domenica 31 agosto 2014

BENEFICENZA O PUBBLICITA'?

 

Sicuramente avrete visto le decine di video, con protagonisti personaggi piu' o meno noti che si facevano tirare una secchiata d'acqua addosso, nominando altri personaggi che avrebbero dovuto imitare il gesto.
Si tratta di un'iniziativa benefica a favore della ricerca per poter debellare la Sla.
Questa terribile malattia uccide il corpo della persona senza toccarne il cervello.
Il povero malcapitato, si ritrova prima a dover dipendere dalle macchine, e poi a morire in modo straziante.
Non c'e', allo stato attuale, alcuna cura e i medici danno, come spesso accade, l'impressione di non sapere neanche da che parte iniziare.
Questa malattia colpisce principalmente, ma non solo, gli sportivi, anche se una correlazione fra sport e infermita' e' ancora da trovare.
Borgonovo, Signorini, Lombardi e altri ex calciatori sono state vittime di questo flagello.
Quindi la causa della doccia fredda e' assolutamente meritoria, quello che mi lascia perplesso sono le motivazioni dei protagonisti del gesto e il loro fattivo contributo alla causa.
In teoria la doccia dovrebbe essere accompagnata da una donazione di diecimila euro.
Sono soldi, ma per certi personaggi, che dalla vita e dalla fortuna hanno avuto tanto, rappresentano un'inezia.
Tutti postano la secchiata ma nessuno il cedolino dell'avvenuto pagamento.
A quel punto il confine fra il volersi fare pubblicita' gratuita in qualche modo e l'effettivo contributo alla causa e' molto labile.
Non so quanti di quei personaggi, che si sono messi in mostra abbiano, poi messo il soldino nel salvadanaio.
Questa beneficenza fatta sotto l'occhio di una telecamera mi ha sempre molto insospettito e infastidito.
Se da un lato il fatto che sia coinvolto un personaggio pubblico puo' essere d'aiuto se poi manca il contributo fattivo del
personaggio stesso allora e' un po' come volersi e volere prendere in giro.
La Littizzteto che sventola 100 euro e' una cosa ridicola, cento euro li posso versare io, e magari l'ho anche fatto, ma una che guadagna milioni dovrebbe o versare un qualcosa di decente o lasciare perdere....per fare una migliore figura.
C'e' tantissima gente che da' una mano, come puo' e coi mezzi che ha, senza sbandierarlo ai quattro venti.
La pubblicita' legata alla beneficenza, almeno per me, ha sempre avuto un forte odore di bruciato.

sabato 30 agosto 2014

TACA BANDA

 

Rientrato dalla Liguria mi sono immerso nell'inizio del nuovo campionato di calcio.
Sta' giocando la seconda squadra torinese contro il Chievo e sta' vincendo 1-0.
Dopo ci sara' Roma-Fiorentina che dovrebbe essere una bella partita.
Noi giochiamo domani sera, in casa con l'Inter, la vedo tostissima, di buono e' che abbiamo Larrondo convalescente e Barreto infortunato, in pratica tutto il Barrondo fuori dai coglioni.
Sara' durissima, non vinciamo contro una grande da secoli e con l'attendismo di Libidine, i suoi 60 passaggi per uscire dall'area, la vedo molto difficile.
Ultimi giorni di mercato, ieri e' arrivato Torres al Milan, un'altro arrivato in Italia per cercare di resuscitare come e' capitato a Tevez, Gervinho, Llorente, Higuain e ad altri.
In un campionato di livello inferiore come il nostro, anche valori un po' lisi possono farsi valere.
Cerci e' ancora qua'...Immobile in panca a Dormund
Zamparini pensa gia' di cacciare Iachini mentre Cellino, al Leeds, in 3 mesi ne ha cambiati 2, certi vizi non muoiono mai.
FORZA TORO..... e forza Zeman.
P.S. Iniziano i mondiali di volley maschile, c'e' anche Cuba...o quello che resta.

venerdì 29 agosto 2014

NUOVE CHIESE

 

Che i rapporti fra la chiesa cattolica e il governo Rivoluzionario stiano piano piano tornado alla normalita', dopo decenni di incomprensioni, e' un fatto oramai assodato.
Dopo il 1959 i rapporti, visto anche il forte legame dei baciapile con la dittatura di Batista, erano diventati inesistenti, quando non complicati.
Ovviamente la pietra miliare che modifico' tutto, fu' il viaggio del Papa polacco nel 1989 con successiva visita in Vaticano del Comandante en Jefe.
Dal 1992 Cuba non e' piu, costituzionalmente, uno stato ateo ma bensi' laico....no es lo mismo.
La notizia, ora, e' di quelle grosse.
Pare che sia vicino il momento in cui, a Cuba, si inizino la costruzione e di due chiese nuove.
Una nella provincia di Pinar e l'altra nientepopodimeno che a Santiago de Cuba.
Terra del Cobre.
Pare che, dal punto di vista pratico, dei 5 permessi necessari per dare il via libera agli albanil ( che la Divina Provvidenza aiuti la chiesa da quella banda di incapaci...) ne manchi soltanto uno.
“Soltanto” e' un eufemismo visti i tempi immensi della burocrazia cubana.
Per portarsi avanti nel lavoro, i baciapile hanno chiesto gia' un FATTIVO aiuto alla diaspora dei cubani negli Stati Uniti, per la costruzione di nuove chiese nella maggiore delle Antille.
A Tunas i cattolici sono un po' in secondo piano rispetto ad Episcopali e Battisti, che hanno riti piu' divertenti e un credo meno impegnativo sotto tutti i punti di vista.
Non so se questo riavvicinamento sia poi una cosa cosi' positiva, la chiesa ha sempre virato dove girava il vento, questo storicamente in ogni epoca.
Per il momento si tiene alla larga da mettere troppo il becco negli affari politici dell'isola, ma i baciapile sono sempre in agguato.
Vero' e' che la storia della chiesa nell'America latina e' stata quanto mai controversa.
Dalla fattiva partecipazione alla colonizzazione criminale spagnola, al ruolo svolto da Monsignor Romero e dai sacerdoti della Teologia della Liberazione nella difesa della povera gente dagli assassini prezzolati dalla Cia e dagli squadroni della morte.
Ora, se non sbaglio, Romero e' stato fatto Santo.
Meglio tardi che mai.
Restano alcuni dubbi e sospetti su eventuali connivenze di Francesco con la dittatura assassina argentina, ma in questi tempi di revisionismo tutto viene fatto passare in cavalleria.
La chiesa cattolica cerca di tornare ad avere un ruolo, a Cuba, di influenza nella vita di tutti i giorni.
Vedremo come andra' a finire.
ALLEGATO
 L'Huffington Post pubblica la lettera indirizzata al senatore Luigi Manconi dai genitori di Giulio Brusadelli, il ragazzo romano di 34 anni rinchiuso in carcere a Santiago il 3 marzo scorso per la detenzione di 3,5 grammi di marijuana.Il ragazzo, trasferito da pochi giorni spostato nell'ospedale psichiatrico "Juan Bruno Zayas” a Cuba, è in stato catatonico e non riconosce neanche i suoi genitori. Ecco la lettera:
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giovedì 28 agosto 2014

BALSA

 

Leggevo l'altro giorno che, da Cuba, ogni anno se ne sono andati in balsa circa 40000 persone.
Ora, con la liberizzazione della possibilita' di uscire dal paese, il numero e' un po' calato, restano comunque in tanti quelli che decidono di affrontare il mare.
Anche perche' se e' vero che loro possono uscire, siamo noi che non li facciamo entrare.
Se parli a un cubano della Serbia, ti guarda con aria stranita domandandoti dove pinga sia questo paese.
Percentualmente, credo che lo 0,000000001% abbia lasciato il paese, in balsa, per motivi politici, tutto il resto e' stato un'andarsene in cerca di un futuro migliore.
Lasciamo stare le motivazioni di ognuno che non sono mai sindacabili, volevo mettere in risalto cosa vuol dire andarsene in balsa.
La balsa e' il mezzo di trasporto, non ben definito, di disperati che affrontano le oltre 90 miglia di mare con un mezzo che definire di fortuna sarebbe un'eufemismo.
Non parliamo delle lance veloci che vengono a prendere i fuggiaschi, dopo che i loro scafisti hanno ricevuto 8/10 mila dollari dai parenti per il disturbo.
Parliamo di veri e propri inventi.
Conosco parecchi che ci hanno provato, povera gente che si e' impegnata tutto cio' che aveva, e anche quello che non aveva, nell'impresa.
Notti passate, furtivamente, a costruire l'improbabile natante, prove di galleggiamento in qualche imboscato specchio d'acqua al campo.
Un motore, quando c'era, rimediato Dio solo sa come e dove, un amico camionista che, rischiando, porta il tutto nella zona piu' occidentale del paese e poi il tentativo, che spesso si conclude tragicamente.
Cuba e' un isola, ma credo in nessun altro paese al mondo ci sia cosi' poca gente che abbia confidenza col mare come il cubano.
Quasi nessuno sa nuotare e nessuno ha uno straccio di nozione di navigazione.
Non so quanti di voi conoscano veramente il mare.
Non parlo di quello che vediamo dalla spiaggia col calippo in mano.
Parlo del mare aperto, magari da frequentare nottetempo, senza bussola, senza riferimenti di nessun tipo, senza sapere dove andare.
Nasco surfista e con gli anni di villaggi ho imparato a manovrare piccoli catamarani e hobicat, mi e' capitato spesso di affrontare il mare aperto.
Quando monta vento da terra, tocca bolinare stretto per tornare sulla battigia, in mare il tempo puo' cambiare in modo repentino con tutte le conseguenze possibili e immaginabili.
Affrontare quelle 90 e passa miglia su una zattera, in baria del mare, dei venti, de los tiburones, della sete e avendo come compagna la totale impreparazione e' davvero una cosa da folli.
Il cubano la fa facile ma quando sei la' fuori sono davvero cazzi amari.
Per uno che, miracolosamente ce la fa, 10 tornano indietro nel migliore dei casi, altrimenti non tornano piu'...
Leggevo di quei 3 surfisti che se ne sono andati con la tavola, 90 miglia su un windsurf....fenomeni davvero.
Capisco la voglia di una vita migliore ma molte volte quello che hanno ottenuto e' di non avercela piu' una vita.

mercoledì 27 agosto 2014

RITORNO DI COPPE

 

Oggi iniziano i turni di ritorno dei preliminari di coppe europee.
Il Napoli cerca l'impresa a Bilbao, la vedo non dura ma durissima, poi spero di sbagliarmi.
Perdere gia' una squadra ora sarebbe gravissimo per il nostro bistrattato calcio.
L'Inter non avra' problemi con i carneade islandesi, giusto un'allenamento per la partita di domenica contro di noi.
Domani sera, in un olimplico esaurito, affronteremo i croati in una partita che, se avessimo avuto qualcuno che la buttasse dentro all'andata, avrebbe potuto essere poco piu' che una formalita'.
Una buona notizia e' che Larrondo e' infortunato, se oggi un tir investe Barreto abbiamo qualche speranza.
Cerci e' ancora qua' ma ha rotto i coglioni.
L'impressione e' che Cairo, come e' gia' successo con Bianchi e D'ambrosio, arrivati a scadenza di contratto, abbia aspettato un po' troppo.
Ora, anche andasse in Inghilterra avremo pochissimo tempo per un sostituto adeguato.
Vediamo che accade e intanto....FORZA TORO! 

FALSA MORALE

 

Lunedi, in un commento, c'era chi mi faceva notare che, anche io, avendo una frequentazione con una cubanita molto piu' giovane, non ero comunque immune da possibili mecaniche.
Mi parse pure di leggere una omologazione nei confronti di chi frequenta UNO straniero, con chi invece ne frequenta in quantita' industriale.
Magari ho capito male io...pero' vale la pena scriverci qualcosa sopra.
Considerare puta qualunque cubana frequenti uno straniero e' un'offesa nei confronti di tutte le cubane che hanno sposato stranieri, facendoci dei figli, e decidendo di vivere una vita tutto sommato normale.
Devono poi sempre spiegarmi perche' se una cubana freaquenta 50 cubani, facendosi pagare, no pasa nada, mentre se frequenta 50 stranieri, facendosi pagare, e' una che finisce, o rischia di finire al gabbio.
Certamente frequentare uno straniero puo' migliorare, piu' o meno, la vita della fanciulla ma, come ho scritto altre volte, non ho mai considerato esecrabile uno scambio gioventu'-benessere.
Ovviamente entro certi parametri.
Non ci vedo nulla di male se una cubana decide di frequentare UNO straniero, magari col doppio dei suoi anni ma ancora in arnese, traendone benefici piu' o meno evidenti per lei e la sua famiglia.
Allo stesso modo non ci vedo nulla di male se, uno straniero, decide di condividere quello che ha, o parte di esso, con una fanciulla piu' giovane in cambio di un po' di freschezza e di entusiasmo.
Sono consapevole che dietro questo discorso si celano mille variabili e rischi non trascurabili, ne ho e ne abbiamo viste di tutti i colori.
Pero', anche in questo caso, la cubana e Cuba in generale, sono viste, in caso di esito negativo, come la causa di ogni male dell'intero scibile umano.
Come ho avuto modo di dire altre volte ho alcuni amici rovinati, letteralmente rovinati, dal matrimonio finito con la ragazza della porta accanto.
Vivono in monolocali mansardati, a 50 anni, facendo una fatica immane ad arrivare a fine mese per rispettare i balzelli economici che, magari un giudice donna, gli hanno inflitto.
Il tutto per mantenimere ex moglie, figli, casa, cane e station wagon.
Gente spolpata fino all'osso di tutto cio' che aveva, che magari possedeva gia' prima del matrimonio e di conoscere il fenomeno di turno.
A Cuba esiste quel fantastico divorzio per rebeldia, che ci consente di uscirne sempre e comunque con le ossa a posto.
Certo che se poi il matrimonio con la cubana si effettua in Italia allora valgono le leggi italiane, e state pur tranquilli che in caso di fracasso, qualche “anima buona” che le dara' i consigli giusti saltera' sempre fuori.
Quindi la cubana e' una puta, a prescindere, mentre l'italiana e' una donna coi coglioni che fa valere i propri diritti.
Questa cosa mi quadra poco...
Alla fine come sempre si tratta di scelte, quelle fatte con un'italiana ci accompagnano, nel bene e nel male per tutta la vita, mentre il percorso fatto insieme ad una cubanita, magari molto piu' giovane, al final lascia pochi fazzoletti in giro.
Qual'e' peggio?

martedì 26 agosto 2014

200 EURO?

 

Ieri accennavo ad una frase che sento, spesso, dire da cubane che risiedono, da tempo, in Italia.
Con una piccola rendita mensile, intorno ai 200 euro, tornerei subito a vivere a Cuba, il paese di pizza e mandolini non mi vedrebbe piu' neanche col binocolo”.
A Cuba sono un po' piu' morigerati “ con 100 cuc al mese vivrei davvero bene”
Le due situazioni sono estremamente differenti, almeno apparentemente.
Chi non e' mai uscito dal paese, puo' tranquillamente adeguarsi a vivere con una rendita che e' comunque 5 volte il salario di un buon lavoratore.
Anche se praticamente nessuno sopravvive col solo salario.
Puo' viverci a patto di non avere troppi grilli per la testa, se cominciano ad avere il movil da mantenere, qualche fanciulla da foraggiare allora il grano finisce rapido.
Mi permetto di avere, invece, tutta una serie di dubbi sulle fanciulle che, dopo avere vissuto anni qua', affermano che tornerebbero a vivere a Cuba con una rendita di 200 euro, o qualcosa del genere.
Duecento euro sono una discreta cifra a Cuba, assolutamente gestibile se non hai mai visto altro.
Ma se hai vissuto in occidente per anni, abituandoti a un modo di vivere di un certo livello, ho i miei bravi dubbi che il proposito sia facile da mettere in pratica.
Ti abitui a vivere in una casa dove c'e' tutto, una tv con mille canali, un pc con connessione rapida, un movil con internet e tutte le diavolerie tecnologiche che volete.
Mangiare bene senza preoccuparsi dell'euro speso in piu' o in meno, vacanze in bei posti quando e' possibile, ristorante, cinema, teatro e metteteci quello che volete voi.
Supermercati dove si trovano 20 tipi di carta igienica differente, giusto per fare un esempio.
Vivere senza avere addosso il parentado famelico o il barrio che, regolarmente, ogni giorno, si fa i cazzi tuoi.
Amicizie normali e non interessate.
Un auto, un guardaroba adeguato, magari un lavoro che consente di togliersi qualche ulteriore sfizio.
Dopo anni di questa vita le vostre mogli si abituerebbero di nuovo a vivere a Cuba, pur con una rendita adeguata per una vita normale?
Abituarsi a case magari decenti ma non paragonabili alle nostre, avere l'acqua 3 volte la settimana.
Bollire quella che si deve bere, gente che ti entra in casa in ogni momento, magari che ti ficca il naso dappertutto, frigorifero compreso.
Problemi a trovare cio' che serve, gente che si rapporta a te unicamente perche' sa che se en lo yuma.
Il vicino che ti spara lo stereo a palla alle 8 del mattino, cosa che fa folklore se sei in vacanza per 2 settimane, che che spinge all'omicidio se in mezzo a quel casino ci devi vivere.
Abituarti di nuovo a vivere in un certo modo coi rapporti personali che, magari, sembrano piu' stretti ma con sempre l'ombra del dubbio che l'interesse faccia capolino.
Un conto e' dire che “partirei domani”, un altro e' farlo davvero, o anche solo pensarci seriamente.

lunedì 25 agosto 2014

QUELLA STRADA

 

Una sera di questo uggioso agosto, sono uscito a cena con un'amico di vecchia data e la sua compagna di lungo corso, cubanita.
La fanciulla e' in Italia da un decennio, arrivo' con una compagnia di artisti e decise di fermarsi non rientrando nel suo paese.
Come quasi tutte le cubane che conosco vive pensando, ogni giorno, ad un suo rientro da quel lato del bloqueo.
Con una rendita di 200 euro al mese rientrerebbe domani mattina, poi dal dire al fare c'e' di mezzo il mar dei sargassi.
Comunque parlando, in quei storici discorsi da dopo cena, mi disse che a lei, tutto sommato era andata bene, era riuscita a risolvere gia' in giovane eta', ma che se la cosa non fosse andata in questo modo, non avrebbe avuto problemi a mettersi per strada e a fare quello che molte altre sue conterranee decidono di fare ogni giorno.
Di fronte al mio sguardo un po' scettico mi chiese se conoscevo la fame.
Quella vera.
Mi racconto' di quando, per cena, c'era un bicchiere d'acqua con lo zucchero.
Quando la situazione e' questa, mi racconto', fai tutto cio' che puoi fare, ma proprio tutto, per cercare di mettere qualche cosa in pentola per te e la tua famiglia.
La necessita' abbatte molte barriere, abbassa l'asticella delle remore morali che una persona puo' avere.
E' vero la fame non l'abbiamo fatta, ma ricordo mia nonna, uscita dalla guerra e che viveva con noi, che riciclava ogni briciola di pane e ogni alimento senza sprecare mai nulla, ricordando proprio quei giorni andati.
I racconti di Gutierrez, che parlano del periodo especial, ci hanno fatto conoscere la fame vera di quel periodo, la gente che continuava a dimagrire ed ogni compromesso possibile e fattibile per cercare di trovare qualcosa per sopravvivere.
Essendo stato, a Cuba, a lungo un fruitore di quel servizio ho sempre giustificato, in modo neanche troppo velato, le ragazze che hanno scelto di fare quella vita.
Questo anche quando le esigenze primarie erano soddisfatte e la scelta di quel tipo di vita era unicamente dovuta al voler mantenere un certo livello di esistenza.
Ogni tanto nasce qualche serena discussione con la mia giovane compagna.
Io che le giustifico e lei (che lavora e studia) che mi chiede se quelle ragazze hanno 2 braccia come tutte le altre e perche'non possono lavorare e guadagnarsi da vivere in modo differente.
Qua' subentrerebbero discorsi legati al tipo di famiglia, alla cultura e all'educazione ricevuta ecc ecc.
Ricordiamoci che solo, percentualmente, un infinitesima percentuale di cubane ha scelto quella strada che, detto per inciso, e' la piu' antica del mondo e nessuna forma di governo, nei secoli, e' riuscita a debellare.
Le mie sono solo constatazioni, non mi permetto di dare giudizi di merito.
La fame e' una brutta cosa, ma continuare su quella strada una volta che certe esigenze sono risolte, senza cercarne altre, e' una scorciatoia in un po' troppo facile da percorrere.
Poi, come sempre, ogni testa e' un piccolo mondo.

domenica 24 agosto 2014

DOPPIA RICARICA

 

Volete sapere quanti e quali amici avete a Cuba?
Aspettate che arrivi la promozione della doppia ricarica...
A quel punto vi giungeranno messaggi e mail con la richiesta di una ricarica da 20 cuc che vuol dire 50 di ricarica a Cuba.
Ovviamente, se sono persone, a cui tenete la farete, magari con il denaro consegnato alla fanciulla vostra di turno.
Oppure no....tutto pro bono.
Davvero i tempi stanno cambiando.

UNA SETTIMANA AL VIA

 

Manca una settimana all'inizio del campionato, il mercato e' ancora nel suo vivo, ci si appresta a vivere una settimana fondamentale per il futuro della stagione.
Alla fine quel fenomeno di Rajola e' riuscito a piazzare Balotelli ai Reds.
Le cifre che girano, 20 milioni, sono possibili ma, almeno dal mio punto di vista, improbabili.
Valeva questa cifra 5 anni fa, dopo 4 stagioni e mezzo inguardabili e' difficile che valga ancora tanto.
Comunque il Milan in saccoccia qualcosa ha messo, Balotelli avra' il suo grande ingaggio e Rajola ha preso grano sottobanco un po' da tutti.
La frese piu' bella l'ha detta Bobo Vieri “Galliani ha fatto il piu' bel colpo di mercato della sua storia”.
I Reds, giustamente con le cifre che girano, hanno detto che per 16 milioni di sterline il rischio si puo' correre, contenti loro...
Oggi credo e spero che si concluda per Cerci.
Vada....
Fra l'altro voci dicono che fosse gia' venduto all'Atletico poi, pare, sia intervenuto il condannato di Arcore personalmente.
Qualche personaggio noto e' gia' passato da Mediaset a La 7....qualcun'altro passera'....funziona cosi'.
Ma a quel punto bisogna prendere non meno di 2 attaccanti, con mezza punta vera a Spalato si facevano 2 gol.
Quagliarella praticamente non gioca da 2 anni, Martinez arriva dal campionato svizzero e Barrondo (Barreto e Larrondo) farebbero fatica a giocare in una squadra di B.
Sento parlare di Zapata, Insigne, Giovinco, Okaka....mah forse era meglio muoversi prima, ma Cairo alla fine per non perdere soldi...ne perde.
Ieri sera ho assistito alle prima due partite del torneo a Sassuolo, una noia abissale.
Pochi giocatori di valore, tanti ronzini sfiatati.
Credo che sara' un campionato di livello tecnico mediocre, forse anche meno.
Fra l'altro non capisco perche' i giovani non possano giocare, se guardo il campionato inglese o tedesco, in ogni partita ci sono 5-6 ragazzi di 18/20 anni in campo.
In Italia no, si preferisce coprire d'oro ultratrentenni sfiatati e senza piu' nulla da dare.
Da noi un 22 enne e' un giovane da far crescere....mah.
Giovedi avremo il ritorno, in casa, con i croati.
Se passiamo credo che compreremo ancora gente buona, in caso contrario Libidine dovra' fare fuoco con la legna che ha, non molta.
Ieri il Palermo in coppa Italia ne ha prese 3 in casa dal Modena, gia' mi immagino Zamparini...
Dopo il Toro, il mio tifo andra' per il Cagliari, un po' per l'amore che mi lega alla Sardegna, ma tanto per vedere di nuovo in opera Zeman.
Un anno al Toro...uno...non chiedo di piu'.

sabato 23 agosto 2014

PREMIO FEDELTA'


Sabato, ci allontaniamo, come sempre, da Cuba.
Siamo all'ultima settimana di agosto, mese sovrano di questa estate che non e' mai arrivata.
Sono in Piemonte da settimane, pur con diversi viaggi effettuati, e non ricordo un giorno pieno di sole.
Una merda senza fine.
Questo disastro di stagione sta' ingegnando i proprietari di strutture turistiche, nel tentativo di arginare il bagno di sangue.
In Toscana e' stato chiesto, invano, di posticipare l'inizio delle scuole a fine settembre in modo di poter sfruttare un, si spera, mese in piu' di vacanza e di turismo.
Altri albergatori rimborsano i giorni di non bel tempo, in pratica questi giorni uggiosi non si pagano.
Per carita', e' un vantaggio per il turista ma mi sembra una cazzata tutta italiana.
L'italiano quando compera un soggiorno compera anche il sole, se non c'e' si ritiene truffato.
Per fortuna, da alcuni anni opero in strutture dove il 90% dei clienti sono stranieri.
Non c'e' il sole?
Scarponcini e via a camminare, la vacanza e' staccare la spina non rosolare al sole per fare i fighi al rientro sul lavoro.
Vedo, quando in aereo torno da Cuba, gli italiani da villaggio che si tengono il braccialettino al polso, al lavoro il lunedi' fingeranno di aver dimenticato di toglierselo.
A Rimini, un' albergo ha premiato 2 clienti che lo frequentano da ben 45 anni.
E' tipico della riviera romagnola e del suo sempre ottimo rapporto qualita' prezzo.
Il romagnolo ti tratta bene perche' vuole che torni, il ligure ti incula e se ne fotte.
Salvo poi piangere miseria quando si ritrova la struttura vuota.
La classica pensione Mariuccia di qualche luogo sulla riviera romagnola, ha ospitato prima i genitori, coi figli piccoli, poi i piccoli sono cresciuti, si sono sposati e ci tornano con la loro famiglia.
Vuol dire saper lavorare.
Anni fa pensavo che una vita scandita dalla regolarita'; stesso lavoro, stesso bar, stessa donna, stessi riti e stessa vacanza nel solito posto, fosse una vita che non valeva la pena di essere vissuta.
Oggi, invecchiando e magari maturando, penso che ognuno di noi abbia non solo il diritto ma anche il dovere di cercare la felicita'.
Se questa felicita' e' data da una vita regolare scandita sempre dagli stessi ritmi allora...perche' no?
Non e' la vita di uno zingaro come me, ma ogni testa e' davvero un piccolo mondo.
Concludo con, come si vede nella foto, 4 idioti italiani che sono andati in giro nudi a Barcellona scatenando feroci polemiche da parte degli incazzati catalani.
Come vedete la merda non la esportiamo solo a Cuba

venerdì 22 agosto 2014

MOSTRUOSA!


PREVENZIONE

 

Ciclicamente, direi quasi a cadenza mensile, leggiamo o veniamo infornati dai nostri contatti a Cuba, di problemi legati a qualche infermita' che starebbe per esplodere nella maggiore delle Antille.
Ricordo quando si parlava del dengue, la maledetta zanzara che aspettava proprio noi per inocularci lo infame morbo.
Ora si parla del colera, di un'altra specie di infermita' simile e di chissa' cos'altro.
Quando saltano fuori queste cose, in un paese ermetico come Cuba, c'e' sempre un fondo di verita'.
Magari ingigantita, oppure fatta passare sotto traccia ma una parte di verita' la si trova sempre.
Ora, pare che, a Camaguey, il problema colera sia presente mentre da Tunas non mi giungono notizie allarmanti.
Il fatto che non mi giungano non vuol necessariamente dire che tutto proceda bene.
In piu' pare che ci sia anche una stramaledetta lumaca africana che avrebbe la capacita' di trasmettere infermita' simili.
Ci mancava solo la bavosa infetta....
Quindi, al di fuori di una profilassi specifica cosa possiamo fare, noi culi bianchi, per evitare problemi una volta giunti a Cuba?
Intanto l'igiene.
Se parlate con qualche vostra amica cubana, vi raccontera' gustose storie su quel tale yuma que “no se bagna”.
Conosco alcuni “tuneri” che prima di vederli apparire li si puo' “sentire” arrivare.
Solitamente o sono italiani o franco canadesi.
Vedo gente che, ogni giorno e ogni sera, per 1-2 settimane girano sempre con lo stesso bermuda e la stessa maglietta, indumenti che dopo qualche giorno hanno oramai una vita propria.
Non so proprio come facciano a convivere con la peste.
Mi cambio, di giorno non meno di 2 volte, 3 se vado a correre, piu' un cambio serale secondo i gusti estetici a cui noi italiani siamo abituati.
Ogni pretesto e' buono per farmi una doccia, con quel caldo e quel sudore sempre addosso.
Tenersi puliti e' gia' un primo passo verso l'evitare problemi spiacevoli.
Poi c'e' il discorso legato alla loro acqua.
Possiamo anche non berla, se non bollita, ma con quell'acqua nella case de renta o nei paladar ci lavano frutta, verdura e carne, quindi il problema esiste.
Pensiamo al ghiaccio nei nostri Cuba libre o nei beveroni alcoolici che ci concediamo.
L'acqua con cui ci laviamo i denti....
In piu' e' fondamentale frequentare ambienti sani e salubri, persone che abbiano con la pulizia un certo tipo di rapporto.
Anni fa mi beccai la scabietta, me l'ero cercata, so perfettamente in quale casa la presi, quale materasso e quale fanciulla mi fece il cortese regalo.
Cuba e' una fucina di possibili infermita', come ogni paese dove l'igiene non e' garantita il rischio e' alto ma dobbiamo, noi per primi, cercare di non mettere la mano direttamente in bocca al leone.
Poi lamentarsi non serve.