giovedì 31 luglio 2014

CUBA E BASTA?


C'e' stato un tempo in cui numeravo i miei viaggi a Cuba, poi ho smesso.
La ragione e' molto semplice, non li consideravo piu' viaggi di vacanza ma semplicemente il raggiungere un luogo in cui passavo una buona parte dell'anno.
In pratica una sorta di seconda casa.
Prima di Cuba, ma anche durante Cuba, ci sono stati tanti altri viaggi e tanti altri luoghi.
Per lavoro ci sono state, due volte, le Maldive, le Seychelles, Tobago, Honduras, Caicos, Grecia e Spagna.
In piu' tutta una serie di altri viaggi, tipo quello in Thai, diciamo per...diletto.
Da qualche anno pero' il mio muovermi dall'Italia e' sempre stato in funzione della maggiore delle Antille?
Mi sono perso qualcosa?
Voglio dire che avrei potuto fare tanti viaggi in posti diversi, vedendo altro mondo, altra gente, altre donne, altri stili di vita e modi di vivere.
Le ragioni di questa scelta sono molte.
Le vacanze, o comunque la possibilita' di lasciare il bel paese, sono un bene preziosissimo e la destinazione va scelta con la massima cura.
Sapere di ritrovare, esattamente come li avevo lasciati, tutti i miei punti di riferimento ha sicuramente inciso nella scelta di indirizzarmi in un'unico luogo.
In fondo a Cuba trovo tutto cio' che cerco; bel clima, belle donne, ritmi slow, gente allegra e divertente.
Tutto sommato, a sapere come muoversi anche un rapporto qualita' prezzo decoroso, almeno in funzione di scelte di vita simili alle nostre.
Ora sono, ma direi anche siamo, in un momento storico della nostra esistenza, un momento in cui si pensa sempre piu' concretamente al dopo, a quello che verra'.
La voglia di lasciare un paese che, oramai, e' soltanto fonte di casini e problemi e' sempre piu' pressante.
Quindi, pur con tutti i limiti del caso, stiamo cercando di capire se Cuba sia il paese giusto.
Non per passarci una settimana, ma per trasformarsi un'alternativa od un completamento della nostra vita attuale.
Quindi la casa dove vivere, la renta, l'allevamento de los puerquitos o metteteci quello che volete.
Come raccontavo, ci sono italiani che vivono a Cuba parlando malissimo sia dell'isola che della sua gente.
Alla mia domanda sul perche' continuino a frequentarla, e perche' ci vivano la risposta e' sempre la stessa.
"Sono troppo vecchio per ricominciare altrove”.
Beh...non e' il mio caso.
La mia indole da zingaro non mi consentirebbe di continuare senza prospettive concrete.
In piu' ci sono ancora tanti posti che vorrei vedere; il Vietnam (dove potrei vedere quel delta del mekong dove, idealmente, combatto ogni estate), il Madagascar, il Sud Africa o comunque l'Africa nera in generale, ed altri posti.
In piu' tengo d'occhio il mio amico Simone di Cubacenter che, da marzo, vive a Miami Beach.
Un luogo con lo stesso clima di Cuba ma con servizi a cui siamo abituati.
Dovesse andare male a Cuba, non dovessero, per colpe mie o di altri, realizzarsi i miei piccoli progetti ( perche' poi di questo si tratta) allora ricomincerei altrove.
Con un grande avvenire dietro alle spalle (Gasmann docet)
Voi avete abbandonato l'idea di altri luoghi, non ci pensate mai, nessun viaggio alternativo in mente?

Cuba e basta?

Brommapojkarna-Torino 0-3



Alla fine nessuna televisione trasmettera', questa sera, il ritorno del Toro in Europa contro una squadra che ha un nome simile ad un codice fiscale.
Infatti ieri sera con la banda con cui avrei visto l'incontro, siamo andati a mangiare carne alla brace argentina.
Come rito propiziatorio.
Il Toro ha lasciato a casa l'argenteria buona; Quagliarella, Darmian e Cerci.
Forse e' meglio che non veda la partita dalla Svezia.
Gia' sono incasinato e sufficientemente stressato dal lavoro, dal tempo e dai soliti casini di ogni estate, Larrondo e Barreto davanti non li avrei retti.
Dopo aver visto Cerci e Immobile o il Mondo alzare la sedia, vedere quei 2 la' davanti mi avrebbe fatto salire il colesterolo.
Il Toro comunque torna in Europa.
FORZA VECCHIO CUORE GRANATA!

mercoledì 30 luglio 2014

GIORNO E/O NOTTE?


A completamento ed arricchimento del discorso di ieri, aggiungo che anche lo scorrere dei giorni e delle notti che trascorro a Cuba, si e' parecchio modificato nel corso degli anni.
E' una cosa che ha una sua logica; sono arrivato a Cuba che avevo 38 anni, oggi ne ho 52.
Si tratta di un largo lasso di tempo dove possono essere accadute tante cose.
Mi sono approcciato a Cuba alla fine dell'epopea dei villaggi turistici, con la consolidata abitudine a fare vita notturna, o meglio a preferire la vita notturna a quella diurna.
Non sono mai stato un gran dormiglione ma erano davvero anni in cui vivevo prevalentemente di notte.
Frequentavo, a viaggi alterni La Habana, Santiago e Las Tunas.
Le prime due destinazioni offrivano molte piu' opzioni mentre Las Tunas aveva, ed ha, una sola discoteca.
Discoteca che pero' era davvero il giardino dell'Eden.
Erano anni differenti, dove noi stranieri eravamo davvero dei personaggi, entravi in disco e se non c'era un tavolo libero con 5 dollari....risolvevi.
Trovavi ragazze normali, oltre alle professionali, c'era un giro differente, non imperavano ancora i telefonini e menate simili.
Vivevo di notte, mi alzavo a meta' mattina, al pomeriggio facevo una pennica per mettere fieno in cascina per la notte successiva.
Oggi le cose sono molto cambiate.
Come scrivevo ieri, a un bel momento ho iniziato a guardarmi intorno e a cercare di capire dove mi trovavo.
La mia vita italiana e' diventata piu' normale e questo ha influito anche nel mio modo di viveve a Cuba.
Anche a Cuba mi alzo decisamente prima, mi godo la mattinata facendo mille piccole o grandi commissioni, magari vado in palestra quando non a correre por la calle.
Al pomeriggio frequento gli amici e, se non ho corso la mattina, sul tardi, vado in pista.
Di sera, quando ceno fuori mi basta, poi, un traco di anejo especial al Cadillac, in buona compagnia.
In disco ci vado ogni tanto, ma sempre quando c'e' un giro di amici giusti, giusto per fare un po' di cagnara, per passare una serata differente.
La noche brava e' diventata un'eccezione non piu' la regola.
Cambiano le cose durante il carnevale tunero, in questo caso, sempre in buona compagnia, faccio nottata ma si tratta oramai di una situazione episodica.
Ogni tanto qualche serata a casa di amici, con una bottiglia e tanti storici discorsi da dopo cena.
In realta' oggi, sia in Italia che a Cuba, preferisco di gran lunga il giorno alla notte.
Se mi alzo dopo le 8 mi sembra di sprecare la giornata, non trovo piu' per nulla scandaloso andare a dormire alle 23.
Vero e' che un tempo andavo a Cuba per 1-3 settimane, in quel caso andava sfruttato ogni momento, mentre ora le cose sono molto differenti.
Non si tratta piu' di un semplice luogo di vacanza, ma di un posto dove vivo per una buona parte dell'anno.
Voi come siete messi?

Giorno o notte?

martedì 29 luglio 2014

MOTIVAZIONI


Cambiare la testa della gente, quando si arriva a eta' simili alle nostre, penso che sia una di quelle cose praticamente impossibili da mettere in pratica.
C'e' gente che dopo anni ed anni di Cuba continua ad affermare che, la sola ragione che spinge al lungo viaggio, sia la possibilita' di reperire sesso a buon mercato.
Non voglio neanche pensare all'abisso di solitudine che circonda quelle esistenze o alla solitudine, non dei numeri primi, ma di quell'unico, disperato, neurone.
Ridurre tutto, dopo anni ed anni di frequentazioni, al tirarsi giu e su le braghe, e' una cosa che mette addosso tanta tristezza.
Con questo non voglio pero' dire che le donne non siano state una componente importante nelle nostre passate scelte cubane.
Molti di noi hanno raggiunto Cuba, per la prima volta, a seguito dei classici discorsi sentiti nel bar del paese, a quelle storiche frasi da dopo cena in cui l'isola veniva descritta come il paradiso della bigioia.
Venendo dal mondo dei villaggi turistici e delle palestre, mi accostai al mio primo viaggio con spirito differente.
Venendo da una famiglia sinistroide volevo verificare alcune situazioni, avevo visto mia madre rientrare dall'Avana con piu' dubbi che certezze, ero realmente curioso.
Mi ritrovai, era il 2000, in un contesto femminile che, se pur avezzo alla frequentazione di quel lato del genere umano, mi sorprese, e non poco.
Non nego che per alcuni anni, quelli delle vacanze da 1/3 settimane, fu proprio quella, le femmine, la ragione del mio tanto viaggiare.
Non solo.
Quella “facilita'” modifico' anche, in parte, il mio rapporto con l'altro sesso in Italia, con le nostre fanciulle.
La mia gia' poca pazienza in materia ando' ulteriormente assottigliandosi.
Perche' fare fatica, dover mettere in piedi dotti e coinvolgenti discorsi, fare l'occhio languido quando, poche settimane dopo tutto sarebbe stato cosi' semplice?
Questo non fu un bene, col tempo, fortunatamente, sono tornato un po' all'antico.
Sono passati gli anni e Cuba e' diventata un'altra cosa.
Non ho ovviamente appeso il picco al chiodo ma, oggi come oggi, al di la della mia giovane compagna, cerco di fare meno casini possibili.
Anche perche' la posta in gioco si e' alzata.
Ho imparato, in questi 15 anni, a mettere altre cose in cima a quelle che sono le mie motivazioni cubane.
Se devo essere sincero fino in fondo, oggi quel tipo di incidenza, le donne, sulla mia scelta di continuare ad andare a Cuba, non supera il 10%.
Ho imparato ad amare Cuba, pur con tutti i problemi e le contraddizioni di cui parliamo ogni giorno, per tante altre ragioni.
Mi piace il caldo umido che mi avvolge ogni giorno, sopratutto se lascio il freddo italiano.
Mi piace la sua gente, quella che ho saputo selezionare negli anni e che, tutto sommato, non mi ha mai deluso.
Mi piace il senso di tranquillita' che mi ritrovo addosso quando mi sveglio, la mattina, e sono sicuro che sara', sempre e comunque, una buona giornata.
Mi piace....rallentare, vivere a ritmi differenti a quelli che mi vengono imposti ( o che mi impongo) qua'.
Mi piace camminare por la calle con quel variegato e vociante mondo attorno, dove tutti si muovono freneticamente pur avendo, magari, un cazzo da fare.
Mi piace riempirmi la giornata unitamente di cose che amo fare, lo sport, gli amici, i giri in scooter, la bella gente.
Mi piace tirare le ore con una bottiglia di ron e una compagnia sincera, parlando di cazzate per ore.
Mi piace avere qualche piccolo progetto da tentare di mettere in campo, progetto il cui eventuale insuccesso non modifichera' di un centavos il mio livello di vita.
Mi piace avere una casa, il fatto che non sia a mio nome non mi urta neanche un attimo, alla fine siamo tutti foglie al vento.
Mi piace, ogni mattina, svegliarmi con una giovane e bellissima ragazza accanto, sono consapevole che un giorno paghero' un prezzo a tanta buena suerte, ma...un giorno...non oggi.
Insomma mi piacciono talmente tante cose che faccio fatica a metterle giu' tutte.

Ognuno ha le sue motivazioni che possono essere molto differenti da quelle iniziali ma solo gli idioti, di cui e' pieno il mondo, non modificano mai il proprio modo di pensare.

lunedì 28 luglio 2014

LA NORMALITA'


L'argomento lo abbiamo gia' trattato diverse volte, in diverse discussioni.
Ma, come diceva un grande poeta, non ho ordini precisi di lavoro, di conseguenza, anche solo una telefonata mi fa tornare la voglia di approfondire determinati temi.
Ieri ho sentito un'italiano del gruppo storico dei non molti paisa' che frequento, da anni, a Tunas.
Ha cambiato casa spostandosi dal barrio la Victoria a una zona piu' centrale.
Solitamente almeno 5 mesi all'anno, quelli estivi, li passa in Italia, lavoricchia coi volatili, vive vicino al confine confederato e arrotonda cosi' la pensione.
Quest'anno, visto che i lavori nella casa cubana sono ancora da terminare, ha lasciato la moglie da quel lato del bloqueo decidendo di passare l'estate, da solo, in Italia.
Si lamentava dei costi della vita nel bel paese, mi diceva che a Cuba con cento cuc alla settimana vive piu' che bene.
Sono lui e la moglie, hanno la casa di proprieta', di conseguenza i famosi 400 cuc al mese sono piu' che sufficienti per vivere.
Spesa tutti i giorni, tutti i giorni carne, due volte la settimana a mangiare fuori, ogni due settimane al mare aggregandosi magari ad altra gente che ci va'.
Gira in bike e se si concede...qualche svago, utilizza i fondi neri, fuori dal budget.
Il sottoscritto fu il primo, anni fa, ad affermare che si poteva tranquillamente vivere a Cuba con queste cifre.
Pur senza averlo mai fatto ma frequentando chi lo fa da sempre.
La nutrita congrega dei pezzealculo del web, quelli che fanno i milionari poi comperano la tucola con 2 cannucce, levarono gli scudi, affermando che per fare i barboni sarebbe stato meglio restare a casa.
Se hai la tua bella casa finita, non affitti un mezzo di trasporto, fai una normale vita da straniero non turista, allora stiamo pur tranquilli che spendere 100 cuc alla settimana potrebbe anche essere un'impresa.
Il mangiare costa un cazzo, lo so ne abbiamo gia' parlato, ma perche' la gente comprenda e' utile che in un mercato cubano a fare la spesa ci fosse transitata.
Occhio, non parlo del turista che in discoteca offre bottiglie a destra e a manca per dimostrare che e' “inserito”.
Parlo di chi vive normalmente, quasi sempre per lunghi periodi, si toglie qualche soddisfazione ma non getta i soldi dalla finestra.
Poi se uno vuole, in una settimana puo' anche spendere 5000 cuc ma questo vale in ogni parte del mondo e non soltanto a Cuba.
Quindi 400, ma mettiamo anche 500 cuc al mese.
Ripeto se poi vogliamo, ogni tanto, qualche extra....di un certo tipo lo mettiamo fuori dal budget.
Un cuarto de renta potrebbe gia' garantire en toto o in parte questa cifra, non parlo di mettersi in saccoccia pecunia ma di avere un'aiuto che nasce direttamente a Cuba.
Vogliamo metterci anche il tirare su 5/10 purquitos?
O meglio far tirare su i purquitos, a quel punto la cifra non solo verrebbe ampiamente coperta ma si potrebbe perfino stare larghi.
Non ho parlato di fare grandi investimenti, certo una casa dove vivere, con un cuartico per i turisti e qualche maialino, nada mas.
Se poi, col tempo ed integrando il tutto con qualcosa da qua', salta fuori uno scooterino da comperare (3-4 mila cuc) allora la qualita' della vita si alza di almeno due tacche.
Ho detto cose fuori dal mondo?
A Cuba vogliamo fare i fenomeni o attestarci su un livello di serena normalita?
Magari ne riparleremo in settimana ma, personalmente, in 15 anni quello che dovevo fare da quel lato del bloqueo....l'ho fatto.
Ora non dico di avere appeso qualcosa al chiodo, semplicemente quel tipo di divertimento e' diventato occasionale e non deve piu' mettere in nessun modo in discussione quello che si ha.
Poi, certo, se uno ci va' per 15 giorni dopo 8 mesi di assenza...capisco tutto.
Se vivi in modo normale, normale per uno straniero che ci passa molto tempo, sarai trattato in modo normale e rispettato in funzione di quanto si rispettera' il prossimo.
La normalita' a volte e' un obiettivo importante da raggiungere.

Ogni testa, poi, come sempre, e' un piccolo mondo.

domenica 27 luglio 2014

SPORT ESTIVO


Come ogni anno, in questo periodo si fa un gran parlare delle amichevoli che le nostre squadre di calcio, quelle che vanno per la maggiore, effettuano come preparazione per la lunga stagione che sta' per iniziare.
Alcune squadre, dopo pochi giorni di ritiro, partono per inutili ma remuneratissime tourne' in giro per il mondo, rimediando quasi sempre figure barbine, altre riescono a fare figuracce senza neanche prendere un'aereo.
E' il caso della seconda squadra di Torino, sconfitta dal Lucento che e' una squadra di Promozione del quartiere dove sono cresciuto da bambino.
Ci ho anche giocato un paio d'anni nei pulcini.
Ho visto l'intervista di Allegri nel dopo partita.
Conte li avrebbe tenuti nello spogliatoio a prendere cazziatoni fino a Natale mentre il piu' aziendalista fra gli allenatori al mondo trovava mille giustificazioni.
Il Milan di Pippo Inzaghi prende 3 pere dai greci, la Roma le prende dal Manchester United.
L'Inter batte ai rigori il Real praticamente privo di tutti meno Bale.
Noi abbiamo perso una partita che potevamo stravincere con Rubin Kazan.
Comunque giovedi' si inizia a fare sul serio, andiamo nel sobborgo di Stoccolma dove gioca la squadra dal nome impronunciabile che dobbiamo affrontare nel primo preliminare.
Il campionato svedese e' in pieno svolgimento e loro non sono messi benissimo.
Una vittoria, 4 pareggi e 10 sconfitte, terzultimi.
Detto questo sono sicuramente avanti nella preparazione e nella condizione fisica rispetto a noi.
Per la partita di ritorno Cairo ha messo la curva a 20 euro...il 7 agosto....non mi sembra una grande alzata di genio.
Comunque nella lista Uefa ci sono sia Darmian che Cerci.
Il primo, ancora per quest'anno restera' ,mentre per il secondo, se arriva il Monaco con 20 milioni ed un ingaggio di 2.5 per il giocatore non e' neanche il caso di fare discorsi.
Giovedi' sera vedro' la partita da amici; pizza, birrette e rutto libero, come sempre.
Nibali ha stravinto il Tour, siamo tutti davvero orgogliosi della sua impresa, il fatto che i tempi delle tappe piu' importanti siano superiori, di parecchio, rispetto a qualche anno fa, vuol dire che la lotta al doping sta' dando buoni risultati.
La formula uno interessa sempre meno, noiosissima e con poche emozioni.

Sarebbe il caso di richiamare Briatore che sa come far funzionare il giocattolo.