmente la vostra storia vedra' l'alba del giorno dopo.
Se pensate di avere accanto una que sirve una delle prime cose da mettere in chiaro e' il discorso del “respetame” e via discorrendo.
Andate a leggervi il post di ieri e andiamo oltre.
Un' altro fattore fondamentale e' quello dei soldi.
Nel mio libro, “ L'altro lato del bloqueo” c'e' un piccola storia dove parlo di come molte ragazze, una volta stabilita con me una conoscenza, mi chiedevano se anche io ero direttore di banca o se avevo, come tutti gli altri italiani, 4/5 negozi nel bel paese.
Il raccontare una massa di balle e' il primo passo verso un fracaso di dimensioni bibliche.
Le palle raccontatele ad una con cui volete fare lo sborone por hechar un palito e basta.
Se poi continuate a frequentarla a quelle balle dovete poi dare un seguito, se non potete permettervelo il fallimento e' gia dietro l'uscio di casa.
Bisogna mettere SUBITO in chiaro cio' che ci si puo' permettere e cio' che invece resta fuori dalla propria portata.
Non tutte le cubane cercano il milionario, se sarete sinceri, spiegando fino a dove si puo' arrivare nessuna poi potra' mai rinfacciarvi nulla.
Guardate che questo e' un fattore altamente destabilizzante per una coppia.
La sincerita' paga in questi casi, ricordiamocelo sempre.
Se decidete di mettere su casa, prendete voi in mano l'iniziativa, i soldi sono i vostri, anche in presenza di massima fiducia nei confronti della fanciulla dovete VOI essere la' quando ci sono i lavori.
Prendetevi le ferie o l'aspettativa, non delegate questo compito a nessuno.
Altro fattore FONDAMENTALE da chiarire subito e' a quanti sistemi solari deve stare la sua famiglia di lei dalla vostra relazione.
Qua' subentrano tanti fattori.
Se tutti e 2 passate mesi lontani dalla casa allora e' meglio costruire sopra la famiglia di lei perche' qualcuno di assoluta fiducia la casa deve guardarvela, non ci sono storie.
In caso contrario resto del parere di mettere un bel po' di km dal familion.
Questo vale, ovviamente, anche per rapporti con italiane.
Un conto e' avere la famiglia in visita ogni tanto un altro e' trovarveli sempre per casa con libero accesso al frigorifero.
Anche questa cosa o la mettere in chiaro subito oppure siete panati.
I figli sono un altro discorso da affrontare non subito....subitissimo..
Ogni donna di ogni parte del mondo sogna di diventare madre, e' nella loro natura, le cubane questa natura ce l'hanno all'ennesima potenza.
Rendetevi conto che se non ha figli questo argomento saltera' fuori ad ogni pie' sospinto e sara' dura venirne fuori.
Non si tratta di una cosa da poco.
Conosco sessantenni che, sfiniti dai rompimenti di coglioni quotidiani, hanno ceduto e ora si ritrovano a crescere un figlio di cui avrebbero fatto volentieri a meno, avendo gia' dato in passato.
C'e' un eta' per tutto nella vita, almeno secondo me.
Io, al momento non ne voglio sapere, lei ne ha uno avuto con un cubano.
La famiglia di lei sta' bene e si occupa della cosa, per me situazione assolutamente perfetta.
Il futuro lo conoscono solo gli Orishas.
Non sottovalutate questo fattore, e' fortemente destabilizzante e rischia di distruggere tutto, ricordatevi che un figlio con uno straniero e' un....vitalizio perenne, noi non siamo degli sbattimaroni come i loro connazionali.
Per noi un figlio e' una cosa seria.
Ci sono poi altre piccole cose, che non sono banali e che vanno affrontate subito.
La possibilita' di uscire per i cazzi vostri, di andare, da soli, a trovare un amico magari all'Avana e starci il tempo che volete, in soldoni una liberta' a cui non dobbiamo MAI rinuciare.
Un mio amico dice sempre che “chi paga...comanda” sara' anche un atteggiamento neocolonialista, ma se devo cambiare la vita di una persona in meglio, non dico di aspettarmi dei ringraziamenti, ma almeno non voglio che la MIA di vita, per una scelta di questo tipo, debba cambiare in peggio.

lunedì 19 novembre 2012

CASA A CUBA

 
 DA "LA STAMPA" SEGNALATO DA VIVACUBA
Da quando, sul finire del 2011, il governo del presidente Raúl Castro decise di legalizzare la compravendita delle case tra i privati residenti a Cuba, stranieri compresi purché con la residenza «permanente», si sono aperte una marea di opportunità nel settore immobiliare, inimmaginabili nei 50 anni precedenti. Così Cuba è tornata a ruggire non solo più nel settore turistico – in crescita esponenziale quello statunitense, esploso grazie anche alla riapertura dei voli dagli Stati Uniti voluta da Barack Obama – ma anche in quello immobiliare. La dimostrazione del boom, del resto, lo testimoniano i prezzi, che per alcune ville lussuose e in stile coloniale nelle zone più ambite della capitale L’Avana possono raggiungere prezzi superiori a quelli di Miami. Si parla anche di un milione di dollari. Certo, ufficialmente la scrittura di compravendita avrà in calce valori minori e il nome dei nuovi proprietari non sarà quello di chi effettivamente paga bensì quello di prestanome residenti che, in un anno, non guadagnano neanche un millesimo del valore reale sborsato. Di fatto, però, grazie al pullulare delle agenzie d’intermediazione immobiliare - a Cuba ancora illegali, mentre su Internet abbondano e sono tollerate dal regime, la cui unica preoccupazione è che gli atti di compravendita siano impeccabili e rispettosi della nuova legge - oggi il mercato della casa cubano tira assai di più di quello statunitense. A confermarlo sono gli stessi agenti immobiliari «illegali» cubani, i cosiddetti «correctores» che sono soliti incontrarsi al Paseo del Prado dell’Avana. «Il mercato è fantastico - rivela uno di loro, che vuole restare anonimo -. Mai vista una cosa del genere». Il motivo? «Senza dubbio i capitali che piovono dagli Stati Uniti e sono destinati ai parenti-amici-residenti cubani». Insomma, gli acquirenti veri, nella gran maggioranza dei casi, sono i cubani della Florida, emigrati a Miami negli anni successivi alla revolución di Fidel e che ora, grazie alla nuova legge, si stanno posizionando sul mercato della loro madrepatria perché, si sa, ogni emigrante sogna di tornare prima o poi dov’è nato e d’invecchiare a casa sua, magari anche solo per sei mesi l’anno. Su Internet, invece, i siti migliori per chi vuole comprare casa a Cuba, ammesso che abbia un prestanome locale o abbia una residenza permanente sull’isola, sono l’ambizioso Detrás de la Fachada, letteralmente «Dietro la facciata», e Revolico. Sul primo, ad esempio, una villetta a la Playa - uno dei 15 municipi in cui è suddivisa amministrativamente L’Avana - con giardino, terrazza vista mare, salone, quattro camere e tre bagni, viene messa in vendita ufficialmente a 500 mila Cuc, acronimo che sta per «pesos cubani convertibili», ossia mezzo milione di dollari. Su Revolico alcune ville nei quartieri di lusso di Miramar o El Vedado, superano addirittura il milione di Cuc. Ultima info: chi intermedia l’affare guadagna in media il 10% del valore sborsato dal compratore. Quello vero.
--------------------------------------------------------------------
Quando leggo le solite cazzate sul fatto che "non e' il momento"  "investire a Cuba e' da coglioni" mi viene davvero da pensare che siamo un popolo che ha civilizzato il mondo ma che, oggi, rischia davvero di arrivare a  festa finita....

LA GELOSIA


La gelosia e' un sentimento che da sempre regola le relazioni fra i 2 sessi.
C'e' chi afferma che senza gelosia non puo' esistere amore, personalmente mi sembra una cazzata ma e' solo l'opinione di un cadetto di Guascogna.
Chiunque frequenti o abbia frequentato una cubana sa che cosa vuol dire la gelosia,
Se da un lato puo' essere tollerabile dall'altro,se esce dai binari del lecito, diventa un autentico rompimento di coglioni.
Ho vissuto in Italia 10 mesi con una cubana, parlo con cognizione di causa e non per dare aria ai denti.
Quasi sempre la gelosia nei nostri confronti non e' rivolta alla persona in se ma e' figlia della paura di perdere i benefici che una relazione con uno straniero puo' regalare.
Non essendo mai stato fedele a nessuna ho avuto pochissime frequentazioni con questo sentimento, anche perche' quella faccenda della pagliuzza e della trave me la ricordo bene.
Posso tollerare un minimo di gelosia ma se la cosa sfocia in controllo e domande inopportune allora e' un attimo alzare i tacchi.
Il Feldaresciallo lo sa bene ma e' una saggia trentenne, che mette tutto sulla bilancia ed evita di muoversi in territori pericolosi.
Come sempre faccio esempi concreti.
Il mio amico che ha riportato la famiglia a vivere a Cuba sta' con la sua donna da 11 anni, hanno un figlio di 10.
Vivono insieme 9 mesi all'anno; 6 a Cuba e 3 in Italia.
Lei e' una donna in gamba, una que sirve davvero, ma e' di una gelosia insopportabile.
Lui, per contro, e' un tipo tranquillo, certo Cuba e' sempre Cuba e se te la strofinano sul naso e' dura girare la cara dall'altra parte ma lui non e' uno che se le va' a cercare.
Siamo andati in disco una volta, lui ogni tanto si alzava per andare nel locale retrostante a fumare, lei ogni 10 secondi si girava e dopo un minuto lo raggiungeva nel timore che potesse in quel poco tempo succedere chissa' cosa.
Un pomeriggio il tipo cercava materiali per un corral che sta' costuendo, l'ho portato nel mio barrio dove si trova di tutto.
Apriti cielo.
Lei non sapeva dov'era e lo ha cercato per mari e per monti.
Il giorno dopo lui aveva un movil per essere sempre rintracciato.....
Un altra volta era seduto al Cadillac con un altro italiano, c'erano 4 sedie libere e si sono sedute delle ragazze, per i cazzi loro.
Lei e' arrivata e gli ha fatto una scenata da paura, la sera ha raccontato la cosa alla mia compagna, ero presente e sorridendo le ho detto ( alla moglie del mio amico) che se si fosse comportata cosi' con me si sarebbe fatta il tragitto dal locale a casa a calci in culo.....
Un altro amico ben messo e' un antico calabro, che oggi vive buona parte dell'anno a Cuba con la sua fanciulla.
Non lo molla un attimo, lui non puo' salire solo per 2 minuti che lei arriva.
Se gira la testa di lato arriva puntuale il “dove cazzo guardi?”.
Inutile dire che se lo facesse con me dopo 10 secondi dovrebbe cercarsi un altro novio.
Per carita' l'errore e' stato nostro, di noi stranieri, le cose vanno messe in chiaro subito perche' poi non la recuperi piu' e sono cazzi tuoi.
Ne parlero' in futuro ma ho messo tutto in chiaro dall'inizio; nessun rompimento di coglioni, nessun “dove sei stato? “, nessun muso o cose simili.
Lei sa la vita che ho fatto e io conosco bene lei.
A 50 anni non si cambia, o aguanti tutto o non aguanti nulla.
Mi sta' bene il “respetame” ma quella e' la mia Stalingrado, da li' non faccio un passo indietro.
Conosco un altro paio di connazionali che fanno i cazzo che vogliono, apertamente, pensando che le mogli siano all'oscuro di tutto...a Las Tunas.
Cosi' non va bene, ogni tanto qualche sfizio dobbiamo togliercelo (che pero' almeno ne valga la pena....) ma senza mettere in difficolta' chi non lo merita.
Una cubana un tarro lo puo' tollerare (sopratutto da uno yuma che risolve), cio' che non tollera e' che tutto il mondo lo venga a sapere.
Qualora le cose, fra noi, dovessero cambiare allora molti benefici di cui lei sta' godendo verrebbero meno.
A 20 anni puoi fare anche la rivoluzionaria, o la stronza a seconda dei punti di vista, ma a 30 e con un figlio....beh...e' meglio pensarci molto ma molto bene....e aprire il frigo.
Questa e' la mia opinione poi ognuno puo' scegliere come comportarsi anche se, a Cuba, il 90% dei pantaloni che vengono portati nelle copie miste....li portano le fanciulle.
Questo anche per la desuetudine al bollo da parte di quasi tutti gli stranieri che conosco e che, prima di Cuba, hanno avuto per decenni una certa manuela come fedele compagna.
Auguri a tutti.


mercoledì 14 novembre 2012

ROBERTO


A volte di Cuba ci rimangono impressi visi e facce che riaffiorano nei nostri pensieri durante i periodi in cui siamo lontani dalla maggiore delle Antille.
Una di queste facce, di cui ogni volta che ricordo i lineamenti mi sale un sorriso, e' quella di Roberto.
Qualche lettore del blog lo conosce.
Roberto e' il marito di Nena, la proprietaria di una delle mie case de renta storiche, probabilmente quella a cui sono piu' legato.
Roberto ha un eta' indefinibile, credo sia intorno agli 80,almeno una ventina in piu' di Nena e rispetto a Nena e' fisicamente la meta'.
Vecchio rivoluzionario, oggi, secondo me un tantino disilluso cosa che non ammettera' mai.
Per decenni ha lavorato nella gastronomia tunera sino ad esserne stato una sorta di jefe.
Suppongo che la casa de renta sia saltata fuori da quel lavoro, anche se chi lo ha conosciuto in quegli anni, racconta di una persona molto ma molto piu' onesta della media di chi si e' trovato e si trova in quella posizione.
Non entra in alcun modo nella gestione della renta, la sola cosa che fa', quando arriva uno straniero e' andare, il giorno dopo all'inmigration con un bicitaxi per portare il registro de renta.
I vicini sostengono che quando entra in inmigration tutti lo fanno passare avanti e un ispettore gli risolve subito il problema.
Questo, suppongo, per il rispetto per cio' che e' stato e per l'eta' attuale, tutta visibile.
Vado in quella casa da 7/8 anni e per oltre la meta' ci siamo vicendevolmente trattati con rispetto ma nulla piu'.
Lui rispettava il fatto che, anche grazie a me la famiglia tirava avanti e io il fatto che fosse un personaggio rispettato e carismatico.
Oggi le cose sono cambiate e devo dire che e' na delle persone che rivedo piu' volentieri ogni volta che arrivo in citta'.
Ha 2 figli con Nena, che vivono uno sopra di lui e l'altro nella casa oltre il patio e alcune figlie a Obavo.
La cosa e' misteriosa, non si sa bene quante siano, almeno io non lo so, passano a prenderlo e se lo portano a Obavo dove resta un po' di giorni facendo perdere le sue tracce per poi ricomparire, per la costernazione di Nena che lo aveva nel frattempo cercato in ogni modo, improvvisamente.
Di lui si dice fosse stato un donnaiolo da combattimento e probabilmente ancora lo e'.
Si racconta che Nena,anni e anni fa, esasperata dall'ennesimo tradimento con una cocinera di un ristorante sia andata al locale, beccandolo col sorcio in bocca.
A quel punto lo ha riportato a casa a spintoni facendo un tremendo scandalo per tutta la calle.
Non sarebbe stato l'unico.
Roberto passa il tempo o seduto fuori dalla porta di casa, oppure di fronte, appoggiato a un muretto di una vecchia e grande casa coloniale.
E' rispettatissimo da tutti i vicini, conosce tutti e a tutti rivolge una parola e un saluto o una presa per il culo.
Ne ha per ogni ragazza, donna o sciura che passa, tutti piropos carini ed eleganti a cui le donne rispondono con un sorriso e una battuta.
Ho visto personalmente ragazzette, che evidentemento lo conoscono, cambiare marciapiede per passargli davanti e prendersi il piropo sorridendo felici.
In quelle occasioni, quando le ragazzette sono passate, Roberto volge lo sguardo lacrimoso verso quei culi che vanno su e giu' ricordando, probabilmente, i bei tempi andati.
Alcuni dei miei migliori momenti li trascorro con lui, intorno alle 7 di sera, prendo la sedia a dondolo e mi ci piazzo accanto, un traco in mano e di lato il magico tramonto tunero, godendomi lo spettacolo di questo ottantenne che chiacchiera con tutti, lancia complimenti alle donne e pelea con i vicini e i vecchi del quartiere.
Ovviamente sono litigi scherzosi dove pero' non di rado parte la sua stampella con cui si aiuta a camminare in direzione di qualcuno che ne ha detta una di troppo.
Il tutto finisce in risate con “maricon” e “comemierda” assortiti.
Uno spettacolo.
Quando la mia fanciulla va' a casa, capita che ...qualcuna arrivi.
Va bene la casa, la boda, il SUO piccolo cagone ma...non ho ancora appeso il picco al chiodo.
Ebbene Roberto, appena vede il feldmaresciallo partire, mi chiede subito a chi tocca, la mora o la bionda, la negra o la tetua.
Oramai le conosce quasi tutte e ad ognuna ha dato un voto.
Credo di aver ampiaimente passato l'esame di un vero esperto in materia.
Come fai a non affezzionarti ad uno cosi'?
Cuba e' anche questo, persone e momenti che rimangono dentro di noi.

martedì 13 novembre 2012

CUBA;UN'ISOLA NEL SOLE


Anche ieri piu' 600 persone hanno visitato il blog.
In un momento di totale disgregazione del mondo virtuale cubano e' un risultato importante e sorprendente.
Da un po' di tempo a questa parte ho quasi del tutto eliminato gli argomenti che esulano dalla nostra isola, tanto e' l'interesse che molta gente ha nei confronti dei cambiamenti che stanno avvenendo a Cuba e che potrebbero cambiare la vita di molti di noi.
L'interesse con cui seguite cio' che sto' cercando di fare e' figlio della voglia di fare il grande salto.
Forse i tempi non sono ancora maturi ma e' anche vero che se non sei alla stazione il treno lo perdi..
In un momento in cui in Italia stanno venendo meno molte delle certezze che ci hanno accompagnato negli anni lo sguardo si volge verso la nostra amata isola e di tutto cio' che la' sta' accadendo.
Certo, non tutti come il sottoscritto, hanno lavori a cadenza stagionale (che mi guardo bene dall'abbandonare), per tanta gente il grande salto sarebbe davvero un salto importante.
Questo blog cerca di darvi una visione globale della situazione, la piu' aderente alla realta' possibile, in modo che ognuno possa farsi una precisa idea riguardo a cio' che sta' cercando e sul come trovarlo.
Se poi, questa Isola nel sole, riesce anche a farvi un po' di compagnia...tanto meglio.
Ne approfitto anche per ringraziare, ancora una volta, tutti coloro che hanno acquistato il libro le cui vendite, sono andate ben al di la' delle mie piu' rosee previsioni.
Grazie davvero a tutti e...restate in zona.


lunedì 12 novembre 2012

VOLI

 

In questi giorni, con molta calma e senza fretta alcuna, sto' iniziando a monitorare i voli per dicembre, diciamo meta' mese anche se non ho una data precisa.
Mi muovero' quando los papeles da entrambi i lati del bloqueo saranno a posto, non ho intenzione di dormire un solo giorno in nessuna casa de renta.
La situazione dei voli e' peggiorata di anno in anno.
Intanto bisogna mettere in conto le difficolta' che hanno le compagnie aeree che volano su Cuba.
Prima ha tirato l' ala la Lauda, che, detto per inciso, non era per niente male.
Poi la Livingston anche se pare che ora ritorni in pista.
La Blu Panorama ha grosse difficolta'.
Air Italy addirittura cancella voli e riposiziona i passeggeri presso altre compagnie aeree.
Iberia, la compagnia di bandiera spagnola, notizia di qualche giorno fa', ha lasciato a casa alcune migliaia di dipendenti.
La Neos vola su Cuba a periodi alterni.
Poco da stare allegri.....
A settembre ho preso un pacchetto di volo con Vologratis in cui, con rientro a 50 giorni sono partito con BP e tornato con la Neos.
Oramai qualunque accrocco va bene pur di fare cassa.
In questi tanti anni di Cuba ho sempre pagato da un minimo di 500 a un massimo di 750.
Non ricordo, a memoria, di avere mai pagato di piu'.
Ho dato un occhiata con rientro a 2 mesi e sotto i 900 euro non si trova una fava, ne' da Torino ne' da Malpensa.
Parlo di voli con destino La Habana non Holguin dove le tariffe lievitano.
Ci sono solo 2 eccezioni.
La prima e' L'Aeroflot, un bello scalo a Mosca, 20 ore di volo e sei servito, costo meno di 700 euro.
L'altra e' Air Canada, questa anche da Torino, uno scalo a Monaco di Baviera ( o a Francoforte), un secondo a Toronto e poi si arriva a La Habana.
Costo sui 750 euro.
Ovviamente non se ne parla....aspetto, non ho fretta.
Fra l'altro anche un one way andrebbe bene, per il ritorno chiedo ad Edoardo a Tunas.
Coi charter bisogna poi stare attenti agli orari di rientro, in questo ultimo volo il sabato quando ho telefonato per la conferma il volo partiva da Holguin alle 23.45, la domenica mattina una vocina mi ha detto di ritelefonare...si partiva alle 19.30.....
Conviene sempre chiamare piu' volte per le conferme, sopratutto di farlo il giorno stesso del volo se non si vuole rimanere a terra.

sabato 10 novembre 2012

PEDALA, PEDALA

 

Durante questi ultimi 2 mesi passati a Cuba, come ho gia' accennato, il tempo per fare la classica vacanza e' stato davvero poco.
La costruzione della casa e le altre faccende che stanno prendendo il via a Cuba hanno assorbito praticamente tutto il mio tempo.
Per muovermi agevolmente per la citta', durante le prime 2 settimane di soggiorno, ho rentato, come faccio da anni, lo scooter.
A Las Tunas hanno aggiunto un secondo punto de renta en 12 planta.
Scooter piu' nuovi rispetto a quelli di Alberto, piu' lenti ma che ti fanno 35 km con un litro.
Per 2 settimane ho utilizzato lo scooter, poi mi sono reso conto di una cosa; il 90% dei miei viaggi li facevo dalla casa de renta alla casa in costruzione.
In un anno ho speso circa 2000 cuc di renta, era giunto il momento, viste anche le ingenti spese che la costruzione comporta, di cambiare.
Sono un biker in Italia, scarso ma pedalo, ho un paio di MTB e una discreta bici da corsa, non sono un fanatico ma diciamo che una ventina di uscite ogni anno le faccio, forse qualcuna di piu'.
Avevo gia' comprato una bicicletta al Feldmaresciallo, in modo che potesse muoversi autonomamente, una cosa que sirve ma non eccessivamente cara.
Per me cercavo qualcosa di decente, a Cuba non facile da trovare.
Fra l'altro, in seguito ai nuovi balzelli doganali a Cuba non arrivano quasi piu' biciclette dall'exterior, mentre solitamente nelle tiendas vendono MTB che sono delle porcherie.
Faccio un giro por la calle, metto in giro la voce, vado davanti al mercato, dove di solito c'e' gente che vende biciclette, non trovo nulla che mi piace.
Un amico mi dice che sono arrivate alcune biciclette in un paio de tiendas e che sono bellissime.
In realta' ne erano arrivate pochi esemplari a la tienda Habanera e al Criolito.
MTB di un livello che non avevo mai visto nei negozi cubani, pochi esemplari a 238 cuc.
Diciamo al livello di una MTB che si puo' trovare qua' da Decathlon giusto per capirci.
Nulla di che ma, per il livello di cio' che si trova a Cuba, si trattava autentiche fuoriserie.
L'ho subito comprata, e a quel punto impari altre cose di Cuba che non sempre si riescono a sapere.
Qua' compri una buona MTB, esci dal negozio e puoi gia' farti i tuoi giri, a Cuba no.
A Cuba devi fare “el mantenimento”, cioe' la devi portare al taller, da un meccanico delle biciclette, lasciargliela un paio d'oe, spendere 4/6 cuc in modo che lui possa revisionarla completamente, lubrificarla, chiudere bene tutte le viti che sono messe solitamente ad minchiam.
A quel punto la tua MTB e' pronta.
Mi e' servita tantissimo, fra l'altro e' una cosa che quando te ne vai puoi tranquillamente rivendere, una bici cosi' la vendi in 5 minuti, rientrando quasi completamente della spesa.
Saro' anche un biker ma mi sono reso conto che a Cuba sono un dilettante, il cubano nasce e cresce sopra una bicicletta.
Come tutti sapete la bici e' il mezzo di trasporto piu' popolare nell'isola, e non parlo di biciclette moderne e con 15 rapporti come la mia, parlo di biciclette cinesi senza cambio sopra le quali cubani di ogni eta' pedalano come matti.
Il cubano, da quando e' in grado di camminare....inzia a pedalare, pigiano sui pedali come matti.
Usano la bicicletta per qualunque spostamento e hanno sempre fretta.
Il cubano puo' avere la barriga o la cellulite o tutte e due ma le gambe le ha buone, abituate come sono a km e km ogni giorno sotto un sole de pinga.
Fra l'altro in citta' ci sono decine di parcheggi per biciclette, al costo di 1 pesos mn la puoi lasciare tutto il tempo che vuoi e andare a fare le tue cose.
Ovviamente il primo acquisto che bisogna fare e' il lucchetto per chiuderla in modo che non te la zanzino dopo 2 minuti.
Ho scoperto un altro modo di vivere Cuba, mi sono divertito e ho fatto sport, cosa per me assolutamente indispensabile.
Nel mio futuro ci sara' un carro e, probabilmente, anche una motocicletta ma sicuramente nel mio garage il posto per una buona bicicletta non manchera' mai.

venerdì 9 novembre 2012

MATRIMONIO A CUBA


Dalle mail e dagli scritti degli amici del blog che pubblico, pare che l'argomento matrimonio a Cuba raccolga un certo interesse.
Per parlare di un simile argomento che ,da sempre, mi procura una misteriosa forma di orticaria, e' necessario mettere da parte ipocrisia e frasi di comodo per raccontare la messa esattamente come viene celebrata.
Conosco non meno di una quindicina di italiani e non che si sono sposati e vivono a Cuba almeno di 6 mesi ogni anno.
Credo di dire una verita' assoluta se affermo che nessuno di loro, prima della boda, sia stato colpito dal dardo di Cupido.
Lo stesso dardo si e' dimenticato di colpire sia le loro mogli cubane che le cubane che sposano un italiano con l'obiettivo non di vivere a Cuba ma di salire su un avion destino il bel paese.
E' possibile, invece, che l'inquietante dardo abbia colpito gli italiani che portano la cubanita in questione in Italia per vivere.
Col tempo puo' subentrare una forma di affetto e di rispetto, magari anche di amore...col tempo.
Al momento del gesto la situazione e' esattamente questa, poi se invece ci vogliamo raccontare le favole beh....io sono un discreto cantastorie.
Torniamo al matrimonio a Cuba.
Non voglio dire che si tratta esclusivamente di un negocio, ma sicuramente esistono fattori di convenienza reciproci che non si possono non prendere in considerazione.
Un politico italiano, gobbo e baciapile, diceva che pensare male e' un peccato ma spesso ci si azzecca.
I vantaggi di una boda circoscritta o meno alla isla per la cubanita sono abbastanza evidenti, sopratutto se il futuro marito decide di vivere, tutto l'anno o parte di esso, a Cuba.
Una casa fatta con criteri e costi europei, intestata a lei, un frigo pieno e un tenore di vita ben al di sopra di quello a cui potrebbe aspirare nel caso decidesse di sposarsi con un cubano.
Un cubano normale con un lavoro normale.
Anche per lo yuma i vantaggi non sono da sottovalutare; la possibilita' di vivere nella propria casa e non in un cuarto de renta, poter guidare un mezzo di trasporto, non dovere uscire dal paese dopo 2 mesi ma averne 6 davanti consecutivi e la possibilita' di chiedere la residenza permanente a Cuba.
Se si decide di passare tanto tempo a Cuba sono vantaggi da non sottovalutare
Se, poi, viene fuori anche un piccolo italcubanito allora per noi vuol dire che ben difficilmente si viene schiodati dall'isola visto che anche in caso di divorzio con o senza rebeldia, se si e' ottenuta la residenza permanente...non la si perde in nessun caso.
Per lei, ovviamente vuol dire mettere il cappello sulla sedia e non toglierlo piu', visto che noi non siamo come il maschio cubano che mette al mondo tot figli con tot donne per poi dimenticarli completamente spesso neanche versando i 50 pesos mn mensili d' ordinanza.
Abbiamo concezioni diverse dell'essere padre, per noi e' un impegno vero per la fanciulla...un vitalizio.
Detto cio'...questa mattina vado in Prefettura a Torino per legalizzare i documenti, dopodiche' daro' il tutto in mano ad una agenzia che, in cambio di un rene, mi tradurra' il tutto.
L'altro rene se lo prendera' lo stato cubano per la boda stessa.
Premetto che, per me, il matrimonio come istituzione non ha alcun valore.
Non ne ha dal punto di vista religioso in quanto non sono credente e non lo ha dal punto di vista del mio quotidiano perche' non sara' certo un pezzo di carta a modificare cio' che siamo.
Lo faro' sulla soglia dei 51 anni, per la prima volta, senza aver fatto disastri italici precedenti, come praticamente quasi tutti i miei amici veri che fanno una vita di merda per mantenere moglie divorziata e figli che crescono.
Lo faccio solo por los papeles?
Mah...sicuramente i vantaggi sono importati, come lo sono per lei anche dal punto di vista di tranquillita' non solo economica.
Ci conosciamo da 12 anni, fatto piuttosto insolito da quelle parti, abbiamo avuto le nostre storie e i nostri percorsi, stranamente in un paese dove ci si perde facilmente...non ci siamo mai persi e siamo reciprocamente riapparsi nel momento giusto per entrambi.
L'amore?
Roba da ragazzini o da poeti.
A questa eta', ad andar bene, e' gia' tanto se c'e' un po' di affetto e sopratutto del rispetto.
Del resto “respetame” e' una delle cose che piu' sentiamo dirci dalle cubane.
Il rispetto c'e' e ci sara', magari anche dell'affetto a patto che lei non pensi di cambiare cio' che sono e sono sempre stato.
Se sara' cosi' intelligente, come pare, godra' i frutti di cio' che ho e che sto' crando, poco o tanto che sia.
In caso contrario, allora si'...diventera' un negocio a tutti gli effetti con reciproci vantaggi.
Siamo, per l'ennesima volta, nelle mani degli Orishas.

domenica 4 novembre 2012

ESSERE ALLA STAZIONE

 

Ieri sera ero a cena con un carissimo amico e la sua fanciulla cubanita in dolce attesa.
Ovviamente si e' parlato molto di Cuba, di cio' che sto' facendo e degli scenari futuri che si stanno delineando.
Ho ribadito che per poter trarre vantaggi da un cambiamento occorre esserci dentro nel momento esatto in cui questo avviene.
Lui, dandomi ragione, mi ha pero' ricordato che fino a quando, qua', ha un lavoro che gli permette un certo tenore di vita a mollarlo non ci pensa minimamente.
Nel momento in cui certe sicurezze venissero meno il trasferimento armi e bagagli a Cuba sara' nei fatti, facendo in questo modo felice la cubanita che spinge per questa direzione.
Ovviamente il mio amico ha ragione, fino a quando qua' c'e' un buon lavoro a dare un discreto reddito sarebbe da folli rinunciarci per un tuffo nell'ignoto. Ammesso che oggi a Cuba regni ancora l'ignoto.
Pero' il solo fatto di prendere in considerazione l'opzione di un eventuale trasferimento, situazione che mi pare accomuni tanta gente, e' una novita' assoluta rispetto al recente passato.
Solo qualche anno fa' sarebbe stata considerata, da tutti, una follia.
Qua' le cose andavano bene mentre Cuba era chiusa come un riccio ad ogni riforma o novita'.
L'isola era un luogo perfetto per una vacanza e per mille racconti da dopocena nel nostro vissuto italiano.
Oggi non e' piu' cosi'.
Tanta gente vede il trasferimento a Cuba in pianta piu' o meno stabile, non piu' come un utopia ma come un progetto che potrebbe, a breve, avere una sua attuazione.
Il mio lavoro stagionale facilita le cose,anche perche' resto dell'idea che la cosa migliore sia tenere i piedi ai due lati del bloqueo.
L'interesse con cui tanti amici seguono i miei movimenti dimostra che nella testa di molti c'e' la voglia di cambiare
Voglia di un paese dove tutto sia ancora da fare rispetto al nostro dove, oramai, tutto e' stato fatto....e spesso fatto male.
Certo ci vuole una donna, una cubana residente nel paese, per poter avviare un percorso, occorre un matrimonio per poter accedere a una residenza permanente.
Si puo' iniziare anche con una residenza temporanea, magari iscrivendosi ad un universita' se proprio si vuole sondare il terreno per qualche mese.
Poi ci vuole una casa, molti sposati con cubane questa ce l'hanno, la casa della famiglia di lei.
Puo' essere una scelta iniziale, che io non ho fatto ma che comprendo.
Si puo' pensare ad una attivita' di cuentopropista, in attesa di poter mettere su un attivita' visibile e con vetrine sulla strada (anche per questa riforma A MIO AVVISO non manca moltissimo).
Si puo', una volta risolto il problema della casa, comprare un mezzo di trasporto anche se non e' una cosa imprescindibile.
Insomma le soluzioni esistono, Cuba cambia, sta' cambiando e cambiera' ancora.
Solo 3-4 anni fa' i cubani non entravano nella maggior parte degli hotel del paese e non potevano rentare un carro, oggi possono fare tutto cio', possono avere una attivita' privata, comprare e vendere case e auto, uscire dal paese liberamente.
Appena a Cuba potremo avere, a cifre accettabili, internet non e' detto che certe situazioni professionali, italiane, non possano essere gestite anche da la'
Certo per iniziare una nuova vita a Cuba occorre un minimo di capitale iniziare, fondi per vivere per un certo periodo nel quale guardarsi attorno per capire come muoversi, ma la cosa non e' piu' un utopia.
Ovviamente fino a quando qua' si ha cio' che serve per vivere o....sopravvivere e' difficile fare una certa scelta ma rimandare all'infinito puo' far perdere opportunita' importanti.
Certo io la faccio facile, mangiato io mangiato tutti.
Mi rendo conto che se ci sono dei figli la cosa puo' essere piu' complicata ma conosco gente che lo ha fatto.
I figli si sono ambientati benissimo a Cuba, la scuola non sara' di livello come le nostre ma i ragazzini crescono piu' liberi e sicuramente piu' felici.
Sono scelte, come quelle di ognuno, ogni scelta porta delle conseguenze che occorre essere in grado di gestire.
Scelte che ,secondo me, non vanno troppo posticipate.
Quando il treno passa, se non sei in stazione...lo perdi.