sabato 30 gennaio 2016

VOLARE


La scelta del volo e', da sempre, uno dei momenti fondamentali della vacanza.
Ognuno di noi ha i suoi siti di riferimento, ce ne sono a decine piu' o meno affidabili.
Come sapete, da qualche anno, Cubacenter e' l'agenzia di riferimento del blog, poi ognuno fa come crede.
I loro prezzi a volte sono convenienti, altre sono in linea con cio' che si trova da altre parti.
Personalmente, oltre all'amicizia che mi lega col suo proprietario, tengo sempre in grande considerazione l'assistenza che ricevo ogni volta.
Tempestiva comunicazione in caso di modifica di orari, sia che mi trovi a Cuba che in Italia, conferma del volo di rientro fatta da loro ed altre piccole situazioni me la fanno preferire ad altre agenzie.
Molti preferiscono acquistare in rete cercando la soluzione economica piu' adeguata alle proprie tasche.
Il problema per noi “palestini” e' il reperimento di un volo decente per Holguin.
Su La Habana si trova di tutto ma verso oriente le cose sono molto differenti.
C'e' la Condor che vola 2 volte la settimana, ma oltre ad essere non esattamente a buon mercato fa uno scalo a Francoforte.
C'e' Air Canada, a volte trovi voli a poco piu' di 500 euro a/r, ma si tratta di voli con 2 scali, spesso uno in Germania e un'altro in Canada.
Decine di ore di volo, non arrivi piu'.
Quindi restano Blu Panorama e Neos.
Su BP tutto il male che si poteva dire e' stato detto, si tratta di una pessima compagnia sotto ogni punto di vista ma resta, a volte, la sola soluzione per volare a oriente a cifre accettabili.
La Neos e' un po' meglio come servizi ma non sgarrano di un kg col peso e i sedili sono piccoli, se hai spalle larghe il viaggio puo' risultare un po' difficoltoso.
Altra opzione praticabile e' quella de La Habana, personalmente la prendo in considerazione per viaggi da 3 settimane in su'.
Viaggi che con le mie attivita', difficilmente potro' fare in futuro.
Sulla capitale vola di tutto.
Air France e KLM in certi periodi dell'anno effettuano voli a poco piu' di 500 euro, arrivano anche ad un'ora in cui e' fattibile poi prendere il Viazul per oriente.
Il grosso vantaggio di volare con queste compagnie e' che puoi partire dalla tua citta', senza dover raggiungere Malpensa.
Uno scalo a Parigi o Amsterdam e il gioco e' fatto.
Klm a volte, al rientro, ti costringe al doppio scalo con la tratta La Habana-Panama coperta dalla Copa.
Un bel rompimento di palle attenuato dal fatto che, nei negozi dell'aeroporto di Panama, ci sono come commesse, le piu' belle gnocche mai viste in un'aeroporto.
Iberia ha ripristinato i voli verso Cuba ma arriva un po' tardi la sera esattamente come Air Europe.
C'e' chi trova buoni prezzi anche con Aeroflot, con uno scalo a Mosca non lunghissimo.
Sara'...ma a me volare verso oriente quando devo andare ad occidente....no me cuadra....
C'e' Air Berlin, le compagnie svizzere ed altre opzioni sempre praticabili a patto di non avere fretta.
Su Varadero, oltre a Air Canada vola anche Jetairfly, sono belgi e fai scalo a Bruxelles.
Anche su Varadero si trovano prezzi decenti, diciamo di poco superiori ai 500 euro, a volte anche meno, ma poi occorre organizzarsi il transfert verso la nostra citta' di destinazione.
Il prezzo del petrolio e' sceso sotto i 30 dollari al barile, in teoria dovrebbe scendere anche il costo del carburante, visto che nei periodi in cui e' alto ci rifilano il sopra costo per il carburante stesso.
Le compagnie hanno detto che hanno fatto grandi scorte di carburante al prezzo vecchio, quindi piu' caro, fino a quando non smaltiranno le stesse non potranno ritoccare in basso i prezzi.
In teoria gia' nella seconda meta' del 2016 i prezzi dovrebbero scendere ma io sono come San Tommaso non ci credo fino a quando non lo vedo.
P.S. Domani in casa col Verona, la prima di alcune partite di livello medio che ci dovrebbero consegnare quella salvezza che e' oggi il nostro solo obiettivo.
P.S.2  Alla fine ho cambiato idea, in fondo erano compagni ai tempi di mio padre....saro' in lista alle comunali di Torino con CSP.
Tanto non succede....
A lunedi.

venerdì 29 gennaio 2016

PREZZI IMPOSTI

 En ese sentido, anunció que -dentro de las medidas a adoptar próximamente- se continuará estimulando el precio de compra a los productores en las viandas, uno de los grupos de productos agrícolas más encarecidos en las primeras semanas de 2016, especialmente en La Habana. EFE/Archivo

Chi segue, con una certa assiduita', il blog ricordera' che ne avevo parlato quando ancora l'argomento non era stato trattato da nessuno.
Nessun'organo di stampa non cubano, nessun blog, gruppo o forum.
Ero venuto a conoscenza del fatto che si sarebbe presa qualche medida sull'argomento in modo casuale.
Una sera, aspettando la cena, invece di guardare il solito filmato sul reggaeton avevo visto 15 minuti del CC del Partido.
Prese la parola un delegato guajiro lamentandosi che i prezzi dei prodotti che si vendevano nei mercati, triplicavano o quadruplicavano prima di giungere sulle tavole della gente.
Raul rispose che era una cosa che doveva finire, anche con eventuali provvedimenti tampone, rivolgendosi a Murillo disse che sarebbe stato al suo fianco qualunque decisione avesse preso.
Murillo, da buon paraculo, rispose a Raul che, al limite era lui, Murillo, a stare a fianco al Capo....
La mia socia del ginnasyo e' a Camaguey da un paio di settimane, ieri tramite whatsapp il marito, mio amico, mi ha comunicato che il programma di calmierizzazione dei prezzi e' pronto e sta' diventando attivo.
Anche S.FE mi aveva inviato un recente articolo sull'argomento.
Si e' arrivati a questo punto a causa della scarsa produzione interna, che obbliga Cuba ad importare prodotti che potrebbe tranquillamente produrre e al fatto che ci sono troppi passamano, troppi intermediari di mezzo, che fanno lievitare, anche di 3-4 volte il prezzo del prodotto.
Quindi dal prossimo mese i prezzi di una serie di prodotti saranno calmierati direttamente dallo stato, che imporra' un prezzo massimo di vendita al dettaglio.
Il protagonista principale di questa medida e' Machado Ventura che ha affermato che per risolvere il problema occorre produrre di piu', eliminare il numero di intermediari esistenti, di conseguenza ridurre il prezzo di vendita alla popolazione.
I primi ad insorgere sono stati proprio i produttori a cui i prodotti vengono comperati a basso prezzo, prezzo che vedevano poi salire senza che a loro toccasse nulla di piu'.
Cito testuale; Productores participantes en el encuentro dijeron que los principales problemas que tienen que enfrentar los productores son "la contratación (de las producciones), la comercialización y la necesidad de topar precios".
Uno de ellos, Jesús Rodríguez Palomino, opinó que el asunto de los altos precios se agrava por la "cadena de intermediarios ilegales" que enlaza los productos entre el productor y el mercado donde se expenden, y que "ganan más que los que producen"
En un reportaje sobre el tema de los precios publicado este lunes en el sitio Cubadebate, el agricultor Horacio Báez, recalcó que el producto "sale a un precio del campesino y cuando llega a La Habana tienen cinco, seis y hasta diez veces el valor con el que salió del campo".
Quindi, dal prossimo mese ci saranno alcuni prezzi imposti, si parla di carne di puerco a 18 pesos la libbra.
Per chi sgarra c'e' la galera, poi andremo a vedere....
In effetti era una medida da prendere, non esiste che, con quella economia i pomodori costino 20 pesos la libbra, un cavolo 15 pesos e via discorrendo.
Vivo in una provincia agricola, sento spesso chi coltiva lamentarsi che il prodotto viene pagato troppo poco in funzione del prezzo che poi raggiunge nei mercati o nei punti di vendita minori.
Quelli della mia generazione si ricorderanno che, durante la crisi del golfo negli anni 70', anche le nostre panetterie, per un certo periodo, accanto al pane solito, producevano un pane calmierato ad un prezzo piu' accessibile anche alla parte piu' povera della popolazione.
Temo che questa medida, se da un lato portera' qualche beneficio, dall'altro non fara' altro che sviluppare..il nero...
Vamos a veer...

giovedì 28 gennaio 2016

STATUE

Risultati immagini per STATUE COPERTE

 
Chi segue, con una certa costanza, il blog sa quanto io sia restio nel coinvolgere questo spazio, questa boccata d'aria fresca, nelle miserie quotidiane che affliggono il nostro paese.
Esistono pero' situazioni che, partendo da una miseria (e di miseria vera si tratta in questo caso) possono darci lo spunto per una discussione ad ampio raggio che coinvolga anche la nostra isola.
Parlo della decisione totalmente, assolutamente demenziale oltre che vergognosa di coprire le nudita' di alcune sculture, autentiche opere d'arte, in funzione della visita del presidente iraniano.
Capisco tutto, capisco il fatto che una volta tolto l'embargo verso l'Iran (mentre quello nei confronti di Cuba rimane...) questo sia arrivato con una cavagna piena di dollari da investire, forse, nel nostro paese ma mi chiedo se una cosa che ho imparato girando, per lavoro, il mondo non sia piu' valida alle nostre latitudini.
La prima cosa che ho imparato nei miei viaggi e' che e' l'ospite che si deve adeguare agli usi e costumi del paese che intende visitare, non il paese che si adegua all'ospite.
Fra l'altro all'iraniano forse non poteva fregare di meno delle puppe di quelle statue, si e' trattato di un puro atto di leccaculismo, non richiesto e tutto nostrano.
Quando sono arrivato la prima volta alle Maldive, il capo villaggio che mi passava le consegne mi ha subito detto che in atollo potevo fare quello che volevo ma che, a Male, la capitale dove andavo una volta la settimana a prendere i turisti, qualche regola da rispettare c'era.
In Egitto non ho neanche avuto bisogno che me lo spiegassero, avevo la camera con vista moschea.....
Ho sempre rispettato il paese dove vivevo, e' cosi' difficile vedere la stessa cosa realizzata nel mio di paese?
A Cuba poi ho subito capito che nessuno mi aveva chiamato, che sbarcare a quelle latitudini era una mia libera scelta frutto del libero arbitrio, che dovevo rispettare alcune regole se volevo campare tranquillo.
L'ho fatto, in 16 anni non ho avuto mezzo problema.
Ho subito capito che di politica era meglio non parlare, anche col chulito apertamente anticastrista, perche' non avrei mai saputo con chi veramente stavo parlando.
Ho capito che la droga e le ragazzine erano da bollino rosso, ma questa non e' stata una rinuncia ma un proseguire la mia vita normale.
Ho imparato che se guido all'italiana mi fermano ad ogni incrocio, che se vivo con lo stress addosso tipico del nostro mondo, il mio organo epatico rischia di durare poco.
Ho imparato che, anche se scendo a comperare il latte, non ci devo andare in ciabatte e belino di fuori perche' a certe formalita' loro ci tengono.
Non ho mai ostentato, anche e sopratutto in presenza di poverta' dura e vera, il mio vero o presunto benessere, non volevo offendere nessuno.
Potrei citare, e potreste farlo anche voi, altre mille situazioni simili.
Non c'entra il fatto che io sia un semplice turista e lui un capo di stato, e' una questione di rispetto che deve essere preteso da parte di chi ti ospita.
Non ho mai amato gli arroganti coi deboli che diventano lecchini coi potenti.
La barzelletta che il ministro dei beni culturali fosse all'oscuro di tutto e' degna di Zelig.
Abbiate pazienza, oggi avevo in programma un'altro post ma l'attualita' ha preso il sopravvento.

P.S. Quando tutto sembra uno schifo vedo l'immagine di quella donna, quel vice questore di polizia che, in cordone a Genova davanti agli operai dell'Ilva che lottano per la difesa del posto di lavoro, si toglie il casco e stringe loro la mano e penso....forse non tutto e' perduto.
 

mercoledì 27 gennaio 2016

PRIMI E ULTIMI GIORNI



Oggi vi parlo di una situazione a cui ho fatto caso in questi ultimi anni, durante vacanze piu' o meno lunghe trascorse dall'altro lato del bloqueo.
Parlo del mio mutante atteggiamento verso Cuba, la sua gente e le sue situazioni a seconda del momento di vacanza che mi accingo a vivere.
L'inizio vacanza e' una cosa, la fine tutta un'altra.
Voi potrete dire che si tratta di una situazione naturale, quando si inizia una vacanza si e' felici, quando la si termina solitamente ...meno, ma io vi parlo di una situazione differente.
Quando arrivo a Cuba, dopo mesi di assenza, il bello inizia gia' durante il viaggio in macchina da Holguin a Las Tunas.
Rivedere quei luoghi, quella gente, i carretti, le persone sull'uscio di casa, il dolce fluire del tempo mi mettono di buon umore predisponendomi positivamente ai giorni che verranno.
Le prime due-tre settimane (in caso di vacanza di almeno un mese) sono una piacevole riscoperta di luoghi, persone, situazioni, odori che sono parte di me e del mio modo di vedere la vita.
Mi va bene tutto, entro in una tienda e nessuno mi caga, vado al ristorante, aspetto un botto e mangio cosi' cosi', per strada la gente mi chiede che ore sono senza alcuna forma decente indicando col dito il polso ecc....
Tutto fa parte della cubania, tutto e' all'interno di un contesto che amo e che accetto come oramai fosse parte di me stesso.
Mi dico sempre....”cazzo sono a Cuba e Cuba e' questa...”.
Mi adatto, a Cuba, perlomeno noi italiani, dobbiamo comunque adattarci da quando ci alziamo al mattino a quando andiamo a dormire.
Mi faccio andare bene situazioni che, in contesti diversi, mi farebbero incazzare.
Entro nel loro mondo, vivendo in un barrio cubano in una casa cubana, tutto e' molto piu' semplice.
Passo sopra a cazzate che, se capitassero in Italia mi troverebbero con un ben diverso stato d'animo.
Sono in vacanza, al sole, al caldo, nel calore di una famiglia che mi vuole bene, in mezzo a gnocca di gran qualita', faccio sport in una delle location migliore del mondo, vivo una vita che la stragrande maggioranza della gente normale non riesce neanche a sognare.
Poi passano le settimane e questo stato di grazia non dico sparisce, ma sicuramente si attenua.
Smetto di dire BUONGIORNO E GRAZIE nei negozi e nei locali dove entro, visto che nessuno si sogna di ricambiare il saluto.
Se in una tienda dormono lo faccio notare, se al ristorante aspetto un botto chiamo la cameriera.
Divento un po' meno tollerante nei confronti di situazioni che, qualche settimana prima definivo figlie della “cubania”.
Quando in un negozio alla mia richiesta di un prodotto mi rispondono “se acabo” o “no hay” mi girano i coglioni anche perche' so che dovro' fare il giro delle 10 chiese per avere, con ogni probabilita' la stessa risposta.
Non dico che l'entusismo finisce ma sicuramente torno coi piedi per terra diventando meno tollerante.
Per questa ragione non ho mai particolari rimpianti al momento di andarmene, mi dispiace lasciare la famiglia dove, contrariamente a quanto accade fuori, il mio modo di vivere le giornate non cambia mai, rimane sempre molto bello.
In aeroporto, ad Holguin sono forse l'unica faccia senza il muso mentre al gate aspettiamo l'imbarco.
Forse perche' faccio, in Italia lavori che mi piacciono, forse perche' se non sono presente fisicamente...non guadagno, forse perche' sono il boss di me stesso, magari perche' sono consapevole che ci sara' sempre un'altro viaggio.
Allo stesso modo appena arrivato a Malpensa non ho il tempo di pensare ai giorni andati, sono gia' attaccato al telefono per gestire le mie cose.
Per questa ragione dico che, oggi, il mio tempo esatto di vacanza e', al massimo di 3 settimane.
In questo lasso di tempo mi va, o mi faccio andare bene tutto, diciamo quasi ogni cosa.
Oltre....faccio fatica e mi puo', a volte, salire la carogna sulla testa.
Sono fatto cosi'.

martedì 26 gennaio 2016

SPORT PER TUTTI

 

A Cuba, come e' avvenuto precedentemente in ogni parte del mondo, una volta risolti, bene o male, i bisogni primari, si e' passati alla ricerca e al soddisfacimento di quelli secondari.
Ai tempi del periodo especial, come ben ci ha raccontato Gutierrez, il problema era quello di mettere insieme pranzo e cena, oggi i cubani si stanno rendendo conto che la propria salute non puo' piu' prescindere da un certo stile di vita.
Il cubano, con la barriga piena, quasi sempre troppo piena, sta' iniziando ad occuparsi del proprio corpo, lo sport entra ufficialmente nella vita degli abitanti di quel lato del bloqueo.
E' un fenomeno che ho visto nascere e crescere in questi ultimi anni.
Solo un lustro fa in palestra a Tunas ci andava poca gente, mentre a correre in pista c'ero solo io e qualche studente latinoamericano.
Oggi le palestre si sono riempite e in pista, alla sera, siamo oramai in tanti ad arrancare sul catramato nero.
Lo stato ha iniziato a spingere sull'accelleratore da questo punto di vista.
Intanto convertendo una rete nazionale, tele Rebelde, unicamente allo sport, quindi su quella rete mandando periodicamente messaggi scritti in cui si invita la gente a fare sport per cuidare la propria salute.
Hanno capito che investire oggi in educazione fisica e deporte para todos vuol dire risparmiare domani in sanita'.
Il cubano, storicamente fa sport in eta' scolastica, poi lo abbandona per decenni, per ritrovarlo da vecchiarillo grazie ai corsi di ginnastica dolce che lo stato propone, gratuitamente, al mattino in ogni barrio.
Per 40/50 anni il cubano non ha fatto sport, troppo occupato a cavarsela, rubare, scappare, mettere al mondo figli e hacer negocios di ogni tipo.
Ora pero' le cose stanno cambiando, come dicevo la palestra de La Illusion, che frequento da anni, al mattino si riempie di gordite che sudano per un'ora sotto un caldo de madre, agli ordini del mio amico profesor che, come il sergente maggiore di full metal jaket, urla ordini e disposizioni.
Ovviamente la palestra e' anche un luogo dove vendere ropa, movil, di tutto...
La cubana va in palestra quando il danno e' stato fatto, quando i kg di troppo sono vicini alla decina, manca ancora totalmente il concetto di prevenzione, ma del resto manca anche da noi.
Iniziano a capire che la dieta e' importante, a quest'ultimo giro, conosciuta in palestra, ho frequentato una fanciulla con un davanzale da esposizione, per me andava bene anche cosi' ma lei e' a dieta per perdere qualche kg, spero non nei posti sbagliati.
Anche loro hanno capito l'importanza di mangiare verdure e non solo viandas, si stanno rendendo conto che riempirsi di dolci zuccheratissimi non e' proprio il massimo della linea.
Cerco di spiegare loro che il riso va colato, in modo che l'amido se ne vada ma...battaglia persa.
Eppure mi raccontano che prima del periodo especial lo colavano...mah.
In molte citta' cubane, non a Tunas per ora...,sono nate palestre di assoluta qualita'.
Le foto che vedete sono della palestra, a La Habana, che sta' frequentando Simone di Cubacenter.
Paga 60 cuc al mese, piu' di quanto faccio pagare io in Italia ma ha a disposizione una palestra “yuma” con una vista....non da buttare via.
In palestra le gordite si pesano ogni giorno, cosa assolutamente inutile ma di cui non sanno fare a meno.
Lo stato, in molti parque, ha posizionato delle specie di attrezzi ginnici gialli e rossi, stile palestra dell'ardimento di Alan Ford, non sara' un granche' ma e' qualcosa, anche perche si tratta di un servizio gratuito a beneficio della popolazione.
In ogni barrio oramai c'e' piu' di un ginnasyo rustico che lavora a pieno regime, malgrado la calura e l'attrezzatura non esattamente conforme a cio' a cui noi siamo abituati.
Comunque, anche da questo punto di vista, il cubano sta' cambiando, gli anni passano anche per loro e il fatto che Cuba sia uno dei paesi al mondo con un maggiore tasso di diabete ha fatto rizzare le orecchie a molta gente.
Meglio tardi che mai.


lunedì 25 gennaio 2016

CUBA IERI E OGGI



Durante il mio ultimo soggiorno tunero, un amico che frequenta Cuba da pochi anni, mi diceva che era contento di aver conosciuto l'isola in questi anni e non in quelli precedenti.
Gli piaceva poter disfrutare di quel poco di modernita' ora disponibile sull'isola; movil, internet, wi fi e via discorrendo.
L'amico ha una ventina d'anni buoni in meno del vostro scriba, cresciuto in un'Italia e in un mondo differente rispetto a quello che ho conosciuto io.
Lui si e' trovato a vivere in modo naturale situazioni che, per quelli della mia generazione, sono state assolute novita', neanche semplicissime da apprendere.
Meglio la Cuba di oggi o meglio quella che ho conosciuto io da 16 anni indietro a salire?
Mah.....bel quesito.
Ricordo che quando nel dicembre del 2000 misi piede, per la prima volta a Tunas c'erano non moltissime case de renta, i turisti erano in numero limitato e c'era un solo ristorante decente dove mangiare, la Bodeguita.
Alla sera cenavamo in quel locale, con fuori decine di fanciulle che aspettavano che uscissimo.
Ricordo la prima mattina in giro per el parque, pieno zeppo di ragazze, ad ogni metro era un “oye”, “rubio” ecc.....
La disco, piu' o meno come oggi, era l'unico divertimento in citta', in mezzo alla puteria, era possibile trovare ragazze normali che, in una maniera o nell'altra, riuscivano ogni tanto a divertirsi per una sera.
Al matine' poi, visto il costo di un dollaro, c'era veramente di tutto.
Il sabato sera la calle era strapiena di gente che quasi non si riusciva a camminare, a fianco della disco dei grandi c'era quella dei ragazzini.
La gente raggiungeva il centro citta' da tutti i quartieri periferici, ogni fine settimana era un carnevale.
Oggi in disco trovi quasi soltanto piu' profesional che si pagano l'entrata come fosse un'investimento da cui dover rientrare ad ogni costo.
Altre invece non hanno questo problema, con le spalle coperte non ti cagano neanche se fossi Brad Pitt con una maleta di pikiklini.
Il matine' e' diventato la prima tappa di un trittico che comprende poi il Ranchon e il Tropical, la disco dell'hotel.
Un giro da 20/30 cuc che la gente ha regolarmente in saccoccia.
Por la calle tolte le 20 smadlappate che bivaccano davanti al Cadillac, quelle che se metti in fila i cefali che hanno preso vai da Piombino all'Elba senza bagnarti i piedi, con le altre fanciulle la pagnotta te la devi guadagnare.
Non dico come da noi ma...ci arriveremo se continua cosi'.
Un tempo entravi in disco, tutti i tavoli erano occupati e con 5 cuc alla persona giusta risolvevi, ora e' facile che siano i cubani ad offrirti denaro perche' lasci libero un tavolo.
Per carita'...conosci un dipendente e il tavolo comunque te lo ritrovi bello e pronto, ma no es lo mismo.
D'altro canto oggi alla sera hai piu' di 10 posti decorosi dove mangiare, perfino la pasta all'italiana.
Le case de renta si sono moltiplicate, una addirittura, GRANDE TORINO, dicono sia una figata galattica...
I movil risolvono molti problemi con le fanciulle, a patto di averne di buone in agenda conservate magari dai precedenti viaggi.
Un sms e la trovi al posto giusto al momento giusto.
Col wi fi, come dicevo ieri, puoi sapere cosa accade a casa, tranquillamente seduto sulle panchine dal parque a prendere il fresco o il caldo.
Le fanciulle....sono un'animatore, ci mancherebbe che avessi problemi ad instaurare rapporti interpersonali, certo le tecniche d'ingaggio sono cambiate, magari se una merita occorre non avere fretta.
Per non avere fretta pero' occorre avere giorni disponibili e questo non sempre accade, per questa ragione bisogna tenersi buone quelle che sirvono dei viaggi precedenti.
La noche de Cuba oramai e' un ricordo lontano, occorre muoversi di giorno.
Alcuni dicono che i cubani, anni indietro, erano piu' sinceri e spontanei....mah....secondo me e' non e' proprio cosi'.
Anzi la necessita' dell'epoca li rendeva piu' falsi e appiccicaticci.
Oggi nessuno, almeno a Tunas, viene a romperti i coglioni col “dame un dollar”.
La verita' e' che loro sono uno specchio che riflette il nostro approcciarsi.
Se trovano acqua bassa allora sono problemi, altrimenti non e' difficile instaurare buoni rapporti e, perche' no, amicizie che durano nel tempo.

sabato 23 gennaio 2016

WI FI



Come gli amici del gruppo whatsapp sanno bene, in quest'ultimo giro mi sono fatto prendere la mano dalla tecnologia.....
Intanto c'e da dire che, il giorno dopo il mio arrivo mentre sfrecciavo in scooter il movil mi e' uscito dalla tasca volando sul selciato e planando nell'unico punto di tutta Tunas dove c'era una pozzanghera....
Alla fine credo sia partito l'audio, non riuscivo a sentire piu'.
Telefonavo, loro mi sentivano e io non sentivo loro.
A Cuba a tutto c'e' un rimedio, il giorno dopo un'amica l'ha dato a uno di quei giovani che sembrano nati col movil in mano e con pochi cuc mi ha risolto perfettamente i problemi.
Mi ha anche predisposto il movil al wi fi cubano, visto che non c'era verso di connettersi, magari sono io che non ci capisco un cazzo ma dopo l'intervento ogni problema era scomparso.
Cosi' ho acquistato una tajeta da 2 cuc all'hotel Tunas evitandomi il carnaio che ogni giorno si manifesta all'Etecsa.
Non che avessi reali necessita' a connettermi ma volevo provare.
Cosi' ogni mattina, al parque, accedevo al wi fi e mi connettevo per una decina di minuti, revisando il correo a altre cose.
Indubbiamente e' una comodita' non da sottovalutare, se non hai esigenze particolari, devi scrivere a lungo o lavorare col movil resti collegato col mondo senza dover combattere coi loro computer dell'anno della bomba.
Il bello e' che poi ti disconnetti, spegni il wi fi e nessuno ti rompe piu' le palle.
Usi il telefonino e non e' lui a usare te.
Certo la stessa operazione di spegnere la potremo anche fare qua' ma siamo tutti talmente presi dai nostri meccanismi che...non succede mai.
Bellissimo; arrivi, ti connetti, fai quello che devi quindi stacchi la spina fino al giorno dopo....una figata.
I cubani invece fra chattare e telefonare passano le ore on line.
Bisogna pero' capirli.
Noi abbiamo cominciato oltre 20 anni fa, coi giganteschi NEC e con una connessione da terzo mondo con gli sboroni che telefonavano a casa per dire alla mamma di buttare giu' la pasta, ovviamente sotto gli occhi di piu' gente possibile....
Questi, i cubani, in 6 mesi sono passati dal piccione viaggiatore a IMO (si chiama cosi' quella app che permette di vedersi durante la chiamata?)
Hanno bruciato in pochi mesi le nostre esperienze di decenni.
I giovani poi sono espertissimi, sanno tutto, conoscono tutti i modi per connettersi pagando un cazzo.
Oddio magari qualche meccanismo andrebbe perfezionato, ad esempio non hanno ancora capito che gridare al telefonino non serve....
Dico sempre al boss che non ha bisogno dell'apparecchio, basta che esca nel patio e puo' comunicare con tutti senza il telefono...
In questo modo, sentendoli urlare mentre magari sei connesso e non puoi fare a meno di sentirli, ci si rende conto che in ogni telefonata...ad un bel punto arriva il momento della richiesta...del “necesito” del “me hace falta”.
Oramai sono esperti e hanno capito che devono prenderla un po' larga, quindi partono col chiedere notizie, informarsi, raccontano come vanno le cose dipingendole di tinte foschissime ma intanto predispongono l'ascoltatore al momento in cui parte la richiesta.
E' solo questione di tempo....c'e' chi e' piu' diretto e chi invece la prende alla larghissima ma e' sempre li' che si arriva.
Oramai i giovani cubani come i nostri ragazzi e magari come noi girano perennemente col telefonino in mano come se da un momento all'atro arrivassero mille chiamate.
E' anche vero che con le triple ricariche hanno a disposizione un bel tesoretto da gastare in boberie...o da vendere.
Cuba e' davvero cambiata...
Domani il Toro, all'ora della braciola, gioca a Firenze coi Fratelli Viola, portare a casa qualche piuma sara' un'impresa.
Speruma bin...
A lunedi.

venerdì 22 gennaio 2016

SOLDI FACILI



Questa settimana avevo un programmino di argomenti, poi e' arrivato il “frocio”, la pioggia a la Habana e, ieri, le tasse a Cuba.
Davvero, come diceva un mio vecchio capo villaggio “le cose degli uomini durano giusto il tempo che ci metti a scriverle”.
Un po' come fare progetti quando sei a Cuba; “due giorni a l''Avana, poi andiamo a Cienfuegos altri due giorni, quindi ci spostiamo a Tunas ospiti di Grande Torino ecc ecc”.
Alla fine succede sempre qualcosa, spesso una mulatta col culo da blocco aortico, che modifica inesorabilmente i programmi fatti.
Voglio tornare sul discorso di ieri.
Leggo, parlo, tanti mi scrivono chiedendomi consigli sul come aprire un'attivita' a Cuba o comunque un qualcosa che consenta un reddito adeguato per vivere a quelle latitudini.
Partiamo da un presupposto; i soldi facili (fatti in modo legale) non esistono.
Abbiamo rilevato una grande palestra dalle catacombe, la stiamo tirando su giorno dopo giorno, le cose procedono secondo i piani ma....a sangre y fuego.
Quando non sono a Cuba, come in questi periodi, minimo fra viaggio e permanenza in palestra sono 10-11 ore al giorno.
I risultati iniziano ad arrivare ma nessuno regala un cazzo, ogni centesimo e' sudato, credo che la cosa valga per ognuno di voi nel suo specifico.
Perche' a Cuba le cose dovrebbero essere diverse?
Ma la gente si rende conto di cosa vuol dire lavorare a Cuba?
Intanto occorre resettare totalmente la nostra precedente esperienza da turista.
Finita, annullata, un ricordo lontano.
Saremo anche a 30 gradi, in un bel posto, ma la saracinesca va tirata su ogni mattina e abbassata ogni sera, ogni maledetto giorno di ogni maledetto mese.
Dimentichiamoci le belle dormite, le nottate in discoteca, la trombata pomeridiana, i bivacchi sulle panchine del parque, le gite al mare.
C'e' da lavorare.
Durante l'ultimo viaggio mi e' parso di scorgere in Mario, il mio amico che ha aperto la spaghetteria, un po' di stanchezza.
E' vero che gli orari sono gestibili; 11-14/ 18-22 ma e' anche vero che quando e' chiuso deve procurarsi quello che serve, cosa non facile da quelle parti, non esitono i rappresentanti che ti portano tutto in loco.
Parliamo sempre di un ultrasessantenne.
Cuba non e' piu' un posto di vacanza ma un luogo, bello, dove vivere e lavorare.
I Sapori, il ristorante italiano che ha chiuso i battenti, ha funzionato fino a quando il veneto che lo gestiva passava 12/14 ore al giorno in cucina, quando ha smesso la festa e' finita rapidamente.
Poi c'e' da combattere con un personale che un giorno arriva in ritardo e un altro non arriva, le mille scuse della nina enferma, la gripe, la abuela in ospedale e via discorrendo.
La loro burocrazia, gli ispettori, le propine da sganciare, le solite attenzioni particolari dedicate ai culi bianchi.
Molti pensano; “metto un cubano di fiducia”.....lascio ad ognuno di voi il commento adeguato.
Se c'e' una cassa, questo non vale solo per Cuba, in postazione ci deve stare il proprietario, il boss.
Se lasciamo riscuotere ad...altri e' un attimo che il grano prenda strade differenti da quelle che dovrebbe prendere.
Avere una moglie o dei parenti acquisiti non migliora la situazione ma semmai la peggiora, un dipendente lo sfanculeggi, una moglie e' gia' piu' complicato.
A questo aggiungiamo i discorsi di ieri, i conti fatti male.
L'illusione dei soldi facili lasciamola ai cubani, non restiamo coi piedi ben ancorati al suolo.
Detto questo tutto si puo' fare a patto pero' di metterci bene chiaro in testa che nulla e' scontato, che ci sara' da lavorare e che Cuba non e' per nulla un paese facile.
Resto dell'idea che il grano, al momento, vada fatto da noi e speso a Cuba, poi ogni testa e' un piccolo sistema solare.
Secondo me la renta rimane il miglior investimento, ma e' solo un'opinione personale.
Questa sera gioco e non coi Villans, malgrado l'eta' della tartaruga terrestre c'e' ancora chi mi chiama per migliorare una squadra.
Con questo freddo, col la carcassa datata il crac e' in agguato....speriamo bene.

giovedì 21 gennaio 2016

TASSE



Anche a Cuba e' il momento di pagare le tasse.
Le tasse a Cuba hanno il compito, secondo il governo, di permettere il mantenimento dei servizi basici per la popolazione.
Quest'anno l'ingresso di presupuesto dalle tasse si incrementa del 7%.
Il 62% dell'ingresso va a sostenere la salute pubblica (29%), l'educazione (23%), le forze dell'ordine e l'esercito, l'amministrazione dello stato (19% con la difesa), la previdenza sociale (16%) , la cultura e lo sport (5%).
Ovviamente molti di questi ingressi arrivano dai lavoratori per cuento proprio, in questa categoria rientrano, ovviamente, anche le case de renta, quindi Grande Torino.
Il percorso tributario a Cuba ha avuto un'andamento altalenante negli anni.
Non avendo l'amministrazione statale manager di provata esperienza internazionale su cui contare, hanno spesso dovuto improvvisare, a volte senza sapere bene cosa stavano combinando.
Tasse sproporzionate al mercato interno hanno fatto si che migliaia di possibili contribuenti restituissero la licenza, impossibilitati a far fronte al balzello economico.
Si e' andati a braccio, per tentativi, imboccando una strada per poi tornare indietro cercandone un'altra, per poi tornare in quella precedente e via discorrendo.
Indicativamente il discorso della dichiarazione del reddito si ramifica sostanzialmente in due direzioni.
Imposta fissa e dichiarazione giurata.
Nel primo caso rientrano, ad esempio, le case de renta.
Noi paghiamo 35 cuc per ogni cuarto, mentre se uno rentasse un'intera casa i cuc sarebbero 30 per cuarto.
Questo e' un fisso da pagare, a prescindere dal fatto che il cuarto stia o meno lavorando.
A questo si aggiunge un 10% di quanto mensilmente e' riportato sul libro che ogni duena deve tenere.
Ovviamente se un cliente paga 20.....e' ben difficile che sul libro venga riportata quella cifra.
Diciamo pero' che fra fisso e percentuale, seguridad sociale e imposta sull'insegna mensilmente si paga intorno al 15% di cio' che entra.
In piu' c'e' una sorta di conguaglio di fine anno, che ancora non abbiamo quantificato.
Se la vedra' il boss con la nostra tenedor de libri (commercialista), abbiamo messo da parte un fondo per questa situazione.
Comunque c'e' poco da improvvisare tutto e' scritto nel libro.
Lo stesso discorso per i bicitaxi, pagano un fisso mensile, cosi' come lo pagano altre categorie che hanno una specifica licenza.
Diverso il discorso della dichiarazione giurata.
Un ristorante, ad esempio, dichiara un tot di ingresso annuo.
Ovviamente sono palle, ma palle cosi' grosse che lo stato non puo' abboccare.
Di conseguenza non si fida, controlla mandando ispettori.
Questi valutano la grandezza del locale, quanta gente ci puo' mangiare, quanta effettivamente lo frequenta nelle ore di punta e ultima cosa da chi e' gestito.
Se c'e' un culo bianco o un cubano che ha portato il grano da fuori la mano rischia di appesantirsi.
A quel punto, come fosse una sorta di studio di settore, e' lo stato che stabilisce quanto quel ristorante debba pagare.
Vi dico solo che nella capitale, in centro, ci sono locali che stanno pagando di tasse 700/800 cuc AL MESE.
Molta gente apre attivita' o pensa di farlo senza valutare questi parametri, a volte l'epilogo di una storia e' gia' scritto nel prologo.
Mi sono rotto i coglioni della Postapay, ieri ho richiesto a Deutsche Bank la ricaricabile DB contocarta.
Una ricaricabile a zero costi a parte 3 euro se ricarichi con Sisal, che ha un iban, quindi puoi appoggiarci bonifici, puoi prelevare da Cuba a costo zero, fino a 500 euro al giorno per un massimo di 5000 mensili.
Sono passato ieri e oggi, via sms, mi e' gia' arrivato il pin, la carta mi arrivera' nei prossimi giorni via posta.

mercoledì 20 gennaio 2016

"FROCIO"



Ieri sera al S.Paolo durante la partita Napoli-Inter, il mister partenopeo, Sarri, fino a ieri persona quasi sempre (c'e' una recidivita') intelligente e mai sopra le righe, ha dato del “frocio” al collega Mancini allenatore dell'Inter.
La vulgata dice che sono cose che succedono, che dovrebbero restare in campo ecc. ecc.
Non sono d'accordo, un conto sono le partite amatoriali, un'altro la serie A dove i calciatori e gli allenatori sono presi ad esempio dai giovani, i loro atteggiamenti mutuati da chi vede in loro, per motivi misteriosi, dei punti di riferimento.
Da tempo, in Italia, il termine “frocio” o “finocchio” e' entrato nel lessico comune, quasi sempre per situazioni fuori contesto.
Ad esempio, quando un Villans manca a una partita, ognuno di noi, in contemporanea, manda un sms al vacante con scritto FINOCCHIO.
Diciamo che da noi la parola oramai e' ampiamente sdoganata e viene usata spesso a sproposito.
La mia posizione e' nota, ognuno in ambito sessuale puo' fare quello che vuole, entro i limiti di legge.
Per me gli omosessuali possono sposarsi mettendo in comune i beni, non sono d'accordo sul fatto di poter adottare dei figli.
A Cuba il discorso e' parecchio differente.
Intanto occorre fare una distinzione fra gay e maricon.
Forse e' una distinzione piu' spagnola che cubana, ma il gay e' visto come una sorta di omosessuale di classe mentre il maricon e' la classica culandra pronta a tutto.
Nella maggiore delle Antille il percorso che gay e lesbiche hanno affrontato negli e' stato lungo e tortuoso.
Ero presente quando, 10-15 anni fa, l'unico omosessuale dichiarato di Las Tunas animava la discoteca, ma veniva anche messo in galera un giorno si e uno anche.
Fra l'altro persona squisita che, da anni, vive in Italia, eravamo amici spero davvero che sia felice.
Ricordo che per ottenere la carta blanca per uscire dal paese dovette subire ogni sorta di umiliazione.
In quegli anni le cose funzionavano cosi'....
Bastava che il popolino vedesse due uomini frequentarsi, per i piu' svariati motivi, per un certo periodo in modo assiduo, perche' i due fossero bollati come maricon.
Ricordo che accadde anche al vostro umile scriba che era spesso in giro insieme al suo amico, quello che ora e' preso.
Ora, a me tutto mi si puo' dire......
Oggi invece tutto e' cambiato.
A Las Tunas e' normale vedere andare in giro “donne” improbabili che in realta' sono maschietti fatti e rifatti.
Dietro a casa nostra (dove vivo) c'e' un gay o un travesti grande come un norvegese che da anni esercita indisturbato.
Fra le altre cose sono apparsi anche i trans operati, non so se a Cuba o all'estero.
Dopo le uscite e le dichiarazioni di Mariela Castro oramai si sentono legittimati, non li ferma piu' nessuno.
All'Avana credo che il fenomeno sia ben piu' sviluppato, esiste un turismo dedicato esclusivamente a loro.
La cosa che un po' infastidisce e' che mentre alle fanciulle la policia conta anche i peli del culo, questi possono esercitare indisturbati in pieno giorno e sotto la luce del sole.
La policia, cosi' efficiente quando c'e' da ficcare in galera l'ultima guajira trasfertista, che vive nell'ultimo campo ai piedi dell'ultimo monte, lascia completamente indisturbati gay e travesti in modo che possano esercitare senza problemi.
Esiste anche tutto un mondo lesbico che pero', rispetto a quello maschile, resta ancora sottotraccia.
Ne conosco alcune, quando possibile....piatto ricco....
Pero' ancora non si manifestano pubblicamente, magari molte sono sposate con figli e la posta in gioco potrebbe essere importante.
Ad esempio e' noto che Puerto Padre sia un luogo dove le lesbiche ci sono sempre state e hanno proliferato nel tempo.
Una cosa che apprezzo poco sono quelle ostentazioni stile gay pride che, ritengo, siano la cosa piu' dannosa che quel mondo possa fare a se stesso.
Comunque Sarri....che figura di merda.....brutto colpo per “noi” tifosi napoletani....

 Risultati immagini per sarri mancini lite

martedì 19 gennaio 2016

GRANDE TORINO


Cari amici
Chiunque fosse interessato a soggiornare a Las Tunas, el balcon sull'oriente cubano, lo puo' fare nella casa de renta Grande Torino.
A lato, linkando sul logo, potete visionare il sito e rendervi conto della qualita' del servizio.
Possibilita' di transfert da e per ogni aeroporto dell'Isola.
Garage incluido nel prezzo.
Possibilita' di desajuno, almuerzo e comida ad ogni ora.
Per quanto rigurada le opzioni di...svago, vale sempre il vecchio adagio, che vi ripetera' la duena, "cuidame que yo te cuido".
Chiunque fosse interessato puo' contattarmi alla mail orienteavana@libero.it
Buone vacanze

L'AVANA

 Risultati immagini per pioggia a l'avana

L'altro ieri sono arrivate, sia sul mio whatsapp che su quello del blog, le immagini dell'Avana allagata dopo piogge torrenziali.
Ce le ha inviate Simone di Cubacenter, che....dopo aver gironzolato un po'...si e' fermato nella capitale dove, con ogni probabilita', aprira' degli uffici.
Ricordo che Cubacenter e' l'agenzia di fiducia del blog.
Ha affittato un'appartamento al quarto piano in un barrio centrale, era praticamente prigioniero in casa visto che i piani bassi erano allagati dal mare, era esondato sul Malecon e sulle zone circostanti.
Oramai gli agenti atmosferici causano danni non piu' controllabili, questo capita a Cuba e in tutto il mondo.
Se piove, a Torino, mezza giornata, la citta' si allaga, i tombini esplodono, le strade diventano fiumiciattoli, i sottopassi piscine e sul selciato si aprono buche enormi.
L'Avana pero' e' un'altra cosa...
La conosco discretamente anche se la frequento oramai soltanto in modo occasionale, d'altronde non si puo' fare tutto ed essere presenti in ogni luogo, al final occorre fare delle scelte nella vita.
Quando, qualche giorno fa, sono entrato in citta' comodamente spaparanzato sui sedili del Viazul, l'ho osservata bene.
Aveva appena piovuto, si vedeva la citta' piu' grande del Caribe coi suoi giusti colori.
A volte il sole appiattisce le prospettive, rende uniforme cio' che uniforme non e'.
L'Avana e' bellissima, sopratutto se non devi viverci.
Il bus e' entrato in citta' da un quartiere periferico di cui ignoro il nome; case una sull'altra, solar, strade dissestate, acqua ovunque.
Eppure in tutto quel casino la gente si muoveva, si spostava, girava e sopratutto si parlava.
Fuori da ogni portone, ad ogni angolo di strada, vedevo gente di ogni colore e condizione sociale che si intratteneva amabilmente in un modo a cui noi oramai non siamo piu' abituati, presi come siamo dalle mille menata quotidiane.
L'Avana e' come Cuba; una mezcla di umori, odori e stili che si accavallano uno all'altro.
Ai vecchi barrios, figli della confusa architettura spagnola (quell'inutile popolo ha saputo, storicamente, fare solo delle gran chiese) si contrappongono le costruzioni piu' recenti; anglosassoni, barocche ed italiane.
Un casino che pero' ha un suo perche', una sua essenzialita'.
Non esiste al mondo un'altra citta' come l'Avana, come non esiste al mondo molto meglio di una notte all'Avana.
Ammesso che l'Avana sia parte di questo mondo.
L'Avana ha avuto tanti dominatori ma nessuno l'ha mai davvero dominata, e' stata spagnola poi inglese, quindi americana poi italiana infine rebelde e Rivoluzionaria.
La citta e' sopravvissuta a tutto e tutti, proiettata in un futuro di cui ancora non si intravvedono i contorni.
Amo questa citta'.
Amo passarci del tempo ma sono anche contento, ad un certo punto, di andarmene.
Chi ci vive mi racconta di una citta' faticosa, dove un mezzo di trasporto e' indispensabile, i cui prezzi sono decisamente alti.
Se ti ritrovi a vivere in quartieri periferici le cose possono essere decisamente piu' complicate rispetto, ad esempio, a qualche citta' in altre provincie.
Se ci si allontana dal centro emerge un'Avana sporca, i cui servizi sono vicini a quelli del terzo mondo.
In questo la Revolucion non ha sicuramente trionfato.
Pero' quando mi trovo seduto al tavolino in un ristorante sul Malecon, magari vicino al Morro...beh...ho l'impressione davvero di essere nel cuore del mondo.
In quel momento sono consapevole che difficilmente, nel pianeta, potrei trovarmi in una location migliore.
Forse di queste cose ti rendi conto meglio se nella citta' non ci vivi, come puo' capitare a un non romano che capita a Roma.
Il detto “L'Avana e' Cuba, il resto e' area verde” non e' esatto, ma sicuramente l'Avana e il resto di Cuba sembrano arrivare da pianeti diversi.
Non posso concludere il pezzo non citando l'Alessandria che ieri, battendo lo Spezia, ha conquistato le semifinali di Coppa Italia.
I mandrogni giocheranno al Comunale di Torino, l'unico stadio cittadino dove il tuo portafoglio e' al sicuro.
Il loro presidente e' un Fratello Granata accanito, non escludo che la Maratona possa dare una mano nell'improbabile impresa di battere la squadra del grande Sinisa e del delinquente di Arcore.
Forza Grigi!

lunedì 18 gennaio 2016

IL CONTICINO

 

Approfitto di questo post di inizio settimana per ringraziare, di cuore, tutti gli amici che ieri mi hanno festeggiato sul blog, facebook, whatsapp, messengers, sms, mail e telefonicamente.
Davvero non mi aspettavo tutto questo.
Comunque visto che non esiste soltanto, per fortuna, il mondo virtuale, ieri sera sono uscito a cena con alcuni amici.
Come sempre avviene quando torno da Cuba, sia che mi ritrovi con le gambe sotto il tavolo coi miei Villans, sia che sia fuori a cena con amici, e' mio preciso compito (oltreché piacere) fornire Ron e sigari di buona qualita'.
Un bel modo per finire una cena.
Ieri sera di questi amici, solo uno di loro era stato a Cuba, anni fa con la ex moglie nelle classiche 2 settimane di tour piu' Varadero.
Mi chiedevano del nuovo corso, sul come le cose stiano cambiando e quali prospettive puo' ora avere il paese.
Alla fine, come e' normale che sia, si e' finito per parlare di femmine.
C'e' sempre, quando si affronta questo argomento, quello che salta fuori affermando che “no....pagare le donne proprio io non lo faccio.”
Ieri sera si trattava di un quarantacinquenne separato, che ha lasciato alla moglie la casa per crescere i figli, paga il mantenimento e deve fare attenzione, molta attenzione per arrivare alla quarta settimana.
A quel punto era arrivato il momento del mio autentico e vero cavallo di battaglia.
Il Conticino.
I diritti d'autore del conticino non sono miei ma di Aronne Piperno che lo presentava al marchese del Grillo.
Io non sono ebraico ma per l'occasione ho vestito i panni del buon Aronne procurandomi un foglio di carta e un lapis.
Quanto costa uscire con una donna in Italia?
Parlo della prima uscita, quella che racchiude tante aspettative che non sempre diventano realta'.
Visto che, per fortuna, ancora mi capita posso dire la mia con assoluta cognizione di causa.
  • La macchina a lavare ed era ora” recitava il grande Califfo, la prima cosa da fare e' lavare la macchina dentro e fuori.
    Dalle mie parti ci vogliono 15 euro.
  • Visto che vivo fuori citta' e magari la fanciulla e' di Torino, fra andata e ritorno se ne vanno 10 euro buoni di gasolio.
  • La passo a prendere, non volete che, prima di cena, si vada a bere un bell'aperitivo in un baruccio un minimo alla moda?
    Altro 10 eurini che prendono il volo.
  • A cena mica puoi portarla alla locanda della signora Mariuccia....dove magari si mangia anche bene....occorre andare in un bel ristorantino, con un bel menu', non lesinare sul vino fingendo pure di capirci qualcosa.
    Facciamo 40 euro a cranio bevendo discretamente?
    Altro 80 che vanno via. 

    Poi si potrebbe anche passare alle vie di fatto ma magari prima ci vuole il bicchierino della staffa in un'altro locale....diciamo 15 eurini che ci fanno ciao ciao.

Ricapitoliamo;

Lavaggio auto 15
Broda 10
Aperitivo 10
Cena 80
Liquorino 15

TOTALE 130 EURO

Abbiamo calato 130 euro senza avere alcuna certezza che la palla vada in buca......
Ho dato per scontato di avere una location dove portarla, altrimenti tocca mettere in conto pure il motel....
Ora, mi sono tenuto su un livello di discreta qualita', volendo si puo' andare a prenderla con un Ape Piaggio, cenare in un Kebab, ed eventualmente ingropparla contro un muro, ma il concetto non cambia.
Chi dice che le donne non costano nulla davvero non ha capito un cazzo della vita.
Oppure vive su Marte.

P.S. OGGI POST DI PURO CAZZEGGIO...OGNI TANTO...SIRVE.