domenica 30 novembre 2014

DOPING E ALTRO...

 

Mentre finisce questo mese di novembre, dove ha piovuto neanche fossimo alle Maldive nella stagione delle piogge, oggi e' giorno di derby.
Da ragazzino era una giornata particolare, sapevamo che potevamo vincere e che quelli la' se la facevano sotto.
Ma era il Toro prima di Claudio Sala, Pecci, Zaccarelli, Grazioani e Pulici e poi quello di Scifo, Martin Vasquez, Cravero, Casagrande.
Oggi.....con questa squadra men che mediocre, questo allenatore ingessato e una societa' dove il presidente, oltre a prendere per il culo noi, si fa sfottere da quello che, storicamente, e' il piu' idiota della famiglia Agnelli, cosa volete che mi appassioni?
Faremo il solito derby non giocato, per pareggiare, perderemo per la bravura degli avversari o, come e' capitato nelle 2 ultime occasioni, per i regali dell'arbitro genuflesso di turno.
Nessuna passione, nessuna emozione.
Sostituire Immobile con questo Amauri, che dopo uno scatto e' piegato in due come potrei fare io quando gioco coi Villans, e' stata un'offesa alla nostra Storia e alla Leggenda che ci portiamo dietro.
Cambiando discorso e sport, la Kostner rischia grosso per aver coperto le magagne del suo non intelligentissimo ex moroso.
Gramellini ci ha fatto un bel pezzo tempo fa.
Se il tuo compagno si corica con la mascherina dell'ossigeno e la bombola annessa, qualche piccolo sospetto potrebbe venire persino alla ineffabile Carolina.
La Pellegrini, che quando c'e' da fare il frocio col culo degli altri e' sempre in prima fila, ha detto che lei, un fidanzato dopato lo avrebbe mollato subito.
Ma lo avrebbe denunciato?
Perche' e 'questo che si imputa alla Kostner, di aver celato le pratiche proibite del marciatore.
Se abbiamo una fidanzata che evade il fisco la denunciamo?
Se lo evadiamo noi ci denuncia la fidanzata?
Questo per dire che non sempre e' facile prendere certe decisioni, diventando, di fatto, complici di chi mette le mani nel vasetto di marmellata.
Il doping e' una piaga che tocca tutto lo sport e tutti gli sport.
Troppi soldi girano perche' l'atleta, che sa di avere pochi anni buoni davanti, si faccia troppi scrupoli.
Non serve neanche sventolare lo spauracchio dei danni alla salute, chi vuole vincere se ne fotte.
Continuano a morire, nel silenzio piu' assoluto, di sla, vecchi calciatori protagonisti di tempi in cui il doping per atleti era uguale a quello dei cavalli di corsa.
Ieri mattina, in palestra, ho salutato il ciclista Aru.
Bravissimo e umile ragazzo dal grande talento e dalla faccia pulita.
Ma 5 della sua squadra sono stati beccati recentemente pieni come lumini.
Sicuramente lui e il suo illustre capitano sono puliti ma...il dubbio e' legittimo.
Posso capire, non accettare ma capire, chi fa certe scelte quando in ballo ci sono montagne di quattrini, ma quello che non comprendo e' il doparsi per una garetta di corsa amatoriale e non competitiva la domenica mattina.
Esiste tutto un mondo fatto di gente comune che, su internet, reperisce farmaci proibiti per andare 2 secondi piu' veloce a km nella stragiaveno o nella non competitiva di Pescasseroli.
Lo sport, a livello amatoriale e' una gara sopratutto con noi stessi. Vinciamo se arriviamo al traguardo, se riusciamo ad essere soddisfatti di noi al termine di una partita o una nuotata.
Se non si comprende questo allora non si e' capito molto della vita e questo a prescindere da quante primavere ci portiamo addosso.

P.S. La foto ritrae il nostro fenomeno di allenatore che, il giorno dello scudetto della seconda squadra cittadina, non trova niente di meglio che farsi fotografare con quei tifosi....che tempi, gente, che tempi...

venerdì 28 novembre 2014

CALCIO E PELOTA

 

I due sport che catturano maggiormente l'attenzione dei cubani sono, come e' noto, la pelota e il calcio.
La pelota e' lo sport nazionale, importata degli yankee, come e' avvenuto ovunque sono arrivati (Giappone, Korea e da noi nelle zono dove sono sbarcati come Nettuno) e' diventata uno dei simboli del paese.
Il calcio ha una storia piu' recente; da qualche anno la televisione, in particolare Tele Rebelde, diventato il canale del deporte cubano, ha iniziato a trasmetterlo ad ogni pie' sospinto.
Una grossa differenza e' data dal livello di ogni singolo sport nel paese.
Mentre Cuba, malgrado qualche caduta negli ultimi anni, e' una potenza nel baseball, nel calcio la nazionale caraibica non fa testo, dei pipponi o poco piu'.
Anche se, da poco, viene trasmessa la grande liga americana di baseball, la maggior parte delle ore di trasmissione sono dedicate al campionato cubano.
Nel calcio invece va per la maggiore il campionato Tedesco, seguito da quello spagnolo e, a grande distanza, da quello italiano e quello della perfida Albione.
In particolare si avverte molta passione per il Barcellona e il Real Madrid che si dividono, equamente, il tifo dei cubani, con, forse, una lieve preferenza per i catalani.
E' anche una questione generazionale.
I giovani sono piu' vicini al calcio, mentre la gente major e' piu' legata alla pelota.
Por la calle pero' pare che il calcio giocato, allo stesso livello di come lo giocavamo noi da ragazzi, abbia preso il sopravento.
Forse perche', rispetto alla pelota, e' meno tecnico, meno impegnativo e con nessun tempo morto.
Bastano due porte piccole, quelle senza portiere, costruite con qualche ferraglia e trasportabili e uno spiazzo libero ed 'e partita, in cui tutti possono giocare.
Non devi sapere battere ne' ricevere, basta correre.
La pelota cubana, dopo alcuni anni molto bui, dovuti anche alla partenza verso lidi piu' appaganti di alcuni giocatori importanti, pare sia in un momenti di ripresa.
Se non ho letto male Cuba e' diventata campione centroamericano, e questo e' gia' un punto importante.
Mentre ero a Cuba, in una trasmissione, mi pare Bola Viva, una serie di personaggi non dello sport ma dello spettacolo, grandi appassionati della pelota, discutevano sul come migliorare il livello del campionato cubano.
Il conduttore spiegava che solo il 20% dei giocatori aveva almeno 5 stagioni agonistiche alle spalle, gli altri erano novellini.
Il problema pare sia che 16 squadre sono troppe.
Non ci sono abbastanza buoni giocatori per avere un campionato competitivo.
C'era chi proponeva una prima e una seconda liga, con promozioni e ripetizioni, per alzare il livello della lega maggiore dove avrebbero giocato i migliori.
C'era chi proponeva di andare oltre il concetto di territorialita'.
Oggi chi gioca per Tunas e' quasi sempre della citta' o della provincia, questo tolti alcuni casi.
Si parlava di fare in modo che i giocatori potessero giocare anche in squadre delle altre provincie.
Pero' questo presuppone il professionismo, perche per convincere un forte giocatore Habanero ad andare a giocare per Granma lo devi perlomeno riempire di cuc.
Eto' e' andato a giocare nella steppa russa, in mezzo a lupi e orsi, ma lo hanno coperto d'oro.
Ci vorrebbero societa' professioniste, con un bubget importante ed entrate che andassero al di la' dei pochi pesos dati dagli incassi del pubblico.
Pubblico che va allo stadio della pelota sempre meno numeroso, poco attratto dal basso livello di gioco.
Andrebbe ristrutturato tutto il sistema ma si torna alla fine a bomba del problema.
Quelli bravi vogliono andarsene a guadagnare del gran grano, e non gli spiccioli che Cuba elargisce ai suoi campioni.
Personalmente, come ho scritto in un racconto che si trova nel mio primo libro, il baseball mi annoia mortalmente.
Lo capisco poco, saranno i tempi morti, sara' che non mi appassiona vedere dei panzoni che corrono, ma proprio non riesco ad innamorarmi dello sport nazionale di Cuba.

giovedì 27 novembre 2014

MILITARI E PRIVILEGI

 

A Cuba l'esercito e le forze dell'ordine rappresentano un bastione inespugnabile su cui si basano le fondamenta della Rivoluzione.
Per noi sono una fonte di sicurezza e tranquillita' oltre che una delle ragioni che ci ha fatto eleggere la maggiore delle Antille come seconda, o prima, residenza.
Sappiamo bene che la policia e' ovunque, dentro e fuori dalle nostre case, in divisa o in borghese.
Dopo anni e anni di frequentazione di una persona ancora non siamo del tutto sicuri di con chi stiamo parlando.
Come in ogni paese in cui le forze dell'ordine hanno un' importanza cosi' grande le stesse godono e hanno sempre goduto di ogni tipo di privilegio.
Cuba in questo ha fatto scuola.
Batista ad un certo punto, verso la fine del suo regno, visto che le spese militari non le doveva pagare lui....promuovo' tutti i militari di un grado, a quel punto nell'esercito cubano non esistevano piu' i soldati semplici, erano tutti da caporale in su.
Sappiamo bene che i militari, in generale godono e hanno sempre goduto di tutta una serie di privilegi piu' o meno legittimi.
Questo ha fatto nascere una serie di leggende metropolitane che poi magari tanto leggende non erano.
Nelle tiendas arrivano testa y rabo e niente carne?
La carne e' per i militari.
Sono sparite le patate?
Colpa dei militari che ne fanno incetta.
Ovviamente sono voci, magari anche vere, ma che, personalmente ascolto senza nessuna possibilita' di verifica.
A Cuba si dicono tante cose...
Che l'esercito abbia tutta una serie di privilegi e' innegabile, basta vedere i resort destinati allo svago dei militari e delle loro famiglie.
Ce ne sono un paio alle porte di Tunas, di livello europeo con piscina e tutto il resto.
Ovviamente ci accede solo l'esercito, la gente normale resta fuori.
Da un po' di tempo pero', sento voci, voci di calle, che raccontano di una certa insoddisfazione da parte dei militari nei confronti di tutta una serie di tagli che il governo avrebbe fatto nei loro confronti.
Uso il condizionale perche', ripeto, sono voci.
Quello che e' sicuro e' che da un po' hanno segato ai poliziotti e ai militari quel pacco mensile che conteneva di tutto,dal sapone, al dentifricio, dal detergente al champu'.
Non arriva piu' e quei prodotti pare che ora, come fanno tutti, se li debbano comperare.
Ai militari, graduati, fino a poco tempo fa era consentito comperare elettrodomestici in tiendas speciali al cambio di 1 a 1 delle due monete.
Questo voleva dire che se un frigorifero nella tienda normale costava 800 cuc, loro lo pagavano 800 pesos, che venivano dilazionati e prelevati dal salario.
Era una cosa da paura, con pochi soldi ti arredavi una casa.
In effetti fuori citta' ci sono una serie di case di ufficiali da urlo, case che, senza strani maneggi sarebbero state al di fuori della portata di quegli stipendi.
Continuano, quasi tutti, ad avere la possibilita' di avere una casa, ne hanno costruite parecchie, palazzine simili a quelle tirate su per i medici, nell'avenida dell'universita', di fronte alla loro principale caserma.
Se pero', ad un policia, togni i benefit e lo lasci solo col salario, che dovrebbe essere intorno ai 40 cuc, allora anche per lui la festa e' finita.
Sento spesso parlare di poliziotti corrotti, sopratutto nella capitale, agenti che sono anche papponi di mignotte ma a Tunas queste cose, credo, sono ancora lontane.
I vantaggi che hanno con le fanciulle....sono di diversa natura.
Il novio, militare, di un'amica della mia fanciulla sta' chiedendo la baja da qualche mese, senza successo.
Il tipo ogni volta che veniva a casa nostra, o meglio a casa dei genitori della fanciulla, con me presente, doveva farlo a passo di leopardo per la presenza di uno straniero in zona.
Ora se ne fotte e fra il serio e il faceto mi ha chiesto se lo portavo, in scooter e senza casco, a fare due o tre giri intorno alla sua caserma, in modo che, vedendolo in giro con uno straniero, lo mandassero definitivamente per la pinga.
In quel modo potrebbe iniziare ad hacer un negocio che ha in testa da tempo.
La cuccagna pare sia finita anche per le divise verdi, per noi non so se sia un buon segno o meno.
P.S. Questa sera ci giochiamo l'Europa, a veer....

mercoledì 26 novembre 2014

LAVORO STATALE

 

Per molti della mia generazione, probabilmente anche per un paio che sono seguite, il posto fisso, statale, ha rappresentato una meta agognata da conseguire con tutte le forze.
La spinta veniva dai nostri genitori, usciti dalla guerra e cresciuti fra mille incertezze e difficolta'.
Avrei potuto arrivarci, insegnando ed. fisica a scuola, sono sempre stato contento di essermelo evitato anche se, col passare degli anni e l'avvicinarsi del catetere, qualche dubbio, ogni tanto, affiora.
Per questa ragione ci ritroviamo con un baraccone statale che impiega il doppio del personale che serve, rendendo cosi' difficilissimo ogni discorso di ripresa.
La ragione, ovviamente, non e' solo questa, ma diciamo che una buona fetta di responsabilita' e' anche figlia di quelle sciagurate scelte.
A Cuba, fino a pochi anni fa, il lavoro statale era la sola possibilita' di impiego.
Ora, col lavoro por cuenta propria le possibilita' si sono ampliate.
I salari medi cubani li conosciamo.
Prima della caida del blocco socialista, basta parlare con chi c'era, il salario era piu' che sufficiente.
Tutto costava poco, c'era la libreta piu' ricca di come e' oggi e il lavoratore cubano vedeva il proprio salario arricchito di un minimo di valore.
Valore che gli veniva conferito dal lavoratore sovietico, tedesco orientale, ungherese, bulgaro, polacco e cecoslovacco che si faceva il mazzo per mantenere tutta la compagnia cantante dell'isola.
Ivan pasava trabajo sotto la neve nella tundra, mentre Pedro beveva ron y cerveza al sole del Caribe in compagnia di qualche bella femmina.
Dal 91' in poi le cose sono cambiate; prima il periodo especial, poi noi e la puteria e quindi le incerte riforme di Raul finalizzate al disperato tentativo di fare cassa.
Oggi il valore del salario cubano lo conosciamo.
Nessuno puo' anche solo lontanamente, pensare di vivere con 17/15/20 cuc al mese, mentre un paio di jeans costa 35.
Quindi la gente lavora perche' 15 cuc sono meglio che un calcio nelle palle, lo fa al minimo sindacale di impegno (come faremo noi al loro posto) trasformando il luogo di lavoro in un lugar dove poter hacer ogni tipo de negocio magari, quando possibile, sgrafignando tutto cio' che e' possibile.
Poi c'e' il lavoro privato che sta' prendendo piede e a cui spera di rivolgersi, in attesa di poter salpare per altri lidi, ogni giovane cubano.
Un esempio concreto, come sempre.
La mia fanciulla ha una carissima amica, una bella Jawa', che faceva la commessa in un negozio del centro.
L'hanno promossa a Jefe e controllora del lavoro di altri.
Quindi molte responsabilita' in piu' e l'obbligo di tornare a fare la commessa quando c'era un buco da tappare a causa della solita lavoratrice che “se siente mal”.
Un paio di cuc in piu' al mese di salario, che comunque non arrivava a 20, e molte rogne in piu'.
Questo comportava anche cazziatoni a non finire da parte dei suoi superiori a cui si rifiutava di darla.
Un giorno accompagna un'amica nel paladar piu' importante della citta', quello piu' grande che lavora di piu' e meglio.
Una volta arrivate al colloquio la duena comunica che servono 2 cameriere e non una e le propone il lavoro.
Lei e' bella ed e' abituata ad aver a che fare col pubblico.
Settanta pesos al giorno piu' le mance, 2 giorni di lavoro e 2 a casa, praticamente 15 giorni di lavoro al mese.
Quando lavora almuezo y comida incluidi.
La fanciulla chiede subito la baja e pochi giorni dopo inizia a lavorare, il primo giorno fra salario y propinas porta a casa 7 cuc.
In un giorno.
Certo il suo aspetto fisico le ha aperto la porta, se una e' messa in modo differente deve tenersi il lavoro che ha senza fiatare mettendo da parte sogni e speranze.
Il lavoro statale che, fino a poco tempo fa, era un punto di partenza, (ed in parte continua ad esserlo visto che non e' piu' neanche facile trovarlo) oggi e' diventato un ripiego in attesa di un lavoro migliore e di tempi meno nebulosi.

martedì 25 novembre 2014

EBOLA

 

L'ebola sta' continuando ad imperversare del mondo, non e' assolutamente detto che rimanga confinata nell'Africa profonda.
In un mondo globalizzato, dove la gente viaggia in continuazione, non ci sono controlli aeroportuali che tengano.
Leggevo ieri del medico italiano contagiato in Sierra Leone e prontamente rientrato, per le cure del caso, in Italia.
L'Onu ha fatto un'appello a tutti i paesi del mondo, per fare in modo che ognuno dia una mano, a seconda delle proprie possibilita', per arginare e, se possibile, sconfiggere questo flagello che in pochissimo tempo ha gia' ucciso migliaia di persone.
Misteriose le cause scatenanti del ceppo originale; non e' da escludere qualche esperimento andato a male...
Cuba ha risposto, come sempre, prontamente all'appello delle Nazioni Unite, inviando 2 brigate mediche in Guynea e Sierra Leone o Leona come viene chiamata nel mondo latino.
Mettiamo da parte, per una volta, l'antico discorso che sempre salta fuori in questi casi.
Cuba manda fuori i suoi migliori medici lasciando sguarnito il fronte interno, consegnando la sanita' locale a ragazzini alle prime armi.”
Chiaramente Cuba ha scelto questa strada sia per motivi economici, che per avere una maggiore visibilita' nel mondo.
Le missioni, quasi mai, sono no profit, i paesi che le ricevono ritengono che sia meglio pagare qualche decina di professionali (pagare allo stato cubano) o mandare i propri giovani a studiare a Cuba, piuttosto che creare facolta' universitarie di medicina serie e una rete di servizio alla popolazione perlomeno decente.
Meglio comperare il latte che mantenere la vacca.
Cuba, come dicevo, si e' subito attivata, a seguito di un'idea di Maduro hanno organizzato su due piedi, una cumbre a La Habana dove erano presenti alcuni presidenti della regione (Raul, Maduro, Evo e Ortega) mentre altri paesi hanno inviato i ministri degli esteri e/o della salute.
Questo pochi giorni prima della partenza della prima brigata cubana per l'Africa.
La cumbre ha stabilito alcuni protocolli sul come affrontare la calamita' ma, in linea generale, si e' trattato di un mettere in vetrina la posizione di Cuba in materia e di magnificare tutte le missioni che ha per il mondo.
Visitando l'istituto di malattie tropicali de La Habana, i leader della regione hanno stabilito che ogni paese inviera' a Cuba alcuni medici per apprendere come muoversi di fronte a questa grande infermita'.
In pratica, sotto la tutela dell'Onu e dell'organizzazione mondiale della sanita', Cuba si e' messa a capo del progetto per quanto riguarda la regione.
Pochi giorni dopo la partenza delle missioni un'economico che era partito coi medici per la Guinea e' tornato in patria in una cassa di acero.
La cosa e' stata fulminea e non e' affatto detto che si trattasse di ebola, da quelle parti si puo' morire di tante cose.
Ma il dubbio resta...
A Cuba queste missioni sono state prontamente soprannominate “le missioni suicide”.
E' notizia di questi giorni di un'altro medico cubano, questa volta in Sierra Leone, contagiato e trasportato d'urgenza in un'ospedale svizzero.
Il dubbio e' legato al fatto di non essere del tutto sicuri che Cuba abbia le apparecchiature, le tute, le sicurezze necessarie per affrontare una malattia cosi' importante.
Qua' non si tratta di spedire i medici in qualche selva a curare indios, dove l'unico pericolo e' quello di beccarsi un bel cagozzo.
Qua' si rischia, concretamente, di non portare a casa le piume.
Fra l'altro non e' ben chiaro chi si sia accollato i costi delle missioni.
Non credo proprio i paesi ospitanti che non hanno di che campare, forse l'ONU, forse l'OMS.
Tutti i medici inviati sono volontari, con almeno due missioni alle spalle, almeno cosi' hanno comunicato per televisione.
Ogni tanto e' segnalato qualche caso nel continente sudamericano ma, per il momento, la situazione sembra tranquilla.
Tranquilla per l'ebola perche', come mi ha detto la fanciulla dopo una visita a un parente in ospedale a Tunas, i letti sono pieni di gente col colera.
Ma questa e' una storia su cui e' calato il silenzio e che andrebbe, prima o poi, raccontata.

lunedì 24 novembre 2014

MERCANZIA

 

Da qualche anno a Las Tunas, nel centro, hanno aperto una grande tienda alimentare in moneda national.
Vende gallette, latte condensato, dolci, formaggio, carne, uova e via di seguito.
Per ragioni comprensibili solo a quelle latitudini apre alle 10 del mattino.
Visto che ci sono alimenti non reperibili ovunque la gente inizia a fare la coda dalle 5 del mattino.
Alle 9 ci sono centinaia di persone di tutte le eta' in coda, gente che urla, si spintona, pelea e non e' raro che la policia debba intervenire per sedare gli animi.
Spesso in quella tienda c'e' poco, anche perche' quasi tutto viene venduto nelle prime due ore di apertura.
In un sistema economico normale, quella tienda non solo avrebbe un magazzino strapieno di merce ma si sarebbe raddoppiata e/o triplicata in altre zone della citta'.
Se si aprissero diverse tiendas di quel tipo la gente non sarebbe costretta, come le bestie, a stare ore e ore in coda sotto il sole per una confezione di latte in polvere.
Basterebbe piazzarne una in ogni barrio importante ed il problema, incluso quello del trasporto, sarebbe risolto.
Approvvigionare i negozi di cio' che serve e' uno dei grandi problemi del paese.
In un sistema come il nostro appena arriva la merce, il titolare del negozio ha tutto interesse che la merce sia sugli scaffali nel piu' breve tempo possibile.
Se non hai merce, non vendi.
A Cuba fra quando arriva il camion con la merce, (quando arriva...) e il momento in cui viene messa in vendita puo' passare anche una settimana.
Tanto non esiste un proprietario fisico, e' tutto dello stato e la gente se ne fotte.
Anzi, come e' capitato a noi per le apliques del bagno, prima chi lavora nella tienda avvisa amici e conoscenti, vendendole sotto banco con la collaborazione del magazziniere, poi eventualmente...vengono messe in vendita.
Le apliques, fra l'altro italiane, nei negozi non sono mai apparse.
Questo provoca una sorta di accaparramento, faccio un esempio.
Mancano le lampadine, quando arrivano, la gente, avvisata dalle commesse, ne compera a decine, per poi rivenderle por la calle a un prezzo maggiorato, quando il prodotto sparisce dai negozi chissa' per quanto tempo.
La stessa cosa fa' la gente del campo o del monte, viene in citta', fa' incetta di tutto cio' che, dove vive, non si trova per poi rivendere in separata sede.
Manca un sistema decoroso di distribuzione, manca gente che sia veramente interessata a vendere il prodotto.
Il cane con troppi padroni muore di fame e visto che lo stato e' fatto da persone che non possono vivere di salario, e' tutto un fotti fotti alla faccia della popolazione.
Buona parte degli elettrodomestici in vendita sono coreani, arrivano di 3 marche diverse; una da schifo, una decorosa e una buona.
Le prime due appaiono subito negli scaffali mentre quella buona viene quasi sempre venduta sottobanco.
Pare che, in questi giorni, siano arrivati gli specchi dalla capitale, il carpintero ha finalmente montato quello che mancava alla nostra comodita, oggi o domani, dovrebbe consegnarci quelli dei bagni che ancora mancavano in quanto il prodotto era introvabile.
E' possibile che qualche specchio appaia anche nei magazzini statali ma, state pur sicuri, che verra' venduto ancora prima dell'apertura delle tiendas.
Quindi o sei dentro a certi meccanismi, o hai gli agganci giusti, le persone che ti avvisano oppure passi la giornata a girare inutilmente per negozi come un pirla.
A parte quello della carne de puerco che viene venduta calmierata a 16 pesos la libbra, ( per questo dicevo che, ora, criar puercos non e' un grande negocio, ma vediamo quanto dura questo ribasso) tutti i prezzi di frutta e verdura sono aumentati nei mercati.
I pomodori a Tunas li trovi a 20 pesos la libbra, 40 al kg.
E' quasi un euro e quaranta...
Per noi e' magari una cazzata ma per il cubano, credetemi, non e' esattamente uno scherzo.
Su Cuba Dice, il programma che in tv va' per la maggiore, si e' parlato di questi problemi, la colpa e' stata data ai troppi intermediari che si frappongono fra il contadino e il consumatore che fanno lievitare i prezzi.
Benvenuti nel capitalismo di mercato

domenica 23 novembre 2014

DEPORTE

 

Inizio questa carrellata domenicale con 2 sport che amo molto.
Il primo l'ho praticato a lungo, occasionalmente ancora lo frequento e, con ogni probabilita', vista la sua adattabilita' ad ogni eta', sara' lo sport degli anni del catetere.
Parlo del tennis: in questo fine settimana si decice la Coppa Davis fra la Svizzera e la Francia.
Nella prima giornata hanno vinto i numeri 2; Wawrinka ha asfaltato Tsonga mentre Monfils ha travolto un inguardabile Federer.
Ieri il doppio e' andato ai 2 fenomeni rossocrociati, mentre oggi si decide il tutto con la Svizzera favorita.
L'altro sport, che non ho mai praticato, e non pratichero' mai per raggiunti limiti d'eta', e' il Rugby.
Il 2014 e' stato un'anno terrificante per il nostro rugby; abbiamo quasi sempre perso.
In questi ultimi 3 test abbiamo battuto Samoa ma poi perso coi Pumas argentini e, ieri, con il SudAfrica
Il nostro posto nel ranking mondiale e' intorno al decimo e da li non ci muoveremo mai.
Troppi pochi praticanti, pochi giocatori di valore che sono tutti emigrati all'estero, e un campionato nazionale di livello non eccelso.
Resta comunque uno sport fantastico.
Ieri ho visto la partita della seconda squadra cittadina con la Lazio; niente da dire Pogba e Tevez sono giocatori fantastici e fanno assolutamente la differenza.
Chi ama il calcio non puo' non amare giocatori cosi'.
Noi....oggi, all'ora della lasagna, affrontiamo il Sassuolo, poi avremo il match decisivo in casa col Bruges e ...il derby.
Inutile dire che, in chiave salvezza, bisogna oggi vincere, tolta la sconfitta col Verona con rigore sbagliato annesso, con le squadre della nostra forza non abbiamo ancora steccato.
La cosa positiva e' che Barreto e' fuori rosa e l'orrendo Larrondo infortunato.
Bisogna toglierci da una posizione in classifica che non mi lascia per nulla tranquillo, nella speranza che il mandrogno, a gennaio, consegni al luminare un paio di giocatori decorosi, sopratutto in avanti, per poter fare un campionato almeno sereno.
Mancio e' tornato all'Inter, lui e' un grande ma la squadra e' quella che e', vedremo se sapra' essere un valore aggiunto.
Conte, nella sua solita conferenza stampa sbragata, si e' lamentato della poca collaborazione di tutto il sistema con la Nazionale.
Il problema e' che lui vuole allenare mentre il suo ruolo attuale e' quello di selezionatore, come capita a tutti i ct del mondo.
Se ne faccia una ragione e faccia il fuoco con la legna, non eccelsa, che si ritrova.
Alonso lascera' il posto a Vettel, con quella Ferrari neanche Fangio avrebbe fatto meglio.
A livello personale martedi' ho fatto, da cliente, una lezione di crossfit; una sorta di addestramento militare....ho ricominciato a camminare ieri...

sabato 22 novembre 2014

QUE PAIS...

 

Riprendiamo le vecchie abitudini; il sabato usciamo da Cuba e la domenica parliamo di sport.
Come molti che hanno avuto la possibilita', in molti casi la necessita', di lavorare fuori dal paese per molto tempo, ho maturato un amore per il mio paese proporzionale alla lunghezza dei periodi che passavo ad altre latitudini.
Questo malgrado il fatto che non lavorassi nelle miniere di carbone belghe ma, bensi', sulle piu' belle spiagge tropicali del pianeta.
Questa nostalgia italica, che all'epoca ingigantivo ascoltando Dolce Italia di Finardi o una notte in Italia di Fossati, mi e' rimasta.
Si manifesta puntuale quando passo a Cuba periodi superiori al mese e mezzo, due mesi.
Anche per togliermi dai maroni tutte le problematiche che, col grano in saccoccia, non si riescono a risolvere da quel lato del paese.
Lo stile di vita italiano, dopo un po' di settimane, mi manca.
Non e' neanche una questione di clima, se fa' freddo ti abrighi e poi sono nato nel profondo nord piemontese, il freddo in queste terre e' parte della vita quotidiana.
Mancano mille piccole cose che voi conoscete bene.
Il problema e' che, da qualche anno, questo amore finisce dopo pochi giorni di permanenza in cio' che e' rimasto di questo paese.
Mi sento come Abatantuono nell'ultima scena di Mediterraneo...quando, vecchio, torna nell'isola greca e ritrova Cederna.
Avevo e ho ancora qualche speranza con Renzi ma l'altra sera, da Vespa, l'ho sentito parlare, per mezzora, del sistema elettorale.
Come se alla gente, con tutti i casini che ci sono, fotta qualcosa sul come quei ladroni riescano a cementarsi alla loro cadrega.
Insulti, casini, sgomberi forzosi, omicidi, gente che muore in carcere in modo misterioso, medici corrotti.
Piove 3 giorni e siamo in Amazzonia.
Ogni giorno salta fuori qualcosa che mi fa capire che, forse, il fondo e' ancora da toccare, anche se non si sa bene a quale profondita' ci tocchera' immergersi.
Ma la faccenda piu' vergognosa, piu' schifosa, che ha colpito la mia regione e' quella dell' Etervit di Casale Monferrato.
Come se non fosse bastata la porcheria della Thissen e dei poveri operai arsi vivi, ora la cassazione ha assolto i responsabili di quella che e', a tutti gli effetti, una strage civile.
256 morti a causa dell'amianto che era ovunque, dentro e fuori da quella maledetta fabbrica, chiusa a meta' degli anni 80.
Ogni settimana muore una persona per gli effetti di quella Cernobyl italiana.
Non solo chi ci lavorava, ma anche gli abitanti del circondario respiravano quella porcheria e continuano a farlo, visto che quei tetti ondulati, che vediamo spesso a Cuba, sono ovunque abbandonati a cielo aperto.
Bambini nati storpi, tumori ai polmoni, trasmissione genetica di infermita'; un'inferno a cielo aperto.
Ora, la nostra ineffabile giustizia ha deciso che....non e' successo nulla, tutti assolti, tutti a casa e risarcimenti zero.
Non voglio neanche pensare come debba sentirsi chi ha perso dei cari, praticamente ogni famiglia della zona.
Pero' la giustizia, in altri casi e' inesorabile.
Una “fantastica” vigilessa di Vigevano (mai mettere una divisa addosso ad una donna...) ha fatto un verbale di 163 euro al proprietario di un bar che aveva commesso il terrificante delitto di lasciare una ciotola, a terra, fuori dal bar, in modo che i cani potessero abbeverarsi.
Il sindaco e i consiglieri della cittadina, con una colletta hanno pagato la multa loro e sono andati a prendere un caffe' in quel bar per solidarieta' con il proprietario.
Questa e' l'Italia...
Che stiamo scivolando nel baratro lo si puo' constatare anche nelle piccole cose.
Ieri avevo alcuni appuntamenti di lavoro a Torino, l'ultimo alle 15 praticamente di fronte allo stadio Olimpico, dove gioca la prima squadra cittadina.
Ero in anticipo e ho fatto una passeggiata attorno a quel glorioso stadio dove, da ragazzo, andavo a vedere Pulici e ora mi tocca vedere le gesta dell'orrendo Larrondo.
Ad un certo punto di fronte alle biglietterie del Pala Alpitour adiacente allo stadio, vedo una lunghissima coda di ragazzi.
Una coda da paura, come non le vedi neanche nelle tiendas cubane di libreta quando arriva il pollo por pescado.
Sapevo che in questi giorni c'erano i concerti di Peter Gabriel.
Un mito, il leader storico dei Genesis, un'icona della musica pop.
Fra me e me mi sono detto “Ma guarda, tutti questi giovani che invece di guardare Amici e ascoltare la solita musica di merda seguono una leggenda. Forse non tutto e' perduto”.
Per curiosita' chiedo a 3 ragazzi cosa stavano facendo in coda.
“Aspettiamo che inizino a vendere i biglietti per il concerto di Emma”
Emma...
Ma vaffanculo!