venerdì 31 gennaio 2014

DECIDERSI

 

Vi parlo di questa faccenda perche' dalla scorsa estate e' la terza persona, il terzo amico, che manifesta lo stesso problema.
Due sposati, o comunque conviventi con cubane, uno con una brasiliana.
Gente che ha un lavoro piu' che decente, ingressi che permettono una vita normale, niente di funambolico ma comunque una vita discreta.
Non ce la fanno piu'.
Semplicemente, non riescono piu' a vivere in un paese dove, ogni giorno, le cose vanno peggio, le prospettive naufragano e il futuro e' piu' che mai incerto.
Non si tratta soltanto di alzarsi coi coglioni in giostra, questo capita a tutti noi, parlo proprio di problemi di salute, derivati dallo stress e dal quotidiano che si e' fatto sempre piu' complicato.
Parlo di finire in ospedale con lo stomaco in mano.
Gastrite...quando va bene.
Tutti e 3 sono sul punto di mollare tutto e di andarsene.
Parlandone, ho chiesto loro per quanto tempo potevano tirare avanti senza lavorare, cercando di muoversi eventualmente nel paese della moglie in cerca di nuove opportunita'.
Tutti mi hanno detto che, alle cifre che conosciamo con casa a Cuba ma anche in Brazil, due o tre anni possono tirare avanti.
Io che sono refrettario a dare consigli ho detto loro soltanto una cosa.
Fatelo.
Andate dal vostro datore di lavoro con una data in testa, "lavoro fino al 31 luglio e dopo mi dedico ad altro".
La data e' indicativa, ma sono sicuro che una volta comunicata la scelta, lo stomaco riprendera' gia' a respirare e le cose si vedranno con un'ottica differente.
Chi puo' prenda l'aspettativa, se proprio si vuole lasciare una porta socchiusa.
Sicuramente il sapere di avere una chanche, un'opportunita' per andarsene in un paese che si conosce puo' avere influito sul peggioramento della loro situazione.
Se sei sposato con un'italiana, non hai una Cuba in testa, non riesci a vedere una vita al di fuori di questo paese, diventa difficile fare voli pindarici.
Oggi piu' che mai Cuba e' un'alternativa credibile, leggo di continuo di gente che molla tutto e parte per la maggiore delle Antille, col biglietto di sola andata.
Con famiglia e tutto.
Quando di mezzo c'e' la salute, il solo unico vero bene che abbiamo, non c'e', potendolo fare, neanche da pensarci su troppo.
La vita e' una sola, quando arriveremo alla fine non avremo la possibilita' di dire "non mi e' piaciuta, riproviamo".
Certo ci vuole coraggio per andarsene, ma se l'alternativa e' una vita di merda allora il coraggio ci vuole per continuare a vivere in questo paese.
Che gli Orishas illuminino le loro scelte e accompagnino, eventualmente, il loro viaggio.

QUATTRO ANNI DI BLOG

 

Quasi per caso, cercando un vecchio post, mi sono accorto che oggi e' il compleanno del Blog.
Cuba;un'isola nel sole compie 4 anni.
I primi due, se devo essere sincero, sono stati abbastanza marginali, molto copia incolla alla ricerca di cosa fare con questo spazio virtuale.
Poi ho iniziato a divertirmi.
Il blog e' cresciuto nell'interesse della gente, fino a diventare un punto di riferimentro per tutti coloro che amano Cuba e la sua gente.
Una crescita che ci ha portato in questo periodo (baja temporada, la gente che frequenta Cuba, viaggiando e non con le pugnette, in inverno e' la') ad avere intorno ai mille lettori al giorno.
Nei mesi primaverili ed estivi arriviamo vicino ai 1500.
Questo mentre il mondo virtuale cubano e' oramai ridotto come l'ossario di Redipuglia.
Non c'e' molto da dire, soltanto GRAZIE.
Grazie a voi che ogni giorno passate di qua', grazie a chi collabora, coi suoi commenti, a rendere piu' interessanti le chiacchierate.
Grazie agli imprenditori che hanno gia' scelto il blog per divulgare il loro prodotto, grazie a quelli che presto lo faranno.
Andiamo avanti un'altro anno, mi troverete qua'.
Ogni maledetta mattina...

giovedì 30 gennaio 2014

NUOVI ARRIVI

 
Il Torino Football Club è lieto di comunicare di aver acquisito a titolo temporaneo dall'US Sassuolo Calcio il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Jasmin Kurtic

 
Il Torino ha depositato in Lega il contratto per l'ingaggio a titolo definitivo dal Genoa di Ahmed Barusso, 29enne centrocampista ghanese ex Roma e nello stesso Torino.

 
Attraverso il sito della Lega di Serie A si apprende del deposito da parte del Torino del contratto dell'attaccante Ilyas Zeytulaev, ex 
 Virtus Lanciano.

 
Il terzino montenegrino di 22 anni, Marko Vesovic dopo il periodo di prova con il torino ha conquistato Giampiero Ventura che ha scelto lui e non Davide Faraoni come principale rinforzo per la fascia mancina orfana di Danilo D'Ambrosio. Contratto fino al 2017 per lui.

ALLEVARE ANIMALI

 

Come accennavo in post precedenti, da un po' di tempo a questa parte, cerco di capire come funzionano le cose dal punto di vista dell'agricoltura e dell'allevamento a Cuba.
Ritengo, magari sbagliando, che ci possano essere dei margini di negocio, a patto di avere le persone giuste su cui appoggiarsi.
Come ha gia' detto, sono un cittadino che vive da un decennio in un monte, di cose egricole o di bestie ci capisco poco.
Ma sto' imparando.
Durante i miei 2 ultimi soggiorni tuneri ho potuto passare qualche giorno al campo, in piu' il suegro, fra i suoi numerosi traffici, ha anche una puerca sulle 400 libbre.
Una specie di ippopotamo da riproduzione che tiene nella finca di un'amico alle porte di Tunas.
La fa riprodurre per poi portarsi a casa, dove ha un piccolo corral, una parte dei lechon.
Durante l'ultimo soggiorno siamo andati a prenderne 4 nella finca, con lo scooter.
Io guidavo e lui, dietro con 2 sacchi coi lechon dentro...
Allevare animali e' una cosa molto impegnativa, intanto mangiano tutti i giorni e non uno si e uno no, e poi perche' hanno anche il brutto vizio di ammalarsi.
Le mucche, lasciamole stare, chi le alleva, per conto dello stato, ha il vantaggio di potersi tenere una parte del latte per venderlo o farci formaggio, ma il tirare su cose per...altri non e', a mio modesto parere, una gran cosa.
Stesso discorso per i cavalli.
Ovviamente la parte del leone la fa el puerco.
Se soluzioni sono sostanzialmente 3.
Fare tutto privatamente, una parte privatamente e una con lo stato, fare tutto con lo stato.
Nel primo caso onori ed oneri sono tutti tuoi, nel secondo una parte, nel terzo lo stato ti para parzialmente il culo.
Lo stato ti paga di meno alla libbra ma, cosa importantissima, una parte del pagamento e' fatto con la fornitura del mangiare per los puercos.
La comida e' un grosso problema, a volte la si trova, altre volte no.
Un conto poi e', come fa il suegro, tirarne su 3/4 nel patio.
In un modo o nell'altro il sancocho salta sempre fuori ma se hai 10/20/50 animali da sfamare sono cazzi.
Se un bel momento il cibo sparisce, li devi vendere cosi' come sono con perdite di denaro notevoli.
Non a caso, chi lavora seriamente, compera molto piu' mangiare rispetto a quello che serve, se, a un bel momento il cibo sparisce dal mercato, perlomeno per un certo periodo riesce a sfangarla.
Lo stato ti risolve questo problema effettuando una parte del pagamento che ti deve in cibo.
El puerco, di gran lunga, resta il miglior animale da allevare a Cuba.
Non a caso Buena Fe ci hanno fatto una canzone chiamandolo mamifero nacional.
I conigli hanno il problema che si ammalano facilmente, e' vero che, come da tradizione, si riproducono frequentemente, ma e' anche vero che mangiano come lupi, di conseguenza non molti lo considerano un negocio.
Le galline necessitano di spazi importanti, sopratutto bisogna pulire continuamente.
Scagazzano dappertutto e il loro scagazzo, se si parla di spazi ristretti, puo' portare infermita'.
Fra l'altro mi spiegavano che ci sono 2 tipi di pulcini, uno que sirve ed uno no....ma non chiedetemi di piu'.
Di ovejos non so nulla.
Allevare animali e' comunque una cosa che puo' dare, a patto di avere sottomano qualcuno che sa dove mettere le mani.
Noi lo sappiamo di certo, nel borsillo.

ARRIVATA!

 

La  tanto annunciata neve, al final, e' arrivata.
Non so come siete messi dalle vostre parti ma qua', dalle 13 di ieri, nevica.
Ha iniziato a nevicare mentre andavo a lavorare in palestra, ieri sera ha mollato un po', tanto che sono rientrato senza grossi problemi.
Vivo in zona pedemontana, la palestra e' in un'altra valle, tanto che devo scendere a Torino per poi prendere la strada di un altro monte.
Oggi mi tocca dalle 12 alle 21 e la situazione e' problematica.
Dal mio terrazzo vedo che ha continua a nevicare, intanto mi tocchera' spalare per tirare fuori la macchina, quindi fare con grande attenzione i 6 km per scendere a Giaveno, da li' fino a Torino e oltre non dovrebbero esserci problemi, mentre nell'ultimo tratto nel Canavese dovro' di nuovo alzare le orecchie.
Quando parliamo alle cubane della neve la prima cosa che dicono e' "que rico!"
Que' rico un cazzo.
La neve, se ti devi muovere e lavorare, rappresenta un bel rompimento di maroni, i tempi si dilatano e sopratutto hai a che fare con gente, alla guida, che farebbe molto ma molto meglio a prendere un mezzo o a stare a casa.
Dalle mie parti c'e' l'obbligo delle gomme termiche nel periodo invernale, obbligo di cui molti si dimenticano col risultato di vedere in giro gente messa di traverso o che marcia ai 20 all'ora costringendoti a frenare di continuo.
Frenare e' la sola cosa, con neve ma sopratutto con ghiaccio, da evitare il piu' possibile, utilizzando la funzione frenante del cambio.
Sono piemontese, abituato a giudare con questi climi ma ogni volta mi stupisco nel vedere persone totalmente rimbambite prendere possesso del centro strada creando problemi a tutti.
La sola cosa buona e' che, se gli Orishas saranno d'accordo, sabato vado a farmi un pomeridiano a Bardonecchia per inaugurare gli sci nuovi.

P.S. La foto mi ritrae ieri mentre tornavo a casa...

mercoledì 29 gennaio 2014

CUBANE/I IN ITALIA

 

Premetto che vorrei che nessuno si sentisse offeso o tirato in causa da questo post, come sempre non bisogna generalizzare.
Poi fate un po' voi...
Non ho una gran frequentazione di cubani e cubane qua' in Italia, certo ne conosco ma, non frequentando locali latini, e' abbastanza difficile averci a che fare.
Detto cio', qualcuno conosco e sopratutto ho parecchi amici sposati con cubane, quando ci si incontra i discorsi sono sempre piu' o meno gli stessi.
Che vita fanno i/le cubani/e nel nostro paese?
Da quanto vedo, e da cio' che mi raccontano e che leggo in giro, solo una piccola parte di loro si e' integrata nel contesto sociale italiano, ha un lavoro, oppure si occupa della famiglia.
La stragrande maggioranza continua a fare quello che faceva a Cuba.
Con tariffe differenti.
Una cubana che conosco lavora in un supermercato dalle mie parti, ha sposato uno che non sta' male, ma lei vuole essere un minimo indipendente economicamente e ogni mattina la ritrovo alla cassa.
Mi racconta delle difficolta' dei primi tempi, degli inverni rigidi, della gente meno affabile ma, nel momento in cui ha scelto di fermarsi qua', ha fatto diventare l'Italia il luogo in cui vivere, cercando di farlo il meglio possibile.
Certo Cuba e' sempre Cuba, la famiglia ha un aiuto ma e' in Italia che lei vede il suo futuro, lavorando.
In palestra ho conosciuto un' imprenditore edile che ha alcuni cantieri, tempo fa assunse un cubano.
Duro' 15 giorni, perennemente in ritrado, voglia di lavorare saltami addosso e litigi continui coi colleghi.
Due facce della stessa medaglia.
C'e' chi ha scelto il ruolo di madre e di padrona della casa, crescere i figli e combattere con una non facile economia domestica non e' compito da poco.
E' vero, c'e' poco lavoro, ma io non posso credere che una persona in Italia da 5/6 anni non abbia trovato uno straccio d'impiego.
Certo occorre adeguarsi, evitare ragionamenti del tipo "se sapevo di venire in Italia por limpiare un piso rimanevo a Cuba".
Oggi c'e' la coda per un lavoro che comporta il limpiare il piso...
Fra l'altro di quali competenze parliamo?
Cosa sanno fare un cubano o una cubana appena giunti nel nostro paese?
Quali capacita' hanno da offrire al mercato?
Ricordo che ospitai per quasi un'anno una bella ballerina, una delle migliori del paese, ma un conto e' saper ballare, un'altro insegnare.
Dovette iniziare da capo accontentandosi del poco che le veniva offerto, pero' mosse il culo e si dette da fare.
Puo' una cubana giunta da poco lavorare in un negozio, fare la cameriera o accedere a lavori simili?
Non credo, per lavorare in un negozio occorre intanto la conoscenza della lingua, il saper fare di conto, l'essere agradabile coi clienti.
Sono tutte cose che richiedono tempo per essere imparate, a quel punto il titolare del negozio investe su un'italiana, oppure su una straniera che ha gia' superato questi scogli.
Occorrerebbe poi un po' piu' di umilta', magari il non credersi dei padreterni, capire che siamo molto diversi, quando siamo a casa nostra, dai tipi un po' stralunati che hanno conosciuto a Cuba.
Lo stesso italiano che accetta, bonariamente, di farsi mecanicare i 10 cuc a Cuba, quando lo incontri qua' sta' attento al centesimo.
Alla fine cosa succede?
Molte scelgono la strada piu' facile, chi vendeva il bollo por la calle a 20 cuc, qua' lo vende a 100.
I siti con offerte simili sono pieni di cubane che mettono foto e curriculum bene in evidenza.
Certo qua', a fare quel mestiere, i rischi sono decisamente piu' grandi.
C'e' chi lavora nei locali, sperando di agganciare chi potrebbe risolvere i problemi, magari sposando qualcuno in Italia e poi, visto che qua' nessuno gira con l'anello al naso, ritrovandosi col culo por el piso e magari emigrando in un'altro paese, per ritentare il colpo...
Anche questa e' una sorta di marchetta.
Concludo dicendo che chi, invece, ha scelto di vivere l'opportunita' con intelligenza e buon senso ha spesso trovato la persona giusta con cui poterlo fare e, oggi, vive al meglio che questo difficile momento permette.
Alla fine a ognuno vengono date delle carte da giocarsi, sta' all'individuo scegliere come farlo.

LA 7

 

Non sono un grande fruitore del servizio televisivo, ma una delle reti che, in passato, avevo seguito con maggiore attenzione e' stata LA 7.
La trovavo viva, briosa, bei programmi, bei film, una certa attenzione per lo sport.
Una volta saputo che il mio Presidente acquistava l'emittente ho sperato che la situazione migliorasse ancora.
Invece e' successo l'esatto contrario.
Ovviamente, il tutto e' legato ad drastico taglio dei costi imposto dal mandrogno.
L'emittente perdeva 100 milioni di euro ogni anno, cifre che a Cairo avranno fatto venire l'orticaria.
Non conosco bene la programmazione giornaliera, ma di sera si vedono solo trasmissioni con politici.
Un conduttore e una serie di molto poco onorevoli a litigare su tutto.
Trasmissioni simili hanno un costo estremamente limitato, quella gente viene senza neanche il gettone di presenza, anzi pagherebbe per poter essere in onda ogni sera.
Oramai ho l'allergia al politico, appena ne vedo uno fuggo su un'altro canale, eppure, pare, che i dati d'ascolto dell'emittente cairota siano in crescita....mah...
Ha confermato Crozza, Mentana, Bignardi e gli altri pochi big che avevano, col grano di Ogbonna questo e' stato possibile.
Lo sport e' messo in un'angolo, mi aspettavo un po' piu' di tutela per il Toro, visto i 5/6 punti che gli arbitri si sono portati via ma questo non e' accaduto.
Oggi come oggi e' una televisione che non mi piace piu', peccato.

martedì 28 gennaio 2014

IL GELATO

 

Il gelato e' un altra istituzione cubana, forse e' meglio dire che e' un'istituzione di ogni parte del mondo.
Tornando ai soliti discorsi sulle opportunita', il primo che aprira' una gelateria italian's style (se mai ce lo permetteranno...)  a Cuba, si fara' i soldi con la pala.
Il clima gioca la sua parte, in questi giorni, da noi, con freddo che sta' arrivando e la neve prevista per domani dalle mie parti, piu' che al gelato viene voglia di pensare ad un bel bicchiere di vin brule' o a una ricca grolla valdostana.
Col caldo presente 12 mesi all'anno a Cuba, un bel gelatino ci sta' sempre bene.
Il cubano, come sappiamo, mangia e beve ad ogni ora del giorno, praticamente tutto cio' che si vende por la calle.
Dalla pizza a quella porcheria del pru, passando, appunto, per il gelato.
A Tunas, ma sicuramente in ogni citta' dell'isola, lo si puo' acquistare in molti luoghi.
C'e il cono a 1 peso (mi esprimo sempre in pesos cubani) e c'e' quello a 3 pesos.
Prima o poi qualcuno avra' il colpo di genio di inventare un cono piu' grande in modo da poterci mettere 2 gusti...
Lo stesso prezzo si paga nelle 2 gelaterie piu' importanti della citta', senza nessun costo aggiuntivo, malgrado il fatto che ci si sieda al tavolino.
D'altro canto non dovendo pagare renta, tasse e personale (seriamente) non c'e' bisogno di rincarare i prezzi.
C'e la Coppelia a ridosso del parque centrale, il gelato vale 1 peso la bolita, una porcheria fatta quasi unicamente di ghiaccio, ovviamente gli aromi se li sgrafignano i lavoranti all'interno.
Essendo la gelateria mas barata c'e' sempre una coda de madre fuori, sotto il sole.
50/60 persone che aspettano, ore, per mangiare la loro pallina di ghiaccio.
La gelateria, diciamo, di lusso e' la Fuente.
La conosco abbastanza bene per avere, anni fa, frequentato una delle sue cameriere.
Bolita a 3 pesos, gelato mangiabile, persino con una parvenza di gusto.
Anche li', comunque, tutti i lavoranti che lo fanno, rubano come tori.
I gusti dipendono dai giorni, di solito ce ne sono 4/5 a rotazione, dipende da cosa arriva come aroma.
Cioccolato, vaniglia, almendra, mantecado, pina, naraja, mango, fresa ecc....
La gelateria e' frequentata dalla gente che puo' permettersi di spendere qualcosa di piu' rispetto alla copelia.
Solitamente mamite gorde col colesterolo in perenne fiesta.
Per i milionari c'e' poi il gelato confezionato in cuc.
Si tratta di 5/6 tipi di gelato differente della Nestle', i costi vanno dal cuc e 20 al cuc e 85.
In piu' ci sono le vaschette, quelle grandi di un solo gusto.
Ultimamente ne hanno inseriti di nuovi; fresa, pina, guayaba e cocco.
Una bulaccata di gelato che io mangerei in 3 giorni, le fanciulle se la sparano in 10 minuti, il costo e' di poco inferiore ai 2 cuc.
Ovviamente le cubane, come in molte cose, viaggiano con i loro schemi fissi.
Una sera a dicembre siamo, con la mia giovane compagna, andati a mangiare a casa degli amici di Monterosso.
Se non ricordo male, trenette al pesto ( "che e' esta mata ariba de la pasta?") e alla fine il gelato di quelle vaschette descritte prima.
Il gusto era vaniglia, ci abbiamo versato il caffe' sopra per fare l'affogato, correggendolo col ron.
Le fanciulle guardavano stranite quella mezcla a cui mai avevano pensato.
Una volta assaggiato, la ragazza, ha poi ripetuto l'operazione a casa sua dal tanto che aveva apprezzato la mezcla.
Eppure sia il gelato che il caffe' si trovano a Cuba e non sono certo un nostro invento.
Il gelato e' una di quelle cose a cui nessuna cubana, degna di questo nome, direbbe mai di no.
Sopratutto se siamo noi ad offrirlo.


LA NOSTRA SANITA'

 

La settimana scorsa sono andato a trovare una persona ricoverata in un'ospedale torinese.
Era al pronto soccorso da...4 giorni.
L'ospedale, dal punto di vista strutturale, e' uno dei migliori della citta'.
Anche il pronto soccorso e' di buon livello, peccato che sia adibito a campo profughi...
All'interno del pronto soccorso centinaia di brandine buttate ovunque, nei corridori, negli sgabuzzini, in ogni anfratto possibile.
Semplicemente non c'erano posti nei reparti e, non potendo dimettere gente che aveva problemi, la ricoveravano li'.
Un casino da girone dantesco.
Infermieri (assunti da una coperativa ad un salario da fame) che scazzati deambulavano fra le brandine, rari dottori inseguiti dai pazienti lasciato all'oscuro di tutto da giorni, medici che litigavano fra loro per avere un minimo di spazio "discreto" dove visitare i pazienti, vecchine abbandonate negli angoli.
Questa e' la sanita' in uno dei migliori ospedali torinesi, al nord del paese.
La persona che ho visitato era a digiuno da 4 giorni, per poter effettuare degli esami.
Un medico le aveva detto che poteva essere dimessa, il giorno dopo un'altro che invece non poteva prendersi questa responsabilita' e che, di conseguenza, doveva restare nel girone dantesco.
Alla fine ha firmato ed e' uscita, rivolgendosi, suppongo, a medici di conoscenza per poter risolvere il problema in modo piu' conforme ad un paese civile.
Prima di parlare dei problemi della sanita' cubana...pensiamo ai nostri.


lunedì 27 gennaio 2014

NOVELAS



 

Durante il mio ultimo periodo tunero, a dicembre, una domenica pomeriggio, siamo andati ad un cumple di uno degli innumerevoli parenti del familion della mia giovane compagna.
Il solito puerco, di cui si occupano gli uomini mentre le donne tagliano verdure e dividevano l'arroz.
C'erano personaggi maschili di tutto rispetto.
Il suegro, ingegnere civile, uno che ha costruito importanti magazzini e uffici a La Habana prima e a Tunas ora.
Bella casa, carro e tutto il resto.
Un'altro tio, veterano dell'Angola, che ha un'impresa per costruire placas.
Due squadre che lavorano in contemporanea, uno che, economicamente, sta' bene.
Un terzo che ha 2 fincas appena fuori dalla citta', un'altro che non si puo' lamentare del suo livello di vita.
Un'altro tio presente era uno dei migliori meccanici della citta'.
Tutta gente ben inserita nel contesto sociale cubano, direi anche di un buon livello.
Gente de negocio a tutto tondo.
In un contesto simile non e' che mi aspettassi discorsi sui massimi sistemi ma comunque, vista l'attuale contingenza, perlomeno di situazioni legate al lavoro, ai problemi, a come vanno gli affari e cose simili.
Volete sapere di cosa si e' parlato?
Novelas.
Quegli omoni, hanno passato oltre mezzora, peleando come facchini, per l'andamento di una novela brasiliana.
Una novela che viene trasmessa al mattino, in orari in cui, un normale cristiano dovrebbe essere sul posto di lavoro a tirare il carretto.
Una mattina, rientrato dal jogging, dopo la doccia, ne ho visto un pezzo, non piu' di 10 minuti.
Si tratta di quella dove c'e' una specie di gnoccolona india con una striscia colorata rossa pitturata orizzontalmente sugli occhi.
Ragazzi, una cagata pazzesca!
Eppure quegli omoni, hombres de negocio, sono andati avanti mezzora, urlando come ossessi per definire puta una protagonista, tortillera l'altra, maricon un altro, un altro ancora sin verguenza e cose simili.
Il bello era che, dai loro commenti, sembrava che le varie vicende della novela fossero reali, che i protagonisti non fossero attori, piu' o meno di talento, piu' o meno prezzolati, ma individui veri osservati dall'esterno come in una sorta di grande fratello.
Avrei capito la cosa se si trattasse delle donne, in fondo sono a casa quasi tutto il giorno e, consentitemelo, piu' predisposte alla visione di determinati programmi.
Sapevano tutto, los hombres, erano informati di cosa accadeva in ogni puntata ad ogni protagonista, facevano previsioni sulle puntate future (eravamo gia' oltre la cinquantesima) e sul finale della novela.
Potevo capire la cosa anni fa, c'erano solo 2 reti, magari su una il Comandante era alla sesta ora di comizio, la novela era la sola alternativa.
Oggi con 4 canali, telesur, las memorias dove caricare di tutto e' incredibile come las novelas siano ancora cosi' popolari in ogni fascia della popolazione.
Passano i decenni, cambiano le generazioni, i leader passano la mano, crollano i muri, il mondo con internet e’ diventato immensamente piu’ piccolo ma la novela resta parte integrante della vita e della cultura cubana.
Cubana?
Alla fine del post inserisco uno scritto di Gramellini sulla sua rubrica di un paio di settimane fa.
Ognuno tragga le sue conclusioni.
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Leggo con qualche tremore su «Il Giornale» che l’interprete di una fiction di successo, in cui recita la parte indispensabile del Malvagio, è perseguitato da lettere minatorie e minacce di morte. Alcuni telespettatori di polizieschi sono penetrati nottetempo in casa sua per aggredirlo e una piratessa della strada gli ha maciullato la macchina con il cric, intimando: «Devi lasciare in pace Carmen!», il personaggio di Manuela Arcuri che il Malvagio perseguita senza soste, se non quelle imposte dalla pubblicità. La grande famiglia degli spettatori riflessivi si stringe intorno a Gabriel Garko, vittima di questa incredibile sequela di aggressioni. È giunto il momento di rivelare alla fascia più suggestionabile del pubblico che il Garko non è personalmente responsabile delle azioni compiute dal suo personaggio. Non più di quanto lo fosse Anthony Perkins di «Psycho» nell’assassinare biondine sotto la doccia travestito da vecchia. Tutto ciò che di male il perfido Garko può compiere nel corso della fiction «Il peccato e la vergogna 2» (sulla 1 non mi assumo responsabilità) è frutto di un copione che egli si limita a recitare più o meno bene, ma non ha alcun rapporto con la vita reale. Non foss’altro perché la storia incriminata si svolge negli Anni Quaranta e chiunque non sia accecato dai pregiudizi potrà notare una certa discrepanza con l’oggi, quantomeno nell’abbigliamento. A differenza dei politici, che recitano se stessi in tutti i talk show, lontano dal set il signor Garko torna a essere esclusivamente il signor Garko e ha diritto a farsi maciullare la macchina con il cric soltanto dalle sue ex fidanzate.