martedì 31 maggio 2016

LOCAZIONE



Ai tempi di Cimmimerda presidente, l'allora sindaco di Torino, l'ex Comunista Chiamparino rispose al Fratello Gramellini, che lo incalzava perche' si attivasse alla ricerca di un nuovo Presidente per il Toro (successivamente infatti trovo' il Pontefice) che in Italia esiste la proprieta' privata e che per acquistare qualcosa serve qualcuno che, quel qualcosa, voglia venderlo.
Questo per riportarci a Cuba.
Un paio di settimane fa accennavo al desiderio mio e del mio socio di M&S Casa Particular di trovare un localino in zona Guanabo per....farci qualcosa.
Ovviamente se sara' la cosa vedra' la luce nel 2017 e ovviamente, come e' stato per Grande Torino e per Fly Gym diro' “gatto” soltanto quando questo sara', solidamente, nel sacco.
Esistono pero' situazioni che, se da un lato fanno sorridere, dall'altro sono sintomatiche di un certo modus operandi che impera da quel lato del bloqueo.
Il suegro del mio socio si sta' occupando di scandagliare le zone interessanti per trovare, appunto, un locale in affitto.
Non parliamo di un chulito cubano, ma di un padre di famiglia, che lavora per i militari e che si accompagna, nella ricerca, con un militare di grado non basso, suo amico.
Comunque sentono parlare di un locale in ottima posizione, contattano il proprietario e prendono appuntamento per la domenica mattina per vederlo e tirare foto da inviare poi a noi, via correo.
Il tizio, all'ora concordata, non si presenta, il suegro inizia a fare una serie di telefonate per rintracciarlo.
Dopo un ora di ritardo il proprietario del locale si presenta, arrivando dalla spiaggia e barcollando, probabilmente in piena borrachera.....di primo mattino.
Arriva e di mala forma dice al suegro e al suo amico che bisognava fare in fretta, che non aveva tempo da perdere perche' aveva da fare.
Di domenica mattina, arrivando barcollando dalla spiaggia....
La cifra richiesta telefonicamente era stata di 270 cuc al mese per un'affitto.
Cifra folle per Las Tunas ma, probabilmente, adeguata per un posto come Guanabo.
Chiaramente, come in ogni trattativa, (fra l'altro all'inizio) il suegro gli dice che prima dovevamo visionare le foto, poi magari uno di noi dovra' fare un salto e che comunque la nostra intenzione era di non andare oltre i 200 cuc al mese.
Ripeto siamo nell'anticamera di un abbozzo di trattativa, in pratica si parla di una chiacchierata senza impegno.
Il tipo si e' scazzato, dicendo che era in parola con un tizio di Miami per la vendita e se ne e' andato, sempre di mala forma.
Ovviamente si parla di un primo approccio, a breve il suegro ci proporra' altri locali, ma se la controparte e' di questo livello....andiamo bene....
Fra l'altro, mi rivolgo a Beppe o a chi ha informazioni in materia, il tutto per integrare quelle che troveremo nelle sedi competenti a Cuba, come funziona il discorso dell'affitto?
Da quello che sappiamo e' possibile stipulare contratti pluriennali, quello di cui ci dovremo informare bene e' la loro valenza giuridica.
Da noi se hai un contratto di affitto e il proprietario vende la casa, il nuovo proprietario deve rispettare comunque la scadenza del contratto in essere.....o incentivare FATTIVAMENTE, l'inquilino ad andarsene.
Anche perche', qualunque location troveremo, ci saranno dei lavori da fare e del denaro da spendere....
Questo era solo un piccolo esempio sul come funzionano le cose in un paese, che sta' vivendo una transizione fra quello che sicuramente era e quello che probabilmente sara'.

P.S. Fra gli "sponsor" del blog ho aggiunto il ristorante l'Angoletto di Genzano.
Gestito da un'amico del blog, chef, che ha lavorato fono a pochi mesi fa in uno dei migliori ristoranti de La Habana.
C'e' anche chi...rientra e si rimette in gioco.

lunedì 30 maggio 2016

NUOVE IMPRESE



La notizia forse e' passata in secondo piano, ma in realta', se confermata, potrebbe modificare ulteriormente la Cuba che conosciamo.
A Cuba, a breve, potrebbe essere permessa l'apertura di piccole e medie aziende, questo secondo le indicazioni dell'ultimo congresso del Partido, al momento ancora presenti solo sulla carta.
I dubbi sono tantissimi....vado in ordine sparso.
Potranno farlo solo i cittadini cubani ed i residenti o potranno entrare nel business anche gli stranieri che vorranno investire cifre normali?
Gia' avere una risposta a questa domanda sarebbe un enorme passo avanti.
Ipotizziamo che la cosa sia fattibile, tenendo presente che se non lo fosse le domande che i cubani e i residenti dovrebbero porsi sarebbero le stesse.
Quali sarebbero i settori della societa' civile in cui sarebbe possibile intervenire, visto che oggi la cosa e' aperta solo alla ristorazione a alle renta?
Di quale imposizione fiscale stiamo parlando sia nel breve che nel lungo?
Ipotizziamo che fossi interessato ad aprire una fabbrichetta' di cavatappi....giusto per fare un piccolo, sicuramente banale, esempio.
Le domande a cui vorrei una risposta certa e' concreta potrebbero non essere poche.
Trovo un locale dove mettere su la fabbrichetta, lo affitto o dallo stato o da un privato.
Quale garanzia contrattuale oggi Cuba e' in grado di fornirmi per evitare di perdere tempo?
Se importo dall'Italia i macchinari, me li faranno entrare senza storie o dovro' perdere la salute fra i meandri del porto de la Habana?
Le materie prime le dovro' comprare per forza a Cuba, se le trovo, oppure mi permetteranno di farle venire da fuori?
Quali balzelli doganali dovro' affrontare?
Se devo assumere personale potro' portare qualche esperto di cavatappi dall'Italia e integrare lo staff con personale cubano, oppure non avro' i permessi e i visti per le maestranze italiche?
Se devo assumere cubani potro' scegliere Fulano che conosco o ci pensera' lo stato a rifilarmi chi vuole lui?
Potro' pagare direttamente a loro un salario adeguato o dovro' conformarmi a cio' che decidera' un funzionario qualunque, che si ritagliera' la sua cresta, al cui confronto, un gallo cedrone non sara' nulla?
La burocrazia mi favorira', in quanto importatore di valuta e “datore” di lavoro, o mi mettera' i bastoni fra le ruote fino a quando non avro' pagato propine perfino alla guardia che lavora in tal ministero?
Una volta ottenuto il prodotto finito potro' venderlo a paesi terzi?
Potro' venderlo ai negozi cubani?
Quale distribuzione mi sara' permessa all'interno del paese?
Chi si occupera' di presentare e di vendere il mio cavatappi?
Cosa paghero' di tasse?
Mi rendo conto di fare le domande che sarebbero “giuste” in un contesto di libero mercato, ma “misteriose” in situazioni in cui il Socialismo vorrebbe ma non puo'.
Un'investitore, in quanto tale, si pone degli obiettivi raggiungibili in un determinato numero di anni, Cuba oggi e' in grado di garantirmi questo lasso di tempo o mi cambiera' le carte in tavola ogni volta che le fara' comodo?
Avro' corsie privilegiate per bypassare gli infiniti cagamenti di cazzo a cui ogni straniero e' sottoposto, a prescindere se sia un turista o che si rechi a Cuba per lavoro?
Quante domande.....
Ricordiamoci pero' che, gia' oggi, un terzo della forza lavoro a Cuba, opera nel settore privato.
Quindi parliamo di gente non piu' sul groppone dello stato, che versa contibuti, si paga la seguridad sociale ecc....
Gente che non guadagna certo i canonici 10/20 cuc al mese.
Vamos a veer....

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA NUOVA CASA
hostal-bella-vita 

venerdì 27 maggio 2016

IL SOFA'



Un sofá no es absurdo por sí mismo. Como todo en el mundo. Es absurdo o no según como sea visto por las personas, como sea utilizado (o no) por ellas.
Esperaba junto a una compañera de trabajo por el inicio de una reunión. La espera, como sucede con frecuencia, comenzaba a dilatarse más allá de la hora señalada. Estábamos de pie, así que decidimos sentarnos para no castigar las piernas innecesariamente. Y el sofá del lobby nos pareció sin lugar a dudas la mejor opción.
Ahí no se puede ―nos espetó la recepcionista de la institución a la que habíamos sido convocados.
¿Por qué? ―le pregunté sorprendido.
Esa es la indicación.
Pero si está vacío…
Precisamente por eso, porque no está permitido sentarse.
¿Pero no es un sofá? ―cada vez entendía menos a la recepcionista, que a su vez me miraba como a un bicho raro.
Sí, pero si dejamos que todo el mundo se siente en él, entonces se va a romper enseguida.
Para eso mejor lo quitan ―la cara me hervía de la incomodidad.
No se ponga así, compañero. Ya le digo: es lo que está indicado.
¿Y quién se lo indicó?
El director. Si de casualidad pasa por aquí y los ve sentados, seguro que después me regaña.
Pues lo voy a esperar entonces. O mejor, llámelo a su oficina y dígale que quiero hablar con él, para que me explique.
La recepcionista se demacró en un instante. Toda la beligerancia de su mirada se trocó repentinamente en una súplica.
Mira, Eric ―intervino entonces mi compañera― mejor nos vamos para fuera que te va a subir la presión. No vale la pena que nos fajemos por un sofá.
La preocupación de su voz me hizo reaccionar. Me paré de golpe, con el disgusto atravesado en la garganta. La recepcionista respiró aliviada, casi agradecida.
No, no vale la pena fajarse por un sofá―dije ya en la puerta―. Pero bien que debería, ¿no?
Desde su rincón del lobby, el sofá vacío me devolvió la silenciosa carcajada del absurdo.
Ho trovato questo divertente racconto su On Cuba, si tratta di un preciso spaccato di vita cubana.
In una sala c'e' un sofa', un sofa' solitamente serve perche' qualcuno ci si sieda sopra.
A meno che non si tratti di una Paolina o di un Luigi IV.
Che senso ha mettere un qualcosa su cui la gente si siede e poi impedire alla gente di sedersi?
Non ha senso, infatti parliamo di Cuba.
La signora di guardia, con ogni probabilita', esegue le precise indicazioni che ha ricevuto, indicazioni assurde da cui non prende neanche le distanze.
Un guardiano italiano probabilmente avrebbe prima chiesto ai suoi superiori perche' diavolo mettere un sofa' per poi non permettere di usarlo e poi, non avendo ricevuto le risposte adeguate, o avrebbe permesso alla gente di sedersi oppure avrebbe detto che l'indicazione era una cagata ma che.….era quella.
La guardia cubana probabilmente non si e' posta il problema, tanto lei “no teneva la culpa”.
Siamo cosi' giunti, partendo da un sofa', al solito paradosso cubano.
Nessuno e' responsabile di cio' che fa, ognuno esegue soltanto gli ordini che riceve, la colpa e' sempre di qualcun altro che a sua volta la dara' a chi e' sopra di lui, che a sua volta....
E' chiaro che in questo modo un paese, un azienda, una squadra di calcio....non possono funzionare.
La gente che fino ad ora accettava bovinamente tutte queste imposizioni forzate, sta' iniziando a rompersi le palle e, come nel caso di questo racconto, inizia a volerci vedere piu' chiaro.
Come darle torto?
Esattamente come il protagonista del racconto vuole parlare col superiore della guardia, per sapere perche' diavolo non ci si puo' sedere su un sofa' messo li' perche' la gente ci si sieda, anche in molti altri campi del vivere comune la gente non si accontenta piu' di risposte generiche del tipo “mi hanno detto di fare cosi'”, vuole vederci piu' chiaro.
Forse e' un passo avanti, magari tardivo ma...Cuba ha i suoi tempi.
P.S. Questa sera partita e poi cena per i 34 anni dell'Aston Villa, ne mancano 6 per arrivare ai 40, a quel punto appenderemo, forse, le scarpe al chiodo.

giovedì 26 maggio 2016

I TRE GIORNI DEL CONDOR



Il week end scorso mi ha visto, mio malgrado, protagonista dei “TRE GIORNI DEL CONDOR”.
Non si tratta di un remake del celebre film con protagonista il mio attore preferito; Robert Redford.
Non si e' trattato di un emulo del geometra Galliani che si era definito un Condor dopo aver preso Bertolacci per oltre 20 milioni di euro.
Non e' neanche quella legge non scritta a cui tutti i veri animatori di villaggi turistici della mia generazione si attenevano.
Nei primi tre giorni di arrivo delle nuove clienti si era tutti allegri, abbronzati e coinvolgenti ma era solo appunto dalla terza notte che ci si faceva avanti.
Loro arrivavano, nei 3 giorni iniziavano a divertirsi, buttavano gli occhi sullo staff, si dimenticavano delle menate che avevano lasciato a casa....a quel punto erano pronte a sedersi anche sopra ad un silos (mi scuso per il francesismo con le lettrici del blog).
Ho trascorso 3 giorni a casa, correndo nei boschi, pedalando e giocando con Birillo perche' il mio carro aveva tirato l'ala.
Giovedi sera mi ha mollato in tangenziale, ovviamente nel punto piu' buio della caretera.
Sapevo che la mia vecchia Punto era al limite, avevo programmato un check la settimana dopo ma...non ha retto.
Cosi' ho chiamato il carro attrezzi della mia assicurazione e un Villans perche' mi venissero a prendere.
Il giorno dopo il meccanico dove l'auto era stata scaricata mi ha comunicato che il motore era giunto alla fine del suo glorioso percorso.
Alla fine, grazie a quel gran genio del mio amico, ho speso un terzo di quanto costerebbe in realta' la sostituzione.
L'alternativa era cambiare l'auto, cosa che ci sarebbe anche stata, a cui ho pensato molto seriamente.
A quel punto, per la prima volta in vita mia, ho pensato e considerato il fatto che il prossimo anno potrei anche non vivere piu' in Italia in pianta stabile....quindi perche' cambiare il carro ora?
Mi sono trovato a riflettere sulla possibilita' concreta di trasferirmi, per una buona parte dell'anno, in un luogo dove il carro non mi sarebbe servito.
Quindi mi sono ritrovato in una scelta di oggi a considerare la situazione di domani.
C'e' anche da dire che sto' facendo un lavoro che mi piace molto, gestire una palestra ti mette a contatto col prossimo, conoscere tanta gente, relazionarti con persone interessanti.
Ma la vita e' una sola.
Grazie al mio lavoro parlo con centinaia di persone ogni giorno, vi posso assicurare che un buon 90% fa una vita che considera di merda.
Una stragrande maggioranza di loro partirebbe domani, se potesse
o avesse la possibilita'...o le palle per farlo.
Gente che fa i 3 turni in fabbrica, altri che firmano un contratto ogni settimana quando non ogni 3 giorni, altri lasciati a casa a fine del tempo determinato, altri che sono a casa da una vita, e parlo di gente giovane...
Quindi oramai per me, ma probabilmente anche per alcuni di voi, la possibilita' di andarsene o di dividersi fra i due mondi e' diventata un'opzione sempre piu' vicina.
La novita e' proprio data dal fatto che l'andarsene, totalmente o parzialmente non e' piu' soltanto un sogno.
Come dicevo l'altro giorno, quando un sogno inizia ad avere tempi, date, opzioni, possibilita' cambia improvvisamente nome.
Diventa un PROGETTO.
Non dico che sara' domani, magari dopodomani, ma sicuramente quel giorno non e' lontano e ne sono assolutamente consapevole.
Chissa' se sono il solo che sta' pianificando il suo futuro in questo modo o se sono in buona compagnia.
Fra l'altro ora, pare che con 150 cuc al mese hai internet in casa 24h, sarebbe un enorme passo avanti.
Seguimo en combate....

mercoledì 25 maggio 2016

I SILENZIOSI



Ce ne sono parecchi a Las Tunas.
Li vedi poco o niente, vivono spesso in barrios periferici, sposano donne piu' giovani di loro, ma non molto piu' giovani.
Capita di incontrarli in giro per negozi o al mercato, mai in ristoranti, men che meno in locali notturni.
Sono gli italiani silenziosi.
Parlo di una discretamente vasta comunita' di connazionali che hanno scelto di vivere, totalmente o parzialmente, a Cuba ma lontano dalla farandula, dal casino e sopratutto dagli altri italiani.
Se passano dal parque centrale, e' per recarsi in qualche tiendas o per andare a prendere la figlioletta a scuola.
Si fermano per un veloce saluto, ma e' palese il fatto che non vedono l'ora di riprendere il cammino, lasciando i compatrioti dove li hanno trovati.
Non voglio tornare su antichi discorsi, ma non tutti gli italiani che vivono o frequentano a Cuba sono gente che e' un piacere frequentare, per infiniti motivi.
Gli italiani silenziosi di cui parlo sono, nella maggior parte dei casi, pensionati o gente con un lavoro stagionale che consente loro di passare parecchi mesi a Cuba.
Sposati, spesso con figli, hanno comprato casa, l'hanno ristrutturata decorosamente, arredata con tutto cio' che serve, e ci vivono con la moglie e i figli, se ce ne sono.
La moglie ha mediamente qualche anno in meno di loro, non 40, solitamente e' stata scelta fra le fanciulle che vivevano nel campo, o comunque mai da quelle di farandula, cerveza, ron y “me hace falta”.
Nessun familion da mantenere, nessuno che entra in casa e mette le mani nel frigorifero.
Nessuna diligenza da assaltare, ne' carri da mettere in cerchio per difendersi dall'assalto di tie, sobrini e primi.
Se serve, un piccolo aiuto, ma nulla di particolarmente consistente, la priorita' e' il loro nucleo famigliare e niente altro.
Ne conosco parecchi, con me pare chiacchierino volentieri, ma forse e' solo un atto di cortesia da parte di una generazione che alla cortesia e' stata educata.
A volte, in scooter, passo di fronte alle case di alcuni di loro, li saluto, mi invitano ad entrare per bere qualcosa, a volte loro passano davanti a Grande Torino oppure dove abito e mi salutano, tutto qua'.
Hanno scelto di vivere la loro Cuba in modo discreto e silenzioso, si sono ritagliati il loro angolino privato che difendono con le unghie e coi denti.
Non nuotano nell'oro, ma si fanno bastare quello che hanno, non fanno negocios, non cercano fonti di reddito cubane.
Hanno gia' dato....dopo una vita di lavoro, quasi sempre fra le brume padane in mezzo a freddo, calaverna e nebbia, non ne vogliono sapere di rimettersi a tirare la lima a 9000 km di distanza.
Anche le loro frequentazioni coi cubani sono poche e selezionatissime, quasi sempre frequentano gente che puo' essere loro utile in qualche modo o/e a cui loro possono essere utili in qualche modo.
Sanno come spendere il giusto, rispettano un budget normale, difficilmente cercano altre donne, per non mettere a repentaglio quello che hanno costruito.
Spero che le loro mogli si comportino nello stesso modo.....
Lo spero davvero, non si meritano porcherie o prese per il culo da gente che, grazie a loro, ha potuto fare una vita infinitamente migliore rispetto alla media cubana.
Vivono perfettamente inseriti nel loro barrio, sono residenti, vanno alle riunioni del CDR e sono parte attiva della comunita' dove vivono.
Sicuramente il fatto di non frequentare gli italiani soliti fa di loro, agli occhi dei cubani, gente da guardare con un certo rispetto.
Sono brave persone che incontro e saluto sempre volentieri, onestamente non credo riuscirei a vivere come loro, anche se li rispetto e mi auguro riescano a fare la vita che hanno scelto di vivere.

martedì 24 maggio 2016

IL GIUDEO

 
Durante l'ultimo periodo trascorso a Las Tunas, una mattina vado in piscina per il consueto bagno di sole.
Mi capita abbastanza spesso di andarci da solo, la ragione e' nel diverso rapporto col sole che io e le cubane abbiamo.
Se devo comunque stare solo, al sole, con lei all'ombra, allora tanto vale andarci da solo.
Comunque mi si piazza nello sdraio davanti una fanciulla.
Discretamente carrozzata, sui 30, non male, costume giusto e tutto il resto.
Ovviamente non sia mai detto che il vostro scriba si tiri indietro nel momento della pugna.
Ci si conosce, parlando mi dice che aveva passato la notte a Bayamo con una compagnia di israeliti.
Infatti poco dopo arrivano in piscina gli ebraici, con alcune fanciulle, anche loro, ad un primo fugace sguardo, non seguaci di Maria Goretti.
Sugli israeliani occorre fare un discorso a parte.
Anche se il loro paese non ha relazioni diplomatiche con Cuba e si e' sempre allineato con gli Usa all'Onu, migliaia di suoi cittadini, ovviamente maschi invadono l'isola ogni anno.
Ne conosco alcuni.
Storicamente diffidenti con tutti, si tratta di un popolo in costante stato di guerra, ma sul serio.
Non come i cubani, tenuti nello stato di allerta per decenni come se i confederati dovessero sbarcare un giorno si e un' altro anche.
Loro il culo lo rischiano davvero, di conseguenza ogni israeliano e' un soldato e si comporta da tale.
Esiste un tizio, a Tunas, che ne e' un po' il caporione, anzi di questa situazione ne ha fatto un vero e proprio negocio.
Il tipo sembra un cubano, piccolino, gordito, con le mani in pasta ovunque.
Deve avere agganci in patria con qualche tour operator o agenzia di viaggio, a intervalli regolari arrivano suoi compatrioti a cui lui trova casa.
Li porta in giro per l'isola e risolve loro anche il problema della compagnia femminile.
Nulla di trascendentale, roba kilometrata, ma non e' gente che va troppo per il sottile.
Come spiega Severgnini nei suoi libri, mentre l'italiano e' un camaleonte e si ambienta in qualunque luogo in pochissimo tempo, molti cittadini di altri paesi sono fatti in modo differente.
Serve loro qualcuno che si occupi di risolvere i piccoli e grandi problemi che possono nascere durante una vacanza.
Questo vale anche per canadesi, tedeschi, inglesi ecc....
Gli israeliani poi tendono a stare esclusivamente per conto loro, non danno confidenza a nessuno, non parlano spagnolo, di conseguenza serve loro una guja che pianifichi il soggiorno.
Il tipo ha una serie di case de renta che gli pagano la commissione, la stessa commissione che gli pagano i paladar quando porta i compatrioti.
Probabilmente il suo servizio e' anche una delle voci che il turista deve pagare quando salda il conto in agenzia.
La ragazza mi ha detto che il suo....... dovuto non viene defraudato da propina a favore di nessuno, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Anche le ragazze, a Tunas, sono piu' o meno sempre le stesse, una scuderia collaudata e che sa come comportarsi.
Non conosco il tipo ma lo vedo in giro per la citta' da diversi anni.
Non so se sia legale quello che fa, per Cuba, magari avra' a libro paga anche qualcuno dell'inmigration, chi lo sa?
Ovviamente gli israeliani di vecchia frequentazione non usufruiscono dei suoi servigi, hanno le loro case, la loro novia, si cucinano le loro porcherie piene delle loro devastanti spezie.
Come il tipo ci sono, in giro per Cuba, altri personaggi che si occupano di questo genere di servizio.
Gente che grazie a questo tipo di lavoro riesce a vivere a Cuba per quasi tutto l'anno, arrivando a mantenersi.
Non so se sia un negocio, probabilmente quando vanno in giro coi loro clienti sono a zero spese, magari vivono con un budget limitato, oppure guadagnano un sacco di soldi, non saprei.
A Cuba stanno nascendo nuove professioni, o forse sono sempre esistite, ma si chiamavano in altro modo.

lunedì 23 maggio 2016

CASE...OGGI



Argomento gia' trattato altre volte ma che, periodicamente, merita di essere aggiornato.
Qualche settimana fa un'amico, ha scritto sul blog che, probabilmente, si appresta a comperare casa a Guanabo.
Sposato, figlia, e tutto il resto.
Situazioni che gli garantiscono un minimo di tutela....diciamo la stessa di chiunque ha moglie, figli e tutto il resto..
Un'altro amico del blog, ha scritto che volera' a Santiago per vedere l'avvanzamento dei lavori della sua casa.
Il marito della mia socia cubana della palestra, nonche' carissimo amico, probabilmente spedira' la moglie a Cuba per un certo periodo, per seguire i lavori da inziare nella nuova casa recentemente acquistata.
E' tutto un fermento...immobiliare.
L'umile scriba ha gia' dato, la casa c'e' e lavora, l'altra che mi ospita e' ok...insomma per il momento posso stare tranquillo e respirare.
2014 casa, 2015 palestra, 2016....descanso forse....mah...chissa'...
E' indubbio il fatto che Cuba, con tutto cio' che sta' accadendo, sia diventata una meta ambita da parte di molti, per cui acquistare una casa e' diventata una sorta di priorita'.
Fra l'altro ho sentito parlare di una misteriosa “residenza immobiliare”, se qualcuno riuscisse a spiegarmi di cosa si tratta sarebbe cosa buona e giusta.
E' fuori dubbio che comperare casa a Cuba, entro certi limiti, sia ancora un'affare, ma e' anche vero che gli anni dei VERI AFFARI sono oramai passati.
Lascio da parte il discorso su a chi intestarla, e' argomento talmente vasto che tocca la sfera personale di ogni individuo, terreno abbastanza minato.
Nel passato c'e' stata una chiara divisione fra due tipologie di vacanzieri.
Quelli che hanno cercato di fare qualcosa e quelli che si sono limitati a criticare i primi, salvo poi rodersi dall'invidia nel momento in cui i primi qualcosa di concreto lo combinavano davvero.
Comprare una casa a prezzo decisamente conveniente, quando per un euro ti davano 1.35-1.40 cuc e' stato il vero, assoluto, inconfutabile negocio.
A Las Tunas, una delle provincie APPARENTEMENTE piu' povere dell'impero, si possono ancora fare buoni affari a patto di arrivare coi soldi in mano e trovare chi di quel denaro ha urgente bisogno.
Su Revolico vedo i prezzi delle case nella capitale e mi rendo conto di come i tempi siano davvero cambiati....rapidissimamente.
L'aumento del costo delle stesse, negli ultimi due anni, e' lievitato anche del 100%.
Un tempo le case sul Malecon te le tiravano dietro, per loro il salmastro era un grande problema, oggi costano un occhio della testa.
Per anni ho pensato di prendere un'appartamentino proprio li'....poi, da coglione, ho lasciato perdere, forse avessi trovato la persona giusta nei tempi giusti...
Ma queste sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano, bisogna stare dietro al presente.
Il mio amico paghera' probabilmente 50 mila cuc una casa a Guanabo, poi bisognera' metterci sopra le mani, qualcosa da fare c'e' sempre, sara' altro denaro che volera' via.
Certo se uno pensa che una casa a Varigotti costa centinaia di migliaia di euro, allora non si puo' dire che non si tratti di un'affare....a patto poi di poterci passare del gran tempo.
Puo' essere visto anche come un investimento, oggi la nostra casa vale gia' un buon 20/30% di piu' rispetto a quando l'abbiamo comprata.
C'e' voglia di Cuba, di vivere a Cuba, di avere una casa a Cuba, di mettere in piedi un negocio a Cuba, di avere una morosa a Cuba.
Chi ha in mente di comprerare deve muoversi, sono gli ultimi anni, forse gli ultimi mesi buoni poi.....contera' solo il dollaro.

M&S CASA PARTICULAR HA INIZIATO LA.....VERSIONE INGLESE

sabato 21 maggio 2016

M&S CASA PARTICULAR

 Anteprima

M&S CASA PARTICULAR CUBA e' un'agenzia on line che si occupa della prenotazione di case particular in tutta l'Isola.
In questo momento propone quasi una cinquantina di case de renta a La Habana, (Alamar, Avana del Este, Centro Avana, Avana Vecchia, Miramar, Siboney, Vedado) Guanabo, Cienfuegos, Varadero, Trinidad, Camaguey, Las Tunas, Holguin Gibara, Guardalavaca, Nueva Gerona, Baracoa e Santiago de Cuba.
Ogni giorno ci giungono proposte di inserimento da parte di altre case sparse per la maggiore delle Antille.
Con M&S Casa Particular Cuba potrete prenotare la vostra casa de renta insieme ad altri servizi come desajuno, almuerzo y comida, il transfert da e per l'aeroporto piu' vicino, un auto a disposizione con chaffeur per tutti i giorni che vorrete, e molte altre possibilita'.
Abbiamo cuarti de renta, case indipendenti, case coloniali e ville con piscina, ogni budget puo' essere soddisfatto.
Sul nostro sito troverete tutte le informazioni necessarie, una pagina per ogni casa con descrizione dei servizi offerti e ricche fotografie che vi aiuteranno a scegliere quella che vorrete.
Vi aspettiamo!

venerdì 20 maggio 2016

CERNOBIL


 
Qualche settimana fa si sono commemorati i 30 anni dalla tragedia di Cernobil.
Ricordo abbastanza bene quei giorni, ero studente all'ultimo anno di Isef, frequentavo e preparavo la tesi.
Il mondo era ancora diviso in blocchi, esisteva il nostro, quello dei “giusti” e “l'impero del male”, quello socialista.
La tragedia che avvenne nel territorio dell'allora Unione Sovietica e che oggi e' parte dell'Ucraina, insieme a quella di Fukushima, in Giappone, e' considerata la peggiore della storia riguardante la fuga di materiale radioattivo, anche se sospetto che ce ne siano state altre in giro per il mondo di cui non abbiamo saputo nulla.
Questo sopratutto in quegli anni in cui internet, come lo intendiamo oggi, non esisteva e le informazioni venivano filtrate dai governi.
Non si 'e mai saputo quante persone siano realmente morte in quell'incidente, ne' quante nei decenni successivi a causa delle radiazioni che si sono propagate ovunque, fottendosene delle barriere fra i vari stati.
Si dice che ancora oggi, in Bielorussia, si venda la verdura coltivata nelle zone della tragedia, ovviamente contaminata.
Alla fine, le conseguenze non sono state piu' gravi grazie al lavoro di tecnici e militari sovietici che hanno sacrificato la loro vita nel tentativo di....arginare il problema.
Oggi su quella centrale e' stata tirata una colata di cemento, il problema e' stato sepolto ma giace, intatto, la' sotto.
L'Italia, forse memore di quanto accaduto a Seveso, ha fatto la sua parte, sia come paese, ma anche grazie alla disponibilita' dei singoli cittadini.
Migliaia di piccoli abitanti di quella disgraziata terra sono stati ospitati da noi, molti di loro sono rimasti diventando, orgogliosamente, donne e uomini italiani.
Anche Cuba, la piccola Cuba, con tutti i suoi problemi, ha fatto la sua parte.
Ancora oggi il servizio sanitario cubano assiste 800 bambini provenienti dalla Russia, Bielorussia e Ucraina, proprio dalle regioni dove maggiore e' stata l'incidenza delle radiazioni.
Cuba, nel 1986, per voce di Fidel, e' stata la prima ad offrirsi disponibile a dare una mano.
I numeri sono impressionanti, da allora ad oggi Cuba ha aiutato 24mila bambini giunti da quella disgraziata terra.
Molti sono stati curati per una media di 45 giorni, altri hanno ricevuto trattamenti per un periodo maggiore ad un anno nel centro balneare di Tarara', a 20 Km dalla capitale, in uno spazio apposito dedicato alle vittime della tragedia nucleare.
Le maggior infermita' riscontrate in quei bambini sono state; cancro alle tiroidi, leucemia, atrofia muscolare, problemi psicologici, neurologici e alopecia.
Ancora una volta Cuba ha fatto la sua parte, utilizzando una delle sue eccellenze, la sanita'.
Probabilmente Fidel, al congresso del Partido, in quello che probabilmente e' stato il suo ultimo discorso pubblico, parlando dei problemi del pianeta, pensava anche a questa immane tragedia di cui nessuno di noi, conoscera' veramente la reale portata.
Le radiazioni non spariscono ma rimangono nell'aria e sopratutto nel terreno per millenni.
Dopo quella tragedia si e' discusso a lungo sulla reale necessita' di mantenere in vita le centrali nucleari, senza approdare pero' a nessuna decisione condivisa da tutti gli stati.
In Italia non ne abbiamo, ma a 30 km dal confine, in territorio francese le cose vanno in modo differente.
Dovesse succedere qualcosa, i confini di stato servirebbero davvero a poco....
Domani parlo di Sinisa

giovedì 19 maggio 2016

IL NULLA...PER ORA...



Venerdi della scorsa settimana, a pranzo, mi sono visto con Simone, il mio socio di M&S CASA PARTICULAR CUBA.
Anche se entrambi viviamo nelle vicinanze di Torino, siamo soci nel sito di renta, era soltanto la terza volta in cui ci si incontrava.
Siamo decisamente incasinati entrambi, il tempo e' quello che e', non e' facile riuscire a trovare un momento libero per parlarci dal vivo.
Ci siamo visti di fronte alla mia palestra, a Caselle, dove c'e' una trattoria frequentata da tutti gli operai della zona, garanzia del fatto che si mangia bene, la cucina e' casalinga e si spende poco.
Siamo andati sul leggero, trippa con fagioli e un Barbera bello spesso per mandare giu' il tutto.
Dovevamo fare il punto sul nostro sito, programmare i passi futuri ed organizzarci al meglio su molte cose.
Ma anche trovare un sistema per riuscire a vivere un tot di mesi a Cuba ogni anno, lavorando.
Ovviamente questo pezzo e' soltanto una dichiarazione di intenti e nulla piu', anche se, solitamente i miei....intenti tendono a diventare fatti.
Quindi siamo solo e soltanto alla fase del “Ci piacerebbe fare...”.
Siamo partiti dall'esperienza che stiamo maturando col nostro sito.
Qualunque cosa si voglia fare la location deve essere la capitale o il suo immediato circondario.
Guanabo....ad esempio.
Avendo lui famiglia in zona, senza fretta alcuna, abbiamo dato mandato al suegro di trovare un buco, un localino in affitto per un discorso che ha a che fare con la gastronomia, ma di cui ora preferisco celare i dettagli.
Se e quando sara', lo saprete a gatto nel sacco.
Ricorderete che gia' col mio amico che ha comperato casa a Camaguey, si era parlato di un paladar.
Ovviamente dopo che la ristrutturazione dell'immobile fosse stata ultimata, visto che pero' le cose sono ancora lontane da quel traguardo, per il momento, la cosa e' in naftalina.
Nel frattempo la sua compagna e' diventata una dei miei due soci della palestra.....diciamo che qualcosa insieme abbiamo fatto.
Ma non parliamo, in questo caso, di un paladar.
Il mio socio Simone lavora in ambito informatico ma vorrebbe...svoltare, prima che sia troppo tardi.
Io ho una palestra che, per essere al primo anno e averla presa nelle catacombe, sta' andando discretamente bene, da settembre andra' decisamente bene.
Quindi la mia disponibilita' potrebbe andare dai 5 ai 6 mesi, la sua
potrebbe addirittura essere maggiore, forse totale.
Quindi ci siamo messi, con molta calma, in moto.
Il tutto facendo tesoro di quello che abbiamo visto in giro in questi anni, dei fallimenti di molti e della riuscita di pochi.
La scorsa settimana abbiamo organizzato un tour per 2 clienti, questa settimana un'altro paio, se uno di noi fosse a Cuba potrebbe occuparsi personalmente di portare in giro tutta questa gente.
Altra carne al fuoco...
Ripeto, non anticipo nulla, non c'e' nulla di concreto, al momento, soltanto un'idea sul come fare le cose e sopratutto di cosa fare.
Un idea e' gia' tanta roba, esattamente come e' stato per la palestra.
Un'idea non e' soltanto voler fare le cose, ma volerle fare in un certo modo, avendo bene in mente quali errori non fare e quale “linea” seguire.
Un'idea senza la costruzione mentale sul come realizzarla concretamente e' solo un sogno, siamo entrambi troppo vecchi per perdere il tempo dietro ai sogni e alle chimere.
Ripeto, onde evitare di essere frainteso, parliamo del nulla, forse soltanto di un qualcosa figlio forse del Barbera e della trippa con i fagioli.....pero' c'e' gia' chi, a Cuba, si sta' muovendo per darci alcune opzioni, alcune scelte, alcune opportunita'.
Se l'opportunita' si presentera' concretamente occorrera' poi fare delle scelte importanti, scelte per me abbastanza semplici, mangiato io mangiato tutti.
Lui dovra' invece, dal punto di vista operativo, effettuare virate importanti ma la vita e' una sola.
Di questo parlero' la prossima settimana.
Lasciamo stare i soliti discorsi da poveracci....lasciate perdere....non vale la pena....e' rischioso ecc.
Sono i discorsi di chi si e' rassegnato e/o non ha il coraggio di prendere per le mani la propria esistenza.
Riparliamone fra qualche mese.
Che gli Orishas camminino sempre al nostro fianco, amici miei.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA NUOVA CASA

mercoledì 18 maggio 2016

TRASPORTI


 
L'argomento di oggi lo abbiamo gia' trattato altre volte, ma mi pare che il problema si vada ingigantendo giorno dopo giorno.
I trasporti.
Da sempre, storicamente, il trasporto e' un'enorme problema a Cuba.
Un auto, uno scooter un mezzo per muoversi particular hanno dei costi impossibili per la stragrande maggioranza della popolazione.
Sopratutto per i prezzi assolutamente spropositati, in raffronto a qualunque parte del mondo, che questi mezzi hanno a Cuba.
Il problema principale e' che il cubano, per qualunque cazzata deve uscire di casa, fisicamente, per recarsi a risolvere il problema, ovunque debba andare.
La quasi totale assenza di internet, di una burocrazia che fornisca opzioni on line (questo e' anche uno dei problemi italiani), il fatto che tutti i documenti debbano essere stilati su carta, l'impossibilita' di acquistare prodotti on line porta il cubano a dover uscire per ogni boberia.
A questo aggiungiamoci chi va a lavorare, a scuola, in riunioni, a trovare i parenti, insomma chiunque debba uscire di casa per qualunque ragione al mondo.
Questo porta al fatto che, in ogni momento della giornata, ci siano migliaia e migliaia di persone, in ogni citta' cubana, che si debbano spostare utilizzando i mezzi pubblici, i bicitaxi, i carretti e qualunque cosa riesca a trasportare delle persone.
I mezzi pubblici sono una porcheria.
Sono dovuto andare a Las Tunas per vedere, prima volta in vita mia, un pulmann con una sola porta per entrata e uscita.
Ad ogni fermata era' una sorta di Delta del Mekong, anche a causa della consueta “cortesia” dei cubani.
Gente che doveva scendere ma che non riusciva a farlo perche', allo stesso tempo, c'era gente che voleva salire.
Il concetto di permettere alla gente di scendere prima di tentare di salire e' ancora lontano da venire in situazioni simili.
Ci sono i cammelli, quella specie di bus con 2 vetture attaccate fra loro, sempre pienissimi fino all'inverosimile.
Nella maggior parte dei casi si tratta di bus cinesi antiquati, oppure di qualche donazione da parte di comuni e/o associazioni italiane.
Sopratutto nel pomeriggio, quando la gente esce dal lavoro, ad ogni fermata dei mezzi pubblici ci sono decine e decine di persone che aspettano ore ed ore sotto il sole, prima di riuscire a salire sulla linea che li riporta a casa.
Per non parlare dei camion adibiti al trasporto persone, che si trasformano in autentici forni crematori nel momento in cui, magari nella canicola del pieno pomeriggio, si riempiono di gente proiettata verso ogni destinazione possibile.
Questi camion sono particular, da anni sento parlare, anche con una sorta di cognizione di causa, della possibilita', per noi stranieri di entrare in questo business.
C'e' chi pensa di comperare uno o piu' di questi mezzi, darli in affitto ad un cubano per un compenso diario, realizzando cosi' una discreta cifra.
A parte il costo dei mezzi che non e' esattamente una barzelletta, il proprietario del mezzo ha anche a suo carico i costi di manutenzione e di riparazione dello stesso, costi che possono anche essere non particolarmente bassi.
Quindi, francamente non so quanto sia un negocio.
Diverso il discorso di trasportare in giro i turisti con un pulmino, magari un pulmino nostro....e' una delle cose che con il mio socio di M&S stiamo pensando per sviluppare il nostro sito.
Ovviamente i problemi di trasporto non sono reali per noi stranieri, a cui non mancano i mezzi economici per bypassarlo rapidamente.
Quindi da un lato c'e' questa carenza di mezzi, ma dall'altra non siamo cosi' sicuri che, potendolo fare (altro problema), si tratti di un negocio cosi' vantaggioso.
Per gli spostamenti in citta' la gente paga una boberia, invece portando la gente da una citta' all'altra la cosa potrebbe essere piu' remunerativa.
I trasporti, da qualsiasi lato si guardi la situazione, sono un problema enorme per l'isola, problema che si aggrava di piu' ogni santo giorno.

martedì 17 maggio 2016

MALTEMPO



Come molti di voi avranno notato, questo mese di maggio non e' stato molto differente da un febbraio qualunque.
Il brutto tempo ci e' entrato dentro, pare abbia deciso di non volersene piu' andare.
A Cuba il tempo e' quasi sempre bello, tanto che i cubani aspettano i giorni di “frio” con trepidazione, pronti a maledirli appena arriva la prima, inevitabile, gripe.
Chi ha i suoi 15 giorni di sudate e costose vacanze, ogni anno, si becca i giorni di maltempo ovviamente non puo' essere particolarmente felice visto che, col brutto, praticamente ogni attivita' sull'isola si ferma.
Quando piove o fa “freddo” la gente esce di casa il minimo indispensabile, i locali sono vuoti, le fanciulle a meno di non andarle a prendere con un carro sotto casa, non si rendono disponibili.
Il problema e' che loro uscirebbero anche, ma la scarsita' di trasporti, le strade sterrate poco adatte a los tacones, el frio e tutto il resto rende l'uscire la sera poco appetibile.
Se piove e loro vivono magari in barrios periferici, e' possibile che il circondario si trasformi in una sorta di savana, di conseguenza ad uscirci neanche ci pensano.
Anche andare al mare diventa un'impresa non da poco.
Certo, se uno ha a disposizione soltanto quei giorni, magari al mare ci va lo stesso, giusto per mangiare pescado, pero' non si puo' certo dire che trascorrera' una di quelle giornate da raccontare al rientro.
Mi e' capitato qualche volta, andando al mare in scooter, di prendere acqua al rientro, non si e' esattamente trattata di una gita piacevolissima.
Mi sono beccato, negli anni, anche un paio di cicloni, ero a Cuba ai tempi di Katrina cosi' come ero a Tunas, quando e' arrivata quella sottovalutata perturbazione che ha devastato Santiago.
Ovviamente parlo di eventi eccezionali, che nulla hanno a che vedere con una giornata di normale maltempo.
Anche gli stranieri che passano a Cuba parecchi mesi sono contenti quando, per qualche giorno, la temperatura e' differente dalla consueta canicola.
Non crediate pero' che il maltempo non modifichi gli stili di vita anche nel nostro paese.
Mi riferisco alle frequenze in palestra della scorsa settimana.
Mentre durante il giorno abbiamo avuto il consueto via vai fatto di turnisti, studenti, massaie, disoccupati, pensionati che hanno continuato a venire come sempre, alcune sere, quelle con pioggia e tempo brutto, abbiamo avuto un leggero calo di presenze.
La cosa ha un suo perche'.
Dopo una giornata di lavoro, occorre mantenere una dose di “carica” per poter venire in palestra ed allenarsi bene.
Ma se esci dall'ufficio o dal luogo di lavoro solito, diluvia, il tempo fa schifo, fa freddo....beh...il richiamo del divano di casa puo' a volte essere irresistibile.
Anche la trattoria di fronte alla palestra, mi diceva la proprietaria, quando c'e brutto tempo lavora decisamente di meno.
La gente si rintana in casa, esce poco e questo avviene sopratutto quando il brutto tempo e' fuori stagione.
Che a gennaio non ci siano 30 gradi tutti sono in grado di accettarlo, che a maggio ce ne siano 8 e' una di quelle cose che non invoglia ne' incoraggia la gozadera.
Quindi il brutto tempo mette di malo umore un po' tutti ad ogni latitudine, questa non e' certo una novita.
A casa nostra, mal che vada, abbiamo il pc, la televisione, gli amici, quello che volete voi, ma una serata di pioggia a Cuba puo' voler dire restare infrattato in casa de renta, senza neanche la sacrosanta compagnia di qualcuno che avrebbe il compito specifico di scaldare la vecchia carcassa.

lunedì 16 maggio 2016

TURISMO



L'altro giorno leggevo che, secondo l'Osservatorio Trivago, la meta piu' ambita degli italiani che decidono di viaggiare all'estero, sono gli Stati Uniti.
La grande mela e' in cima agli itinerari dei nostri compatrioti, davanti a Dubai, S.Francisco, Las Vegas e Tokio.
Al sesto posto, in modo del tutto inaspettato, troviamo La Habana in particolare e Cuba in generale.
La Capitale di tutti i cubani si piazza davanti a Miami e Los Angeles...giusto per fare due esempi.
In forte calo Sharm ed il Nordafrica in generale, per gli ovvi motivi legati al terrorismo.
Il balzo in avanti di Cuba e' importante, lo scorso anno veleggiava al decimo posto.
Sicuramente gli avvenimenti internazionali che hanno riguardato l'isola, hanno collaborato a posizionarla al centro dell'attenzione mondiale, contribuendo ad aumentare la curiosita' nei confronti della piu' bella terra su cui occhio umano si sia mai posato.
Ma e' sufficiente come spiegazione per un balzo in avanti cosi' importante?
Credo che le ragioni di questa inversione di tendenza possono essere di differente natura.
Probabilmente il crollo delle matrici ideologiche che sta' interessando il nostro paese ha avuto una sua parte di merito.
A giugno si andra' a votare, la maggior parte dei candidati si presentera' senza simboli di partiti, ritenuti questi ultimi oramai quasi un rimasuglio del passato.
Cuba e' un paese Socialista, con ogni probabilita' molta gente politicamente di idea opposta, non ha preso in considerazione un viaggio sull'isola proprio per non mettere i piedi in un paese agli antipodi rispetto alle loro idee.
Non e' un'ipotesi campata per aria, i “Compagni” che non bevevano la Coca Cola perche'...americana li ho conosciuti sul serio.
Ora, col viaggio di Francisco, l'incontro del Papa e del Pope, il viaggio di Obama probabilmente alcuni muri sono caduti definitivamente....meglio tardi che mai.
Un'altra nomea che l'isola ha sempre avuto e' quella di una meta per puttanieri incalliti.
Cuba veniva conosciuta grazie agli esilaranti racconti davanti a uno spriz, la domenica mattina, nel bar del paese, da parte di chi non sapeva neanche in quale continente l'isola si trovava, ma che tornava col telefonino pieno di foto di fanciulle in pose che non si prestavano a troppe interpretazioni.
Le persone con una famiglia, che non viaggiano solitamente da sole, prendevano in considerazione l'isola soltanto per un viaggio organizzato in un villaggio turistico e non, come accade ora, con la curiosita' di conoscere veramente la maggiore delle Antille e i suoi abitanti.
Anche il vostro scriba, che nei villaggi turistici ci ha lavorato una vita con tutti gli annessi e connessi del caso, quando raccontava che andava a Cuba veniva, se vogliamo anche con un fondo di ragione, etichettato come un certo tipo di turista.
Ovviamente lo scriba del giudizio e dei commenti della gente, in ogni sfaccettatura della sua vita, se ne e' sempre amabilmente fottuto.
Ma non tutti sono come il vostro scriba....
Altri preferivano differenti mete perche' il rapporto qualita'-prezzo era migliore, situazione che continua a verificarsi malgrado gli sforzi effettuati dalle strutture turistiche cubane.
Molti oggi scelgono Cuba per la consapevolezza, non campata per aria, che il momento storico che si sta' vivendo potrebbe finire presto, sostituito da un futuro che potrebbe far perdere a Cuba la sua unicita' omologandola a un' isola qualunque.
Insomma la paura che sbarchino gli statunitensi, mandando tutto in merda come sempre fanno quando sono arrivati a mettere le mani su un lembo di terra non loro.
Probabilmente ci sono altre cause che portano molti italiani oggi a voler visitare l'isola, resta il fatto che Cuba e' sulla bocca di tutti e questo e' un bene per il nostro Caimano affamato di valuta pregiata.

venerdì 13 maggio 2016

M&S CASE DI LUSSO



Verso fine aprile ci siamo presi un'attimo di pausa con Simone il mio socio, per poter finire o perlomeno per ultimare il nostro sito e...altre cose.
Ci siamo occupati giusto di un paio di persone, amici che vengono in palestra e andranno in vacanza, per la prima volta, nella maggiore delle Antille
Intanto, anche senza rinnovare l'offerta su google, grazie ai clik M&S CASA PARTICULAR e' prima pagina, tanta roba.
Simone ha aggiunto tutta una serie di nuove case anche in localita' dove non avevamo nulla come Ciego, Moron e Matanzas.
Abbiamo potenziato Guanabo e Varadero location dove abbiamo parecchie richieste.
In questi giorni, finalmente, inizieremo ad inserire le traduzioni in inglese, nel giro di poco tempo lanceremo il sito in quel mercato infinitamente piu' serio ed affidabile di quello italiano, ricco oramai in gran parte di cazzari e gente con tempo da perdere e tanto da far perdere al prossimo.
Anche in queste situazioni abbiamo avuto un preciso specchio sul come e' ridotto questo specie di paese.
Ovviamente senza generalizzare, in fondo abbiamo inviato a Cuba tanta gente e stiamo continuando a farlo ogni giorno.
Quindi la prima vera novita' e' proprio la versione inglese del sito, disponibile a giorni.
La seconda grande novita' e' data dalla sezione “Case di lusso a Cuba”.
Si tratta di una sezione totalmente nuova e che si occupa di trovare case e/o camere a chi ha davvero possibilita' di rentare location di altissimo livello.
Se parliamo di case intere la richiesta puo' arrivare a centinaia di cuc ogni notte.
Ovviamente ci rivolgiamo ad una clientela con alte possibilita' economiche, per questa ragione, tendenzialmente al di fuori di casi specifici, escluderei quella italiana.
Si tratta di ville con diversi appartamenti all'interno, piscina, barbecue, piccolo parco e tutta un'altra serie di servizi che, solitamente, in una casa de renta comune sono molto difficili da trovare.
Abbiamo aggiunto anche una specie di albergo gestito da un'italiano nel centro dell'Avana dove, al piano basso, si trova una pizzeria italiana dove si possono mangiare anche degli ottimi spaghetti in italian style.
Per la stagione estiva, specificatamente in agosto, sta' diventando complicato trovare case disponibili, almeno le case con cui solitamente lavoriamo in quanto o le abbiamo riempite noi o sono occupate dai clienti abituali, quasi sempre consolidati negli anni.
Un po' come c'e' gente che prenota l'hotel in Italia un'anno per l'altro, anche a Cuba succede la stessa cosa.
Chi ha solo il mese di agosto per le ferie prenota lo stesso cuarto con larghissimo anticipo, in modo da non vederselo soffiare via da sotto il naso.
Il nostro sito si arricchisce ogni giorno di nuove cose, ovviamente il merito e' tutto di Simone che il suo mestiere lo sa fare bene davvero.
Anche in questo caso doveroso e' il ringraziamento a Tio Gigi che continua ad occuparsi di tutte le traduzioni, corrette, dall'italiano allo spagnolo.
Oramai iniziano ad arrivare richieste per dopo la stagione estiva, richieste che comprendono anche il volo.
Per questa ragione stiamo iniziando a collaborare con una agenzia torinese, a cui spero, presto, di strappare uno sconticino per gli amici del blog che volessero dare un'occhiata al loro listino prezzi.
Quello che si puo' fare, per cercare di ahorrare qualcosa, si fa cosi' come sono preziose le informazioni che ognuno di voi riporta su voli e offerte.

Da qualche giorno, fra i link da seguire, ho aggiunto
Si tratta di una scuola di Surf gestita da un ragazzo italiano che, quando non e' in Spagna, frequenta la Fly Gym.
La prossima settimana partira' il nostro primo gruppo, il mio socio col suo corso di MMA.
Uniranno il surf, l'arte marziale e la gozadera.
Se volete farvi delle buone vacanze, a costi contenuti mantenendovi in forma...buttateci un' occhio.

giovedì 12 maggio 2016

TAMARRI CUBANI


 
Se chi legge crede che il denaro sia il metro per misurare lo stato di benessere e di felicità di un popolo, gli consiglio di interrompere qui la lettura. Nessuna demonizzazione del denaro, figurarsi, ma è un’analisi molto semplice: servono cifre sul Pil, sul reddito medio e il gioco è fatto. Perseguendo invece il buon-demone, e cioè percorrendo un tratto di una prospettiva eudemonica, cerco di dire due o tre cose che so di lei. Di Cuba, intendo, paese dove vivo e lavoro.
Sta cambiando? Sembra di sì. Aperture, dialoghi, collaborazioni economiche, forti investimenti. E’ ragionevole pensare che nei prossimi decenni il popolo cubano avrà il portafoglio più pieno e maggiori possibilità di scelta tra prodotti ed opportunità. Ora la domanda è: quando c’è più denaro c’è più felicità? Non lo so. Non in modo così automatico. Credo che il denaro possa concorrere a costruire un senso di soddisfazione, di non preoccupazione, di pace. E su questo terreno fertile credo possa attecchire qualche forma di felicità. Ma gli anni e l’esperienza mi dicono che procurarsi questa ricchezza ha un prezzo da pagare. Un prezzo che rema contro proprio a quella ricerca della felicità che si persegue.
E’ qui il nodo, a mio parere, più importante. L’iniziativa privata, la conseguente divisione in classi, chi può e chi non può, “to have and to have not” direbbe Hemingway, la tanto celebrata concorrenza, sono elementi che infiacchiscono (in Italia lo sappiamo bene, io credo) fino ad uccidere ogni tipo di rete sociale, di buona comunicazione, di senso profondo di una comunità, in una parola sola: di sensibilità umana. Questo è il modello che tanto facilmente sta facendo proseliti a Cuba, un individualismo ottuso, e dai suoi primi esordi non promette nulla di buono.
Si sta affermando rapidamente una classe di nuovi “ricchi” cafoni e ignoranti. Sono parole dure ma è giusto chiamare lo cose col proprio nome. Si sta delineando la figura del tamarro (a Roma sarebbe il coatto, altrove avrebbe altri nomi) caraibico, così tanto a tinte disperatamente forti che Antonio Cassano al confronto è un pacato signore dai gusti raffinati. Ironizzo ma parlo di un cafone senza neanche duemila anni di storia e cultura a mitigare la sua tracotanza.
In occasione della visita di Obama, un amico giornalista che veniva da New York mi diceva con sconcerto: “Alessandro, da quello che vedo, i cubani giovani sono una massa di coatti allucinanti…”. Io mi chiudevo in un silenzio meditabondo. Il tamarro cubano ha la sua immancabile macchinona lavata, la sua musica di riferimento, il reggaeton, che gli conferma i suoi valori e i suoi principi, il suo concetto di un femminile imbarazzante, le sue puttane, il suo cinismo, il suo rifiuto per la cultura in ogni forma. Flirta con l’America di Fast and furious, stima tale Pitbull, si mette la croce al collo perchè l’ha visto fare a un dj e sogna denaro e ancora denaro. Ah, e ovviamente ha rimosso sessant’anni di rivoluzione come fossero un incubo terrificante che complottava contro l’affermazione del suo meraviglioso ego sul pianera terra.
Ometti da nulla, si potrebbe dire, se non fossero già la maggioranza. E il tamarro cubano è felice? No, credo che nel suo caso (come in quello di tutti i tamarri del mondo) non si possa neanche parlare di felicità. Stiamo ad un livello pre-umano nel quale felicità e infelicità si attestano ad un grado di elaborazione elementare come caldo-freddo, duro-morbido, ruvido-liscio. Ecco, il grosso rischio, a mio giudizio, è che i valori della Rivoluzione Cubana vengano messi in soffitta in una manciata di mesi da questo tipo di individui.
Cuba è una paese come mille altri dell’area. Non ha nulla di particolare. Non è più bello di altri. Spiagge, architettura coloniale anche un po’ sfasciata, belle ragazze. Punto. Per me l’unico, per molti versi incredibile, elemento di discontinuità nel moto perpetuo delle chiappe delle mulatte, dei ballerini con il ritmo nel sangue, dei dittatorelli con la faccia d’ananas, dei negretti sdentati che ti lustrano le scarpe, è stata la Rivoluzione Cubana.
Nelle sue mille contraddizioni e storture ha creato generazioni colte e solidali, strade personalissime nelle arti, nella ricerca scientifica, nella ricerca di quella che, in ultima analisi, è la meta di tutti, la felicità appunto. Ha sdoganato e reso alta la cultura negra, di per sè cultura della schiavitù, dell’animismo e della superstizione. Una cultura che senza la rivoluzione torna ad essere la zucca di Cenerentola senza la fatina. Ha integrato masse di esclusi, le ha istruite e le ha fatte sedere al grande tavolo della cosa comune per la firma del contratto sociale.
Ecco, tutto questo terrorizza il grande tamarro cubano, tutto questo è vissuto come un grande ostacolo alla realizzazione individuale dal grande tamarro cubano. Per lui chi studia è un coglione (mi ricorda qualcosa…), chi vuole fare le cose per bene, senza bustarelle e commissioni e pagando le tasse è un coglione (mi ricorda ancora qualcosa…), per lui chi dice timidamente che Fast and furious è immondizia è un coglione, retrogrado e conservatore. Bene. Credo (temo) che il giovane cubano nei prossimi anni avrà più soldi nel portafoglio ma li spenderà tutti per assicurarsi il cofanetto completo di Pitbull o la crema che promette di sterminare la cellulite di un intero quartiere e sarà roso dal sospetto costante di aver perso qualcosa per strada, forse le chiavi di casa, o forse qualcosa di più importante che proprio non riesce a ricordare.
Con Alessandro, autore del blog IL BELLO DELL’AVANA capita ogni tanto di condividere qualche pensiero via mail o messaggio.
Leggo il suo blog, lui legge il mio.
Lui e’ uno scrittore a tutto tondo, io un’umile scriba che condivide il 10% della sua vita, soprattutto quella cubana, con chi ha il piacere di leggere.
Alessandro vive e lavora nella capitale di tutti i cubani e questo, gia’ di per se provoca un leggero moto d’invidia.
La sua analisi e’ in gran parte condivisibile.
La felicita’, in questo tipo di mondo, si conquista se hai la possibilita’ di disporre di mezzi.
I mezzi o li hai ereditati oppure te li devi guadagnare lavorando.
Se per l’ottenere certe condizioni di vita devi lavorare 14 ore al giorno, allora mi chiedo dove sia finita la felicita’.
Lavoriamo per avere cose che, quasi sempre, non abbiamo il tempo di goderci.
Questo aspetta i cubani nel prossimo futuro.
Tamarro e’ una definizione italiana, forse romana.
Si tende spesso ad identificare un certo tipo di personaggio dal suo luogo di provenienza, ma 30 anni in giro per il mondo mi hanno insegnato che questa e’ una mera cazzata.
Ho conosciuto, in Italia e a Cuba, tamarri bergamaschi come siciliani, piemontesi come calabresi.
Li ho visti in giro con la loro faccia da culo e la maglietta di 3 taglie piu’ piccola del necessario, per aeroporti, discoteche, piazze, locali ecc….
E’ chiaro che questa nuova generazione di tamarri cubani deve avere avuto delle fonti di ispirazione.
Probabilmente noi italiani e un certo tipo di cubano americani.
Alessandro teme i che i valori della Rivoluzione vengano messi in soffitta in pochi mesi a causa anche dell'atteggiamento di simili personaggi.
Ma se bastano 4 idioti a mettere in soffitta quei valori….quanto valgono davvero quei valori stessi?
La Rivoluzione, purtroppo, non ha saputo parlare alle nuove generazioni, si e’ intestardita sulla sua matrice ideologica senza evolversi verso il mondo che tutto intorno stava cambiando.
Chiaro che ora esiste il pericolo concreto che tutto salti in aria, che il tamarro cubano sia l’abitante dell’isola del futuro.
Il cubano quando e’ in Italia raramente prende come riferimento i modelli positivi, finendo per sommare le negativita’ dei due popoli, esattamente come accade con l’italiano che vive a Cuba.
Quello che perderanno, oltre alla dignita’ di un popolo, lo scopriranno soltanto anni dopo, quando finira’ questa sbornia di modernismo che e’ stata loro, ingiustamente, vietata per decenni.
Allora forse si ricorderanno che in una certa Rivoluzione non tutto era da buttare e che a volte IO deve essere sostituito da NOI, come avviene nei paesi che hanno la vera coscienza di essere una nazione.
Comunque lo scopriremo solo vivendo.

mercoledì 11 maggio 2016

CIBO...DI CASA


 
In questi ultimi anni, con la visa familiar, ho potuto finalmente dare un po' di quiete alla mia barriga, maltrattata da quasi 3 lustri di paladar, locali cubani, cibo in case de renta, chioschetti e altre cose simili.
In media, una vacanza si ed una no Montetzuma, il maledetto Montetzuma, veniva a trovarmi.
Forse sono un po' fighetta di stomaco, forse sono troppo abituato ad un'alimentazione tutto sommato regolare, ma non c'era verso, o entero germina, che tenesse.
Vuol dire rovinarsi, ad andar bene, uno o due giorni di sudata e sospirata vacanza.
Da quando, invece, mangio in casa, siamo oltre i 2 anni, non ho mai piu' avuto un solo giorno di....problema.
Il problema reale e' che a Cuba....i Nas non esistono.
Da noi, bene o male, esiste la scadenza per ogni prodotto, se un ristorante rifila carne....un po' frolla e qualcuno sta' male, ci possono essere conseguenze sgradevoli per il proprietario del locale....e via discorrendo.
Sull'isola le cose sono un filino piu'...easy.
Nei paladar, anche se la carne non e' piu'...di primo pelo, te la rifilano lo stesso tanto “nulla sopravvive ad una buona cottura”.
Dicono loro.
Ricordo una volta, in uno dei ristoranti che a Tunas va per la maggiore e dove andavo spesso a cena, di aver mangiato una chuleta e poi di essere stato male 2 giorni.
Del pesce ne vogliamo parlare?
Ho imparato che a Cuba, il pesce o si mangia col mare a vista, facendo attenzione che il pesce non venga tirato su da un surgelatore, o si acquista lontano dal mare ma da una persona di assoluta fiducia, uno che ci garantisca che il pesce non e' morto di vecchiaia.
In caso contrario...meglio lasciare perdere.
Anche in citta' trovi chi ti vende camarones y langostas...ma e' roba congelata, poi scongelata, poi di nuovo congelata per poi essere ancora scongelata.
Lo stomaco, almeno il mio, non gradisce tutto questo.
Quindi e' rarissimo che mangi pesce lontano dalla battigia.
Alla feria la domenica mattina c'e' la possibilita' di trovare del pesce sufficientemente fresco ma non sempre...
Mangiare in casa, dicevo, mi ha risolto il problema.
Mangiamo tutti insieme, la carne de puerco arriva da una finca vicino a Las Parras, fuori citta', vicino a dove il boss...bosseggia.
Il pollo e' quello che mangiano quasi tutti i cubani, quello brasiliano, oppure quando arriva la suegra, quello dell'aia della finca vicino a Colombia.
Il tacchino arriva dalla stessa finca da dove arriva il puerco.
Abbiamo la nevena, quindi anche se arriva un pernil enorme, quello che non si consuma subito si congela e il problema e' risolto.
Il pesce, solitamente, lo porto io quando vado al mare, torno bello carico di pescado fresco che poi mando a cucinare in un forno vicino a casa, cosi' ci togliamo anche lo sbattimento.
La verdura la andiamo a prendere al mercato fresca, cosi' la frutta, meno il mango, visto che abbiamo la mata nel patio.
L'acqua e' quella giusta.
Il problema puo' nascere quando ci si ferma in giro a mangiare porcherie, dopo qualche esperienza passata non esattamente esaltante ho eliminato decisamente questa variabile.
L'olio che viene usato per friggere una volta poi si butta, non lo si ricicla 10 volte come si fa, per motivi ovviamente economici, in mille case cubane.
Anche coi dolci ci vado calmo, se proprio devo mangiarne evito merengue o altre paste fatte con creme piu' inquietanti di quella della famosa LUISONA, di Benniana memoria.
Le loro torte colorate e dolcissime non le prendo neanche in considerazione.
Resta il fatto che da quando mangio in casa non ho piu' avuto problemi, non penso proprio sia un caso.
Credo che ognuno di noi debba fare tesoro delle proprie esperienze...e di quelle del proprio stomaco.