mercoledì 17 maggio 2017

CONVIVENZA




Prima di affrontare l'argomento di oggi, viste le evidenti connessioni, fatemi dire 2 cose su questa sentenza che, finalmente, rivoluziona il mondo dei divorzi nel nostro paese.
Finalmente si prende atto che se esiste un divorzio questo portera' ad una modificazione degli stili di vita di ENTRAMBI  i coniugi.
Troppi amici e conoscenti si sono visti rovinata la vita per l'obbligo di dover mantenere, per l'ex coniuge, il livello di vita del matrimonio mentre per loro il livello di vita era ridotto al lavello del cesso.
Il matrimonio e' una libera scelta, non un contratto.
Magari la cosa e' saltata in aria per colpa di lei e io mi devo rovinare per farle fare la sciura....ma vaffanculo!
Gli americani una cosa buona hanno fatto; gli accordi prematrimoniali.
Da noi con tutti i baciapile in circolazione sara' durissima introdurli, ma un primo fondamentale passo e' stato fatto.
Veniamo a noi.
Volevo giusto parlare della convivenza in generale, di quella con una cubana in particolare.
Un errore da non fare mai e' quello di sottovalutare una cubana.
Ho sentito molti conoscenti sposati e con la fanciulla nel bel paese dire; “Ma si...in caso di divorzio che cazzo vuoi che ne sappia lei delle nostre leggi, la metto su un aereo le do 100 euro e fuori dai coglioni”.
Errore devastante.
Le cubane leggono, sono sempre su internet,  andranno a scovare tutte le leggi che potrebbero riguardarle, si confronteranno con connazionali che frequentano nel bel paese.
State tranquilli che, se si arrivera' al dunque, ci sara' sempre qualcuno che le dara'...il consiglio “giusto” sulla cosa “giusta” da fare....occhio gente.
Detto cio' sulla convivenza, matrimoniale o non, ognuno ha il diritto di avere le proprie opinioni.
Molti di voi sono felicemente sposati con la cubanita, hanno figli, progetti, idee sul futuro nella speranza che il tutto continui a viaggiare nel migliore dei modi.
Personalmente, ma probabilmente sono bacato io, ho sempre pensato che la convivenza sia la tomba di ogni rapporto.
Quando una fanciulla; italiana, cubana o di Katmandu si presenta in casa mia con lo spazzolino da denti, mi si chiudono i canali respiratori e devo aprire le finestre.
Meglio ognuno a casa sua, meglio se casa sua non e' troppo vicino, meglio vedersi quando si ha realmente voglia di farlo senza doversi ritrovare fra i piedi una persona quando magari, dopo una dura giornata hai voglia di stare per i cazzi tuoi.
La convivenza e' frutto di decine e decine di compromessi e quando e' con una cubana ai compromessi si sommano le differenze culturali che possono, in assenza di assoluta buona volonta', creare abissi incolmabili.
Intanto ci sara' una famiglia lontana ma sempre molto presente.
Spesso sento dire “lei lavora, con quello che guadagna, se vuole, aiuta la famiglia, io non ci metto un euro”.
Trattasi di cazzata perché se si e' una famiglia il bilancio e' unico, quindi se quei soldi vanno a Cuba e c'e' altro da pagare...tocca sempre alla stessa cassa provvedere, cassa...privata del denaro spedito dall'altra parte dell'oceano.
Se poi lei non lavora ci sara' il discorso; “non e' giusto che a me non manchi nulla, mentre mis padres pasan trabajo cada dia”.
Quindi all'interno della convivenza occorre tenere presente anche questo aspetto.
Ho convissuto 10 mesi con una giovane cubana, una decina di anni fa.
Ripensandoci ora provo affetto per quel periodo pieno anche di tante cose belle, ma se dicessi che non ci sono stati problemi mentirei.
Mettiamoci anche chi io sono una discreta cabeza de pinga, pero' e' chiaro che subentrano i problemi di adattamento, di eta', di stili di vita, di modi di pensare ecc....
Una caratteristica che ricordo e' che la cubana non lascia passare nulla, tende a puntualizzare su tutto e questo, alla lunga collabora a riempire lo scroto oltre misura.
Poi c'e' la cronica incapacità di assumersi responsabilita' e la negazione di ogni tipo di colpa, anche quelle eventualmente piu' evidenti.
Quando sbagliavo, era tranquillamente normale per me dire; “ok, ho fatto una cazzata”, mai sentita un'ammissione simile da nessuna cubana che abbia frequentato.
Non riusciva mai a dare troppa importanza a cose realmente importanti, mentre ci si perdeva in interminabili discussioni per autentiche puttanate senza nessuna importanza.
Il borsillo andava sempre tenuto sotto controllo perche' gli Apaches erano sempre in zona, questo anche a costo di apparire taccagno.
Tanto taccagno sei comunque, anche se ieri hai speso mille euro e oggi solo 990.
Potrei andare avanti ore...forse in realta' la cosa non si e' concretizzata per la mia cronica incapacità a mantenere rapporti affettivi per lunghi periodi, forse bastava poco, forse se nasci rotondo non muori quadrato.
Non voglio dire che con un'italiana tutto sia piu' semplice, soltanto che ci sono matrici e cultura comuni, siamo cresciuti qua', qua' sono le famiglie e non si devono affrontare problematiche su situazioni lontane un oceano.
Non so quali regole abbiate messo in piedi per gestire al meglio le vostre convivenze pero' da un lato un po' vi invidio perche' evidentemente avete qualita' che io non possiedo, dall'altro...neanche un po'.
Immagino le quotidiane battaglie per cercare di far capire cose che ai nostri occhi sono estremamente semplici....e via discorrendo.
Ritengo anche che molte coppie siano oramai, nei fatti, terminate, che continuino a stare insieme per i figli o, piu' facilmente, per ragioni meramente economiche, in quanto mancano i presupposti economici per separarsi.
Perche' per andare fuori dai coglioni ci vogliono dei bei soldi amici miei.
Una volta in piu', davvero, ogni testa e' un piccolo mondo.

31 commenti:

  1. Ana fue la hija menor de una familia grande y tradicional de Nuevitas, Camagüey. Precisamente por ser la pequeña de la casa todos la mimaban, la consentían y sin dudas no la controlaban tanto como al resto de sus hermanas mayores.
    Siempre era alegre con todos como su madre y de ojos verdes como su padre. Esa combinación de un carácter agradable y una linda figura la hicieron dueña de casi todos los corazones de Nuevitas. En el pueblo le decían el diamante menor de los Morales.
    Sin embargo ningún joven del pueblo logró conquistar el corazón de Ana, todos le parecían aburridos e iguales. Hasta que un día llegó al pueblo un habanero, 10 años mayor que ella y todas las mujeres de Nuevitas literalmente se volvieron locas.
    Fue amor a primera vista cuando esos dos se conocieron en el parque, en una de esas noches calurosas en las que no hay nada que hacer en un pueblo chiquito. Él solo estaba de paso, contratado para un trabajo temporal en varias ciudades del país.
    Los 15 días que estuvo en el pueblo no se separaron y cuando llegó el fin de sus asuntos en la ciudad le dijo a Ana que se escapara con él. La próxima ciudad sería Cienfuegos y estarían hospedados en un lindo hotel.
    Ana no lo pensó dos veces, en la madrugada preparó una mochila y salió de la casa cuando todos dormían. Su familia nunca aceptaría esa relación con tanta diferencia de edad y mucho menos que se fuera con él, con tan poco tiempo de conocerse.
    A los pocos días de intenso romance en Cienfuegos su familia la encontró, acusaron al amante con la policía por ser ella menor de edad y se la llevaron por la fuerza para su casa, con una buena paliza incluida.
    Pero al mes siguiente llegó la noticia: estaba embarazada. Ella estaba feliz, quería al bebé y reencontrarse con su enamorado. Pero todos en su casa se opusieron. Primero habló con ella su madre, le suplicaba que no echara su vida a la basura, luego su papá, luego todos los hermanos.
    Así la convencieron, al final era muy joven y podría tener más hijos en el futuro. Pero eso nunca sucedió. Nunca más logró quedar embarazada, perdió su primer esposo por la infertilidad y afortunadamente su segundo esposo ya tenía dos hijos.
    Aunque es tan buena madrasta y tía que la consideran una segunda madre, Ana nunca ha podido llenar el vacío de que alguien la llame mamá.

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  2. milco vamos a ver ciccio simone il romagnolo io nel mio piccolo sto facendo tutte le cose in questo mondo di merda scusa il termine vamos a ver ciccio simone il romagnolo io sono convinto di non avere problemi vediamo ennessima sfida della vita fatti non pugnette come dici te l' unica cosa che non mi capitava da anni dopo 35 giorni di cuba avevo voglia di rimanerci

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    1. SONO SICURO CHE TI ANDRA' TUTTO BENE, SONO IO CHE NON HO I CHIPS PER QUESTE COSE...

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    2. Simone l'importante è fare sempre quello che uno si sente di fare, poi vada come vada, almeno non abbiamo rimpianti.

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    3. Come sempe esprimo un'opinione, la mia, che non deve per forza fare giurisprudenza.

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    4. Il mondo è bello perchè è vario, diceva qualcuno

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  3. Il governatore dello stato di Bolivar, Francisco Rangel Gómez, ha riferito che nelle prime ore del mattino di ieri, un incendio doloso ha completamente distrutto il Magazzino Generale di Medicinali dello stato Bolivar, situato presso l'Ospedale Universitario "Ruiz y Páez" di Ciudad Bolivar.

    Rangel Gomez ha spiegato che sono andati distrutti medicinali e attrezzature di nuova acquisizione che sarebbero state consegnate nei prossimi giorni agli ospedali e alla rete ambulatoriale sudorientale del paese.

    «Il popolo venezuelano non merita la distruzione che quotidianamente vive a causa di una condannabile opposizione, devastatrice e antidemocratica. È ingiusto che vi sia chi celebri la distruzione del magazzino del Ruiz y Paez. Se avete ancora un po’ d’amore, riflettete, oppositori! Basta danni!», questo il messaggio affidato a Twitter dal governatore Rangel Gomez.

    Le fiamme hanno praticamente distrutte l’intera struttura, prima di essere domate dall’intervento dei vigili del fuoco di Ciudad Bolivar, coadiuvati da squadre della Corporación Eléctrica Nacional (Corpoelec) e Barrio Nuevo Barrio Tricolor.

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  4. Intanto Berlusconi continua a pagare 2 milioni al mese. Giuseppe

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  5. Grazie al cazzo....come hanno detto i giudici parliamo di uno degli uomini piu' ricchi del mondo.

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  6. PAROLE SANTE !!!! IVO

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    1. Arrivo ora da un funerale...la vita e' breve e va vissuta senza troppe menate.

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  7. hola! tema complicato e molte situazioni stanno in piedi solo per convenienza, certo che in questo paese purtroppo ancora troppo cattolico è già bello avere il divorzio. Riguardo le cubane, mi piacerebbe fare un invito di 90gg ( con patti chiari e senza coinvolgimenti) ma dovrei rinunciare ad un paio di vacanze e poi siamo esseri umani quindi troppo imprevedibili. chao Enrico

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    1. Siamo stati fra gli ultimi dell'Europa occidentale ad avere divorzio e aborto...grazie ai baciapile.

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  8. Graziano Griffone
    Quadro preciso della storia anchio la vedo così per vissuto personale e visto e sentito personalmente ad amici e conoscenti.

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  9. Ognuno scrive di cio' che sa....facessero cosi' in tanti il mondo sarebbe un posto migliore

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  10. Non fa una piega il tuo discorso Milco...oggi è proprio difficile in generale tenere in piedi un matrimonio, perchè i tempi sono cambiati, e anche noi siamo cambiati, figuriamoci riuscire a tenerlo in piedi con persone che hanno culture e tradizioni totalmente diverse dalle nostre, chi ci riesce è un martire, però se uno non ci prova mai lo sa se ci riesce o meno, l'importante è fare sempre quello che uno si sente di fare nella vita, senza costrizioni di sorta, poi vada come vada...e soprattutto alla nostra età affrontare certe situazioni da un lato ci favorisce perchè siamo maturi e saggi, dall'altro ci "frena" perchè più passa il tempo più si è meno predisposti a certe cose...una cosa è certa, la donna con cui sto ora penso sia la donna giusta per fare una famiglia e dei figli, ma se per sfortuna dovesse andare tutto a rotoli (sgrattt) sicuramente opterò per il tuo stile di vita, per come tu intendi le relazioni, questa è l'ultima possibilità che mi do, vamos a ver que pasa.

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    1. Al netto di corna e tradimenti il 99% dei matrimoni vanno a quel paese per problemi economici e litigi che partono da un problema di soldi che evidenzia le famose 'differenze culturali' o incomprensioni.
      Pablo

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  11. Mah....io ho sempre saputo, anche senza provarci seriamente, che la convivenza...non e' cosa.
    Sara' che, a oggi, non e' mai stato un grosso problema ovviare ad un certo tipo di solitudine, a Cuba come in Italia.
    Quando e se cambiera' questo stato di cose potrei anche rivedere la mia posizione.
    Valter la vita e' cio' che ci succede mentre facciamo progetti...

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    1. NOTIZIA DI 5 MINUTI FA

      Ho chiamato a casa per sapere di un mio amico che arrivava per fermarsi un mese.
      Non si deve piu' andare all'inmigration per registrare il cliente.
      Ci sono differenti punti in citta' dove farlo.
      Ogni casa ha avuto assegnato uno di questi punti, noi il ristorante Venecia praticamente al parque.
      Prima si registra tramite internet e poi si va nel locale assegnato.
      Molto bene, era ora!

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  12. Una gran cosa direi, vi allevia molte rotture di cabasisi penso...Venerdi mattina parto, ne approfitto per salutarvi, alle 6 parto da Bologna, 2 ore di scalo ad Amsterdam, poi diretto all'Havana, dove arrivo alle 14,30...spero di riposarmi in questi 21 giorni, ne ho davvero bisogno, e vamos a ver que pasa en Cuba...un saluto a tutti, ci vediamo a metà giugno.

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    1. Certo ragazzi la convivenza è sempre dura e bisogna fare grandi sacrifici e tante rinuncie personali,da sempre è così la faccenda per portare avanti una famiglia.paolino.

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    2. Ognuno di noi sa poi se ne vale la pena o meno...

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  13. E' il primo cliente che possiamo registrare in questo modo.
    Sapevo che a La Habana avevano iniziato da qualche mese in via sperimentale e solo al centro.
    Il prossimo passo, si spera, sara' il poter fare tutto da casa con un pc.
    Avendo Grande Torino wi fi in casa sarebbe tutto immensamente facile.
    Buon viaggio e goza bastante!

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    1. Grazie Milco, nella casa dove vado sempre io al Vedado la duena va ancora all' immigracion, forse perchè lei non ha internet, domani glielo chiedo...Un abrazo a todos!

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    2. Ciao Valter buon viaggio,ormai sei già in viaggio partendo alle 6,alle 3 domattina sarai in aeroporto,molto bene.paolino.

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  14. Valter credo che ora, anche e sopratutto al Vedado, la situazione sia cambiata, fammi sapere.
    Ieri ho chiamato per la prima volta con Amundocuba, si spende pochissimo e si sente molto bene.

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    1. Certo milco è un ottima opzione,anzi forse la migliore.paolino.

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    2. Ma sai io telefono poco, chiamo la famiglia per sapere se tutto va bene o se qualche cliente che mando e' arrivato.
      Per il resto uso le mail.

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  15. Intervista a Giorgio Cremaschi (Eurostop):

    Nell'importante e partecipato momento di solidarietà al Venezuela bolivariano ieri pomeriggio a Roma a Piazza delle Cinque Lune, significativa è stata l'adesione di Eurostop. Abbiamo chiesto a Giorgio Cremaschi di spiegarci le motivazioni che hanno spinto una piattaforma che unisce diverse e importanti sigle politiche e sindacali a prendere questa decisione. "Il sostegno al Venezuela di Maduro segna una linea di cesura netta tra chi si oppone realmente alle forze globalista dell'ingiustizia sociale e al modello del neo-liberalismo con chi fa solo chiacchiere. Esattamente come fu uno spartiacque il sostegno al Cile di Allende negli anni '70". Partiamo nell'intervista proprio da questo parallelo che non va giù a molta ex sinistra.


    Intervista


    Intervenendo ieri in Aula subito dopo l’informativa di Alfano, il senatore del Partito Democratico Sangalli ha dichiarato anche abbastanza alterato: “Il Venezuela di oggi non è il Cile di Pinochet. Smettetela”. E’ un paragone che non si può fare?

    E’ la falsa coscienza di certa pseudo sinistra che fa parlare il senatore del PD. La situazione del Cile del 1973 è esattamente uguale a quella del Venezuela di oggi. E io, personalmente, la ricordo benissimo perché l’ho vissuta in prima persona come giovane attivista che insieme ad altri 20 mila andarono ad assaltare la sede della Democrazia Cristiana di Bologna gridando contro il golpe.


    E come andò all’epoca? La costruzione del colpo di stato contro Allende in che modo è paragonabile a quello che sta accadendo oggi in Venezuela?

    Sono esattamente le stesse identiche dinamiche. Il Parlamento cileno era controllato da una maggioranza di destra fascista e Democrazia cristiana che aveva un unico obiettivo: far fallire il paese (come oggi in Venezuela). Il golpe fu preceduto da un’immensa campagna di disinformazione mondiale contro il governo di Allende e le destre nazionali e internazionali iniziarono un immenso boicottaggio per i beni di prima necessità e medicinali (esattamente come oggi in Venezuela).


    E Allende nella fase di guerra economica e mediatica precedente al golpe tenne comunque fede alla questione sociale come Maduro oggi…

    Esattamente. Allende conservò tutte le tutele sociali per lavoratori e fasce meno abbienti della popolazione. Tutte. E questo fece ancora di più arrabbiare le classi alte della popolazione cilena che aumentarono l’accerchiamento economico e le manifestazioni. Manifestazioni che, come il caso del Venezuela oggi, partivano tutte dai quartieri ricchi delle città.
    Esattamente come il Venezuela di oggi, inoltre, i terroristi di destra protagonisti di vari attentati passavano negli Usa e in Europa come “martiri”, “combattenti per la libertà”. Mi ricordo bene una vignetta che circolava all’epoca con uno di questi terroristi cileni con un coltello insanguinato in mano che davanti all’ambasciata degli Stati Uniti gridava: “Sono perseguitato per le mie idee politiche”. Esattamente come il Venezuela di oggi, cos’è cambiato?


    Ma Allende alla fine cadde...

    Allende cadde l’11 settembre 2013 perché commise un errore grave. Si fidò della Democrazia cristiana cilena per un accordo di normalizzazione del paese e permise la sostituzione del generale Prats con Pinochet alla guida dell’esercito.

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  16. Mentre Prats, da lealista democratico, aveva salvato il paese dal primo golpe tentato nel giugno del 1973, Pinochet fu il protagonista diretto del secondo tentativo che andò a buon fine. E il potere non lo spartì poi con nessuno. I media, esattamente come oggi in Venezuela, hanno giocato un ruolo importante. Ricordo ancora la Rai come diffusore della menzogna del fatto che “Allende si fosse suicidato con la mitragliatrice di Fidel”. Allende è stato ucciso, ma si portava quella mitragliatrice che Fidel gli regalò in una visita molto sentita e emozionato di due anni prima con queste parole: “Ti servirà. Gli Stati Uniti non permetteranno mai che tu possa portare avanti queste politiche che hai in mente”.


    E la storia del Cile con Pinochet prese subito un indirizzo chiaro, così come non è difficile immaginare le politiche che perseguirebbero le destre venezuelane al potere…

    Il Cile fu il topo da laboratorio delle politiche che viviamo oggi in tutto il mondo. Il paese fu dato in mano ai Chicago Boys che lo trasformarono nella prima cavia del noe-liberalismo. Privatizzazioni di massa, macelleria sociale e tutto quello che oggi conosciamo bene fu possibile perché la sinistra fu letteralmente spazzata via con migliaia e migliaia di morti. Quindi chi oggi dice che non c’è nessun parallelo possibile tra il Cile di Allende e il Venezuela di Maduro o è un mascalzone o un ignorante. Ma spesso sono entrambe le cose insieme.


    Il Venezuela che resiste non è solo. Ieri a Roma c’è stata una partecipata e importante manifestazione corale a difesa del processo bolivariano che resiste. Manifestazione a cui ha aderito anche la piattaforma Eurostop…

    L’adesione di Eurostop al Venezuela chavista è in linea con la nostra lotta alle forze globaliste attuali. Il nostro no ad euro, Unione Europea e Nato è anche un no chiaro ai golpisti venezuelani mossi da Trump e quindi da Bruxelles. Voglio dire di più, il sostegno al Venezuela chavista, come il sostegno al Cile di Allende prima del golpe, segna la linea di cesura netta tra chi contrasta realmente le forze globaliste dell’ingiustizia sociale e chi fa solo chiacchiere. A differenza dell’Europa dove esistono due destre – quella liberale con i vari Macron, Renzi e Merkel e quella xenofoba della Le Pen e di Salvini – in America Latina e a livello globale ne esiste una sola. Il sostegno e la solidarietà al Venezuela non è certo quello che fu al Cile degli anni ’70 quando partiti di massa come il Pci e il Psi si schierarono contro il golpe, ma qualcosa sta emergendo. Ieri a Roma, oggi a Firenze, domani a Milano. E’ un inizio.

    Alessandro Bianchi

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  17. nel 1973,infatti, l'idea del golpe militare è partita dalla casa bianca, oggi la stessa idea è partita dallo stesso luogo di allora, anche se il plan venezuela freedom 2 è stato reso pubblico qualche giorno dopo l'illustrazione al senato degli stati uniti,febbraio 2015, mentre per il golpe contro allende il piano si è saputo anni dopo.

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